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Caduta dei capelli: perché avviene e quando è eccessiva

Caduta dei capelli: perché avviene e quando è eccessiva
Ultima modifica 26.01.2024
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INDICE
  1. Perché i capelli cadono?
  2. Caduta capelli: stadi e classificazione
  3. Come fermare la caduta dei capelli

Perché i capelli cadono?

La perdita di un numero limitato di capelli (50-60 capelli) al giorno è un fenomeno naturale, in quanto parte del processo di ricambio programmato della capigliatura. Tuttavia, in alcune condizioni, la caduta dei capelli aumenta fino a determinare un diradamento progressivo della chioma.

Il fenomeno può divenire preoccupante quando la media quotidiana supera i 100 capelli e si protrae per oltre 4 settimane, oppure quando alcune aree del cuoio capelluto iniziano ad apparire più evidenti.

Nonostante la genetica giochi un ruolo determinante, le cause che possono portare a tale situazione sono numerose e comprendono:

La perdita dei capelli si verifica con modalità ben precise e mostra una progressione prevedibile, come evidenziato dalle classificazioni scientifiche della calvizie di Hamilton e Hamilton-Norwood (più dettagliata). Queste scale sono basate sulla quantità di capelli che si dirada progressivamente sulla superficie del cuoio capelluto: si parte da una stempiatura leggera e non significativa, fino alla perdita dei capelli quasi totale (situazione in cui si può davvero parlare di "calvizie" o, meglio, di alopecia).

Cos'è l'alopecia?

  • Per alopecia si intende la caduta dei capelli o la loro degradazione, fino al diradamento o alla scomparsa. Questo processo coinvolge il cuoio capelluto in maniera globale o solo parziale.
  • L'alopecia può essere temporanea o definitiva.
  • Esistono vari tipi di alopecia a seconda delle cause che la producono o della forma in cui si manifesta sul cuoio capelluto.
  • L'alopecia androgenetica è la più comune forma di calvizie (caduta di carattere ereditario) e si manifesta con un diradamento progressivo dei capelli, con tendenza a diventare calvi.
  • L'alopecia androgenetica femminile è meno frequente rispetto a quella maschile, ma sembra che negli ultimi decenni vi sia stato un aumento netto di incidenza.

Caduta capelli: stadi e classificazione

Scala di Hamilton

Negli uomini, l'alopecia androgenetica è caratterizzata dalla perdita dei capelli nelle zone superiori e fronto-parietali del cuoio capelluto.

James B. Hamilton fu uno dei primi studiosi a definire i diversi livelli che portano alla calvizie maschile ed a sviluppare il primo utile sistema di classificazione per misurare l'estensione dell'alopecia androgenetica nell'uomo.

La scala di Hamilton risale al 1951 e rappresenta l'avanzamento della calvizie maschile in 5 stadi:

  • Stadio I: si riferisce alle prime tracce di recessione simmetrica fronto-temporale, con eventuale e successivo arretramento dei capelli sopra le tempie; non rappresenta necessariamente una situazione che anticipa la calvizie;
  • Stadio II: indica un'accentuazione dello stadio precedente, con un leggero arretramento della linea frontale ed un diradamento della parte superiore del cuoio capelluto (vertice). La quantità di capelli caduti comincia ad essere piuttosto significativa; questo stadio lascia presagire che l'alopecia potrebbe raggiungere livelli preoccupanti nell'arco dei successivi 5-10 anni;
  • Stadio III: si osservano due zone alopeciche, una anteriore ed una posteriore, che tendono a confluire; permane così solo una stretta striscia di capelli;
  • Stadio IV: viene a definirsi una situazione di alopecia fronto-parietale e del vertice con permanenza di una "corona" di capelli nella zona tempo-occipitale;
  • Stadio V: la situazione permane come nel quarto stadio, ma la "corona" residua diviene di più ridotte dimensioni.

Le persone con un'attaccatura alta dei capelli devono considerare tale caratteristica come normale. Quest'aspetto non è dovuto, infatti, ad una recessione della linea frontale, ma rappresenta il risultato di un'eredità genetica combinata ai tratti tipicamente familiari.

Scala di Hamilton-Norwood

Nel 1975, Norwood completò gli studi di Hamilton e modificò, perfezionandola, la scala proposta dallo stesso, arrivando a classificare ben 12 differenti livelli di alopecia androgenetica maschile.

La progressione prevedibile fu aumentata, quindi, da 5 a 7 stadi, alcuni dei quali sono addirittura ulteriormente frazionati in livelli intermedi.

Oggi, la scala Norwood-Hamilton rappresenta il più importante ed efficace strumento per definire in modo univoco la progressione della caduta dei capelli nell'alopecia maschile. Grazie a questa classificazione, inoltre, è possibile stabilire con maggior precisione il trattamento appropriato al proprio grado di calvizie e, una volta iniziato l'intervento terapeutico, si possono anche valutare periodicamente gli eventuali progressi.

Secondo la classificazione di Norwod, vengono individuati:

  • Stadio I: si riferisce ad una situazione di normalità, con assenza di alopecia;
  • Stadio II: corrisponde al primo stadio di Hamilton, nel quale la caduta di capelli è ridotta e contenuta. Il soggetto presenta una recessione iniziale della linea frontale dello scalpo, con un lieve arretramento a livello delle tempie;
  • Stadio IIa: la situazione rimane come nel precedente stadio, ma la regressione della linea frontale è più evidente;
  • Stadio III: si manifesta un arretramento fronto-temporale maggiormente accentuato, esteso a tutta la zona, che rimane con capelli diradati; le stempiature sono profonde e tendenzialmente simmetriche. Con molta probabilità, l'alopecia avanzerà rapidamente negli anni successivi;
  • Stadio IIIa: la situazione è come quella del terzo stadio, ma l'arretramento della linea frontale è più marcato e supera il livello precedente. Questa variante di alopecia è frequente in età avanzata, ma può verificarsi precocemente in alcuni soggetti giovani, nei quali precede la perdita di capelli nella zona frontale;
  • Stadio III vertex: ai livelli III o IIIa si associa l'evidente diradamento dei capelli della zona del vertice (corrisponde più o meno al II stadio di Hamilton);
  • Stadio IV: la recessione fronto-temporale si fa più decisa e si estende anche alla zona del vertice; in pratica, si osserva una larga striscia di capelli fra le zone alopeciche anteriore e posteriore, che tendono a confluire (quindi corrisponde ad un terzo stadio di Hamilton poco accentuato);
  • Stadio IVa: si osserva un notevole arretramento dell'attaccatura anteriore che arriva, grosso modo, alla linea virtuale che congiunge la sommità delle due orecchie; la presenza di un diradamento del vertice non è obbligatoria, ma, in ogni caso, scompare la stretta striscia di capelli tra le due zone alopeciche;
  • Stadio V: l'avanzamento dell'alopecia è tale che l'area di capelli che separano la regione del vertice da quella fronto-temporale è assai limitata (corrisponde al terzo stadio di Hamilton);
  • Stadio Va: corrisponde al più accentuato stadio IVa; la regione del vertice e quella fronto-temporale sono praticamente unite;
  • Stadio VI: coincide con il quarto stadio di Hamilton; viene a definirsi una situazione di alopecia fronto-parietale e del vertice con permanenza di una "corona" di capelli nella zona temporo-occipitale. A questo punto la caduta di capelli si sta estendendo anche nell'area laterale e posteriore;
  • Stadio VII: corrisponde al quinto stadio di Hamilton, quindi i capelli permangono soltanto nella regione occipitale (ciò che resta è una ridotta striscia di capelli che corona la testa lateralmente da un orecchio all'altro).

Nella scala di Hamilton-Norwood, si osserva, in pratica, un aggravamento progressivo della caduta di capelli solo dal terzo stadio in avanti; da tale punto, le conseguenze estetiche sono sempre più significative.

Di contro, i primi livelli (stadi 1 e 2 di Norwood) non si associano obbligatoriamente alla progressione della caduta dei capelli con il passare del tempo. Questi stadi, presenti in molti uomini, coincidono con la cosiddetta "alopecia fronto-parietale maschile".  Tale condizione è caratterizzata da un innalzamento dell'attaccatura frontale e della linea parietale dei capelli che assume, nel maschio, la tipica forma ad M (comunemente detta "stempiatura").  Non è raro, infatti, osservare uomini "stempiati" con densità dei capelli nella zona del vertice perfettamente mantenuta.

L'alopecia androgenetica e quelle fronto-parietale maschile sono probabilmente determinate da fattori genetici diversi e non necessariamente coesistono nello stesso individuo.

Scala di Ludwig

La caduta dei capelli nel sesso femminile segue, in genere, una dinamica diversa rispetto a quella degli uomini.

La calvizie nelle donne, definita anche alopecia androgenetica femminile, è dovuta a cause genetiche, a cui talvolta si aggiungono fattori aggravanti di diversa origine (ormonali, ambientali, alimentari, psicologiche ecc.).

A differenza della calvizie maschile, in cui la perdita dei capelli si concentra in alcune aree della testa, nelle donne il diradamento si distribuisce più uniformemente su tutta la superficie del cuoio capelluto, colpendo inizialmente il vertice della testa (nella parte superiore, oltre l'attaccatura frontale, che viene generalmente conservata), per poi estendersi in direzione radiale.

Questi livelli progressivi di perdita dei capelli sono classificati nella scala di Ludwig (1977), in cui vengono definite tre categorie basate sul grado di diminuzione della densità di capelli sul cuoio capelluto delle donne:

  • Stadio I: l'alopecia femminile si presenta come un lieve diradamento sulla parte superiore del cuoio capelluto, più o meno marcato a seconda dell'intensità della caduta di capelli, ma solitamente limitato a 1-3 centimetri dietro la linea frontale;
  • Stadio II: il diradamento dei capelli è pronunciato. A questo livello, l'alopecia ha già un impatto estetico negativo e psicologicamente debilitante;
  • Stadio III: la perdita di capelli è molto avanzata e coinvolge tutta la parte superiore della testa; nonostante il diradamento esteso, a differenza del maschio, l'area non è mai completamente calva e persistono capelli "normali" insieme a quelli miniaturizzati.

Le donne appartenenti al primo tipo (stadio I) sono la stragrande maggioranza, mentre è più difficile trovare quelle appartenenti alla terza specie.

La progressione ulteriore di questi stadi coincide con situazioni molto rare nella donna, cioè la calvizie avanzata con diradamento esteso su tutto il capo (alopecia avanzata), e la grave recessione frontale.

Come fermare la caduta dei capelli

È possibile arrestare la caduta dei capelli?

Per trattare le varie forma di alopecia, è necessario rivolgersi al medico specialista che prescriverà la terapia, sia locale che sistemica, ritenuta più idonea per risolvere il problema. Al contempo, risulta essenziale risalire alla causa scatenante per intervenire su di essa in modo specifico.

Altro approccio utile all'eccessiva caduta dei capelli è quello di smettere di fumare, migliorare le abitudini alimentari e, nei limiti del possibile, evitare l'assunzione di farmaci non indispensabili.

Il ciclo del capello prevede tempi piuttosto "lunghi", quindi è importante ricordare che l'efficacia di questi trattamenti può risultare solo dopo un uso continuo e costante (almeno 3 mesi).

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Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici