Bilancia Impedenziometrica di R.Borgacci

Cos’è

Cos'è la bilancia impedenziometrica?

La bilancia impedenziometrica è uno strumento elettronico concepito per:

  • Misurare il peso corporeo – definibile come la forza esercitata dalla massa (quantità di materia) attirata verso il centro del pianeta grazie alla gravità terrestre
  • Stimare INDIRETTAMENTE, tramite il principio dell'impedenzometria – o impedenziometria – diversi parametri riferiti alla composizione dello stesso, ad esempio le percentuali di massa magra (FFM) e massa grassa (FM), stato di idratazione, massa cellulare ecc.
https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/09/13/bilancia-impedenziometrica-orig.jpeg

Per maggiori informazioni sul funzionamento della bioimpedenziometria si consiglia la lettura degli articoli: La Bioimpedenza e Valori della BIA (Bioimpedenza) - Come interpretarli.

Come si Usa

Come si usa la bilancia impedenziometrica

La bilancia impedenziometrica è molto facile da usare, anche se alcuni dettagli possono cambiare in base al modello. Esistono infatti molti tipi di bilancia impedenzometrica, che si possono classificare approssimativamente in due macro-gruppi: con e senza elettrodi. Le bilance impedenziometriche senza elettrodi sono le meno attendibili e le più economiche; quelle con elettrodi, ulteriormente differenziabili in base alla tecnologia, sono più accurate ma anche in tal caso non è detto che possano soddisfare appieno le necessità di un utente particolarmente esigente. Parleremo meglio di questo nei prossimi paragrafi.

Per usare la bilancia impedenziometrica è quindi necessario:

  1. Essere sempre nelle stesse condizioni: se non è possibile accedervi lo stesso giorno della settimana, meglio scegliere un altro momento che abbia le stesse caratteristiche di quello precedente
  2. Essere nudi, meglio se privi di collane, orecchini, anelli e piercing
  3. Essere totalmente a digiuno e ancor meglio se a intestino vuoto – senza però correre il rischio di giungere disidratati – per questo molti preferiscono usare la bilancia impedenziometrica al mattino, prima di colazione e dopo essere andati in bagno
  4. Essere distanti, dal punto di vista temporale, da un allenamento intenso, prolungato o comunque impegnativo; talvolta l'equilibrio dei fluidi corporei, degli elettroliti e del glicogeno stenta a ripristinarsi in una sola giornata
  5. Inserire correttamente i dati richiesti dall'apparecchio: età, sesso, statura ecc.
  6. Posizionare o impugnare eventuali elettrodi, talvolta disponibili sotto forma di manubrio
  7. Ripetere la misurazione almeno 2-3 volte per assicurarsi della validità; eventualmente, eseguire una media dei dati.

A Cosa Serve

A cosa serve la bilancia impedenziometrica?

Il monitoraggio del peso e della composizione corporea può essere utile a diversi scopi, ma i più diffusi sono due: estetico e salutistico. L'obbiettivo estetico è di fatto la ragione principale che spinge gli utenti ad acquistare una bilancia impedenzometrica. Quello salutistico invece, minore per frequenza, è invece il motivo più importante.

"Apparentemente allettanti" – rispetto ai bioimpedenziometri professionali – per il rapporto qualità prezzo, le bilance impedenziometriche sono articoli molto venduti. Oggi è risaputo che la valutazione dello stato nutrizionale non può basarsi esclusivamente sul parametro del peso, ma deve tener conto anche di molte variabili – alcune delle quali si rilevano con altri metodi e strumenti. Vediamone alcune:

  • Rapporto tra la massa priva di grasso e la massa grassa e relative percentuali
  • Entità della massa muscolare
  • Rapporto tra il cosiddetto grasso essenziale – necessario alla sopravvivenza – e quello adiposo – viscerale e sottocutaneo – bianco e bruno – e relative percentuali
  • Quantità di grasso addominale e relativa circonferenza, con maggior attenzione a quello viscerale – localizzato dentro la cavità peritoneale, intorno agli organi
  • Massa dello scheletro e importanza sul peso – detta costituzione
  • Rapporto tra quest'ultima e la statura e/o i segmenti corporei – detto tipo morfologico
  • Quantità d'acqua, sia dentro che fuori dalle cellule
  • Massa cellulare
  • Elettroliti ecc.

In definitiva, il corretto utilizzo della bilancia impedenziometrica associato ad altre misurazioni come, ad esempio, le lunghezze delle circonferenze corporee – vita, fianchi, arti, torace ecc. – e della statura, contribuisce ad accurare la valutazione dello stato di nutrizione. Rimane da capire quali possano essere le sue reali applicazioni e, eventualmente, i casi in cui la bilancia impedenzometrica possa rivelarsi necessaria o addirittura insostituibile.

Osservazioni e Critiche

Osservazioni e critiche sulla bilancia impedenziometrica

Iniziamo col dire che la bilancia impedenzometrica non solo non è essenziale, ma in certi casi può essere considerato uno strumento di dubbia affidabilità. Queste affermazioni, indigeste ai più – sia professionisti che autodidatti – sono motivabili da quanto segue.

La bilancia impedenziometrica si differenzia dalle bilance tradizionali per la caratteristica funzione di valutare la composizione corporea mediante il principio della impedenzometria. Come abbiamo già detto, quest'ultimo è un metodo che si basa sulla misurazione dell'impedenza – bioimpedenza o bioresistenza – al passaggio di una corrente elettrica con bassa potenza e alta frequenza. In pratica lo strumento rilascia una corrente nota che, transitando lungo i segmenti dell'organismo, viene sottoposta ad "ostacoli" – resistenze o impedenze – che ne modificano alcune caratteristiche successivamente registrate al momento della ricezione / arrivo. Ora, dando per scontate le continue migliorie tecnologiche nonché lo sviluppo di prodotti qualitativamente ottimi, è difficile credere che queste bilance "arricchite" di un bioimpedenziometro possano offrire la stessa accuratezza dei bioimpedenziometri propriamente detti, benché sia comprensibile che solo i tecnici di settore possano comprenderne il divario. Infatti, l'utilizzo di queste apparecchiature è piuttosto delicato, risulta necessario rispettare un rigido protocollo per evitare gli errori umani tanto quanto la mal interpretazione strumentale dei dati. Questo perché la bioimpedenziometria è un sistema "indiretto", che offre numeri elaborati a partire da altri dati – non solo le caratteristiche elettriche, ma anche valori da inserire manualmente come il peso, la statura e addirittura lo stile di vita (atleta o persona comune). La bioimpedenziometria è quindi di per sé estremamente suscettibile ad errore. Detto questo, in molti reputano questo margine di non accuratezza "trascurabile", altri invece considerano lo strumento pressoché inutile. Come rendersene conto? È presto detto; la maggior parte delle bilance impedenziometriche – soprattutto di medio-bassa gamma – propone risultati diversi a misurazioni consecutive; i risultati, non essendo ripetibili, mancano totalmente di precisione e quindi di utilità pratica.

Poi, se anche i risultati fossero attendibili, perché monitorare costantemente la propria composizione corporea? A questa domanda volutamente provocatoria si potrebbero dare mille risposte, ma tutte eccetto una si possono considerare "non convincenti". La vera utilità della bioimpedenziometria è la misurazione di alcuni indicatori di buona salute correlati allo stato di nutrizione. Per fare un esempio comprensibile, la bioimpedenziometria è indispensabile nel monitoraggio dello stato di idratazione in caso di malnutrizione, defedamento, grave sottopeso ecc.; ad esempio, come avviene nei malati di anoressia nervosa, insufficienza funzionale di organi importanti ecc. Va comunque specificato che, trattandosi di ambito clinico, in molti non trascurano la precisione dello strumento e si orientano sugli apparecchi specifici piuttosto che sulle bilance impedenziometriche.

Per dirla tutta, nemmeno un soggetto in sovrappeso ha la necessità di utilizzare una bilancia impedenziometrica. Se la massa grassa è francamente eccessiva, non è necessario avere la conferma strumentale; allo stesso modo, se il presunto eccesso è lieve, quindi innocuo, non vi è alcun motivo di approfondire l'indagine.

Esistono poi le applicazioni trasversali. Parecchi tecnici e professionisti suggeriscono l'utilizzo della bilancia impedenziometrica in caso di terapia dimagrante per valutare, nello specifico, che la riduzione del peso sia francamente imputabile alla diminuzione della massa grassa, non di acqua o massa muscolare. A conti fatti, poiché la terapia dimagrante deve essere equilibrata e rispettare alcuni limiti di sicurezza proprio per evitare disidratazione e intaccamento dei muscoli, sarebbe sufficiente usare semplicemente professionalità oppure semplice buon senso.

Altri sostengono che la bilancia impedenziometrica è essenziale per comprendere se, in un protocollo di cultura estetica, avviene realmente un aumento della massa muscolare e/o una diminuzione di quella grassa. Se i due processi si verificano contemporaneamente, il peso potrebbe rimanere inizialmente stabile o calare lentamente falsando la valutazione delle calorie necessarie o del programma di attività motoria. Fortunatamente, tutti sanno che passando dalla sedentarietà alla pratica sportiva, in particolare ponendo l'accento sulla muscolazione, avviene un'immediata e significativa – ma solo iniziale – ipertrofia globale. Non vale quindi la pena porsi il dubbio.

C'è anche chi usa la bilancia impedenziometrica per stimare esclusivamente le migliorie nell'aumento della massa muscolare. Anche in questo caso è difficile non rimanere perplessi. Si sa, quella del culturismo naturale è un'attività ingrata; dopo solo pochi anni di allenamento "serio" ci si avvicina talmente al proprio limite fisiologico che guadagnare anche solo un chilogrammo in muscoli diventa una vera e propria conquista. Non c'è quindi nulla di più frustrante che mettersi su una bilancia impedenziometrica e vedere ogni settimana gli stessi numeri, oppure essere consapevoli che qualunque variazione potrebbe essere imputabile a un difetto di misurazione.

Nel campo sperimentale e di ricerca scientifica invece, la bioimpedenziometria può essere considerata utilissima, soprattutto per offrire dati utili al miglioramento tecnico e tecnologico. D'altro canto, le sperimentali richiedendo molta accuratezza per offrire risultati attendibili ed anche in questo caso sarebbe da prediligere un vero e proprio bioimpedenziometro piuttosto che una semplice bilancia impedenziometrica.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


Ultima modifica dell'articolo: 18/09/2018