Dieta e calcoli alla colecisti: cosa mangiare
Ultima modifica 19.04.2024
INDICE
  1. Quali sono i fattori di rischio per i calcoli alla colecisti?
  2. Quali sono i fattori protettivi per i calcoli alla colecisti?
  3. Come si formano i calcoli alla cistifellea?

La dieta per i calcoli alla colecisti (o litiasi biliare) non è un regime nutrizionale curativo, bensì preventivo. Questo perché i cristalli solidi, una volta formatisi nella cistifellea, risultano totalmente insolubili e quindi irreversibili con il semplice intervento dietetico.

Il ruolo della dieta nella comparsa e nella prevenzione, primaria e secondaria, dei calcoli della colecisti e delle vie biliari è spesso trascurato, in virtù dei numerosi fattori di rischio che entrano in gioco nell'origine di questa patologia.

D'altronde, la maggior parte delle malattie ha un'origine multifattoriale e ciò spiega come mai alcune persone - pur seguendo una dieta piuttosto sregolata ad alto rischio per lo sviluppo di determinate malattie - non vadano mai in contro a tali patologie, e viceversa.

Nonostante ciò, dati alla mano, è indubbio che alcune abitudini alimentari e particolari stili di vita ricoprano, più di altri, un ruolo di primo piano nell'eziopatogenesi di alcune malattie; tra queste, anche i calcoli biliari.

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Quali sono i fattori di rischio per i calcoli alla colecisti?

Per quanto riguarda i calcoli della colecisti e delle vie biliari, i fattori di rischio sono:

  • Suscettibilità individuale;
  • Sovrappeso, ancora più l'obesità;
  • Sedentarietà;
  • Eccessivo o insufficiente apporto di grassi;
  • Insufficiente apporto di fibre, soprattutto solubili.

Quali sono i fattori protettivi per i calcoli alla colecisti?

Aldilà dei fattori di rischio sopra elencati, esistono numerose controversie su quali siano gli alimenti e, più in generale, le abitudini dietetiche, utili nella prevenzione dei calcoli della colecisti e delle vie biliari.

Tra le evidenze scientifiche accettate in maniera abbastanza unanime, sembra che l'aumento dell'attività fisica e la riduzione graduale del peso corporeo siano elementi piuttosto utili nella profilassi di questa patologia.

Gradualità del dimagrimento

Come sottolineato, la perdita di peso dev'essere graduale e non troppo repentina, elemento - quest'ultimo - che sembra aumentare il rischio di formazione degli aggregati cristallini; tale rischio diverrebbe concreto per riduzioni ponderali superiori a 1,5 kg/week. Pertanto, meglio rimanere sullo 0,5-1,0 % del peso iniziale a settimana.

Anche il digiuno prolungato - aumentando il tempo di permanenza della bile nella cistifellea - sembra favorire la comparsa della calcolosi biliare; ciò giustifica il consiglio di consumare pasti piccoli e frequenti per prevenirne l'insorgenza.

Alimenti e nutrienti protettivi

Tra gli altri fattori protettivi nei confronti dei calcoli della cistifellea e delle vie biliari, rientra a pieno titolo la preferenza per i grassi monoinsaturi e polinsaturi (derivanti dal consumo di olio di pesceoli vegetali, come quello di oliva, e di frutta secca, come le mandorle o le noci) rispetto ai grassi saturi (di origine animale, come il burro, lo strutto e in generale i grassi di carne e latticini).

Anche la dieta prevalentemente vegetariana, forse per la sua ricchezza in acqua, composti coleretici e colagoghi, è stata segnalata come un fattore positivo nella prevenzione dei calcoli alla colecisti.

A proposito di acqua, l'idratazione generale è considerata un fattore estremamente protettivo.

Come si formano i calcoli alla cistifellea?

Per quanto riguarda l'eziopatogenesi dietetica dei calcoli della colecisti, riassumiamo quanto segue:

  • Uno dei più importanti fattori che portano alla formazione dei calcoli biliari è la sovrasaturazione del colesterolo nella bile, con conseguente precipitazione del lipide;
  • Tale precipitazione può realizzarsi sia per l'eccesso del colesterolo in sé, sia per la carenza di sostanze che lo mantengono in soluzione (come i fosfolipidi e i sali biliari).
  • Un altro fattore predisponente è costituito dalla disidratazione prolungata, che concentrando la bile enfatizza la sovrasaturazione di cui abbiamo parlato sopra.
  • Anche lo svuotamento insufficiente della cistifellea o periodi troppo lunghi tra uno svuotamento e l'altro possono favorire la separazione - precipitazione delle componenti biliari.

Ruolo degli zuccheri e dell'insulina

Si ipotizza che l'elevato apporto di zuccheri alimentari predisponga un bilancio calorico positivo, alti livelli d'insulina, l'obesità e incrementi, quindi, la sintesi di colesterolo.

Ruolo dei "grassi cattivi"

livelli di colesterolo nell'organismo aumentano soprattutto per l'apporto eccessivo di grassi saturi e idrogenati nella dieta e per l'eccesso calorico che induce sovrappeso; anche il colesterolo alimentare è da tenere sotto controllo.

Ruolo della fibra e delle lecitine

La scarsità di fibra alimentare e di lecitine (che riducono l'assorbimento enterico del colesterolo alimentare e biliare) viene considerata un fattore predisponente ai calcoli biliari.

Inoltre, un'alimentazione ricca di fibre si oppone alla saturazione della bile, prevenendo la calcolosi della colecisti.

Peraltro, i fosfolipidi contenuti nelle lecitine, una volta assorbiti, vanno a costituire la bile e mantengono la sospensione stabile prevenendo la precipitazione del colesterolo. Per questo, il ruolo delle uova nell'insorgenza dei calcoli alla colecisti è controverso; si tratta infatti di alimenti ricchissimi di colesterolo (fattore favorente), ma anche di lecitina (fattore protettivo), entrambi concentrati nel tuorlo.

Considerato che parte del colesterolo riversato nel coledoco sotto forma di acidi biliari viene eliminata con le feci, anche la stitichezza sembra predisporre allo sviluppo dei calcoli alla colecisti; anche in tal senso le fibre e un adeguato apporto idrico rappresentano un fattore protettivo.

Ruolo della vitamina C

Anche la specifica integrazione di vitamina C sembrerebbe utile in termini preventivi.

Naturalmente, come per tutte le evidenze emerse nel corso dell'articolo, il condizionale è d'obbligo; infatti, nell'insorgenza della calcolosi entrano in gioco numerosi altri fattori, come la predisposizione genetica, il diabete, e l'assunzione di alcuni farmaci a base di estrogeni (terapia sostitutiva in menopausa e pillole anticoncezionali), che aumentano la concentrazione di colesterolo nella cistifellea e ne riducono la contrattilità.

Bibliografia

  • Altern Med Rev. 2009 Sep;14(3):258-67.
  • Nutritional approaches to prevention and treatment of gallstones. Gaby AR.

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Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer