Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno: Epidemiologia e Diagnosi

Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno: Epidemiologia e Diagnosi
Ultima modifica 24.01.2020
INDICE
  1. Epidemiologia
  2. Fattori aggravanti e predisponenti
  3. Quando rivolgersi al medico
  4. Criteri per la diagnosi
  5. Anamnesi
  6. Esame obiettivo
  7. Polisonnografia
  8. Altri indagini raccomandate

Epidemiologia

La sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS) è una patologia molto frequente nella popolazione mondiale. Questo disturbo respiratorio può manifestarsi a qualsiasi età, sebbene sia più comune in persone con più di 40 anni.

La sindrome da apnee ostruttive del sonno risulta essere più frequente nel sesso maschile, probabilmente per la diversa distribuzione di grasso rispetto a quello femminile. D'altra parte, nelle donne, la prevalenza della malattia aumenta dopo la menopausa e nelle fasi più avanzate della gravidanza.

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Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno: dati epidemiologici

Sulla base dei più recenti dati epidemiologici pubblicati dal Ministero della Salute, ottenuti con polisonnografia nella popolazione generale tra i 40 e gli 85 anni, la prevalenza della sindrome da apnee ostruttive del sonno è del 49,7% nel sesso maschile e del 23,4% in quello femminile.

Nonostante la OSAS sia così frequente nella popolazione, è stimato che il 75-80% dei soggetti non siano identificati come pazienti affetti da questa condizione. Uno dei principali problemi della sindrome da apnee ostruttive del sonno è proprio il fatto che risulta sotto diagnosticata, cioè non sempre viene scoperta subito poiché le persone possono non accorgersi di averla. Al risveglio, infatti, non resta memoria delle interruzioni del respiro verificatesi durante la notte, salvo qualcuno che dorme al proprio fianco non lo faccia notare. Inoltre, l'eccessiva sonnolenza diurna, sintomo principale della OSAS, è un sintomo condizione che molte persone hanno difficoltà a percepire o comunque ad interpretare per il fatto che la confondono facilmente con la stanchezza. In genere, è il partner a sollevare il problema, in quanto preoccupato del russamento abituale e molto intenso, accompagnato da episodi di pause respiratorie.

Cosa fare in caso di sospetta OSAS

Qualora si sospettasse di soffrire di sindrome da apnee ostruttive del sonno, sarebbe utile chiedere al proprio partner o ad un altro familiare di essere osservati durante il riposo notturno, per verificare se effettivamente si verificano delle interruzioni del respiro (episodi di apnea-ipopnea). In caso affermativo, è necessario rivolgersi al medico di base o al neurologo di riferimento che valuterà la situazione e dopo aver effettuato la visita medica deciderà se sia necessario recarsi in un centro specializzato per i disturbi del sonno per effettuare il test di accertamento (diagnosi) delle apnee ostruttive.

Fattori aggravanti e predisponenti

Per quanto riguarda la prevalenza, si è osservato un incremento della sindrome da apnee ostruttive del sonno negli ultimi 20 anni. Quest'aumento dei casi della malattia in esame è associato in parte alla maggiore prevalenza dell'obesità, nonostante l'OSAS sia significativamente presente anche nelle persone normopeso.

Chi è più a rischio?

  • Nella maggior parte dei pazienti si osserva una maggiore gravità dei sintomi con l'aumento del peso corporeo. La condizione di sovrappeso/obesità è uno fra i principali fattori predisponenti la sindrome da apnee ostruttive del sonno. Il grasso corporeo eccessivo fa aumentare la massa dei tessuti molli del collo, mettendo a dura prova i muscoli della gola; anche i chili in eccesso nella parte alta dell'addome possono aumentare la difficoltà di respiro, peggiorando i sintomi della sindrome da apnee ostruttive del sonno.
  • Altro fattore di rischio principale sono la alterazioni anatomiche e/o funzionali che riducono il calibro delle vie respiratorie superiori: restringimento generalizzato delle vie aeree, tonsille o adenoidi ipertrofiche (specie nell'età pediatrica), deviazioni del setto nasale, ugola grande e mandibola piccola possono ostacolare il normale flusso di aria.
  • La sindrome da apnee ostruttive del sonno sembra ricorrere con maggiore frequenza negli stessi gruppi familiari, suggerendo una possibile predisposizione su base ereditaria a sviluppare la patologia.

Altre condizioni che aumentano la suscettibilità alla sindrome da apnee ostruttive del sonno meno frequenti sono: abitudine al fumo, utilizzo di farmaci con effetto sedativo e consumo elevato di alcool prima di coricarsi.

Patologie associate alla Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno

La sindrome da apnee ostruttive del sonno ha, inoltre, legami con altre patologie, delle quali costituisce un fattore di rischio, tra cui:

Studi recenti indicano che la sindrome da apnee ostruttive del sonno è associata anche ad altre condizioni patologiche croniche quali:

Quando rivolgersi al medico

Stabilire precocemente la diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno è importante per inquadrare l'entità del problema e impostare il protocollo terapeutico più adeguato al controllo del disturbo.

Per questo motivo, è consigliabile sottoporsi ad accertamenti specialistici, prescritti dal proprio medico curante, qualora:

  • La sintomatologia fosse riconducibile agli episodi di apnea-ipopnea notturni. L'eccessiva sonnolenza diurna è l'elemento più predittivo di un'apnea da sonno clinicamente significativa, di particolare utilità per orientare il medico ad una corretta diagnosi.
  • Siano presenti ostacoli anatomici o patologici a livello delle prime vie aeree.

Inoltre, è consigliabile farsi visitare dal medico di base e/o da uno specialista del sonno se:

L'esame cardine per la diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno è la polisonnografia, preceduta da un'attenta anamnesi e l'utilizzo di questionari autosomministrabili.

OSAS: segnali a cui prestare attenzione

  • Russamento;
  • Eccessiva sonnolenza diurna;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Perdita dell'attenzione;
  • Difficoltà a memorizzare;
  • Colpi di sonno alla guida;
  • Sudorazioni notturne;
  • Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento;
  • Nicturia (necessità di minzione notturna);
  • Cefalea e sensazione di bocca asciutta al risveglio.

Criteri per la diagnosi

La diagnosi della sindrome da apnee ostruttive del sonno viene formulata fondamentalmente sulla base di criteri sintomatici ed esami come polisonnografia e/o monitoraggio cardiorespiratorio completo (poligrafia respiratoria) che permettono di registrare cosa avviene durante il sonno, chiarendo cosa succede al paziente quando riposa.

Queste indagini strumentali si basano sull'individuazione degli episodi di apnea-ipopnea che si possono verificare per ora di sonno. Nei casi di difficile interpretazione, particolare gravità clinica e/o complessa comorbilità, lo strumento diagnostico di riferimento è rappresentato dalla polisonnografia (gold standard per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno).

La diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno viene stabilita quando sono soddisfatti i seguenti requisiti:

  • Registrazione alla polisonnografia di almeno 5 apnee o ipopnee per ora di sonno in presenza di sintomi (eccessiva sonnolenza, sensazione di soffocamento e respiro affannoso durante il sonno, stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione, frequenti risvegli ecc.) o di altre malattie associate (comorbilità);
  • Registrazione alla polisonnografia di un numero di apnee o di ipopnee uguale o superiore ad almeno 15 eventi per ora di sonno, indipendentemente dalla presenza di altri sintomi o comorbilità.

Grado di severità (AHI) della OSAS

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La sindrome da apnee ostruttive del sonno è classificata in tre gradi di severità in base all'indice apnea-ipopnea (AHI, Apnea-Hypopnea Index), corrispondente al numero di episodi di apnea e/o ipopnea per ora di sonno.

La sindrome da apnee ostruttive del sonno è definita:

  • LIEVE se l'AHI è compreso fra 5 e 15 episodi per ora di sonno;
  • MODERATA se l'AHI è compreso fra 15 e 30 episodi per ora di sonno;
  • SEVERA se l'AHI è superiore a 30 episodi per ora di sonno.

Anamnesi

Il primo passo per stabilire la diagnosi della sindrome da apnee ostruttive del sonno è l'anamnesi, ossia un colloquio approfondito per conoscere dettagliatamente sintomi, orari e periodicità degli episodi. Durante il colloquio con il medico, la persona che soffre di tale disturbo può riferire la difficoltà che sperimenta (ad esempio, se fa più fatica ad addormentarsi oppure a dormire a lungo) e le manifestazioni notturne e diurne indicative della sindrome da apnee ostruttive del sonno. Per raccogliere i dati anamnestici, il medico può coinvolgere anche i familiari in grado di accorgersi se la persona presenta disturbi respiratori durante il sonno.

Il russamento e la sonnolenza eccessiva durante il giorno sono i sintomi riferiti più frequentemente:

  • Il russamento è un sintomo diffuso nella popolazione generale e, come tale è purtroppo poco predittivo, ma diventa più specifico se sono presenti anche pause respiratorie con sensazioni di soffocamento.
  • La sonnolenza eccessiva è il sintomo diurno più frequente ed è dovuto ad un peggioramento della qualità del sonno.

Il grado di sonnolenza può essere determinato in modo soggettivo e oggettivo, utilizzando appositi questionari standardizzati. Un esempio è il Epworth Sleepness Scale (EES) caratterizzato da 8 domande con un punteggio da 0 a 3 per ciascuna domanda (nota: un punteggio totale di 10 o più, è indicativo di eccessiva sonnolenza diurna, pertanto conviene inquadrare complessivamente il paziente).

Epworth Sleepness Scale (EES) per quantificare la sonnolenza diurna e il rischio OSAS

Indicare, per ogni situazione sotto riportata, il grado di facilità (0 = non mi appisolo o addormento mai; 1 = ho qualche probabilità di appisolarmi o addormentarmi; 2 = ho una moderata probabilità di appisolarmi o addormentarmi; 3 = ho un'alta probabilità di appisolarmi o addormentarmi) di appisolarsi o addormentarsi:

  1. Seduto mentre leggo
  2. Guardando la TV
  3. Seduto, inattivo in un luogo pubblico (cinema, teatro, conferenza)
  4. In automobile, come passeggero, per un'ora o più
  5. Nel pomeriggio, sdraiato, per un riposo
  6. Seduto, mentre parlo con qualcuno
  7. Seduto tranquillamente dopo pranzo (niente alcolici)
  8. In automobile, fermo per pochi minuti nel traffico

Interpretazione del punteggio totale ottenuto:

  • Soggetto con normale sonnolenza diurna < 12
  • Soggetto con ipersonnolenza diurna (probabile OSAS lieve) 12-14
  • Soggetto con importante ipersonnolenza diurna (probabile OSAS grave) >14

Diario del sonno

Per chiarire il quadro clinico delle apnee notturne, il medico può chiedere al paziente di annotare ogni giorno, per almeno due settimane, informazioni come:

  • Orario in cui va a dormire;
  • Tempo necessario per addormentarsi;
  • Numero di ore dormite;
  • Risvegli notturni o precoci;
  • Caratteristiche dei pasti (composizione, cibi consumati ecc.);
  • Attività svolte nel corso della giornata, inclusi eventi particolarmente stressanti;
  • Sintomi avvertiti;
  • Caratteristiche dell'ambiente in cui si dorme (luci, temperatura, umidità e suoni).

Esame obiettivo

La valutazione iniziale del paziente con probabile sindrome da apnee ostruttive del sonno prevede un accurato esame obiettivo per la valutazione dei principali fattori di rischio. L'indagine clinica dovrebbe focalizzarsi sui disturbi della respirazione durante il riposo, la qualità del sonno e lo stato funzionale del paziente al mattino e durante il giorno.

Polisonnografia

La polisonnografia (o esame polisonnografico) è l'esame gold standard per la diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Quest'indagine strumentale consiste nella misurazione, durante alcune ore di sonno notturno, del flusso aereo, del livello di ossigeno nel sangue, della frequenza cardiaca, della mobilità respiratoria toracica e addominale e della postura nel sonno. I parametri fisiologici che vengono valutati comprendono l'attività del cervello e del cuore, i movimenti del torace e degli arti inferiori e la respirazione.

Cosa misura la polisonnografia?

La polisonnografia si effettua con un apparecchio (polisonnografo) che consente di:

  • Rilevare le apnee e le ipopnee durante il sonno e permetterne la classificazione in centrali, ostruttive e miste;
  • Monitorare i movimenti del torace e dell'addome;
  • Mostrare le desaturazioni e la loro entità;
  • Evidenziare le alterazioni del ritmo cardiaco;
  • Riconoscere la fase del sonno in cui si verificano le apnee notturne.

Poligrafia respiratoria

La poligrafia respiratoria (o monitoraggio cardiorespiratorio notturno) consiste nel controllo dei principali segnali cardio-respiratori durante il sonno.

Altri indagini raccomandate

Quali altri esami possono essere indicati in caso di OSAS?

Altri esami che possono essere prescritti per integrare la valutazione della sindrome delle apnee ostruttive del sonno:

  • Elettroencefalogramma: la polisonnografia è eventualmente coadiuvata da un EEG, utile per esaminare l'attività elettrica del cervello;
  • Elettromiografia degli arti: serve per misurare l'attività muscolare.

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Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici