Riabilitazione dopo Rottura del Menisco: in cosa consiste?

Ultima modifica 06.12.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Meniscectomia e Suturazione Meniscale
  3. Riabilitazione Post Chirurgica
  4. Esempio di Riabilitazione dopo Meniscectomia
  5. Riabilitazione dopo Suturazione Meniscale
  6. Altri articoli sul 'Rottura del Menisco'

Introduzione

Cosa fare in caso di Rottura del Menisco?

La rottura del menisco è un infortunio del ginocchio molto comune, che interessa maggiormente gli sportivi, ma non solo.

Si è soliti pensare alle lesioni meniscali come a infortuni di natura traumatica; in effetti, solitamente, l'origine è questa, con i malcapitati che sono solitamente individui adulti sotto la quarantina.

Tuttavia, va segnalato che è possibile anche una rottura dovuta a stress e sollecitazioni croniche a carico dell'articolazione del ginocchio; queste circostanze riguardano soprattutto le persone di mezza età e gli anziani.

In presenza di una rottura meniscale, esistono fondamentalmente due tipi di trattamento: conservativo o chirurgico.

La terapia conservativa (o non-chirurgica) si limita sostanzialmente a una gestione sintomatica dell'infortunio, con la consapevolezza che è pressoché impossibile una riparazione spontanea della lesione.
Salvo casi particolari, questo approccio è il primo a essere messo in atto (perché conserva l'anatomia articolare) e ha spesso successo, specie in persone che non hanno specifiche richieste funzionali.

Il trattamento chirurgico, invece, è più complesso: innanzitutto, comporta un intervento mirato all'interno dell'articolazione da parte di uno specialista; in secondo luogo, esistono due opzioni operative: la meniscectomia (ossia la rimozione parziale o totale del menisco lesionato) e la suturazione meniscale.
La chirurgia include sempre un periodo di riabilitazione successivo all'operazione, che è fondamentale per recuperare la funzionalità articolare.

È proprio la riabilitazione post-chirurgia per lesione meniscale il tema centrale di questo articolo.

Per approfondire: Lesioni Meniscali: classificazione e cause

Meniscectomia e Suturazione Meniscale

Cos’è la Meniscectomia e Quali conseguenze ha?

La meniscectomia è l'intervento chirurgico di asportazione totale o parziale di un menisco lesionato.

Nell'eseguirla, il chirurgo cercherà di risparmiare il più possibile l'integrità meniscale, in quanto il rischio di alterazioni degenerative a carico del ginocchio è direttamente proporzionale alla quantità di menisco asportato.

Sulla base delle conoscenze attuali, chi ha subìto questo tipo di intervento chirurgico può ritardare al massimo i processi degenerativi dell'articolazione seguendo queste tre semplici regole: mantenere il peso corporeo nella norma, evitare gli esercizi fisici che gravano in modo ripetitivo sull'articolazione, prevenire per quanto possibile ulteriori traumi al ginocchio.

Cos’è al Suturazione Meniscale e Quali conseguenza ha?

La suturazione meniscale è l'operazione chirurgica di riparazione di un menisco lesionato.

Nell'effettuare questo tipo di intervento, l'ortopedico ricuce i pezzi del menisco infortunato, allo scopo di favorire la loro fusione e ripristinare la normale anatomia della struttura.

Nella teoria, la suturazione meniscale rappresenta una soluzione ottimale.

Tuttavia, possiede un grosso limite: è applicabile solo in un numero ristretto di casi; nella fattispecie, laddove la lesione ha interessato le aree più vascolarizzate del menisco, aree che sfortunatamente sono solo nelle zone periferiche della struttura cartilaginea
Ecco, quindi, spiegato per quale motivo la suturazione meniscale trova impiego solo in specifiche circostanze e si tende a optare per il trattamento conservativo o la meniscectomia.

Per approfondire: Trattamento delle Lesioni Meniscali: terapia conservativa e chirurgia

Riabilitazione Post Chirurgica

In cosa consiste la Riabilitazione dopo Meniscectomia e dopo Suturazione?

Il trattamento riabilitativo ha come obiettivi principali il riacquisto della completa mobilità e funzionalità del ginocchio.

La riabilitazione dopo lesione meniscale è più rapida in caso di meniscectomia (rimozione parziale o totale del menisco lesionato).
In questo caso, il paziente è solitamente in grado di camminare già dopo uno o due giorni dall'intervento e può ritornare alle normali attività dopo qualche settimana (2-6 settimane in rapporto all'entità e alla localizzazione della lesione).

Il processo riabilitativo è più lungo, invece, in caso di suturazione meniscale.
In tali frangenti, il paziente dovrà camminare con l'ausilio delle stampelle per 4 settimane e dovrà attendere dai 4 ai 6 mesi prima del completo ritorno all'attività sportiva.

Inoltre, ci sono numerosi altri fattori che incidono sul protocollo riabilitativo da intraprendere: durante l'intervento, infatti, il chirurgo potrebbe scoprire e riparare altre lesioni, che richiedono un trattamento riabilitativo diversificato dal tradizionale.

Appare chiaro, quindi, quanto sia importante che il medico stabilisca e programmi un percorso di riabilitazione su misura del paziente.

Esempio di Riabilitazione dopo Meniscectomia

Ecco di seguito un esempio di come si svolge la riabilitazione dopo meniscectomia.

Subito dopo l'intervento, il paziente è già nelle condizioni di deambulare; tuttavia, complice il gonfiore (per effetto dell'artroscopia) e il dolore, è prassi raccomandare l'utilizzo delle stampelle almeno per le prime 24 ore; senza dubbio, è sconsigliato farne un uso eccessivo, poiché significherebbe pregiudicare eccessivamente il tono muscolare dell'arto operato, tono muscolare che è fondamentale per una ripresa più rapida ed efficace.

Eliminate le stampelle, il paziente può deambulare, ma deve far attenzione ad alcuni aspetti: per esempio, dovrebbe limitare la flessione del ginocchio in rapporto alla tollerabilità del movimento (45-60°).

Da qui, comincia solitamente il programma di riabilitazione vero e proprio.

Fase iniziale

In fase iniziale, l'obiettivo della riabilitazione è il rafforzamento del muscolo quadricipite; in proiezione di ciò, il fisioterapista potrebbe proporre esercizi a catena cinetica aperta e, successivamente, a catena cinetica chiusa (mezzo squat).

  • Contrazioni isometriche del quadricipite: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa e aderente al terreno, l'altra piegata. Spingere verso il terreno il ginocchio infortunato contraendo il quadricipite (muscolo anteriore della coscia). Mantenere per 10 secondi, rilassarsi e ripetere 3 volte.
  • Estensioni dell'arto inferiore: seduti a terra, con la gamba infortunata distesa e aderente al terreno, l'altra piegata. Contrarre i muscoli del quadricipite per sollevare l'arto infortunato di 20 cm mantenendolo il ginocchio completamente esteso. Mantenere la posizione per 10 secondi, rilassarsi e ripetere 3 volte
  • Mezzo squat: in piedi, mani lungo i fianchi, piedi alla larghezza delle spalle con le punte ruotate verso l'esterno di 30°. Flettere entrambe le ginocchia di 45 grandi, spingere sui talloni contraendo i muscoli della coscia e tornare nella posizione di partenza. Ripetere 10 volte.
  • Step, su e giù: allena tutti i muscoli della coscia e i glutei. Salire su un gradino di 5 cm utilizzando l'arto infortunato, poi scendere lentamente fino ad appoggiare il tallone (non le dita) dell'altro piede. Sollevarsi verso l'alto facendo forza sul tallone dell'arto dolente e ripetere. Durante la flessione, il ginocchio infortunato non deve mai superare la proiezione verticale della punta del piede. L'altezza del gradino andrà aumentata progressivamente seduta dopo seduta (10-15-20 cm).

La riabilitazione può svolgersi tranquillamente in acqua, ma soltanto dopo che le ferite cutanee si sono rimarginate (solitamente dopo 10-15 giorni).

Fase intermedia

Nella fase intermedia (2-4 settimane dopo l'operazione), il programma riabilitativo proseguirà aumentando l'intensità delle esercitazioni.

Il fisioterapista introdurrà esercizi contro resistenza (isotonici) per il rafforzamento dei muscoli della coscia (sia flessori che estensori) in relazione alla tollerabilità all'esercizio.

Durante il mezzo squat, il paziente potrà raggiungere i 60° di flessione sempre in base al grado di recupero e alle sensazioni individuali.

In questa fase, inoltre, è importante migliorare la propriocezione dell'articolazione tramite lavori su pedana basculante in appoggio bipodalico.

Fase finale

Nella terza e ultima fase (4-8 settimane), il lavoro proseguirà con il rafforzamento isotonico ed isocinetico di tutto l'arto inferiore.

Il fisioterapista introdurrà esercizi di rinforzamento a catena cinetica chiusa di intensità progressivamente crescente come esercizi pliometrici, salti, balzi ecc.

Riabilitazione dopo Suturazione Meniscale

Pur condividendo gli obiettivi, il protocollo di riabilitazione dopo intervento di suturazione del menisco è molto più lento del precedente.

Grossomodo le esercitazioni previste sono simili, ma molto più caute e posticipate dal periodo iniziale di immobilità forzata.

Come anticipato, in questi frangenti, il recupero completo avverrà soltanto dopo 3-4 mesi dall'intervento.

Altri articoli sul 'Rottura del Menisco'

Per approfondire: Menisco: anatomia e funzione