Ultima modifica 22.03.2019

Se le dimensioni polmonari di una persona non possono aumentare, com'è possibile che l'esercizio fisico migliori la funzionalità cardiorespiratoria?

Benefici generali dell'attività Fisica

L'attività fisica regolare induce numerosi e positivi adattamenti nell'organismo di chi la pratica. Questi adattamenti, oltre ad aumentare la funzionalità muscolare e cardiorespiratoria, proteggono l'organismo da numerose malattie. Tra queste, le più importanti sono l'ipercolesterolemia, l'osteoporosi, il diabete e l'ipertensione.

Funzionalità polmonareTutti gli adattamenti indotti dall'esercizio fisico riducono anche la mortalità per certi tipi di cancro, come quello al colon, alla mammella e al polmone.

Grazie a questi positivi effetti benefici, molti governi stanno incoraggiando la popolazione ad aumentare il proprio livello di attività fisico, fino ad accumulare almeno trenta minuti di esercizio quotidiano per almeno 4 giorni alla settimana.

Benefici sulla Funzionalità Cardiorespiratoria

Aumentare la propria funzionalità cardiorespiratoria significa riuscire ad eseguire esercizi fisici con maggiore facilità e minor dispendio energetico. Questo adattamento è dovuto alla maggiore efficenza con cui il corpo estrae l'ossigeno dal sangue e lo trasporta ai muscoli in attività, dove viene utilizzato per soddisfare le richieste energetiche cellulari.

Al contrario di quanto molti pensano, l'esercizio fisico non è in grado di aumentare la forma, il volume o la capacità di espandersi dei polmoni. Ne consegue che l'attività fisica non aumenta la capacità vitale, cioè quel parametro che ci indica la massima quantità di aria che un soggetto riesce a mobilitare in un atto respiratorio massimale.

Pertanto, quando una persona fuori forma lamenta la mancanza di fiato durante un esercizio fisico non significa che i suoi polmoni siano più piccoli o meno efficienti di quelli di una persona allenata (a meno che non siano presenti specifiche malattie come asma, bronchite o enfisema).

 

La capacità di esercizio è infatti legata non tanto alla disponibilità assoluta di ossigeno, quanto a quella relativa.

Il cuore di una persona allenata è in grado di pompare maggiori quantità di sangue e di far arrivare alle cellule più ossigeno e nutrienti. Inoltre, i vari tessuti, soprattutto quello muscolare, ottimizzano la loro capacità di estrarre l'ossigeno dal sangue e di rimuovere velocemente l'anidride carbonica che si viene a creare come prodotto di rifiuto.


Il vero fattore limitante della performance atletica è dunque la quantità di ossigeno che il nostro organismo riesce ad estrarre dall'aria e ad utilizzare per i processi metabolici. Questo parametro, insieme a quelli respiratori, aumenta molto nel passaggio da sedentarietà a vita attiva, poi tende a stabilizzarsi.


Tutti noi siamo nati con la capacità di aumentare il nostro livello di attività fisica tramite regolare esercizio.

Probabilmente una delle maggiori sfide della moderna società è proprio quella di incoraggiare ed incentivare l'adozione di stili di vita più salutari che comprendano la regolare pratica di attività fisica.