Apnea Notturna e Guida Sicura: Esami per la Diagnosi

Apnea Notturna e Guida Sicura: Esami per la Diagnosi
Ultima modifica 14.01.2020

Introduzione

L'apnea notturna o sindrome da apnee ostruttive del sonno (anche detta OSAS dall'inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è un disturbo respiratorio che si manifesta con un blocco momentaneo della respirazione durante il riposo notturno. I ripetuti episodi di parziale o completa ostruzione delle vie aeree superiori durante la fase inspiratoria comportano una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue, oltre ad un forte russamento ed una ridotta quantità o qualità del sonno. Le conseguenze dell'apnea notturna si ripercuotono anche al risveglio o durante il giorno con agitazione, affaticamento, difficoltà di concentrazione, sensazione di non aver riposato bene, calo di interesse nei confronti del sesso, cefalea mattutina ed eccessiva sonnolenza diurna. Quest'ultima, in particolare, può rappresentare un fattore di rischio per incidenti automobilistici o sul lavoro, talvolta fatali.

Per approfondire: Apnea Notturna: anche un Problema di Guida Sicura

Diagnosi

Apnea Notturna: quando è opportuno rivolgersi al Medico?

Dal punto di vista clinico, è consigliabile farsi visitare dal medico se:

Il medico di base può indirizzare il paziente ad uno specialista del sonno. Una volta stabilita l'entità del problema, è possibile impostare il protocollo terapeutico più adeguato.

Apnea Notturna: campanelli d'allarme

Apnea Notturna: come viene formulata la diagnosi?

La diagnosi dell'apnea notturna è stabilita fondamentalmente sulla base di criteri sintomatici ed esami come polisonnografia e/o monitoraggio cardiorespiratorio completo (poligrafia respiratoria) che permettono di registrare cosa avviene durante il sonno, chiarendo cosa succede al paziente quando riposa.

Queste indagini strumentali si basano sull'individuazione degli episodi di apnea-ipopnea che si possono verificare per ora di sonno. Nei casi di difficile interpretazione, particolare gravità clinica e/o complessa comorbilità, lo strumento diagnostico di riferimento è rappresentato dalla polisonnografia (gold standard per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno).

Anamnesi

Il primo step per stabilire la diagnosi della sindrome da apnee ostruttive del sonno è l'anamnesi, ossia un colloquio approfondito per conoscere dettagliatamente sintomi, orari e periodicità degli episodi. Durante il colloquio con il medico, la persona che soffre di tale disturbo può riferire la difficoltà che sperimenta (ad esempio, se fa più fatica ad addormentarsi oppure a dormire a lungo) e le manifestazioni notturne e diurne indicative della sindrome da apnee ostruttive del sonno. Per raccogliere i dati anamnestici, il medico può coinvolgere anche i familiari in grado di accorgersi se la persona presenta disturbi respiratori durante il sonno.

Diario del sonno

Per chiarire il quadro clinico delle apnee notturne, il medico può chiedere al paziente di annotare ogni giorno, per almeno due settimane, informazioni come:

  • Orario in cui va a dormire;
  • Tempo necessario per addormentarsi;
  • Numero di ore dormite;
  • Risvegli notturni o precoci;
  • Caratteristiche dei pasti (composizione, cibi consumati ecc.);
  • Attività svolte nel corso della giornata, inclusi eventi particolarmente stressanti;
  • Sintomi avvertiti;
  • Caratteristiche dell'ambiente in cui si dorme (luci, temperatura, umidità e suoni).

Esame Obiettivo

La valutazione iniziale del paziente con possibile disturbo respiratorio del sonno prevede un accurato esame obiettivo per la valutazione clinica dei principali fattori di rischio.

I fattori di rischio per lo sviluppo della sindrome da apnee ostruttive del sonno correlano alle alterazioni anatomiche e/o funzionali (es. deviazione del setto nasale, tonsille o adenoidi ipertrofiche, lingua grossa, ugola grande, mandibola piccola ecc.) che provocano o contribuiscono al restringimento delle vie aeree superiori. Altre condizioni che possono favorire l'insorgenza della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno sono l'obesità, l'abuso di bevande alcoliche prima di andare a dormire e l'assunzione di sonniferi.

Polisonnografia (esame polisonnografico)

La polisonnografia è l'esame gold standard per la diagnosi della sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Quest'indagine strumentale consiste nella misurazione, durante alcune ore di sonno notturno, del flusso aereo, del livello di ossigeno nel sangue, della frequenza cardiaca, della mobilità respiratoria toracica e addominale e della postura nel sonno. I parametri fisiologici che vengono valutati comprendono l'attività del cervello e del cuore, i movimenti del torace e degli arti inferiori e la respirazione.

Cosa misura la polisonnografia?

La polisonnografia si effettua con un apparecchio (polisonnografo) che consente di:

  • Rilevare le apnee e le ipopnee durante il sonno e permetterne la classificazione in centrali, ostruttive e miste;
  • Monitorare i movimenti del torace e dell'addome;
  • Mostrare le desaturazioni e la loro entità;
  • Evidenziare le alterazioni del ritmo cardiaco;
  • Riconoscere la fase del sonno in cui si verificano le apnee notturne.

Poligrafia respiratoria (o monitoraggio cardiorespiratorio notturno)

La poligrafia respiratoria (o monitoraggio cardiorespiratorio notturno) consiste nel controllo dei principali segnali cardio-respiratori durante il sonno.

Altre indagini raccomandate in caso di Apnea Notturna

Altri esami che possono essere prescritti per integrare la valutazione della sindrome delle apnee ostruttive del sonno:

  • Elettroencefalogramma: la polisonnografia è eventualmente coadiuvata da un EEG, utile per esaminare l'attività elettrica del cervello;
  • Elettromiografia degli arti: serve per misurare l'attività muscolare.

Criteri diagnostici

La diagnosi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno viene stabilita quando sono soddisfatti i seguenti requisiti:

  • Registrazione alla polisonnografia di almeno 5 apnee o ipopnee per ora di sonno in presenza di sintomi (eccessiva sonnolenza, sensazione di soffocamento e respiro affannoso durante il sonno, stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione, frequenti risvegli ecc.) o di altre malattie associate (comorbilità);
  • Registrazione alla polisonnografia di un numero di apnee o di ipopnee uguale o superiore ad almeno 15 eventi per ora di sonno, indipendentemente dalla presenza di altri sintomi o comorbilità.

Grado di severità (AHI)

La sindrome delle apnee ostruttive è classificata in tre gradi di severità in base all'indice apnea-ipopnea (AHI, Apnea-Hypopnea Index), corrispondente al numero di episodi di apnea e/o ipopnea per ora di sonno.

L'apnea notturna è:

  • LIEVE se l'AHI è compreso fra 5 e 15 episodi per ora di sonno;
  • MODERATA se l'AHI è compreso fra 15 e 30 episodi per ora di sonno;
  • SEVERA se l'AHI è superiore a 30 episodi per ora di sonno.
Continua per sapere come gestire la Sindrome da Apnee Ostruttive del Sonno: Trattamento

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici