Esami del Sangue – Analisi del Sangue

Esami del Sangue – Analisi del Sangue
Ultima modifica 14.12.2020
INDICE
  1. Cosa Sono
  2. A Cosa Servono
  3. Quali Sono e Come Interpretarli
  4. Preparazione
  5. Come Leggere i Risultati

Cosa Sono

Esami del Sangue: In Cosa Consistono?

Gli esami del sangue sono analisi importanti per valutare lo stato di salute generale del nostro organismo. Queste indagini vengono utilizzate, infatti, per verificare che gli organi svolgano correttamente le loro normali funzioni. Anomalie significative di una o più popolazioni delle cellule del sangue e/o di marcatori specifici possono indicare la presenza di una o più patologie.

A Cosa Servono

Quando e Perché Fare gli Esami del Sangue?

Gli esami del sangue servono a valutare lo stato di salute generale, quindi consentono di confermare una situazione di normalità rispetto ai range di riferimento o di evidenziare la presenza di alcune alterazioni significative dal punto di vista clinico.

Le analisi vengono prescritte dal medico:

  • Come controllo di routine a soggetti sani;
  • Quando il paziente manifesta segni e sintomi che possono essere correlati a varie condizioni (es. anemia, infezioni ricorrenti, infiammazioni, disordini della coagulazione ecc.), quindi per accertare un sospetto diagnostico e definire un preciso quadro clinico;
  • Per monitorare periodicamente l'andamento di una patologia e per valutare l'efficacia dei trattamenti attuati dopo che è stata stabilita la diagnosi.

Quali Sono e Come Interpretarli

I test di routine eseguiti su campioni ematici più comunemente comprendono:

Emocromo (o Esame Emocromocitometrico)

L'EMOCROMO è una delle analisi del sangue più eseguite, poiché i suoi risultati contribuiscono a tenere sotto controllo lo stato di salute generale di una persona.

Detto anche esame emocromocitometrico, questo test consiste nella valutazione dei diversi parametri che si riferiscono ai principali componenti del sangue:

  • Numero di tutte le cellule ematiche, cioè la conta di:
    • Globuli rossi (o eritrociti): contengono l'emoglobina che trasporta l'ossigeno e l'anidride carbonica nell'organismo; rappresentano le cellule del sangue più numerose. Gli eritrociti hanno la forma di disco biconcavo (leggermente schiacciato al centro) e presentano un caratteristico colore rosso (da cui il nome) per il loro contenuto di emoglobina, (proteina contenente ferro, necessaria per trasportare l'ossigeno nel sangue). I globuli rossi vivono in media 120 giorni nel sistema circolatorio e sono successivamente rimossi nella milza; per questo, il midollo osseo deve produrne di nuovi in continuazione, allo scopo di rimpiazzare gli elementi morti, distrutti o persi durante un sanguinamento. La valutazione dei globuli rossi nell'emocromo include: conta dei GR, emoglobina (Hb), ematocrito (Hct) ed indici eritrocitari, che includono il volume corpuscolare medio (MCV), la media emoglobinica corpuscolare (MCH), la concentrazione media di emoglobina nei corpuscoli (MCHC), e, talvolta, l'ampiezza della distribuzione eritrocitaria (RDW). L'emocromo può includere o meno la conta dei reticolociti (precursori dei globuli rossi maturi).
    • Globuli bianchi (o leucociti): noti anche come leucociti o WBC (White Blood Cells) - sono elementi cellulari del sangue deputati alla difesa dell'organismo nei confronti di agenti infettivi, sostanze estranee ed altre cause di danno. I leucociti giocano un ruolo importante anche nelle allergie e nelle infiammazioni. I globuli bianchi circolanti comprendono popolazioni cellulari molto diverse tra loro, ognuno delle quali con alcune funzioni specifiche e con un rapporto percentuale relativamente stabile da individuo ad individuo: i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti). La conta dei globuli bianchi (valutazione del numero totale di leucociti presenti nel campione ematico) fa parte dell'esame emocromocitometrico. Queste cellule sono presenti nel sangue in una quantità relativamente costante; il loro numero può aumentare o diminuire in modo temporaneo, in relazione a cosa accade nell'organismo. L'emocromo può includere o meno la conta differenziale dei globuli bianchi (formula leucocitaria). Quest'informazione identifica e conta il numero di vari tipi di leucociti presenti e serve a capire se nell'organismo è in corso un'infezione, un'allergia o una forte reazione di stress. In alcune patologie, come la leucemia, i globuli bianchi anomali (immaturi o maturi) si moltiplicano rapidamente, aumentandone la conta complessiva.
    • Piastrine (o trombociti): importanti per l'emostasi e il processo della coagulazione. In seguito a traumi o a piccole lesioni nelle pareti dei vasi sanguigni, i trombociti sono trasportati nella zona interessata dal sangue e si attaccano lungo i margini della ferita bloccando progressivamente l'emorragia. Eventuali loro alterazioni possono incrementare il rischio di un eccessivo sanguinamento o predisporre alla formazione di ecchimosi. Nell'emocromo, è prevista generalmente la conta di questi tipi di cellule; la valutazione può includere o meno il volume piastrinico medio (MPV) e/o l'ampiezza della distribuzione piastrinica (PDW).
  • Formula leucocitaria, ossia la quantità percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi:
    • Neutrofili (50-80%): sono i globuli bianchi più numerosi nel sangue. La loro funzione primaria è quella di inglobare e digerire, mediante enzimi da loro stessi prodotti e secreti, i microrganismi, cellule anomale e particelle estranee (fagocitosi). Una volta migrati nel tessuto infiammato e svolta la loro azione muoiono e - insieme ai detriti cellulari e al materiale degradato - vanno a costituire il pus;
    • Linfociti (20-40%): si osservano sia nel sangue, che nel sistema linfatico. Si differenziano dalle cellule staminali linfoidi nel midollo osseo, rendendo possibile la distinzione in diverse sottopopolazioni con funzioni diverse. I linfociti B secernono anticorpi (Ab) - molecole importanti per la risposta immunitaria antigene-specifica, inclusa la difesa dell'organismo dalle infezione – e mediano la risposta immunitaria umorale (cioè sono depositari della memoria immunologica). I linfociti T inducono una risposta cellulo-mediata (cioè sono in grado di riconoscere in modo specifico gli antigeni "self" dagli antigeni "non-self"), producono citochine che supportano la risposta immune di altre cellule e fattori che distruggono cellule infettate o neoplastiche. Inoltre, i linfociti T danno inizio e controllano l'estensione della risposta immunitaria e svolgono un ruolo essenziale nel rigetto dei trapianti;
    • Monociti (2-8%): sono importanti nella difesa dell'organismo da alcuni tipi di batteri; secernono citochine, fagocitano e digeriscono elementi estranei e cellule danneggiate; maturano in macrofagi nei tessuti;
    • Eosinofili (1-4%): partecipano alle reazioni infiammatorie e sono principalmente coinvolti nella difesa dell'organismo dalle infestazioni parassitarie. Gli eosinofili aumentano anche nelle malattie allergiche (asma bronchiale, rinite allergica, orticaria ecc.) e possono essere responsabili di alcuni sintomi caratteristici di queste malattie;
    • Basofili (1%): sono i globuli bianchi meno numerosi nel sangue; svolgono un ruolo di primo piano nell'infiammazione e nelle reazioni allergiche durante le quali secernono mediatori chimici, tra cui l'istamina e l'eparina.
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  • Emoglobina (Hb): è una proteina che si trova all'interno dei globuli rossi. L'emoglobina svolge una funzione fondamentale: quella di trasportare l'ossigeno dai polmoni ai tessuti in tutti i distretti del corpo. Nel suo viaggio di ritorno nel sangue venoso, l'emoglobina trasporta, invece, anidride carbonica ai polmoni, dai quali questa viene espulsa con l'aria espirata. Per questo motivo, è importante che la sua quantità sia valutata con attenzione: la sua carenza comporta uno stato di anemia, oltre a debolezza e vari altri disturbi. Esistono, poi, diversi difetti a carico dei geni della globina e dell'eme. Questi possono dare origine a malattie come talassemia e porfiria.
  • Ematocrito: proporzione del volume di sangue occupata dagli eritrociti. Quest'esame viene indicato come parte di esami di routine o quando il medico sospetta che il paziente sia affetto da anemia (basso ematocrito) o policitemia (alto ematocrito), oltre che per valutare lo stato di idratazione.
  • Indici corpuscolari: è l'analisi delle caratteristiche fisiche (forma e dimensioni) dei globuli rossi e delle piastrine, indicate da parametri tipicamente inclusi nelle analisi del sangue come parte dell'emocromo:
    • MCV (volume corpuscolare medio) è la misura delle dimensioni medie dei globuli rossi;
    • MCH (contenuto cellulare medio di emoglobina) è il calcolo della quantità media di Hb eritrocitaria trasportante ossigeno;
    • MCHC (concentrazione cellulare media di emoglobina) è la percentuale media di emoglobina dentro i globuli rossi;
    • RDW (ampiezza della distribuzione dei globuli rossi) è un indice eritrocitario che misura la variabilità delle dimensioni dei globuli rossi nel sangue periferico.
    • MPV (volume piastrinico medio) è un parametro che indica la dimensione media delle piastrine.

VES (velocità di eritrosedimentazione)

La VES è un indice infiammatorio con il quale viene misurata la velocità con cui gli eritrociti (globuli rossi) di un campione di sangue - reso incoagulabile - sedimentano sul fondo della provetta che lo contiene. Il parametro viene espresso in millimetri di sedimento prodotto in un'ora e fornisce informazioni generali circa la presenza o l'assenza di un'infiammazione e misura indirettamente il grado di questo stato nell'organismo. Occorre precisare che la VES è un indice aspecifico (cioè generico) e deve essere interpretato nel contesto di altre indagini cliniche mirate. In altre parole, il riscontro di un valore elevato non deve indurre preoccupazione, se altri parametri risultano nella norma.

Fibrinogeno

Il fibrinogeno è un fattore essenziale per la coagulazione del sangue; prodotto dal fegato e viene rilasciato in circolo in caso di necessità. Quando c'è una ferita ed inizia il sanguinamento, si forma un coagulo attraverso una serie di passaggi (emostasi); in uno degli ultimi step, il fibrinogeno solubile viene convertito in filamenti di fibrina insolubili che si intrecciano tra loro formando una rete che si stabilizza ed aderisce al sito danneggiato fino alla guarigione.

Il test del fibrinogeno è parte delle indagini relative ad un possibile difetto della coagulazione o di ipercoagulabilità (episodi trombotici). Quest'indagine permette, in particolare, di valutare la concentrazione e la funzionalità del fibrinogeno. L'esame viene utilizzato, inoltre, per determinare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare.

Glicemia

La glicemia è un test che si esegue per capire se la concentrazione di glucosio nel sangue rientra nell'intervallo di normalità. Pertanto, l'esame risulta utile per lo screening e la diagnosi di diabete e prediabete, oltre a consentire il monitoraggio di pazienti che presentano alte concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia) e basse concentrazioni (ipoglicemia).

Transaminasi

Le transaminasi (note anche come aminotransferasi) sono enzimi coinvolti nel metabolismo degli aminoacidi e nella sintesi del glucosio. Si tratta di un gruppo di molecole piuttosto ampio, ma il tipo di reazione in cui sono coinvolte è sempre lo stesso: il trasferimento della porzione amminica (quella contenente azoto) da un aminoacido ad una molecola acida (detta alfa-chetoacido) per trasformarla in un altro aminoacido.

Dal punto di vista clinico, le due transaminasi più importanti sono l'aspartato transaminasi (AST o GOT) e l'alanina transaminasi (ALT o GPT).

La determinazione dei livelli delle transaminasi nel sangue sono utili per valutare il corretto funzionamento epatico (ALT o GPT) ma possono riflettere anche lo stato di salute del cuore e dell'apparato muscolo-scheletrico (AST o GOT). Il dosaggio delle transaminasi viene utilizzato sia a titolo preventivo, sia quando il medico sospetta un malfunzionamento o una lesione di questi organi.

Fosfatasi alcalina (ALP)

La fosfatasi alcalina (o ALP, acronimo di "alkaline phosphatase level") è un enzima presente in diversi tessuti del corpo. In particolare, l'ALP si trova abbondantemente nelle ossa e nel fegato. Sebbene in concentrazioni inferiori, la fosfatasi alcalina è presente anche nelle cellule intestinali, nei reni e nella placenta delle donne in gravidanza.

Il dosaggio della fosfatasi alcalina si esegue per determinarne i livelli in circolo. Ciò consente lo screening o il monitoraggio di malattie ossee o epatobiliari, oltre a valutare se le terapie in corso sono efficaci.

Creatinina

La creatinina è il risultato della degradazione della creatina fosfato (o fosfocreatina). Questa sostanza è localizzata principalmente nel muscolo scheletrico e nel cuore. Per questi tessuti, la creatinina costituisce una fonte di energia immediatamente utilizzabile.

Una volta prodotta, la creatinina viene riversata nel sangue. Successivamente, questa viene filtrata dai glomeruli renali ed è interamente eliminata con le urine, senza essere riassorbita a livello tubulare.

Il dosaggio della creatinina fornisce informazioni utili circa l'efficienza della funzionalità dei reni, essendo quest'ultimi gli organi deputati al filtraggio del sangue. Questa misurazione avviene in due modi: attraverso le analisi del sangue (creatinemia) e quelle delle urine (creatininuria delle 24 ore). Se la presenza di creatinina nel sangue è troppo elevata, significa che i reni non riescono a farla passare nelle urine, quindi non svolgono bene il loro lavoro.

Acido Urico (Uricemia)

L'uricemia è la misura della quantità di acido urico presente in circolo.

L'acido urico è una sostanza di scarto del metabolismo delle cellule, in seguito alla degradazione delle purine. La sua concentrazione nel sangue è il risultato dell'equilibrio tra la sua produzione da parte dell'organismo e la sua eliminazione con le urine. Se l'acido urico viene prodotto in eccesso o non è eliminato in modo sufficiente, può accumularsi nell'organismo e determinare un aumento dei livelli ematici (iperuricemia).

L'esame dell'uricemia viene utilizzato per rilevare livelli elevati di questo composto per aiutare il medico nella diagnosi di gotta. Quest'analisi è utilizzata anche per monitorare nel tempo i livelli di acido urico durante certe terapie e come ausilio nella diagnosi delle cause che provocano la formazione ricorrente di calcoli renali.

Bilirubina Totale

La bilirubina è una sostanza che deriva dalla degradazione dell'emoglobina e, più in particolare, dalla conversione del gruppo prostetico EME in essa contenuto. La maggior parte della bilirubina (85%) deriva dal normale processo di distruzione dei globuli rossi esausti. Queste cellule hanno, infatti, una vita di circa 120 giorni: dapprima vengono degradate dalla milza e sono inglobate nella biliverdina, poi i residui sono trasportati a livello epatico per essere metabolizzati. La rimanente parte della bilirubina proviene, invece, dal midollo osseo o dal fegato. In condizioni normali, tutta la bilirubina che origina dall'emoglobina viene eliminata dall'organismo con un meccanismo che solitamente si trova in equilibrio: ciò che viene prodotto, è anche processato per essere degradato.

L'esame della bilirubina ne misura la concentrazione nel sangue per valutare la funzionalità epatica o per diagnosticare l'anemia causata dal danno o degrado dei globuli rossi (anemia emolitica).

Colesterolo Totale e Trigliceridi

La ricerca del colesterolo nel sangue concorre, con la ricerca dei trigliceridi, a valutare il profilo lipidico.

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, la cui quota maggiore viene prodotta dall'organismo e solo una minima quantità viene introdotta con la dieta. Il colesterolo associato alle cosiddette lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein) è considerato "buono". Anziché accumularsi nel sangue come quello "cattivo" (LDL), la frazione di colesterolo HDL viaggia verso il fegato per essere opportunamente smaltito.

L'ipercolesterolemia è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Più precisamente, occorre temere un aumento del colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità o LDL, comunemente chiamato "colesterolo cattivo". Se è in eccesso, questo tende ad accumularsi sulle pareti dei vasi sanguinei, formando ispessimenti e placche, che ostacolano il corretto flusso del sangue e possono portare a ischemie vascolari. Al contrario, il colesterolo HDL ("colesterolo buono" veicolato da lipoproteine ad alta densità) abbassa tale rischio: le particelle di HDL aiutano a ripulire l'organismo dal colesterolo, che trasportano al fegato per l'eliminazione.

Albumina

L'albumina è la più abbondante proteina presente nel plasma. Questa viene prodotta dal fegato e svolge tre principali funzioni:

  • Trasportare ed eliminare le sostanze di scarto che vengono espulse con le urine (come bilirubina, acidi grassi ed ormoni);
  • Mantenere in equilibrio la pressione oncotica, che regola gli scambi idrici tra i capillari ed il liquido interstiziale che circonda i vasi sanguigni;
  • Costruire una riserva di aminoacidi (costituenti base delle proteine) per l'organismo.

La concentrazione dell'albumina nel sangue (albuminemia) è un indicatore dello stato nutrizionale del soggetto e della funzione renale o epatica. Inoltre, la concentrazione di albumina nel sangue riflette lo stato nutrizionale della persona.

Ferritina

La ferritina è la principale proteina di deposito del ferro all'interno delle cellule. La sua concentrazione nel sangue riflette l'entità delle riserve del minerale nell'organismo. 

Nella pratica clinica, il dosaggio della ferritina plasmatica (ferritinemia) risulta un utile parametro per valutare la quantità di ferro a disposizione di tutto il corpo.

Preparazione

Come Prepararsi agli Esami del Sangue

In linea generale, ma non sempre, le analisi del sangue devono essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato; durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Qualora l'esame debba testare solamente la parte corpuscolata del sangue (emocromo), invece, il fatto di aver assunto cibi o bevande non ha influenza, quindi il digiuno non è necessario. Il medico di base che prescrive le analisi potrà comunque fornire le informazioni utili al proprio caso.

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Cosa Può Influenzare l’Esito dell’Esame del Sangue

Molti farmaci interferiscono con il risultato, quindi, è sempre consigliabile informare il medico se si stanno seguendo delle terapie. Si raccomanda, poi, l'astensione dal consumo di alcool per almeno 24 ore prima del test.

Come Leggere i Risultati

Esami del Sangue: Cosa tenere in Considerazione?

  • I risultati degli esami del sangue devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente. I valori dei test ematici non sono, infatti, significativi se considerati singolarmente: ogni alterazione può fornire informazioni attendibili solo se letta nell'insieme del referto e viene interpretata in base allo stato generale della persona per la quale gli esami del sangue sono stati prescritti.
  • Nell'interpretazione dei risultati va ricordato che l'intervallo di riferimento dell'esame può variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto che viene consegnato.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici