Quando si inizia a perdere peso con il digiuno intermittente?

Quando si inizia a perdere peso con il digiuno intermittente?
Ultima modifica 09.02.2024
INDICE
  1. Video
  2. Cos'è, come funziona e a cosa serve
  3. Quando si inizia a perdere peso?
  4. Cosa succede se dimagriamo troppo in fretta?

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Il digiuno intermittente è un metodo nutrizionale basato sull'alternanza di periodi alimentari a fasi di astinenza dal cibo.

In questo breve articolo cercheremo di capire "quanto ci mette a funzionare", ovvero il tempo necessario ad apprezzare i primi risultati sulla bilancia.

Ma, prima di entrare nel dettaglio, facciamo un po' di chiarezza su cos'è e come funziona.

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Cos'è, come funziona e a cosa serve

Il digiuno intermittente è una forma di digiuno controllato, ovvero una strategia alimentare ben programmata, con specifiche finalità.

Gli obbiettivi del digiuno intermittente sono fondamentalmente due:

  1. Dimagrimento;
  2. Miglioramento dei parametri metabolici (pressione sanguigna, colesterolo, glicemia ecc.).

Alcuni approfondimenti, inoltre, dimostrano che il digiuno controllato può aumentare il processo di autofagia, una particolare via cellulare che, come un vero e proprio meccanismo antiaging, migliora la salute dei tessuti.

Anticipiamo fin da subito che l'efficacia del digiuno intermittente, per quanto dimostrata, è legata all'istaurazione del bilancio calorico negativo. Esattamente come avviene per le altre tecniche di dieta ipocalorica, infatti, anche il digiuno intermittente funziona perché fa mangiare meno di quanto consuma l'organismo.

Esistono varie tipologie di digiuno intermittente, diverse soprattutto per il rapporto tra i periodi di digiuno e di alimentazione. Tra i più diffusi menzioniamo il 16:8, il quale consiste in 16 ore di digiuno e 8 ore nelle quali si possono concentrare i pasti, che, di solito, sono circa 2 o 3.

Probabilmente, il vantaggio principale del digiuno intermittente consiste nella facilità di applicazione. Molti trovano "comodo" fare l'ultimo pasto della giornata alle 20:00 e digiunare fino alle 12:00 del giorno dopo, consumando poi solamente un pranzo e una cena ben strutturati, magari con un piccolo spuntino spezza fame a metà pomeriggio.

Quando si inizia a perdere peso?

L'efficacia del digiuno intermittente non è diversa da quella di una strategia ipocalorica qualsiasi; il dimagrimento inizia nel momento in cui si imposta la restrizione.

Ciò che la maggior parte degli utenti vorrebbe sapere, tuttavia, è: quando si posso apprezzare i primi risultati "concreti" e "misurabili"?

Già dopo la prima settimana possiamo vedere scendere l'ago della bilancia!

Prima di entrare nel merito, però, dobbiamo ricordare che pesarsi spesso non è un'abitudine sana per la mente e per l'umore in generale, e pertanto si tratta di un comportamento da evitare.

Tuttavia, quando si cerca di valutare l'efficacia di una strategia dimagrante, è concesso salire sulla bilancia dopo una settimana dall'inizio. Dopo di che, in assenza di fame eccessiva, debolezza o, al contrario, troppo senso di sazietà, sarebbe meglio pesarsi ogni due o quattro settimane.

E quindi, dopo una settimana di digiuno intermittente, quanto potremmo dimagrire?

Di solito, la prima settimana da' sempre molta soddisfazione. Oltre ad una certa quantità di grasso, che dipende da quanto abbiamo tagliato le calorie e dalla composizione corporea iniziale, vediamo andarsene anche una discreta parte di liquidi. Statisticamente, è abbastanza frequente perdere circa un chilogrammo.

Il ritmo successivo, invece, è un po' più blando. Se il digiuno intermittente è ben strutturato, possiamo accontentarci di circa 700 o 800 grammi a settimana.

Per essere più precisi, il digiuno intermittente dovrebbe essere impostato con l'obbiettivo di dimagrire in quantità pari allo 0,5 o, al massimo, l'1% del peso iniziale ogni sette giorni.

Ma cosa succede se dimagriamo troppo in fretta?

Cosa succede se dimagriamo troppo in fretta?

Se il digiuno intermittente è impostato troppo restrittivamente, possiamo andare incontro a diversi effetti collaterali.

Parliamo soprattutto, ma non esclusivamente, di: debolezza, perdita di efficienza nelle attività mentali, come il lavoro o lo studio, e nelle attività fisiche, come lo sport. Si manifestano spesso il mal di testa e il cattivo umore. Possono anche peggiorare condizioni preesistenti come la pressione bassa, l'anemia e, seppur raramente, la difficoltà a mantenere la stabilità glicemica.

Quando protratto nel tempo, il digiuno intermittente troppo rigido può causare delle carenze nutrizionali, che possiamo solo parzialmente colmare con l'uso di integratori.

Infine, ricordiamo che il digiuno intermittente è controindicato in una varietà di situazioni, come in gravidanza e allattamento, in età di accrescimento, nei disturbi del comportamento alimentare, con presenza di patologie gravi e sotto alcune terapie farmacologiche.

E' quindi sempre opportuno consultare il medico.

Autore

Riccardo Borgacci

Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer