Multivitaminici di R.Borgacci

Cos’è

Cos’è un multivitaminico?

Per multivitaminico si intende qualunque preparazione a base di vitamine (liposolubili e idrosolubili), spesso contenente anche minerali (macroelementi, microelementi e oligoelementi) e altri fattori nutrizionali (polifenoli antiossidanti ecc), destinata al supplemento nutrizionale.

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(fonte: Shutterstock)

I multivitaminici possono essere commercializzati in forma di compresse, capsule, pastiglie effervescenti, polveri, liquidi, gel o formulazioni iniettabili. Eccezion fatta per quest'ultima categoria, disponibile esclusivamente dietro controllo e prescrizione del medico, il resto dei multivitaminici appartiene alla categoria degli integratori alimentari.

La maggior parte delle prove scientifiche a riguardo indica che, nelle persone sane, i multivitaminici non prevengono il cancro, le malattie cardiache o altri disturbi; pertanto, non c'è ragione di consigliarne l'integrazione alimentare indiscriminata. Tuttavia, alcuni gruppi di popolazione aventi specifiche necessità nutrizionali possono beneficiare dell'assunzione di questi prodotti (ad esempio gli anziani, i soggetti a rischio di degenerazione maculare, chi non segue una dieta equilibrata ecc), mentre altri possono assumerli anche semplicemente a scopo precauzionale (come nel caso dell'acido folico per le gravide o della vitamina D per le donne che entrano in menopausa).

I Italia non esiste una vera e propria definizione scientifica standardizzata per i multivitaminici. Negli Stati Uniti invece, per multivitaminico si intende:

"un supplemento contenente tre o più vitamine e minerali, privo di erbe, ormoni o droghe, in cui ogni vitamina e minerale viene incluso a una dose inferiore rispetto al livello di assunzione superiore tollerabile – determinato dal "Food and Drug Board" – e privo di rischi per la salute".

Cosa Contiene

Cosa contiene un multivitaminico?

I multivitaminici possono contenere, in quantità variabile, i seguenti nutrienti:

I multivitaminici sono disponibili in un'ampia varietà di formule, talvolta basate sull'età, sul sesso o (come negli integratori prenatali) su bisogni nutrizionali altamente specifici. Per fare un esempio, un multivitaminico per i maschi potrebbe includere meno ferro rispetto a quello per le donne fertili, mentre un multivitaminico per gli anziani potrebbe includere più vitamina D e calcio rispetto ad uno per gli adulti di mezza età. Le "formule ad alta potenza" (high-potency formulas) apportano almeno 2/3 del limite dietetico raccomandato.

Raramente alcuni nutrienti come il calcio e il magnesio vengono aggiunti al 100% della dose raccomandata, perché la quantità della singola dose diverrebbe eccessiva. La maggior parte dei multivitaminici si presenta sotto forma di capsule, ma sono parecchio diffuse anche le compresse, le polveri, i liquidi e i gel; le formulazioni iniettabili sono più rare.

Come si Usa

Come si usa il multivitaminico

La maggioranza della popolazione generale non trae alcun beneficio dall'integrazione alimentare con multivitaminici. Tuttavia, per alcune persone sane, in particolare gli anziani, le gestanti e chi ha forti squilibri alimentari (chi segue diete eccessivamente restrittive, chi rispetta filosofie nutrizionali particolari ecc), integrare la dieta con vitamine e minerali può avere effetti positivi sulla salute. Giovano dell'uso di questi prodotti anche i soggetti malati di: anoressia nervosa, alcolisti, complicazioni della digestione e dell'assorbimento nutrizionale, patologie del fegato ecc.

In generale, il consiglio medico sull'utilizzo dei multivitaminici è quello di evitarli se non necessari. In particolare, si raccomanda di moderare l'introito di vitamina A durante la gravidanza, per i possibili effetti teratogeni che potrebbe determinare un eventuale eccesso. D'altro canto, la "National Healt Service" (NHS) raccomanda 10 μg di vitamina D al giorno durante la gravidanza e l'allattamento, nonché 400 μg di acido folico per il primo trimestre (prime 12 settimane di gravidanza). Alcune donne gravide potrebbero aver bisogno di assumere integratori di ferro e vitamina C per contrastare l'anemia che spesso di manifesta durante la gestazione, ma solo su consiglio di un medico. In caso di gravidanza, le donne vegane dovrebbero valutare seriamente la necessità di integrare l'alimentazione con cobalamina (vitamina B12). Talvolta, in gestazione e allattamento può essere necessario aumentare l'apporto di calcio.

Nel "National Health and Nutrition Examination Survey" del 1999-2000 svolto negli USA, il 52% degli adulti ha riferito di aver preso almeno un integratore alimentare nell'ultimo mese, e il 35% ha confermato un uso regolare dei multivitaminici-multiminerali. Dai risultati, le donne rispetto agli uomini, gli adulti rispetto a giovani, i bianchi rispetto agli ispanici e i neri, e quelli con un livello di istruzione più alto rispetto a chi ha studiato meno, avevano più probabilità di assumere multivitaminici. Gli individui che fanno uso dei multivitaminici generalmente seguono diete più sane e nutrienti. Inoltre, gli adulti con un pregresso di cancro alla prostata e al seno hanno dimostrato una maggiore attitudine all'utilizzo dei multivitaminici.

Precauzioni

Precauzioni all’utilizzo del multivitaminico

L'apporto di ciascuna vitamina contenuta nei multivitaminici è generalmente stabilito in base alla quantità che si ritiene possa produrre effetti benefici sulla salute – studiata su ampi gruppi di popolazione. Tuttavia, queste concentrazioni standardizzate potrebbero non correlarsi ai fabbisogni specifici di alcuni sottogruppi, ad esempio i bambini, le donne incinte e determinate condizioni mediche o in terapia farmacologica.

I benefici per la salute dell'apporto di vitamine segue generalmente una curva dose-risposta bifasica, assumendo la forma di una curva a campana, nella quale l'area centrale costituisce il range di assunzione sicura e i margini rappresentano carenza e tossicità. Ad esempio, la FDA raccomanda che gli adulti con una dieta da 2000 kcal debbano assumere tra 60 e 90 mg di vitamina C (acido ascorbico) al giorno (die). Questo range costituisce il centro della curva della campana. Il limite superiore è invece di 2000 mg/die per gli adulti, considerato potenzialmente pericoloso.

Le donne gravide dovrebbero consultare il medico prima di assumere qualsiasi multivitaminico: come anticipato, un eccesso di vitamina A può causare effetti disastrosi sul nascituro (teratogenia).

Nei soggetti che fumano (specialmente più di 20 sigarette al giorno), ex fumatori, persone esposte all'amianto e alcolisti, l'uso a lungo termine degli integratori di beta-carotene (provitamina A), retinolo (vitamina A) e tocoferoli (vitamina E) può abbreviare la vita media e aumentare il rischio di cancro ai polmoni. Negli Stati Uniti, molti multivitaminici di marchi famosi contengono livelli superiori di alcune vitamine e minerali rispetto agli importi DRI / RDA.

Forti carenze di vitamine e minerali richiedono un trattamento medico e possono essere molto difficili da trattare con i multivitaminici da banco. In tali situazioni, sono disponibili speciali forme vitaminiche o minerali con potenze molto più elevate, sia come componenti individuali che come formulazioni specializzate.

L'assunzione di grandi quantità di multivitaminici può determinare un rischio non trascurabile di sovradosaggio acuto, a causa della tossicità di alcuni componenti come, ad esempio, il ferro. Tuttavia, a differenza delle compresse di ferro, che possono risultare anche letali per i bambini, le manifestazioni di tossicità da sovradosaggio dei multivitaminici sono molto rare. Per ridurre il rischio in caso di gestazione, sono stati imposti limiti piuttosto rigorosi sul contenuto di retinolo; non a caso, per la gravidanza sono stati concepiti appositi multivitaminici prenatali.

Come osservato nelle linee guida dietetiche della "Harvard School of Public Health" del 2008, i multivitaminici non dovrebbero sostituire un'alimentazione sana o compensare un'alimentazione francamente scorretta. Nel 2015, la "U.S. Preventive Services Task Force" ha analizzato studi che includevano dati per circa 450.000 persone; l'analisi non ha evidenziato prove evidenti del fatto che i multivitaminici prevengano il cancro e le malattie cardiache, aiutando le persone a vivere più a lungo o "rendendole, in qualsiasi modo, più sane".

Ricerca scientifica sui multivitaminici

A patto che vengano assunte determinate precauzioni, come la correzione della dieta, l'assunzione dei multivitaminici è considerata generalmente sicura, ma sono necessari ulteriori approfondimenti.

Le prove degli effetti sulla salute dei multivitaminici derivano in gran parte da studi di coorte prospettici che valutano le differenze di salute tra gruppi che assumono multivitaminici e gruppi che non lo fanno. Le correlazioni tra assunzione e salute non sono altamente specifiche, ma possono riflettere le caratteristiche tipiche del consumatore medio di multivitaminici. Ad esempio, è stato ipotizzato che chi fa uso di multivitaminici potrebbe, nel complesso, soffrire di più malattie rispetto agli altri. D'altra parte, è stato anche suggerito che tali utenti potrebbero, nel complesso, avere una maggior attenzione alla propria salute. Entrambi questi casi renderebbero gli integratori multivitaminici più utili negli studi di coorte prospettici.

Studi di coorte sui multivitaminici

Nel febbraio 2009, uno studio condotto su 161.808 donne in post-menopausa dagli studi clinici di "Women's Health Initiative" ha concluso, dopo otto anni di follow-up, che "l'uso di multivitaminici ha poca o nessuna influenza sul rischio dei tumori comuni, delle malattie cardiovascolari o della mortalità totale".

Un altro studio del 2010 pubblicato sul "Journal of Clinical Oncology" ha suggerito che l'uso di un multivitaminico durante la chemioterapia per il cancro del colon in stadio III non ha avuto alcun effetto sui risultati del trattamento.

Uno studio di coorte prospettico molto ampio pubblicato nel 2011, che ha coinvolto oltre 180.000 partecipanti, non ha trovato alcuna associazione significativa tra l'uso di multivitaminici e la mortalità per tutte le cause. Non si è inoltre rilevato alcun impatto dell'uso dei multivitaminici sul rischio di malattie cardiovascolari o cancro.

Uno studio di coorte che ha ricevuto un'ampia attenzione da parte dei media è il PHS-II (Physicians' Health Study II). Svolto in doppio cieco su 14.641 medici statunitensi maschi di età pari o superiore a 50 anni (età media di 64,3 anni), dal 1997 al 1° giugno 2011, con un tempo medio di analisi pari a 11 anni, questo studio ha confrontato l'incidenza totale di tumore (escluso il cancro della pelle di tipo non melanoma) sui partecipanti che assumevano giornalmente un multivitaminico (Centrum Silver, di Pfizer) o un placebo. Rispetto al placebo, gli uomini che assumevano quotidianamente un multivitaminico presentavano una piccola riduzione dell'incidenza totale di cancro. Non sono stati rilevati effetti statisticamente significativi per specifici tumori o per la mortalità. Tuttavia, come sottolineato in un editoriale dello stesso numero del "Journal of American Medical Association", i ricercatori non hanno osservato differenze sull'effetto se i partecipanti allo studio fossero o meno rigorosi nell'assumere il multivitaminico, riducendo la relazione dose-risposta.

Usando lo stesso studio, i ricercatori hanno concluso che l'assunzione quotidiana di un multivitaminico non ha alcun effetto nel ridurre l'infarto e altri eventi cardiovascolari maggiori, la mortalità da infarto miocardico, ictus e CVD.

Revisioni sistematiche e meta-analisi sui multivitaminici

Una delle principali meta-analisi, pubblicata nel 2011, ha concluso che l'uso dei multivitaminici non è significativamente associato al rischio di cancro al seno. Uno studio di coorte svedese ha indicato un effetto simile, ma nel complesso tale associazione non è risultata statisticamente significativa. Una meta-analisi del 2012 di dieci studi randomizzati, controllati su placebo, pubblicati sul "Journal of Alzheimer's Disease", ha rilevato che l'assunzione giornaliera di un multivitaminico può migliorare la memoria di richiamo immediato, ma non influenza in nessun altro modo la funzione cognitiva.

Un'altra meta-analisi, pubblicata nel 2013, ha scoperto che il trattamento multivitaminico-multiminerale "non ha alcun effetto sul rischio di mortalità" e una revisione sistematica del 2013 ha rilevato che il supplemento multivitaminico non aumenta la mortalità e potrebbe, anzi, diminuirla leggermente. Una meta-analisi del 2014 ha riportato che ci sono "prove sufficienti per supportare il ruolo degli integratori dietetici multivitaminici / minerali per la riduzione del rischio di cataratta correlata all'età". Una meta-analisi del 2015 ha sostenuto che il risultato positivo sull'effetto delle vitamine, in riferimento all'incidenza del cancro, riscontrato nel "Physicians' Health Study II" (di cui sopra) non dovrebbe essere trascurato nonostante i risultati neutri di molti altri studi.

Guardando i dati del 2012, uno studio pubblicato nel 2018 ha presentato una meta-analisi sugli esiti delle malattie cardiovascolari e sulla mortalità per tutte le cause. È emerso che "non sono state dimostrate prove conclusive a beneficio di alcun integratore in tutti i contesti dietetici (comprese carenza e sufficienza vitaminica), pertanto qualsiasi beneficio andrebbe relazionato ai possibili rischi". Lo studio ha scartato i benefici dell'assunzione regolare di integratori di vitamine C e D, beta-carotene, calcio e selenio. I risultati indicati sull'assunzione della niacina potrebbero indicare effetti potenzialmente dannosi.

L’opinione degli esperti sui multivitaminici

Un rapporto del 2006 della "U.S. Agency for Healthcare Research and Quality" ha concluso che "l'integrazione regolare con un singolo nutriente o una miscela di sostanze nutritive per anni non ha benefici significativi nella prevenzione primaria del cancro, delle malattie cardiovascolari, della cataratta, della degenerazione maculare senile o del declino cognitivo. "Tuttavia, il rapporto ha osservato che:

  • i multivitaminici hanno effetti benefici per alcune sottopopolazioni, come i soggetti con scarso status nutrizionale
  • la vitamina D e il calcio possono aiutare a prevenire le fratture nelle persone anziane
  • lo zinco e gli antiossidanti possono aiutare a prevenire la degenerazione maculare senile in soggetti ad alto rischio.

Secondo la "Harvard School of Public Health": "... molte persone non seguono una dieta sana, ecco perché un multivitaminico può aiutare a colmare certe lacune e può avere benefici per la salute". Il "U.S. Office of Dietary Supplements", una branca del "National Institutes of Health", suggerisce che i supplementi multivitaminici potrebbero essere utili per alcune persone con specifici problemi di salute (ad esempio, la degenerazione maculare). Tuttavia, si è concluso che "la maggior parte delle ricerche mostra che le persone sane che assumono un multivitaminico non ha una minore probabilità di ammalarsi di cancro, malattie cardiache o diabete". Sulla base delle ricerche attuali, non è possibile raccomandare o sconsigliare l'uso dei multivitaminici per vivere più a lungo e più sani".

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Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


Ultima modifica dell'articolo: 19/07/2019

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