Ultima modifica 12.03.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Fasi
  3. Idea
  4. Progetto
  5. Test
  6. Marketing

Generalità

Generalità sugli integratori

Per integratore alimentare si intende uno specifico prodotto da assumere con l'alimentazione volto a promuovere il soddisfacimento di un bisogno nutrizionale.

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Quindi, non sono integratori alimentari tutti i prodotti da somministrare per vie diverse da quella per bocca e quelli che contengono molecole diverse o – in concentrazioni anormali – dai comuni fattori nutrizionali.

La nascita di un integratore alimentare avviene principalmente su base di marketing. Il requisito fondamentale di un prodotto è infatti che abbia un potenziale di vendita, non che sia realmente efficacie. Questo perché, contrariamente ai farmaci, gli integratori alimentari hanno un disciplinare meno rigido da rispettare e lasciano più spazio alla fantasia di produttori, tester e consumatori.

Va da sé che, in assenza di qualsivoglia teoria sul principio o sul meccanismo di funzionamento, qualsiasi integratore alimentare non avrebbe un futuro; ecco che chi inventa, prova e vende integratori alimentari – soprattutto di nuova generazione – è mosso dalla volontà che debbano in qualche modo funzionare.

Fasi

Fasi della nascita di un integratore

In ordine, di seguito andiamo ad esporre le fasi essenziali della nascita di un integratore alimentare:

  1. Idea
  2. Proposta e progetto
  3. Analisi e studio
  4. Pubblicazione scientifica
  5. Campagna pubblicitaria e messa sul mercato

Idea

Nascita di un integratore: l'idea

Ciò che avvia la nascita di un integratore alimentare è l'idea; come anticipato, non si tratta di principi elevati, bensì di interessi economici. Ciò non ha nulla a che vedere sull'efficacia o meno del futuro integratore; al contrario, se funzionasse avrebbe un potenziale di vendita superiore. L'idea parte dall'analisi dei bisogni degli utenti e sulla possibilità di soddisfarli; ad esempio, poiché l'obesità è in costante aumento, determinata soprattutto dal movimento fisico insufficiente (pigrizia) e dall'eccesso di calorie nella dieta (ingordigia), producendo un integratore alimentare che si mangia o si beve, magari dolce (ad esempio una specie di milkshake), con la promessa che non richiederà troppa fatica in palestra, il successo è pressochè assicurato e ad ostacolarlo saranno solamente i competitor – altre aziende con gli stessi obbiettivi, prodotti e target.

Progetto

Proposta e progetto: il primo grande scoglio alla nascita di un integratore

Ogni integratore costituisce un progetto, al quale le aziende poi dedicheranno una specifica campagna. Ovviamente non tutte le proposte vanno a buon fine, e solo ad un eventuale avvallo seguirà la concretizzazione del progetto definitivo. Per far sì che questo avvenga, la proposta dev'essere illuminante e soprattutto rientrare nel budget per un primo investimento. Esempi di proposte di successo, nemmeno troppo datate, hanno riguardato: estratto di caffè verde crudo, estratto di bacche di Goji, estratto di riso rosso fermentato, estratto di vite rossa ecc. Le caratteristiche vincenti di questi prodotti furono l'interesse del mondo scientifico a riguardo (di conseguenza, i numerosi studi che si fecero a riguardo), l'economicità delle materie prime e l'elevato impatto sui bisogni dei consumatori. Furono quindi stabiliti progetti a brevissimo termine, per velocizzare la vendita e cavalcare il trend.

Test

Analisi, studio e pubblicazione scientifica sugli integratori

Ciò che rende più snello il commercio degli integratori alimentari è la minor importanza che gli enti di controllo conferiscono alla loro efficacia. L'importante è che non siano dannosi per salute e che le "promesse" sugli effetti mantengano una certa "fumosità"; se così non fosse, le pubblicità diventerebbero realmente troppo ingannevoli.

