Dieta e Hashimoto: cosa mangiare e cosa evitare

Dieta e Hashimoto: cosa mangiare e cosa evitare
Ultima modifica 03.01.2024
INDICE
  1. Dieta, stile di vita e obesità
  2. Iodio alimentare, alimenti gozzigeni e Hashimoto
  3. Potrebbe essere meglio evitare il glutine
  4. Hashimoto e intolleranza al lattosio
  5. Cosa mangiare e cosa evitare
  6. Carenza di nutrienti

La tiroidite di Hashimoto - a volte indicata come malattia di Hashimoto o Hashimoto - è uno dei disturbi della tiroide più comuni nei paesi sviluppati.

 Si tratta di una condizione autoimmune e infiammatoria che interessa la tiroide e che determina una progressiva riduzione funzionale della ghiandola (ipotiroidismo).

sintomi della tiroidite di Hashimoto comprendono affaticamento, umore basso, sensibilità al freddoaumento di pesostitichezzapelle seccadiradamento dei capelliunghie fragili, tiroide ingrossata e bassa libido.

La tiroidite di Hashimoto non ha cura, ma l'ipotiroidismo può essere trattato con farmaci sostitutivi dell'ormone tiroideo per tutta la vita.

Talvolta, d'altro canto, la condizione sembra determinare comunque alcuni sintomi. E' in questi casi che la ricerca ha cercato di trovare delle correlazioni con la dieta.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come una dieta specifica con l'esclusione di determinati alimenti, privilegiandone altri, e uno stile di vita sano ed equilibrato, oltre ai farmaci, possono migliorare sensibilmente i sintomi.

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Dieta, stile di vita e obesità

La dieta e lo stile di vita svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dell'Hashimoto, poiché numerosi soggetti affetti da patologia ravvisano che i sintomi persistono anche con i farmaci.

La ricerca nel campo suggerisce che, a seguito del danno tiroideo autoimmune, l'infiammazione può essere il fattore trainante questi sintomi.

L'infiammazione è spesso legata alla dieta, allo stile di vita e alla composizione corporea, che risultano fondamentali per ridurre il rischio di altri disturbi correlati alla patologia tiroidea, come: altre condizioni autoimmuni, colesterolo alto, obesità e diabete.

Partiamo dal presupposto che gli unici fattori scatenanti l'infiammazione sistemica cronica su cui abbiamo "potere" sono l'obesità e il diabete. L'eccesso adiposo grave e l'iperglicemia cronica sono infatti due fattori di rischio importanti da tenere sotto controllo.

Mantenere un peso adeguato, tenere sotto controllo la glicemia, praticare sport e scegliere gli alimenti giusti, assumere integratori al bisogno e apportare modifiche allo stile di vita può migliorare significativamente i sintomi e la qualità della vita.

Tutto questo può aiutare a ridurre l'infiammazione, rallentare o prevenire i danni alla tiroide causati da anticorpi tiroidei elevati e gestire il peso corporeo e i parametri metabolici.

Iodio alimentare, alimenti gozzigeni e Hashimoto

Esiste una correlazione tra disponibilità di iodio e ipotiroidismo.

Una carenza di questo minerale può causare ipotiroidismo, con conseguente comparsa di gozzo.

Questa insufficienza può essere dovuta a livelli subottimali nella dieta, oppure all'assunzione smodata di cibi che interferiscono con il metabolismo del minerale. Più verosimilmente, entrambi - comunque rara, al giorno d'oggi, in occidente.

Sono considerati gozzigeni tutti quegli alimenti che apportano sostanze in grado di interferire con il metabolismo dello iodio. Il nome è dovuto al tipico vistoso incremento di volume e di peso della tiroide, quando va incontro a questa malattia.

Non si commetta, tuttavia, l'errore di credere che "solo gli alimenti gozzigeni" possano provocare gozzo, ovvero ipotiroidismo. La dieta, seppur possa giocare un ruolo in questa condizione, non è l'unico fattore di cui tenere conto.

Inoltre, ipotiroidismo, gozzo e Hashimoto, seppur possano avere una relazione - in base al caso specifico - non necessariamente compaiono all'interno dello stesso quadro clinico.

Ma torniamo ai nostri alimenti gozzigeni. Ritroviamo tali elementi soprattutto nella famiglia delle Crucifere (colza, cavoli, rape, crescione, rucola, ravanello, rafano) e nel latte delle vacche nutrite con questi vegetali.

Nella categoria dei gozzigeni rientrano anche altri alimenti, come la soia, gli spinaci, il miglio, la tapioca e la lattuga.

L'attività anti-iodio di questi alimenti è dovuta ai prodotti dell'idrolisi dei glucosinolati, quali tiocianati, isotiocianati e goitrine. In linea generale questi composti vengono inattivati dalla cottura e la loro azione antagonista nei confronti del metabolismo complessivo dello iodio è trascurabile.

Anche alcuni additivi alimentari, come i nitrati presenti nel pesce e nelle carni conservate, impediscono l'assunzione di iodio da parte della tiroide.

Va da sé che, volendo prevenire l'ipotiroidismo da mancanza di iodio, o in qualche modo curare la salute della tiroide colpita da Hashimoto, possa avere senso cercare di "non esagerare" con questi prodotti, ma soprattutto crudi, poiché, come abbiamo detto, la cottura li rende tendenzialmente innocui.

Potrebbe essere meglio evitare il glutine

Esiste una correlazione tra la tiroidite di Hashimoto e la celiachia?

A questa domanda rispondono i risultati delle numerose ricerche effettuate: i soggetti con Hashimoto hanno maggiori probabilità di avere la celiachia rispetto alla popolazione generale. Pertanto, gli esperti raccomandano che tutti coloro a cui è stata diagnosticata la malattia di Hashimoto siano sottoposti a screening per la celiachia. 

Seguire una dieta priva di cereali contenenti glutine, inoltre, darebbe giovamento ai sintomi della tiroidite di Hashimoto, in quanto l'assenza di glutine ridurrebbe i livelli di anticorpi tiroidei migliorando la funzione tiroidea e i livelli di vitamina D.

Un'altra rilevanza: le persone con tiroidite di Hashimoto - o malattie autoimmuni in generale - traggono beneficio da una dieta priva di glutine anche se non hanno la celiachia.

Hashimoto e intolleranza al lattosio

L'intolleranza al lattosio è molto comune tra le persone con tiroidite di Hashimoto.

In tal caso, eliminare i latticini può aiutare i problemi digestivi, così come la funzione tiroidea e l'assorbimento dei farmaci.

Cosa mangiare e cosa evitare

Di seguito alcuni consigli per i soggetti affetti da tiroidite di Hashimoto che, tuttavia, non devono essere prese come una vera e propria terapia, ma, piuttosto, come coadiuvanti del trattamento.

Prima di tutto, consumare alimenti ricchi di molecole potenzialmente ad azione antinfiammatoria. Una dieta "antinfiammatoria", quindi ricca di frutta, verdura, alcuni semi spezie e pesce azzurro può migliorare significativamente i sintomi e ridurre lo stress ossidativo.

Tra questi, tuttavia, sarebbe logico prediligere i meno "gozzigeni", o comunque cercare di consumarli prevalentemente cotti.

Tra le fonti di carboidrati, inoltre, è bene scegliere i cibi integrali ed eliminare gli alimenti troppo raffinati.

Con questo non stiamo dicendo che sia possibile tenere sotto controllo l'Hashimoto con la dieta. Tuttavia, seguendo una dieta pulita, ricca di nutrienti antiossidanti, povera di zuccheri aggiunti e cibi trasformati in generale, rimpiazzati dai cibi integrali, è possibile trarre dei benefici su più fronti e migliorare il quadro generale anche nella patologia in questione.

I soggetti affetti da Tiroidite di Hashimoto possono consumare liberamente i seguenti alimenti, sostituendoli a quelli che, invece, dovrebbero evitare:

  • Frutta: pere, mele, pesche, agrumi, frutti rossi, albicocche, melone, prugne, uva ecc.
  • Verdure: zucchine, zucca, carciofi, pomodori, asparagi, carote, peperoni, rucola, funghi, cicoria, bieta ecc.
  • Tuberi e legumi: patate dolci, patate, piselli, fagioli neri, ceci, lenticchie ecc.
  • Grassi sani: olive, olio d'oliva, avocado, olio di avocado, olio di cocco, mandorle, noci, anacardi, mandorle, pinoli, pistacchi ecc.
  • Proteine ​​animali: pollo, tacchino, vitello, agnello, coniglio, cavallo; tagli non grassi di manzo e maiale; frattaglie 3 volte al mese circa; tutto il pesce non lavorato, inclusi molluschi e crostacei, se ben tollerati;
  • Uova: per alcuni, dovrebbero essere assunte con moderazione;
  • Cereali e pseudo-cereali senza glutine: riso integrale, fiocchi d'avena, quinoa, amaranto, grano saraceno, pasta di riso, mais ecc.
  • Condimenti: turmerico, basilico, rosmarino, paprika, zafferano, pepe nero, salsa, tahini, miele, succo di limone, aceto di mele, ecc.
  • Bevande: acqua, tè e tisane. Saltuariamente, bevande senza zuccheri.

Carenza di nutrienti

Diversi integratori possono aiutare a ridurre l'infiammazione e gli anticorpi tiroidei nelle persone con tiroidite di Hashimoto.

Inoltre, le persone con questa condizione hanno maggiori probabilità di essere carenti di alcuni nutrienti, quindi potrebbe essere necessaria un'integrazione di:

  • Selenio;
  • Zinco - essenziale per la funzione tiroidea;
  • Vitamina D - è stato dimostrato che le persone con tiroidite di Hashimoto hanno livelli significativamente più bassi di questa vitamina;
  • Vitamine del complesso B; 
  • Magnesio;
  • Ferro - le persone con tiroidite di Hashimoto hanno maggiori probabilità di sviluppare anemia.

Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer