Abbandono animali, condanne fino a 7 anni: primo sì alla Camera

Abbandono animali, condanne fino a 7 anni: primo sì alla Camera
Ultima modifica 11.01.2024
INDICE
  1. Abbandono animali, condanne fino a 7 anni: primo sì alla Camera
  2. Abbandono degli animali, è reato
  3. Denuncia per abbandono degli animali
  4. Abbandono degli animali, chi chiamare?
  5. Un passo importante nella tutela dei diritti degli animali

Abbandono animali, condanne fino a 7 anni: primo sì alla Camera

Adottare un quattro zampe seguendo solo l'onda dell'entusiasmo può essere un errore, dal quale non si può tornare indietro. L'abbandono degli animali, infatti, è un reato penale. A stabilirlo è il codice penale e adesso potrebbero arrivare anche pene più severe.

Se si ha l'idea di portare a casa con sé un pet, è bene pensare a quello che potrebbe significare in termini di dispendio emotivo ed economico. Si ha il tempo per pensare a tutte le cure di cui ha bisogno Fido, si può fare fronte alle spese per farlo mangiare e per portarlo dal veterinario ogni volta che serve? Queste sono le domande base che è opportuno farsi prima di concretizzare un desiderio bellissimo, ma che cambia la vita. In meglio dal punto di vista dell'amore, sicuramente, ma che comporta anche un impegno "finché morte non ci separi".

Per far comprendere quanto sia importante la vita di un animale, oltre alla sensibilizzazione nelle scuole e attraverso gli organi di informazione, ci pensa la legge attraverso un deterrente. Se si lascia per la strada un essere indifeso come un cane si rischiano fino a sette anni di carcere. O, perlomeno, è quello che potrebbe accadere presto: quando anche il Senato dirà sì alla proposta approvata alla Camera.

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Abbandono degli animali, è reato

Purtroppo non tutti hanno la sensibilità di comprendere gli effetti che l'abbandono ha sugli animali. Si tratta di un vero e proprio trauma, che difficilmente verrà superato (ammesso che i pericoli che potrebbe correre il pet non ne provochino la morte). Ecco allora che interviene il parlamento con una proposta di legge che ha passato il primo step alla Camera.

"Tolleranza zero contro chi abbandona il proprio animale, soprattutto se poi si verifica un incidente stradale con morti o feriti. In questo caso il responsabile rischierebbe fino a sette anni", questo è quanto emerge da una nota a firma della Lega.

Denuncia per abbandono degli animali

L'emendamento mette l'abbandono degli animali al pari dell'omicidio stradale. Se passa anche lo step al Senato, prevedrà le stesse pene per "lesioni personali stradali gravi o gravissime", considerando che "abbandonando l'amico a quattro zampe si mette in pericolo anche gli altri utenti della strada".

Oltretutto, alla pena principale vengono applicate anche quelle accessorie, previste per gli stessi reati. Si va dalla sospensione alla revoca della patente, in base alla gravità riscontrata dal giudice. Ma attenzione, l'inasprimento delle pene è previsto anche soltanto per il reato di abbandono in sé, e cioè "anche laddove non si verifichino incidenti".

Abbandono degli animali, chi chiamare?

Se si è testimoni di un reato di abbandono di animali, si devono chiamare le forze dell'ordine e denunciare l'accaduto. Se se ne ha la possibilità, è bene mettere in sicurezza il pet, prendere la targa dell'auto dell'autore del maltrattamento e il modello dell'auto. In questo modo sarà più semplice rintracciare il responsabile e fare in modo che paghi per quello che ha fatto.

Lasciare un cane per la strada, infatti, sol perché si è stufi o si è capito di aver fatto il passo più lungo della gamba, non è la soluzione. Ad approvare quanto fatto in parlamento, per quanto riguarda la riforma del Codice stradale, è anche Michela Vittoria Brambilla, deputata, nonché presidente e fondatrice della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.

Il testo deriva dalla riformulazione di due emendamenti, uno dei quali porta la mia prima firma", ha sottolineato. E ancora: "Ringrazio i colleghi dell'intergruppo che hanno sottoscritto i testi e il collega Cesa che li ha sostenuti in commissione. Se la modifica, come auspico, diventerà legge, chi abbandona per strada un animale, oltre alle conseguenze penali che possono diventare gravissime in caso di incidente, rischia una pesante sanzione amministrativa con la sospensione della patente. Chi intende macchiarsi di un gesto così odioso, ci penserà due volte"

"L'augurio è che, nel prosieguo dell'esame, siano approvati anche altri due emendamenti da me presentati, sull'abolizione del servizio di piazza con veicoli a trazione animale (carrozzelle e botticelle) e sulle misure per garantire la sicurezza degli utenti della strada nelle aree ad alta densità faunistica (corridoi, barriere e recinzioni, dissuasori acustici o visivi e limiti di velocità ridotti nelle ore notturne)", ha concluso Branbilla, da anni impegnata nella salvaguardia della difesa degli animali.

Un passo importante nella tutela dei diritti degli animali

Purtroppo i fatti di cronaca che vedono cani, gatti e altri animali seviziati e torturati per "noia" o "divertimento" fanno capire quanto ancora si debba fare in termini di sensibilizzazione circa il valore della vita in generale, sia essa di un essere umano o di un animale non fa differenza. Ecco allora che il sì alla Camera della proposta sull'inasprimento delle pene per chi abbandona gli animali è un ulteriore passo avanti in questa direzione, nella speranza che rappresenti un deterrente e un cambio di rotta verso il rispetto di tutti gli esseri viventi.

Un avanzamento in termini di civiltà "non più rimandabile, visto anche quanto successo a Palermo che fa provare orrore verso l'inumanità di un umano o sedicente tale", queste sono state le parole della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Noi moderati, Coraggio Italia, Udc, Maie e segretario intergruppo animali e ambiente, ricordando la storia di Aron, il pitbull che l'11 gennaio 2024, in via delle Croci, è stato legato con una catena a un palo e dato alle fiamme dal suo stesso proprietario. Soccorso grazie all'intervento di un passante, ha ustioni su oltre l'80% del corpo e gravi lesioni agli organi interni. Una legge, quindi, che mira al fatto che certe atrocità non vengano più commesse.