Sulla questione effetti collaterali, controindicazioni, tossicità, eventuale LD50, interazioni farmacologiche, purezza ecc, la questione è più complicata. Questo perché gli integratori alimentari, per certi versi, non devono rispettare l'identico protocollo concepito per i farmaci. Non si tratta di una falla legislativa; piuttosto, aiuta a contenere i costi di commercio e a semplificare la procedura burocratica. Ovviamente, questo è possibile soprattutto in virtù del fatto che gli integratori sono a base di nutrienti e / o fattori nutrizionali, nulla che non si possa già trovare all'interno degli alimenti. Certo, come l'esperienza insegna, "naturale" non è per forza sinonimo di "innocuo" o "benefico".

Ciò che importa veramente è che i nuovi integratori, o quelli che sono stati oggetto di segnalazione negativa da parte dei consumatori, vengano testati in maniera sufficientemente esaustiva. I test che andranno sviluppati dovrebbero conquistare diverse tappe, dagli esperimenti in vitro a quelli sulle cavie, e infine sull'uomo. Fanno eccezione i prodotti che hanno già vari studi alle spalle, e anche in questo caso saranno le autorità a valutare il bisogno o meno di ulteriori esperimenti.

Tutto ciò riguarda soprattutto le caratteristiche essenziali degli integratori, ovvero quanto si correla direttamente alla pericolosità o alla sicurezza al consumo. L'efficacia invece, è un aspetto che viene trattato con meno rigore. A testare i prodotti sono quasi sempre le aziende che li commercializzano; pertanto rimane il dubbio di un conflitto di interessi. In alternativa gli esperimenti vengono delegati ad agenzie esterne, che però lavorano su commissione, ed anche in questo caso rimane il sospetto che ci possano essere delle influenze esterne.

Diciamo che per valutare l'efficacia di un integratore alimentare sarebbe buona norma cercare studi sperimentali a riguardo, meglio se condotti da fonti autorevoli, che hanno usato grossi campioni ma, ad ogni modo, approfondirne comunque i metodi di lavoro. Per ciò che riguarda l'affidabilità di un test, il gold-standard è certamente lo studio in doppio cieco – nel quale, fino alla lettura dei risultati, né gli operatori, né il campione sono a conoscenza di chi ha preso il placebo o chi ha assunto il principio attivo. Se la bibliografia è ampia, sarebbe consigliabile restringere la ricerca a metanalisi e revisioni sistematiche. Nota: si definisce un buon risultato, che sia positivo o negativo, qualunque valore ripetibile su un identico protocollo di studio.

Marketing

Campagna pubblicitaria e messa sul mercato di un integratore

Una volta approvato come sicuro, e testato sulla presunta efficacia, l'integratore è pronto per essere pubblicizzato e venduto. È una fase delicatissima, nella quale gli addetti al marketing hanno il compito di comunicare ciò che i consumatori vorrebbero sentire, facendo attenzione a non cadere nell'illecito.

Per fare un esempio realistico, la pubblicità di una qualsiasi forma di creatina non può sostenere in maniera chiara che "aumenta la massa muscolare", così come sull'etichetta di un termogenico non è possibile scrivere che "fa dimagrire"; d'altro canto, nessuno vieta di sostenere che si tratta di integratori concepiti per lo stimolo dell'ipertrofia e per il dimagrimento. Nel marketing degli integratori, retorica e semantica non sempre risultano facili da combinare. Bravo è chi riesce a trasmettere certi concetti senza scriverli.

È parte del marketing anche la brandizzazione degli integratori alimentari, ovvero la scelta di un target bersaglio e della fascia di gamma / prezzo nella quale posizionarlo. Per fare ciò, bisogna mettere sulla bilancia i costi totali (con un margine di sicurezza) e la previsione del volume di vendita; nel rispetto di questi due parametri, andrà poi stabilito un margine di guadagno auspicabile ad "obbiettivi", opportunamente organizzati con criterio temporale.

Com'è ovvio, non è solo il costo delle materie prime a definire il prezzo dell'integratore. Nota: la pressochè totalità delle industrie di integratori alimentari compra le materie prime da specifici produttori, non li sintetizza in maniera autonoma. Sul mercato esistono integratori della stessa qualità ma con prezzi diversi, o addirittura prodotti migliori ma più economici di altri e viceversa. Le aziende di successo cercano di coprire tutte le fasce di mercato assorbendo gli altri competitor ma conservandone il marchio.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer