Stress: Fa Ingrassare?
Ultima modifica 31.07.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Marketing dello Stress
  3. Ormoni Catabolici
  4. Fattore Comportamentale

Introduzione

È ormai opinione comune che lo stress sia una delle maggiori cause dell'aumento ponderale e quindi di sovrappeso e obesità.

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In merito sono pubblicati diversi approfondimenti scientifici, statistici e sperimentali. Eppure, fortunatamente, non tutti i soggetti stressati ingrassano; al contrario, qualcuno tende addirittura a dimagrire. Perché questa incongruenza?

Per comprendere meglio l'argomento vanno fatti dei chiarimenti; prima di tutto, la correlazione tra stress e adipe, seppur innegabile, non è diretta e indipendente; pertanto, senza un'adeguata contestualizzazione, ciò che rimane è una congettura fuorviante ed errata.

Marketing dello Stress

Tale equivoco non è ovviamente imputabile alla letteratura scientifica, in sé più che completa, ma nella trasposizione divulgativa da parte degli enti e canali di divulgazione. Semplificare una questione invece complessa, suscitare sensazionalismi e sollevare gli interessati da qualsivoglia responsabilità è, per dirla chiaramente, una strategia di mercato sempre efficacie; in genere, seguono la vendita di un libro, di un integratore, di una tisana o di un servizio.

Lavoro, famiglia, vicissitudini ecc hanno creato, e continuano a creare, migliaia di alibi per l'eccesso ponderale. Attenzione però, non è nostra intenzione sostenere che i chili di troppo siano una colpa; al contrario, reputiamo che si tratti di una "responsabilità" che ognuno di noi ha nei confronti di sé stesso e, a dirla tutta, anche della comunità. Non parliamo logicamente di un mero bisogno estetico, ma dell'eccesso patologico che può compromettere l'omeostasi dell'organismo fino a promuovere l'insorgenza di malattie obesità-correlate.

Come spesso accade tuttavia, c'è anche una piccola base di verità.

Ormoni Catabolici

In molte persone, lo stress cronico determina perdita di appetito. Questo è un fattore determinante alla cosiddetta perdita di peso "apparentemente" ingiustificata. Saziandosi prima non si ha la sensazione di mangiare meno ma, dal punto di vista metabolico, si instaura comunque un bilancio energetico negativo.

Peraltro, lo stress è spesso dovuto a ritmi di vita frenetici, che determinano un incremento dell'attività fisica motoria – soprattutto legata al lavoro e alle attività quotidiane. In particolare se associato alla perdita di appetito, questo aumento del consumo calorico promuove rapidissimamente il dimagrimento "idiopatico".

Veniamo all'aspetto biochimico dello stress. Esso stimola le ghiandole endocrine surrenali all'emissione di corticosteroidi (cortisolo, aldosterone ecc) e di catecolamine (adrenalina, noradrenalina). Tali messaggeri biochimici hanno principalmente un effetto catabolico e anti-anabolico su adipe e muscolo, ed iperglicemizzante. Portano quindi a una maggior demolizione rispetto alla costruzione, sia nella massa muscolare che nel tessuto adiposo, oltre che del glicogeno nel fegato.

Pertanto, lo stress di per sé "smonta" le masse, non le costruisce. In teoria quindi, lo stress dovrebbe facilitare il calo di peso e non l'aumento, sotto tutti i punti di vista; se così non fosse, le attività sportive ad alto costo energetico ed impegno metabolico dovrebbero far ingrassare piuttosto che dimagrire – sappiamo che non è così.

Attenzione! Un eccesso di cortisolo può comunque avere degli effetti negativi sul dimagrimento, che però non tratteremo in questa sede.

Per il suo impatto catabolico, lo stress cronico è tuttavia considerato dannoso, in quanto porta al deperimento ed esaurimento psico-fisico della persona. Dunque, affinché possa avvenire una condizione opposta, deve entrare in gioco un altro fattore: quello comportamentale.

Fattore Comportamentale

Il fattore comportamentale associato allo stress cronico che promuove l'incremento di peso è quello del compenso psicologico, che avviene solitamente abusando di cibo o bevande alcoliche.

Psicologico sì, ma anche neuro-endocrino. Il compenso di iper-alimentazione soddisfa gli stessi crismi di una qualsiasi forma di abuso e dipendenza: il tentativo di promuovere la sensazione di rilassamento, che in tal caso sarebbe dovuta all'incremento della serotoninaormone del buonumore derivante dall'amminoacido triptofano.

Per approfondire: Correlato manuale: Alcol e Bodybuilding

Il corpo umano risponde a leggi ataviche, costruite in millenni di evoluzione in un ambiente ostile, non a quelle più moderne socio-culturali.

Quindi, non sarebbe lo stress di per sé – anche cronico, se associato a un'alimentazione normocalorica – a far ingrassare; tutt'altro, come abbiamo detto, dal punto di vista biochimico potrebbe addirittura far dimagrire. Al contrario, si ingrassa "buttandosi sul cibo", e in particolare su alimenti ai quali viene attribuita una funzione "ansiolitica" (snack croccanti e salati) o "antidepressiva" (cremosi e dolci, soprattutto al cioccolato). Nota: non esiste in realtà una classificazione simile, ma dal punto di vista statistico si è notata una correlazione tra lo stato d'animo e la scelta del prodotto alimentare.

A chi stesse pensando che stressarsi – ad esempio oberandosi di impegni – saltando i pasti possa essere un buon sistema di dimagrire, ricordiamo che nel lungo andare ciò porterebbe a deperimento, avvizzimento, esaurimento fisico e mentale, abbattimento delle difese immunitarie ecc. Senza considerare l'effetto rimbalzo o yo-yo, che se da un lato determina l'aumento ponderale a carico del tessuto adiposo, dall'altro non permette un ripristino efficacie della massa muscolare compromessa durante la "scarnificazione" apportata da digiuno e stress.

Paradossalmente, chi è psicologicamente portato ad un'attitudine comportamentale di compenso, trae maggior vantaggio – in termini di dimagrimentoriducendo l'attività generale piuttosto che aumentandola.

Se ciò non fosse possibile, ricordiamo che una buona pianificazione e programmazione degli impegni sono una vera e propria "manna dal cielo". Ritagliare attivamente il tempo per mangiare, quello per dormine, il momento per allenarsi, lo spazio delle interazioni sociali ecc consente di "ordinare l'agenda mentale", alleviando le tensioni, quindi lo stress e facilitando l'equilibrio di feed-back interni essenziali al benessere e alla salute generale.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer