Vagina
Ultima modifica 17.04.2020

Generalità

La vagina è un canale muscolare elastico che, nella donna, si estende dal collo dell'utero al vestibolo, uno spazio delimitato dai genitali esterni.

Appartenente all'apparato genitale femminile, la vagina ha una lunghezza di 8-10 centimetri e un orientamento leggermente obliquo, che dall'alto si dirige in basso e in avanti.

Superiormente, la vagina si inserisce nel collo dell'utero, mentre inferiormente attraversa il pavimento pelvico e si apre nel vestibolo della vulva.

Cosa significa "Vagina"?

Il termine deriva dal latino "vagina", che letteralmente significa "fodero" o "guaina".

Vagina

Funzioni

Il canale vaginale è molto distensibile; in condizioni normali è, infatti, collassato (cioè appiattito in senso antero-posteriore), mentre si dilata:

  • Durante i rapporti sessuali, per accogliere il penee ricevere lo sperma;
  • Nel corso del parto, per consentire il passaggio del feto e degli annessi fetali.

Quali sono le Funzioni della Vagina?

La vagina rappresenta l'organo femminile dell'accoppiamento (organo copulatorio), ma anche una componente del canale del parto.

La vagina permette, inoltre, il passaggio dei fluidi mestruali.

Ricapitolando, quindi, le funzioni principali della vagina sono:

  • Fungere da via di passaggio per l'eliminazione del flusso mestruale;
  • Ricevere il pene maschile durante l'accoppiamento e gli spermatozoi diretti all'utero;
  • Rappresentare l'ultimo tratto del canale del parto.

Anatomia

Sebbene nel linguaggio comune i due termini vengano spesso utilizzati come sinonimi, la vagina non andrebbe confusa con la vulva; quest'ultima rappresenta, infatti, l'insieme dei genitali esterni femminili.

La vulva ospita anche l'orifizio vaginale, cioè l'apertura inferiore tramite la quale la vagina comunica all'esterno. Tale orifizio (detto anche introito) si colloca nel vestibolo del perineo, in posizione immediatamente posteriore al meato uretrale (apertura esterna dell'uretra).

Vulva

All'estremità opposta del canale vaginale troviamo un allargamento corrispondente alla regione detta volta vaginale (o arco vaginale, fornice), nella quale la vagina si fissa sul collo dell'utero. In questa sede, la parte inferiore dell'utero, detta appunto cervice uterina, protrude nella vagina con una formazione a cupola detta "muso di tinca".

Fornice

Per via del già ricordato orientamento obliquo, la parte posteriore della vagina si inserisce sulla portio uterina in un punto più alto rispetto a quello in cui si inserisce la parete anteriore; di conseguenza, il fornice posteriore risulta più alto rispetto a quello anteriore.

Durante un rapporto sessuale completo, lo sperma maschile si raccoglie nella volta vaginale (per questo nota anche come receptaculum seminis); da qui gli spermatozoi risalgono nell'orifizio uterino presente nel canale cervicale, fino ad entrare nelle tube di Falloppio per fecondare la cellula uovo.

Lunghezza Vagina

In media, la lunghezza della vagina è pari a 8-9 cm, ma, trattandosi di un organo molto distensibile, lunghezza e larghezza del canale sono estremamente variabili.

IMENE

In genere, nelle donne vergini l'orifizio vaginale è circondato in maniera più o meno importante dall'imene; si tratta di una membrana di tessuto connettivo simile ad un anello, che varia sensibilmente da una donna all'altra per dimensioni e spessore (in alcune donne arriva ad esempio a chiudere completamente l'apertura vaginale, vedi imene imperforato).

La rottura dell'imene (detta deflorazione) avviene generalmente durante il primo rapporto sessuale, ma può prodursi anche facendo sport (come l'equitazione) o a seguito di traumi locali, anche manuali.


Imene

Rapporti anatomici

Abbiamo già visto come la vagina si inserisca superiormente sul collo dell'utero e si apra, inferiormente, nel vestibolo della vulva.

Anteriormente, la vagina è in rapporto con la base della vescica nel suo terzo superiore e, nella sua parte inferiore, con l'uretra che si apre a livello del vestibolo.

Posteriormente, la vagina è in rapporto con la cavità peritoneale (cavo del Douglas) nel suo terzo superiore, decorre parallelamente all'intestino retto nella sua porzione intermedia e con il perineo nel terzo inferiore.

La vascolarizzazione della vagina avviene principalmente ad opera delle arterie vagali, rami delle arterie iliache interne.

L'innervazione è ad opera del plesso ipogastrico (nervi sacrali S2-S4) e di rami del nervo pudendo.

Lubrificazione e rapporti sessuali

La mucosa vaginale è rivestita da un epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato; tale epitelio è tipico delle regioni che devono sopportare un importante stress meccanico e che per questo sono soggette a un rapido turn over degli elementi cellulari di superficie. Oltre che nella vagina, ad esempio, ritroviamo questo epitelio nella mucosa del cavo orale e dell'esofago.

Nella mucosa vaginale non sono presenti ghiandole; di conseguenza, la lubrificazione del canale vaginale è affidata al fluido che trasuda dai plessi venosi della parete vaginale; durante i rapporti sessuali, la lubrificazione è maggiore poiché i vasi venosi si dilatano in risposta all'eccitazione sessuale. A ciò si aggiunge anche l'attività lubrificante del muco cervicale, mentre per quanto riguarda la lubrificazione della vulva intervengono soprattutto le ghiandole di Bartolini.

Il fluido vaginale rappresenta anche un importante difesa dai patogeni e un sostegno per l'attività degli spermatozoi.

Rughe vaginali

La mucosa della vagina presenta pieghe trasversali, disposte in serie e chiamate rughe o pieghe vaginali, più numerose e sviluppate inferiormente. La loro presenza è importante per garantire all'organo la già ricordata estensibilità, che gli permette ad esempio di adattarsi alla misura del pene durante un rapporto sessuale.

In seguito alla semplice eccitazione sessuale, anche senza penetrazione, la vagina si allunga rapidamente di circa 8 cm e si espande anche in larghezza.

Come l'utero, anche la mucosa vaginale subisce caratteristiche e cicliche modificazioni in risposta ai livelli di estrogeni e progesterone.

pH vaginale

In condizioni normali, la vagina è popolata da diversi microrganismi, che tra loro si trovano in una condizione di equilibrio. I batteri più importanti nell'ecosistema vaginale sono i lattobacilli.

Come avviene in altri distretti, sia i lattobacilli che l'organismo traggono vantaggi da questa reciproca convivenza. La flora lattobacillare si nutre infatti del glicogeno presente nelle trasudazioni vaginali e ricambia il favore sintetizzando acido lattico. Ed è proprio grazie all'acido lattico che l'ambiente vaginale viene mantenuto leggermente acido, ad un pH di circa 3.8-4.5.

Tale acidità è particolarmente preziosa e importante per l'organismo, poiché ostacola la crescita di altri patogeni responsabili di infezioni vaginali.

Malattie della Vagina

Le principali malattie e i più comuni disturbi che interessano la vagina sono:

  • VAGINITE: infiammazionedelle pareti vaginali, spesso correlata a processi infettivi dell'utero a trasmissione sessuale o per contaminazione fecale. Spesso, questa condizione è favorita da un aumento del pH locale (dovuto, ad esempio, al sangue mestruale o allo sperma nel post-coito) e dall'alterazione della flora microbica (riduzione dei lactobacilli secondaria alla scarsa igiene personale o all'uso di farmaci, come antibiotici o corticosteroidi). Tali condizioni predispongono alla proliferazione dei microrganismi patogeni e rendono la mucosa vaginale più vulnerabile agli attacchi infettivi. Gli agenti responsabili della vaginite possono essere miceti (come la Candida albicans), batteri (Gardnerella vaginalis, streptococchi, stafilococchi ecc.), protozoi (es. Trichomonas vaginalis) e, più raramente, virus (es. Herpes simplex).  La vaginite può derivare, inoltre, da reazioni di ipersensibilità ed irritazioni della mucosa vaginale. Tra i fattori che possono indurre questo disturbo rientrano l'uso eccessivo di detergenti intimi, lavande vaginali, spray igienici o profumi, ammorbidenti e detersivi per la biancheria. Occasionalmente, l'irritazione può essere conseguenza dell'uso di lubrificanti o profilattici in lattice. La vaginite può essere provocata anche da cause fisiche, come abrasioni dovute ad un'inadeguata lubrificazione durante i rapporti sessuali o sfregamenti da indumenti troppo attillati, soprattutto se costituiti da un materiale sintetico. Anche il contatto prolungato con un corpo estraneo (es. assorbenti interni, residui di carta igienica o granelli di sabbia) può causare un'infiammazione a livello vaginale.
  • VAGINOSI BATTERICA: infiammazione della vagina ad eziologiapolimicrobica; significa che a determinarne l'infiammazione concorre una generale alterazione della normale flora microbica. Normalmente, nelle donne in età riproduttiva, i lactobacilli sono i costituenti predominante della flora microbica vaginale. La colonizzazione da parte di questi batteri è normalmente protettiva, in quanto mantiene il pH vaginale a valori normali (tra 3.8 e 4.5) e previene l'eccessiva crescita dei microrganismi patogeni. Tuttavia, in presenza di situazioni che possono alterare l'ecosistema vaginale, i genitali possono risultare vulnerabili. La vaginosi batterica è un'infezione genitale molto comune caratterizzata da un dismicrobismo vaginale che provoca l'aumento dei batteri patogeni. Spesso, la sua presenza è segnalata da prurito, bruciore ed aumento delle perdite vaginali (secrezioni bianco-grigiastre omogenee, caratterizzate da cattivo odore). Se trascurata, la vaginosi batterica può determinare complicanze ginecologiche, oltre a favorire la trasmissione delle malattie diffuse attraverso i rapporti sessuali.
  • VAGINISMO: contrazione riflessa e involontaria dei muscoli all'ingresso della vagina che ostacola la penetrazione, in assenza di anomalie anatomiche o funzionali. Pertanto, risulta impossibile tollerare l'inserimento di un tampone, l'esplorazione digitale o l'ingresso del pene durante l'attività sessuale. Il vaginismo si presenta in modo ricorrente o persistente. Le cause che contribuiscono all'insorgere di tale reazione sono molteplici. Solitamente, ha un'origine psicogena e deriva dalla paura che il rapporto sessuale sia doloroso. Il vaginismo, inoltre, si può sviluppare dopo periodi di stress o può essere associato a ricordi traumatici (primi tentativi di penetrazione o abuso sessuale). Talvolta, risulta da un insieme di fattori educativi che inducono l'inibizione sessuale. Il restringimento riflesso dei muscoli della vulva, del perineo e dell'orifizio vaginale, inoltre, può accompagnare la dispareunia di qualsiasi natura (inclusi tumori pelvici, endometriosi, malattie infiammatorie delle pelvi e atrofia vaginale senile).
  • PROLASSO VAGINALE: spostamento verso il basso delle pareti vaginali per cedimento delle strutture di sostegno e sospensione della vagina.

La vagina può essere interessata, poi, da:

  • Malattie a trasmissione sessuale, come herpes genitale, gonorrea, tricomoniasi e clamidia:
  • Malattie dermatologiche (tra cui dermatite seborroica, lichen sclerosus e psoriasi);
  • Reazioni di ipersensibilità o allergia a determinate sostanze (es. uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali);
  • Micro-traumatismi indotti da grattamento per il prurito locale, abrasioni per un'inadeguata lubrificazione durante i rapporti sessuali, sfregamenti da indumenti troppo aderenti ed uso di assorbenti interni per lunghi periodi di tempo.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici