Celiachia: nei Bambini e negli Adulti

La celiachia è una condizione che interessa tutte le fasce d’età. Il trattamento per la prevenzione dei sintomi e delle complicanze è uguale per bambini ed adulti anche se, nel pratico, i più piccoli richiedono sempre un po’ più di attenzione.

In questo articolo parleremo:
- dei punti comuni e delle differenze riguardanti la gestione della celiachia in base al grado di consapevolezza – essenziale alla piena autosufficienza nell’organizzazione di una dieta senza glutine;
- dell’importanza di una diagnosi precoce, promossa ed ottimizzata dai test di autovalutazione.

Iniziamo con un breve riassunto sulla celiachia e sulla malattia celiaca.

Celiachia

La celiachia è un’intolleranza alimentare verso certe proteine tipiche di alcuni cereali come, ad esempio, il glutine e la gliadina (prolamina che lo compone) del grano tenero o simili.

Di natura autoimmune, tale malattia interessa primariamente la mucosa dell’intestino tenue, compromettendone la struttura e la funzione.

La malattia celiaca si presenta tipicamente con sintomi intestinali, ad esempio diarrea, e determina un malassorbimento nutrizionale cronico potenzialmente associabile a gravi ripercussioni sulla salute tipo: dimagrimento ingiustificato, ritardo nella crescita, anemia, osteoporosi, complicazioni gravidiche, ecc.

La prevenzione e il trattamento sono esclusivamente incentrati sull’esclusione alimentare dei fattori responsabili. Oltre al frumento, è indispensabile eliminare dalla dieta anche i cereali che apportano proteine simili: grano duro, farro, kamut, triticale, orzo, segale e certe cultivar dell’avena.

Riconoscendo uno o più sintomi, facilmente identificabili grazie ai test di autovalutazione, è sempre consigliabile iniziare tempestivamente un percorso diagnostico di tipo medico; questo consentirà di confermare o escludere i sospetti, o eventualmente di differenziare un altro disturbo “apparentemente” simile, ma meno grave, chiamato sensibilità al glutine non celiaca.

Differenze nella celiachia tra bambini ed adulti

Gestione dei pasti: l’importanza di una buona organizzazione

Analizzando il quadro nell’insieme, la prima grande differenza tra la condizione celiaca del bambino e quella dell’adulto interessa l’organizzazione della dieta.

La celiachia impone l’assenza di glutine anche in piccole tracce. Questo significa, fondamentalmente, che i locali tanto quanto le attrezzature impiegate per la preparazione dei pasti gluten-free risultino totalmente incontaminati.

Poiché i gruppi sociali (ad es. le classi scolastiche) così come i nuclei familiari sono di tipo misto (con netta prevalenza dei non celiaci), se trascurato, questo aspetto può diventare un deterrente alla risoluzione della malattia.

I bambini dovranno quindi essere prima di tutto tutelati, sia a livello casalingo che a scuola, e in seguito adeguatamente istruiti. È talvolta complesso spiegare la ragione per la quale non può consumare gli stessi cibi degli amici.

Infine le percentuali di successo – anche degli adulti – aumentano drasticamente quando, tra le mura domestiche, la famiglia si adegua totalmente alle necessità del celiaco escludendo a priori tutti i cibi con glutine. Questo non è sempre possibile, soprattutto per ragioni psicologiche ed emotive, ma rimane la strategia col minor rischio di cronicizzazione e le maggiori chance di successo nel lungo termine.

Rispetto agli adulti, i bambini non sono in grado di associare l’alimento responsabile ai sintomi
I bambini non hanno la capacità di associare eventuali sintomi all’assunzione di un alimento non tollerato – spesso difficile anche per molti adulti.

Dovranno quindi essere i più grandi dello stesso nucleo familiare a compensare tale mancanza, anche sfruttando i praticissimi test di autovalutazione (ad esempio quello disponibile sul sito di Schär) da incentrare ovviamente sul bambino.

In tal caso, la difficoltà è ovviamente maggiore se l’età del bambino non consente una comunicazione efficacie; l’osservazione della presenza di diarrea cronica, arresto o rallentamento della crescita, crampi e coliche addominali persistenti, debolezza e sensazione di disagio costanti – che ovviamente non rispondono ad alcun trattamento – saranno indicatori molto importanti. Per questo, i controlli pediatrici assumono comunque un ruolo determinante. 

Alcuni bambini possono avere una minor incidenza dei sintomi classici
Anche in tal caso, il test di autovalutazione assume un ruolo determinante, poiché include la valutazione di sintomi e comorbilità “apparentemente” non correlabili alla malattia celiaca, come l’affaticamento cronico la stomatite aftosa ricorrente, la sideropenia, l’ipoplasia dello smalto dentale etc.

Adulti e bambini hanno diverse ripercussioni sul peso e sulla composizione corporea
Il malassorbimento cronico imposto dalla malattia celiaca determina, molte volte, una carenza nutrizionale permanente sia in termini di macronutrienti energetici, sia di minerali e vitamine (soprattutto liposolubili: vit. A, vit. D, vit. E, vit. K), vitamina B12.

Nell’adulto, nel medio e lungo termine, ciò può determinare un dimagrimento ingiustificato.

Per l’anziano la situazione è ancora più grave, in quanto possono manifestarsi:
- compromissione dell’integrità muscolare, con maggior tendenza alla sarcopenia, provocata dall’insufficienza di amminoacidi essenziali;
- compromissione dell’integrità ossea, con maggior tendenza all’osteoporosi, provocata dall’insufficienza di vitamina D e/o calcio;
- compromissione dell’autonomia motoria, con tutte le ripercussioni negative del caso, provocata dall’insufficienza energetica.

Nel bambino invece, la malnutrizione generale (proteica, glucidica, lipidica, vitaminica, minerale) comporta uno stento nella crescita, con bassi percentili di sviluppo sia in lunghezza che in peso.

La diagnosi clinica dei bambini è potenzialmente diversa
Gli esami del sangue sono la prima indagine necessaria alla diagnosi di celiachia, anche se la loro sensibilità è correlata al grado di lesioni intestinali.

I marker di prim’ordine sono:
- anticorpi antiendomisio (EMA) di tipo immunoglobulina A (IgA);
- anticorpi anti-transglutaminasi (anti-tTG).

Se tutti questi anticorpi sono negativi, devono essere ricercati gli anticorpi anti-DGP (anticorpi contro i peptidi della gliadina deamidata).

Con età inferiore ai due anni, il dosaggio degli anticorpi anti-DGP ha prestazioni migliori rispetto ai test sugli anticorpi anti-endomisio e anti-transglutaminasi.

Nota: la letteratura suggerisce che la sierologia può essere poco affidabile nei bambini piccoli.

Inoltre, linee guida europee suggeriscono che nei bambini e negli adolescenti con sintomi compatibili con la celiachia, se i titoli di anticorpi anti-tTG sono molto alti (10 volte il limite superiore della norma), la diagnosi può essere posta senza necessità di biopsia intestinale.

Compromissione intestinale: diversa tra bambini e adulti
Nella celiachia non trattata, l'atrofia dei villi è più comune nei bambini di età inferiore ai tre anni; tuttavia, nei più grandi è comune riscontrare lesioni intestinali minori (linfocitosi duodenale) con villi intestinali normali.

Conclusioni

Da quanto esposto è evidente che la celiachia, se non trattata, possa manifestarsi nei bambini tanto quanto negli adulti.

Tuttavia, tra le due fasce d’età, possono cambiare notevolmente aspetti importanti come l’incidenza dei sintomi classici, i marker diagnostici e le conseguenze croniche della malattia.

Rimane fondamentale l’instaurazione di una diagnosi precoce, resa possibile solo da una maggior consapevolezza dei sintomi e, solo in primissima battuta, dai test autovalutazione, ai quale seguiranno assolutamente il consulto medico e le relative indagini.