Dieta Vegetariana: È Adatta ai Bambini?

Dieta Vegetariana: È Adatta ai Bambini?
Ultima modifica 04.09.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Benefici
  3. Bambini

Introduzione

L'Italia è al primo posto in Europa per numero di vegetariani, con più di 6 milioni di persone, il 10% della popolazione, divise in differenti tipologie in base al loro stile alimentare.

Dieta Vegetariana: È Adatta ai Bambini? Shutterstock

La dieta vegetariana è uno stile alimentare che implica un'assunzione alimentare prevalente o esclusiva – a seconda della tipologia – di vegetali e funghi; nessuna dieta vegetariana consente di mangiare carne e prodotti della pesca.

Eliminando la carne si ottiene, in linea di massima, la riduzione dell'apporto di acido arachidonico e colesterolo da essa provenienti. Togliendo le carni conservate si riducono anche alcuni additivi alimentari, come il salnitro, e una più o meno elevata fetta di acidi grassi saturi. Rimuovendo, indirettamente, le cotture alla griglia della carne si ottiene anche un significativo abbattimento dei residui della carbonizzazione di proteine e grassi. L'aumento di vegetali aumenta l'apporto di fibre, acqua e antiossidanti vitaminici, minerali e polifenolici, ecc.

Benefici

Relatività dei benefici

Paragonato alla tipica dieta occidentale tutto ciò apporterebbe, senza alcun dubbio, numerosi benefici per la salute – di cui discuteremo sotto. Ci terremmo tuttavia a fare una precisazione: i risultati delle sperimentali che andremo a citare sono prettamente statistici e non tengono in considerazione l'attitudine alla salubrità.

Cosa significa? Che il regime nutrizionale vegetariano medio è concepito per il miglioramento dello stato di salute, mentre l'alimentazione onnivora usata come riferimento è del tutto indiscriminata. Per avere un prospetto affidabile bisognerebbe mettere in relazione a quella vegana una dieta onnivora equilibrata e sana.

Infatti, quest'ultima non prevederebbe comunque grandi quantità di carni grasse, salumi ed insaccati, formaggi grassi e carni cotte alla griglia, così come promuoverebbe il mantenimento di un peso normale. Dal canto opposto, specifichiamo che l'unico fattore nutrizionale esclusivo dei cibi animali è il colesterolo; per il resto:

  • l'acido arachidonico è abbondantissimo soprattutto in certi semi oleosi;
  • i nitrati, ben più pericolosi dell'additivo salnitro, abbondano nel terreno dove sono impiegati come fertilizzante;
  • i grassi saturi, e peggio quelli idrogenati (ad esempio in certi oli e margarine), sono presenti anche nei cibi di origine vegetale;
  • anche i cibi vegetali possono essere abbrustoliti con cotture intense e rapide.

È quindi la scelta del tipo di alimento (crudo, lavorato, conservato ecc), non del suo regno di appartenenza, a determinarne la salubrità.

Benefici statistici della dieta vegetariana

Un articolo pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association conferma i dati di uno studio di qualche anno fa dell'autorevole centro di ricerca sul cancro europeo EPIC di Oxford (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).

Infatti, secondo tali approfondimenti statistici, le persone che seguono uno stile alimentare vegetariano sono meno esposte ai rischi delle malattie del benessere tipiche del mondo occidentale.

Questi soggetti godono di:

È stata pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition un'ipotesi – poi smentita – che la maggiore assunzione di proteine animali, in particolare quelle presenti nei formaggi e nelle carni animali, determina un'acidificazione del sangue, che l'organismo tende a tamponare prelevando calcio e minerali dalle ossa con una maggiore esposizione a problematiche di tipo osteoporotico.

Bambini

Inoltre, i bambini che seguono uno stile vegetariano hanno un indice di massa corporea più basso e sono perciò più magri in rapporto ai quelli che seguono una tipica dieta occidentale.

Più di recente, un articolo apparso sul Journal of Child Psychology and Psychiatry ha messo in evidenza come le donne che in gravidanza assumono maggiori quantità di verdure (non solo quelle) abbiano livelli superiori di acido folico nel sangue e partoriscano bambini con un cervello più sviluppato, più tranquilli e con una minore incidenza della sindrome di iperattività o di deficit di attenzione (ADH).

Come comportarsi con i bambini? È giusto e corretto sottoporli a questo tipo di alimentazione per la loro crescita?

È indubbio che i bambini vegani sono maggiormente esposti a carenze di calcio, ferro e vitamina B12 in seguito all'esclusione di tutti i prodotti animali; inoltre, gli studi statistici indicano che i bambini vegani, seppur nella norma, crescono con una velocità minore rispetto ai bambini onnivori, per poi equipararsi durante l'adolescenza.

In questi casi sarebbe opportuno pianificare l'alimentazione con un nutrizionista che indichi le modalità per evitare appunto ritardi nella crescita o malnutrizioni generate a volte anche da una cattiva gestione dell'alimentazione.

Senza perciò schierarsi a favore o contro l'alimentazione vegetariana, porsi come priorità il corretto apporto di proteine, carboidrati, vitamine e oligoelementi necessari per un ottimale sviluppo psico-fisico del bambino, che dà grande deciderà da solo cosa mettere nel piatto.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer