Farmaci per Curare la Legionellosi

Farmaci per Curare la Legionellosi
Ultima modifica 27.05.2019

Definizione

Il termine "legionellosi" indica un gruppo eterogeneo d'infezioni sostenute da batteri gram-negativi aerobi obbligati, appartenenti al genere Legionella; la malattia dei legionari è la forma di legionellosi più pericolosa, ma esiste anche la febbre di Pontiac, nelle sue due forme cliniche (simil-influenzale acuta e sub-clinica).

Cause

La legionellosi è scatenata principalmente dal batterio Legionella pneumophila: il batterio viene trasmesso attraverso l'inalazione o l'aspirazione di microgoccioline di acqua infette, anche se talvolta il contagio avviene tramite micro particelle di polvere derivate dall'essiccazione di aerosol contaminati.

Sintomi

I sintomi da legionellosi esordiscono dopo 2-14 giorni dall'esposizione al batterio; tra i più frequenti ricordiamo: brividi, confusione mentale, difficoltà respiratorie, dolore muscolare, febbre alta (40°C), inappetenza, malessere generale, mancanza di fiato, sintomi gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito). La febbre di Pontiac non coinvolge i polmoni, a differenza della malattia dei legionari propriamente detta.


Le informazioni sui Legionellosi - Farmaci per la Cura della Legionellosi non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Legionellosi - Farmaci per la Cura della Legionellosi.

Farmaci

La legionellosi è una malattia infettiva causata da batteri del genere Legionella, pertanto la terapia raccomandata è quella antibiotica. In mancanza di un trattamento adeguato, la malattia evolve verso un graduale peggioramento.

La forma meno grave dell'infezione, la febbre di Pontiac, tende ad autorisolversi in pochi giorni, senza necessità di farmaci o cure specifiche.

Per quanto riguarda la legionellosi, l'eradicazione dell'infezione si basa sulla somministrazione di antibiotici scelti a seconda della specie e del sierogruppo dell'agente causale, identificato durante l'iter diagnostico, tenendo in considerazione la gravità dei sintomi e lo stato di salute del paziente (es. immunocompromissione, presenza di complicanze extra-polmonari, insufficienza renale ecc.).

La Legionella è un batterio essenzialmente intracellulare: per essere efficaci nel trattamento delle legionellosi, gli agenti antimicrobici devono concentrarsi e svolgere la loro attività a tale livello, oltre a distribuirsi e persistere per un tempo adeguato nei tessuti infettati.

Storicamente, l'eritromicina è stato l'antibiotico di prima scelta per la cura della legionellosi. Attualmente, è preferibile l'utilizzo di chinoloni (in particolare, sono farmaci d'elezione: levofloxacina e moxifloxacina), macrolidi (prima scelta: azitromicina e claritromicina; seconda scelta: eritromicina) e tetracicline (doxiciclina). Questi antibiotici si sono dimostrati più attivi contro la Legionella e presentano proprietà farmacocinetiche superiori rispetto a quelle dell'eritromicina (ad esempio: migliore biodisponibilità, migliore penetrazione nei macrofagi, emivita più lunga ecc.). Ai fini della cura della legionellosi, invece, le betalattamine, i carbapenemi, gli aminoglicosidi ed il cloramfenicolo risultano inefficaci, soprattutto per la loro scarsa capacità di penetrazione intracellulare.

In linea generale, la durata del trattamento delle legionellosi non complicate è di 10-14 giorni, ma può essere significativamente più lunga in presenza di ascessi polmonari, empiemi pleurici, endocarditi o altre infezioni extra-polmonari. Per i pazienti gravemente immunocompromessi, il regime terapeutico indicato dal medico può estendersi anche fino a 3 settimane.

Oltre all'antibioticoterapia, la legionellosi può rendere necessario un trattamento di supporto respiratorio e/o sistemico.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la legionellosi, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

  • Levofloxacina: attualmente, è il farmaco d'elezione per la cura della legionellosi. La levofloxacina è un antibiotico di sintesi appartenente alla classe dei chinoloni di terza generazione (più nel dettaglio, si tratta di un fluorochinolone). La levofloxacina è dotata di attività battericida nei confronti di organismi gram-negativi resistenti a più farmaci. Il trattamento per la legionellosi di grado lieve (paziente non immunocompromesso) dura indicativamente 7-10 giorni; Il dosaggio di levofloxacina raccomandato è di 500 mg, da assumere per via orale (os) ogni 24 ore. Se il paziente è immunodepresso o risulta affetto da una polmonite di grave entità, la durata della terapia può prolungarsi per 10-14 giorni e il dosaggio raccomandato è compreso nel range 500-750 mg. In quest'ultimo caso, la levofloxacina è somministrata ogni 24 ore, inizialmente per via endovenosa; il passaggio all'assunzione orale dell'antibiotico può essere considerato nei pazienti clinicamente stabili, che migliorano prontamente dopo l'inizio della fleboclisi.
  • Moxifloxacina: principio attivo appartenente alla classe dei chinoloni; agisce inibendo la replicazione delle molecole dell'acido deossiribonucleico (DNA) batterico. La sua attività è simile a quella della ciprofloxacina e della levofloxacina. Nei pazienti con legionellosi lieve, l'antibiotico rientra tra le alternative di prima scelta: il dosaggio raccomandato è pari a 400 mg, da assumere per via orale, ogni 24 ore per 7-10 giorni. In caso d'immunocompromissione e infezione polmonare di grave entità, il trattamento è di seconda scelta rispetto ad altri medicinali e prevede la somministrazione per via endovenosa di 400 mg ogni 24 ore, per 14 giorni.
  • Ciprofloxacina: principio attivo appartenente alla classe dei chinoloni. Nei pazienti con legionellosi lieve, il dosaggio raccomandato è pari a 500 mg, da assumere per via orale ogni 12 ore per 7-10 giorni. In caso d'immunocompromissione e infezione polmonare di grave entità, il trattamento prevede la somministrazione per via endovenosa di 400 mg ogni 8 ore, per 14 giorni (o 750 mg per os).
  • Azitromicina: antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi. Nei pazienti con legionellosi lieve, il dosaggio raccomandato è pari a 500 mg, da assumere per via orale ogni 24 ore per 3-5 giorni. In caso d'immunocompromissione e infezione polmonare di grave entità, il trattamento prevede la somministrazione per via endovenosa di 500 mg ogni 24 ore, per 7-10 giorni. L'azitromicina è un antibiotico di prima scelta sia per le forme lievi, sia per quelle gravi di legionellosi.
  • Claritromicina: come l'azitromicina, è un macrolide; viene prescritto per le infezioni da Legionella non complicate (500 mg per via orale, ogni 12 ore, per 10-14 giorni).
  • Eritromicina: al momento, è un antibiotico macrolide di seconda scelta per la legionellosi di lieve entità; il farmaco va assunto per via orale, alla dose di 500 mg, ogni 6 ore. La terapia continua con questa posologia per 10-14 giorni. La durata del trattamento può prolungarsi oltre le tre settimane quando il paziente è immunocompromesso o risulta affetto da una legionellosi di grave entità (in questi casi, l'eritromicina rappresenta un farmaco di terza scelta). Il protocollo terapeutico raccomandato, iniziando la terapia con una somministrazione per via endovenosa, prevede 0,75-1 g di eritromicina ogni 6 ore, per 3-7 giorni; poi, 500 mg os ogni 6 ore per 21 giorni. In alcuni pazienti, è possibile associare l'eritromicina alla rifampicina.
  • Doxiciclina: si tratta di un antibiotico appartenente alla classe delle tetracicline; è un farmaco di seconda scelta per la cura della legionellosi. La doxiciclina inibisce la sintesi proteica dei batteri sensibili, legandosi alle subunità ribosomiali 30S. Indicativamente, la posologia prevede di assumere una prima dose di 200 mg per via orale, poi 100 mg ogni 12 ore per 10-14 giorni.

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Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici