Omicron e Sottovarianti: come si curano? Farmaci e quando preoccuparsi

Omicron e Sottovarianti: come si curano? Farmaci e quando preoccuparsi
Ultima modifica 28.06.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Come si Cura Omicron?
  3. Antibiotici contro Omicron: servono davvero?
  4. Quando Preoccuparsi?
  5. Come Prevenire l'Infezione da Omicron?

Introduzione

Che cos'è la Variante Omicron?

La variante Omicron di SARS-CoV-2 - virus che causa COVID-19 - è una delle varianti che preoccupa maggiormente per la sua capacità di diffondersi rapidamente.

Omicron cura Shutterstock

Difatti, si stima che Omicron sia fino a 500 volte più contagiosa rispetto al ceppo originale di SARS-CoV-2 di Wuhan.

Le mutazioni presentate da questa variante sono a carico della proteina Spike, ossia quella proteina che il virus utilizza per entrare nelle cellule dell'organismo ospite. Oltre a favorire la contagiosità, le mutazioni presenti in Omicron sembrano anche favorire una parziale fuga immunitaria.

Per approfondire: Variante Omicron SARS-CoV-2: Sintomi, Contagiosità e Vaccini

Sintomi della Variante Omicron

I sintomi che si possono manifestare in seguito all'infezione da variante Omicron sono diversi da individuo a individuo, ma si è osservato come questi tendano ad essere lievi e di breve durata nelle persone vaccinate. Fra i possibili sintomi che possono manifestarsi nei soggetti che hanno ricevuto la vaccinazione, ritroviamo: mal di gola, naso chiuso, mal di testa, tosse, febbre o febbricola.

Negli individui non vaccinati, invece, non è possibile prevedere come la variante Omicron possa manifestarsi. Per altro, in questa popolazione, così come negli individui che presentano alcuni fattori di rischio, è possibile che la COVID-19 provocata da Omicron si manifesti o progredisca verso forme severe.

Per maggiori informazioni: Sintomi Omicron: Come Si Riconosce, Incubazione e Differenze Variante Omicron: Perché sembra Meno Grave di Delta

Aggiornamenti: Omicron e le sue sottovarianti

Come ci si aspettava sono diverse le varianti di SARS-CoV-2 che continuano ad emergere man mano che il virus circola all'interno della popolazione.

Ad oggi, le varianti prevalenti nel nostro Paese sono rappresentate proprio da Omicron e dalle sue sottovarianti, quali:

  • Omicron 2;
  • Omicron 3;
  • Omicron 4;
  • Omicron 5.

In particolare, a giugno 2022, la sottovariante Omicron 5 risulta essere quella maggiromente diagnosticata.

Le sottovarianti di Omicron sembrano caratterizzate da una maggior capacità di fuga immunitaria, quindi la probabilità di reinfezione in chi è già guarito dalla COVID-19 o in chi ha ricevuto il ciclo vaccinale completo è più alta rispetto a precedenti varianti.

Nonostante ciò, la copertura vaccinale rimane una misura efficace e sicura nel prevenire le forme gravi di COVID-19 e l'ospedalizzazione. All'immunizzazione raggiunta con il vaccino è bene poi continuare a seguire le norme preventive quali:

  • Distanziamento sociale;
  • Indossare le mascherine nei luoghi al chiuso e quando non è possibile mantenere il distanziamento sociale anche all'aperto;
  • Corretta igiene delle mani.

Come si Cura Omicron?

Il trattamento della malattia che si sviluppa a seguito dell'infezione sostenuta dalla variante Omicron (o dalle sue sottovarianti), naturalmente, cambia da persona a persona, poiché strettamente legato al tipo di sintomi manifestati e alla severità della malattia. Inoltre, può esserci una certa variabilità della terapia anche in funzione del paziente da trattare: coloro che presentano fattori di rischio che espongono alla progressione della COVID-19 in forma grave, ad esempio, possono ricevere medicinali specifici per cercare di prevenire quest'evenienza.

Di seguito si cercherà di fornire una panoramica generale di quelli che possono essere i diversi approcci per la cura delle infezioni sostenute da Omicron e dalle sue sottovarianti; tuttavia, si ricorda che il trattamento da intraprendere verrà stabilito dal medico curante per ciascun paziente.

Trattamento dei Pazienti con Sintomi Lievi

Ai pazienti che presentano sintomi lievi e che possono curare la malattia presso il proprio domicilio (naturalmente, rispettando le normative attualmente vigenti in merito all'isolamento da seguire), si consiglia solitamente il riposo e il monitoraggio dei sintomi al fine di individuare in maniera tempestiva un eventuale peggioramento o cambiamento.

In caso di febbre, qualora non siano presenti controindicazioni, è possibile ricorrere alla somministrazione di paracetamolo per abbassarla. In presenza di dolori muscoloscheletrici o mal di testa, invece, è possibile ricorrere alla somministrazione di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).

In presenza di tosse, qualora lo ritenesse opportuno, il medico può decidere di prescrivere al proprio paziente l'assunzione di farmaci specifici.

Chiaramente, prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco è opportuno verificare con il proprio medico non ci siano controindicazioni all'uso (ad esempio, presenza di allergie, presenza di malattie o condizioni pregresse per le quali l'utilizzo di un dato principio attivo non è indicato, gravidanza, allattamento, ecc.).

Leggi anche: Come si Cura la COVID-19 a Domicilio?

Trattamento domiciliare di Pazienti con sintomi da Lievi e Moderati ma con Rischio di sviluppo/progressione della malattia in Forma Grave

I pazienti per i quali è possibile curare la malattia dal proprio domicilio, ma che sono esposti al rischio di sviluppo o di progressione della COVID-19 (scatenata da Omicron o da altre varianti) in forma grave, possono essere candidati al trattamento con farmaci specifici nel tentativo di scongiurare un simile evento. Vediamo quali sono.

Farmaci Antivirali Specifici

Gli antivirali possono essere impiegati in pazienti non ospedalizzati che presentano almeno uno dei seguenti fattori di rischio associati all'evoluzione della malattia in forme severe:

I principi attivi autorizzati che si possono impiegare, sono:

Naturalmente, saranno il medico e gli organi preposti a stabilire quali sono i pazienti idonei a questo tipo di trattamento e a provvedere alla distribuzione del medicinale specifico.

Remdesivir: Quando si Usa ed Effetti Collaterali Molnupiravir: Nuovo Antivirale contro COVID-19 Paxlovid: Come Funziona, Efficacia, Effetti Collaterali

Anticorpi Monoclonali

Rimanendo sempre nell'ambito della terapia domiciliare, qualora sussistano condizioni e necessità, è possibile ricorrere alla somministrazione di anticorpi monoclonali. Nel dettaglio, il loro utilizzo può essere preso in considerazione se i pazienti presentano fattori di rischio quali:

  • Età superiore a 65 anni;
  • Indice di massa corporea(Body Mass Index, BMI) ≥ 30, oppure > 95% percentile per età e per genere;
  • Malattia cardio-cerebrovascolare (inclusa ipertensionecon concomitante danno d'organo);
  • Emoglobinopatie;
  • Immunodeficienza primitiva o secondaria;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttivae/o altra malattia respiratoria cronica (per esempio, soggetti affetti da asmafibrosi polmonare o che necessitano di ossigenoterapia per ragioni differenti dall'infezione da SARS-CoV-2);
  • Diabete mellitonon controllato o con complicanze croniche;
  • Insufficienza renale cronica, incluse dialisi peritonealeo emodialisi;
  • Epatopatiacronica;
  • Patologie del neurosviluppo e patologie neurodegenerative.

A proposito dell'uso di questo tipo di farmaci, nelle raccomandazioni emesse dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), si precisa come l'efficacia di questa tipologia di farmaci potrebbe essere ridotta in quei pazienti che presentano anticorpi anti SARS-CoV-2 o per alcune varianti virali. In merito a quest'ultimo punto, sulla base dei dati pubblicati da AIFA (efficacia in vitro degli anticorpi monoclonali nei confronti delle varianti di preoccupazione circolanti in Italia), si evidenzia come l'attività neutralizzante di alcuni anticorpi monoclonali nei confronti della variante Omicron sia venuta meno. Al momento (febbraio 2022), fra gli anticorpi monoclonali utilizzabili nell'ambito del trattamento domiciliare, l'unico ad aver conservato l'attività neutralizzante sembra essere il sotrovimab (nome commerciale Xevudy®).

Si sottolinea, tuttavia, che gli anticorpi monoclonali devono essere somministrati per via endovenosa da personale medico specializzato e che è richiesto un periodo di osservazione di almeno un'ora al fine di individuare la comparsa di eventuali reazioni allergiche o eventi avversi.

Per approfondire: Anticorpi Monoclonali COVID-19: Cosa Sono, Come Funzionano, Effetti Collaterali

Trattamento di Pazienti Ospedalizzati

Il trattamento dei pazienti ospedalizzati varia in funzione della gravità della malattia. Oltre all'ossigenoterapia e alla ventilazione meccanica per coloro che ne necessitano, si possono utilizzare diversi farmaci, quali:

Naturalmente, anche in questo caso, l'uso di un farmaco piuttosto di un altro dipende dalle condizioni del paziente e dallo specifico caso. Pertanto, il personale sanitario deciderà quale approccio terapeutico intraprendere su base individuale.

Per approfondire: Cura per il COVID: Terapia Domiciliare e Ospedaliera

Antibiotici contro Omicron: servono davvero?

Al contrario di quanto erroneamente diffuso e pensato, gli antibiotici sono inutili contro Omicron e le sue sottovarianti, così come lo sono contro qualsiasi variante. Difatti, gli antibiotici sono farmaci ad azione batteriostatica o battericida, utilizzati per contrastare infezioni di natura batterica e non virus come SARS-CoV-2 e la COVID-19 da esso causata.

L'utilizzo dell'antibiotico ha significato e può essere preso in considerazione dal medico solo nel caso in cui vi sia una sovrainfezione batterica, accertata o sospetta, in rapporto al quadro clinico generale del paziente.

L'utilizzo di farmaci antibiotici senza necessità terapeutica non solo non è efficace contro Omicron e non influenza positivamente l'andamento della malattia, ma favorisce lo sviluppo dell'antibiotico-resistenza, fenomeno sempre più preoccupante e purtroppo sempre più diffuso proprio a causa dell'uso improprio di suddetti farmaci.

Per approfondire: Farmaci per la Cura della COVID-19: quali sono?

Quando Preoccuparsi?

Come già detto, quando la malattia causata da Omicron si manifesta in forma lieve è possibile curarla da casa propria, benché il consiglio del medico sia sempre opportuno anche in caso di sintomi non gravi.

Poiché non è possibile escludere un peggioramento della patologia, è molto importante monitorare regolarmente i propri sintomi, così come è bene misurare la febbre e la saturazione di ossigeno (si considerano nella norma valori superiori al 95%) almeno due volte al giorno.

Il peggioramento dei sintomi e/o la comparsa di difficoltà respiratorie sono indice di un peggioramento della COVID-19, in simili frangenti è necessario contattare i soccorsi sanitari al numero 118, oppure chiamare il numero 112.

Ad ogni modo, qualora si notino cambiamenti di qualsiasi tipo nella propria sintomatologia, anche se tale cambiamento non viene percepito come grave, è sempre bene informarne prontamente il medico.

Come Prevenire l'Infezione da Omicron?

Le strategie di prevenzione dell'infezione da Omicron e dalle sue sottovarianti sono le medesime che si adottano per le altre varianti: l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale (mascherine), il distanziamento sociale e la corretta igiene delle mani, in aggiunta al rispetto delle misure restrittive introdotte dal Governo, NON devono mai mancare.

Oltre a ciò, è importante ribadire che la vaccinazione rimane il metodo preventivo più efficace contro lo sviluppo della COVID-19 in forma severa, contro l'ospedalizzazione e contro la morte.

In fase di studio, inoltre, ci sono vaccini specifici contro la variante Omicron.

Per approfondire: Vaccino contro Variante Omicron: via ai primi Test Clinici Vaccino Anti COVID-19: le varie Tipologie e Come Funzionano Vaccini COVID-19: Quali sono?

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista