Vasodilatazione e vasocostrizione: cosa sono, a cosa servono e come avvengono

Vasodilatazione e vasocostrizione: cosa sono, a cosa servono e come avvengono
Ultima modifica 11.06.2024
INDICE
  1. Vasodilatazione
  2. Vasocostrizione

In questo articolo parleremo in termini "semplici" dei processi di vasodilatazione e vasocostrizione, due reazioni fisiologiche messe in atto dal sistema circolatorio, in risposta a specifici stimoli di natura chimica ed elettrica.

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Vasodilatazione

Cos'è la vasodilatazione?

La vasodilatazione o vasorilassamento (dall'inglese vasorilaxation), è l'aumento delle dimensioni e della portata dei vasi sanguigni. Com'è intuibile, la vasodilatazione è l'opposto della vasocostrizione, ovvero il restringimento dei vasi sanguigni.

Si tratta di una funzione dovuta alla diminuzione del tono muscolare (liscio) collocato all'interno delle pareti vasali. Si verifica sia nei vasi maggiori, quali vene e arterie, che nelle arteriole.

Come sono fatte le pareti dei vasi?

Le pareti dei vasi sanguigni sono composte da strati concentrici di tessuti differenti, tra i quali troviamo anche la muscolatura; in ordine, dall'interno verso l'esterno, osserviamo:

  1. tessuto endoteliale e membrana basale;
  2. muscolatura liscia;
  3. avventizia.

Come avviene la vasodilatazione?

Poiché la condizione basale dei vasi è di semi-contrazione, dovuta all'attività nervosa simpatica, una volta messa in atto la decontrazione della muscolatura liscia, si ottiene una dilatazione.

L'aumento della sezione luminare del vaso diminuisce le resistenze al passaggio del sangue e aumenta il flusso stesso.

Inoltre, grazie alla diminuzione post-carico del cuore, incrementa anche la gittata cardiaca.

A cosa serve la vasodilatazione?

La vasodilatazione è uno dei processi che modulano la resistenza vascolare, cioè la quantità di forza che il sangue circolante deve superare per consentire la perfusione dei tessuti corporei.

Com'è deducibile, il suo obbiettivo primario è di incrementare la perfusione sanguigna nei distretti irrorati.

Una conseguenza diretta della vasodilatazione è la diminuzione della pressione sanguigna.

Cosa provoca vasodilatazione?

La risposta vasodilatante può essere intrinseca (dovuta a processi locali) o estrinseca (dovuta agli ormoni e/o al sistema nervoso).

Inoltre, può essere localizzata (a seconda delle esigenze metaboliche di un particolare tessuto, come durante l'esercizio fisico intenso) o sistemica (osservata nell'intero organismo).

Le sostanze endogene e i farmaci che provocano vasodilatazione sono detti vasodilatatori. Molti sono neurotrasmettitori rilasciati dai nervi perivascolari del sistema nervoso autonomo. I barocettori rilevano la pressione sanguigna e consentono l'adattamento attraverso i meccanismi di vasocostrizione o vasodilatazione, per mantenere l'omeostasi.

Vasocostrizione

Cos'è la vasocostrizione?

La vasocostrizione è il restringimento dei vasi sanguigni, derivante dalla contrazione della parete muscolare delle grandi arterie e delle arteriole.

Il processo è l'opposto della vasodilatazione, che abbiamo detto corrispondere all'allargamento dei vasi.

Come avviene la vasocostrizione?

Il meccanismo che porta alla vasocostrizione deriva dalla contrazione della muscolatura liscia vasale, a sua volta provocata dall'aumento della concentrazione intracellulare di calcio (ioni Ca2+).

I due stimoli più frequenti sono l'azione dell'adrenalina, rilasciata a livello sistemico dal surrene, e della norepinefrina, invece dovuta all'attivazione del sistema nervoso simpatico che innerva direttamente il muscolo.

A cosa serve la vasocostrizione?

Quando i vasi si restringono per vasocostrizione aumentano le resistenze e, di conseguenza il flusso sanguigno diminuisce.

Alla vista, la vasocostrizione si manifesta con evidente pallore.

Il processo è particolarmente importante per controllare le emorragie e ridurre, quindi, le perdite di sangue.

Inoltre, la vasocostrizione trattiene maggiormente il calore corporeo, riducendo gli scambi tra la temperatura esterna e quella del sangue stesso.

La vasocostrizione è uno dei meccanismi attraverso i quali il corpo regola la pressione arteriosa media.

Cosa provoca vasocostrizione?

I fattori che innescano la vasocostrizione possono essere di origine esogena o endogena.

La bassa temperatura ambiente è un esempio di vasocostrizione esogena a livello cutaneo. L'esposizione all'acqua, inoltre, provoca una vasocostrizione che, a sua volta, provoca le tipiche rughe dovute all'immersione.

Esempi di fattori endogeni includono: il sistema nervoso autonomo, alcuni ormoni e i meccanismi intrinseci inerenti al sistema vascolare stesso (noto anche come risposta miogenica).

I farmaci che causano vasocostrizione, noti anche come vasocostrittori, sono medicinali solitamente utilizzati per aumentare la pressione arteriosa sistemica; in alcuni casi, possono avere un effetto localizzato. Tra i farmaci più utilizzati a scopo vaso-costrittivo citiamo: antistaminici, decongestionanti e stimolanti.

La vasocostrizione grave può provocare sintomi di claudicatio intermittente.

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Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer