Workaholism, la dipendenza dal lavoro. Test di autovalutazione e trattamento

Workaholism, la dipendenza dal lavoro. Test di autovalutazione e trattamento
Ultima modifica 19.12.2023
INDICE
  1. Workaholism, la dipendenza dal lavoro. Cos'è?
  2. Chi è il workaholist
  3. Cause della dipendenza dal lavoro
  4. Criteri e sintomi del workaholism
  5. Col workaholism la produttività è a rischio
  6. Quali sono le conseguenze del workaholism sulla persona
  7. Autovalutazione della dipendenza dal lavoro
  8. Il trattamento della dipendenza dal lavoro
  9. La responsabilità delle aziende

Workaholism, la dipendenza dal lavoro. Cos'è?

La dipendenza dal lavoro, o workaholism, è un tipo di dipendenza comportamentale che consiste nell'ossessione per il lavoro in cui l'impulso a lavorare costantemente prevale sul benessere personale. Questa condizione si differenzia dal semplice lavorare molto o intensamente.
Il comportamento compulsivo del workaholism ha catturato l'interesse di medici e psicologi a partire dagli anni '70. Tuttavia, la mancanza di dati scientifici sufficienti impedisce ancora di avere una definizione universalmente riconosciuta dalla comunità medica; di conseguenza, la dipendenza dal lavoro non è ancora stata ufficialmente inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA, 2013).
Per quanto riguarda la terminologia, la dipendenza dal lavoro, per alcuni aspetti, viene paragonata all'alcolismo, da cui deriva il nome "work-aholism".

Per approfondire: Burnout (Sindrome da Burn-Out): Cos’è? Cause, Sintomi e Terapia

Chi è il workaholist

Le persone affette da questa condizione possono arrivare a dedicare quasi tutte le 24 ore della giornata al lavoro, trascurando elementi essenziali come il riposo e il sonno. Il workaholist può essere sia un/una dipendente che un lavoratore/lavoratrice autonomo/a.

Secondo alcuni studi le donne sarebbero più colpite da questa dipendenza, per due classi di fattori: psicologici e culturali.

  • Tra i fattori psicologici troviamo una tendenza più spiccata delle donne verso il perfezionismo e l'autosabotaggio, elementi che contribuiscono all'insorgere dei comportamenti disfunzionali.
  • Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, un ruolo importante è svolto dalle aspettative sul ruolo femminile all'interno della società. Le donne sentono (anche inconsapevolmente) di dovere lavorare il doppio del tempo e con il doppio dello sforzo per dimostrare di essere altrettanto capaci dei loro colleghi uomini; spesso non sono valorizzate, supportate e affrontano disparità salariali; sentono il peso di dovere "fare tutto correttamente" per combattere i pregiudizi e subiscono l'aspettativa di essere in grado di bilanciare lavoro e vita familiare.

Cause della dipendenza dal lavoro

La dipendenza dal lavoro è un fenomeno complesso con cause diverse e variabili da persona a persona. Non c'è una singola causa universalmente condivisa, ma piuttosto un insieme di fattori che possono contribuire allo sviluppo di questa condizione.
Un aspetto da non sottovalutare è la crescente accessibilità del lavoro dovuta all'evoluzione tecnologica: con l'avvento della tecnologia digitale e la capacità di lavorare da remoto, è diventato più facile cadere in comportamenti lavorativi eccessivi, potendo
lavorare in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.
Ma ci sono anche altri fattori da considerare, che sono:

  • Fattori psicologici: alcuni individui potrebbero essere più predisposti al workaholism per tratti di personalità come perfezionismo, bisogno di controllo o tendenze compulsive. Il lavoro può diventare un mezzo per gestire l'ansia, l'insicurezza o la bassa autostima.
  • Fattori familiari ed educativi: le esperienze vissute durante l'infanzia, specialmente in un contesto familiare in cui il lavoro duro era particolarmente apprezzato, possono avere un impatto significativo sulla tendenza a sviluppare il workaholism in età adulta.
  • Fattori culturali e pressioni sociali ed economiche: l'ambiente lavorativo e la cultura aziendale, insieme alle pressioni sociali ed economiche, giocano un ruolo cruciale nel workaholism. Si pensi al caso del Giappone: è normale avere giornate lavorative di 12 ore e tra i lavoratori vi è una tendenza diffusa a non usufruire dei giorni di ferie. Questo può essere visto come un segno di dedizione e successo. Allo stesso modo, fattori come l'insicurezza lavorativa, la competitività del lavoro e la necessità di mantenere standard di vita elevati possono anch'essi spingere gli individui a lavorare eccessivamente.
  • Compensazione per altri aspetti della vita: alcune persone possono ricorrere al lavoro come un modo per sfuggire o compensare problemi in altri ambiti della loro vita, come relazioni personali insoddisfacenti o difficoltà emotive.
  • Aspetti biologici e neurologici: studi recenti suggeriscono che alla base di questa dipendenza vi sarebbero gli stessi meccanismi che regolano il comportamento compulsivo.

Criteri e sintomi del workaholism

A differenza di chi si dedica al lavoro con passione e impegno, mantenendo un equilibrio salutare con gli altri aspetti della vita, abbiamo visto che la persona dipendente dal lavoro è incapace di staccarsi mentalmente e fisicamente dal lavoro. Questa condizione si manifesta attraverso una necessità interna, quasi irresistibile, di lavorare incessantemente, che va a scapito delle relazioni personali, del tempo libero e della salute fisica e mentale.

In assenza di criteri diagnostici standard per questa dipendenza, possiamo identificare comportamenti a rischio attraverso alcune analisi. In particolare, Griffiths (2005; 2011) sostiene che il workaholism ha sei criteri in comune con altre dipendenze. Questi possono aiutare le persone a riconoscere la loro dipendenza e i clinici a supportarle.

  • Salienza: per il workaholist il lavoro assume un'importanza preponderante nella vita, domina pensieri e comportamenti ben oltre l'ambiente e gli orari lavorativi tradizionali
  • Umore altalenante: il lavoro diventa una fonte di emozioni variegate, spaziando dall'eccitazione e felicità fino a stati di tristezza e depressione
  • Tolleranza: la persona affetta da workaholism tende ad incrementare gradualmente il tempo dedicato al lavoro, sentendosi obbligata ad aumentare costantemente l'impegno lavorativo
  • Astinenza: se non può lavorare, il workaholist può sperimentare disagio fisico e psicologico, manifestato ad esempio attraverso irritabilità e cambiamenti di umore
  • Conflitti: le relazioni interpersonali diventano costellate di conflitti; ciò riguarda sia le relazioni professionali che quelle familiari. Questo è correlato anche al fatto che il workaholic riceve delle critiche per la sua incapacità di staccarsi dal lavoro
  • Ricaduta: anche dopo esserne uscito, il workaholic può ricadere nella dipendenza


Questi criteri rispecchiano la complessa condizione e danno l'idea di come la dipendenza dal lavoro influenza negativamente vari aspetti della vita personale e lavorativa dell'individuo.


I sintomi della dipendenza dal lavoro sono piuttosto aspecifici, condivisi con molte altre condizioni. Possono essere:
Sintomi fisici:

Sintomi psicologici:

  • ansia e depressione
  • preoccupazioni e pensieri ricorrenti sul lavoro, anche prima di dormire
  • sensazione di stress, rabbia, ansia e depressione quando non si lavora
  • sentimenti di colpa, impotenza o depressione usati come motivazione per lavorare di più

Sintomi comportamentali:

  • mancanza di interesse per le attività lavorative nonostante il lavoro eccessivo
  • aumento dell'assenteismo e riduzione della produttività
  • difficoltà a staccarsi dal lavoro, anche durante periodi di malattia o ferie
  • mancanza di hobby e interessi al di fuori del lavoro
  • trascurare i bisogni fondamentali, come dormire e mangiare
  • astinenza da relazioni personali e vita sociale a causa del lavoro

Questi sintomi possono interagire tra loro, creando un ciclo in cui la dipendenza dal lavoro si autoalimenta e peggiora col tempo, influenzando negativamente la qualità della vita dell'individuo.

Col workaholism la produttività è a rischio

La dipendenza dal lavoro, contrariamente a quanto si possa pensare, è nemica della produttività. Questo perché la mancanza di riposo adeguato, l'impoverimento delle relazioni significative e di esperienze al di fuori dell'ambito lavorativo possono avere effetti negativi sulla qualità del lavoro.


I workaholic tendono ad essere meno efficienti rispetto ad altri lavoratori anche perché

  • hanno difficoltà a lavorare come parte di un team
  • fanno fatica a delegare o affidare compiti ai colleghi
  • possono avere problemi organizzativi dovuti al fatto di assumersi troppe responsabilità
  • la privazione del sonno può portare a una compromissione delle funzioni cerebrali e cognitive

La produttività infatti non è una questione di ore lavorate, ma richiede una gestione equilibrata di energia, creatività e capacità di concentrazione, tutte risorse che possono essere gravemente compromesse da un lavoro eccessivo e da uno stile di vita sbilanciato.
Pertanto, mentre si può avere l'impressione che aumenti la produttività, in realtà il workaholism può portare a risultati lavorativi di qualità inferiore e a un deterioramento generale della performance professionale.

Quali sono le conseguenze del workaholism sulla persona

Il workaholism ha serie conseguenze per la salute fisica e mentale. Il workaholic rischia malattie da stress come disturbi cardiaci, ipertensione e stanchezza cronica, aggravate dalla mancanza di pause, di rilassamento e dalla scarsa attività fisica.
Uno studio di María-José Serrano-Fernández et al. (2021) ha evidenziato poi che il lavoro eccessivo e i sentimenti ad esso correlati sono predittori significativi di depressione e ansia. Inoltre, il workaholism può esaurire le risorse energetiche e motivazionali anche in coloro che amano il loro lavoro, riducendo i livelli di energia, felicità e coinvolgimento.

La costante pressione del lavoro eccessivo può anche danneggiare la salute neurologica, con effetti negativi su attenzione, memoria e capacità decisionali.
Uno studio di genere ha poi riscontrato che le donne che lavorano più di 45 ore a settimana sono più a rischio di sviluppare il diabete, rischio che diminuisce drasticamente nelle donne che lavorano meno di 40 ore/settimana.

Un esito comune della dipendenza dal lavoro è, infine, la Sindrome da burnout, riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e classificata nel ICD-11 (undicesima revisione della Classificazione Internazionale delle malattie) come sindrome caratterizzata essenzialmente da tre dimensioni:

  • Sensazione di esaurimento delle energie
  • Distacco dal lavoro
  • Riduzione dell'efficienza lavorativa

Autovalutazione della dipendenza dal lavoro

Per comprendere se si è a rischio di dipendenza dal lavoro, è possibile utilizzare un breve questionario auto-somministrato, la scala Bergen Work Addiction.
Questo strumento, pur non essendo un mezzo diagnostico clinico, può offrire una valutazione preliminare utile per riflettere sul proprio rapporto con il lavoro.
Il questionario consiste in una serie di domande a cui i partecipanti possono rispondere con la seguente scala di valutazione:
(1) Mai, (2) Raramente, (3) A volte, (4) Spesso, (5) Sempre


Ecco le domande a cui rispondere:

  • Pensi a come avere più tempo a disposizione per lavorare (da 1 a 5)
  • Spendi molto più tempo lavorando di quanto inizialmente previsto (da 1 a 5)
  • Lavori per ridurre il senso di colpa, ansia, impotenza e depressione (da 1 a 5)
  • Capita che altri ti dicano che devi ridurre il lavoro, senza che tu gli dia retta (da 1 a 5)
  • Ti senti stressato se non ti è permesso di lavorare (da 1 a 5)
  • Togli importanza agli hobby, al tempo libero, e all'esercizio fisico a causa del tuo lavoro (da 1 a 5)
  • Lavori così tanto che questo ha influenzato negativamente la tua salute (da 1 a 5)

Il punteggio di 4 (spesso) o 5 (sempre) in almeno quattro dei sette elementi è un indicatore della tendenza al workaholism.
Se il punteggio ottenuto suggerisce una possibile dipendenza dal lavoro, potrebbe essere utile consultare un professionista per un'analisi più approfondita e per discutere possibili strategie di gestione o trattamento. Ricordiamo che il riconoscimento precoce e l'intervento possono aiutare a prevenire i rischi per la salute associati al workaholism, come lo stress cronico, il burnout e altri problemi di salute fisica e mentale.

Il trattamento della dipendenza dal lavoro

Per affrontare il workaholism in modo efficace, è essenziale adottare un approccio che prenda in considerazione tutti i fattori potenzialmente coinvolti.
Poiché il workaholism è una condizione complessa e multifattoriale, le cause e i fattori scatenanti possono variare notevolmente da individuo a individuo. Un trattamento efficace deve quindi esaminare non solo i sintomi immediati, ma anche le radici profonde della dipendenza dal lavoro, affrontando aspetti ambientali, psicologici e comportamentali.

In questo contesto, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si rivela spesso come un trattamento raccomandato per aiutare coloro che presentano tendenze workaholic a imparare a bilanciare più efficacemente il lavoro e la vita personale.
La CBT mira a modificare i modelli di pensiero disfunzionali associati alla dipendenza dal lavoro, promuovendo un approccio alla vita più equilibrato e sano. Questo tipo di terapia può essere particolarmente utile nel fornire gli strumenti necessari per affrontare le problematiche legate al workaholism, facilitando una migliore qualità di vita sia sul piano professionale che personale.

La responsabilità delle aziende

La responsabilità delle aziende nel gestire il workaholism è cruciale, soprattutto perché i dipendenti spesso non hanno la flessibilità dei lavoratori autonomi per apportare cambiamenti organizzativi che possano aiutarli a superare la dipendenza dal lavoro.
Pertanto, le aziende devono assumere un ruolo attivo sia nella prevenzione, evitando che i propri dipendenti sviluppino questo disturbo, sia nel riconoscimento e nella gestione attiva del problema una volta che si manifesta.

Per affrontare efficacemente il workaholism, alcune aziende stanno iniziando a integrare servizi di supporto psicologico nel loro pacchetto welfare. È altresì importante condurre screening periodici per valutare la salute del clima organizzativo e assicurarsi che non vengano premiati o incentivati comportamenti lavorativi disfunzionali. Questo approccio non solo aiuta i dipendenti, ma porta anche valore all'azienda stessa, creando un ambiente di lavoro più sano e produttivo.
Implementare queste strategie può portare a una migliore salute mentale e fisica dei dipendenti, riducendo il rischio di burnout e aumentando la soddisfazione e la produttività sul lavoro.

Fonti

  • Griffiths, M. D. (2011). Workaholism: A 21st century addiction. The Psychologist: Bulletin of the British Psychological Society, 24, 740-744.
  • Andreassen, C. S., Griffiths, M. D., Hetland, J., & Pallesen, S. (2012). Development of a work addiction scale. Scandinavian Journal of Psychology.
  • Molino, M., Kovalchuk, L. S., Ghislieri, C., & Spagnoli, P. (2022). Work Addiction Among Employees and Self-Employed Workers: An Investigation Based on the Italian Version of the Bergen Work Addiction Scale. European Journal of Psychology, 18(3), 279-292.
  • Serrano-Fernández, M. J., Boada-Grau, J., Boada-Cuerva, M., & Vigil-Colet, A. (2021). Work addiction as a predictor of anxiety and depression. Work, 68, 1-10.

Autore

Dott.ssa Donatella Ruggeri
Dott.ssa Donatella Ruggeri, psicologa e divulgatrice scientifica. Si occupa di ricerca e progettazione, consulenza a seduta singola e neuroscienze. E’ la fondatrice della Settimana del Cervello, manifestazione che si svolge in Italia ogni anno a marzo per l'educazione e la sensibilizzazione sulle meraviglie del cervello umano.