Tumore al Seno: Tatuaggi per Coprire le Cicatrici Gratuiti nel Lazio

Tumore al Seno: Tatuaggi per Coprire le Cicatrici Gratuiti nel Lazio
Ultima modifica 20.04.2021
INDICE
  1. Cos'è la pratica del tatuaggio medico
  2. Diffusione cancro al seno in Italia
  3. Cosa dice la nuova legge laziale
  4. Un settore ancora poco regolamentato

Quando si parla di cancro, si affronta l'argomento quasi esclusivamente dal punto di vista clinico. Benché ovviamente si tratti dell'aspetto prioritario non è certo l'unico, soprattutto per forme tumorali particolarmente delicate dal punto di visto psicologico e identitario. È il caso del cancro al seno che, soprattutto quando la rimozione è particolarmente invasiva e modifica l'aspetto della mammella, può dar vita a difficoltà emotive piuttosto rilevanti.

Per provare a diminuirne lievemente l'impatto, la regione Lazio ha approvato una legge grazie alla quale le donne che abbiano subito una mastectomia potranno farsi fare gratuitamente un tatuaggio medico sulla parte interessata.

Cos'è la pratica del tatuaggio medico

Coprire le cicatrici con l'arte, per ricominciare da se stesse, sprigionando una forma di bellezza nuova. Questo in parte lo spirito dell'iniziativa, che punta a lenire quel disagio, fisico e psicologico, che segue il percorso di cura di un tumore al seno.

Un dolore di cui troppo poco si parla ma che ogni giorno si rinnova nell'animo di molte donne, costrette a vedere allo specchio una figura che non appartiene più loro.

La pratica del tatuaggio medico sta diventando sempre più diffusa in Italia ma trae le proprie origini, come spesso accade, oltre Oceano.

Negli Stati Uniti, infatti, sono tanti gli artisti specializzati e sempre di più quelli che si avvicinano alla materia, forti della richiesta in crescita e dei riscontri sempre più positivi da parte delle pazienti.

Lazio apripista in Italia

Nel nostro Paese se ne inizia a parlare ora, tanto che attualmente la tecnica del tatuaggio estetico in campo medico non è ancora inserita nel tariffario del servizio sanitario nazionale. Le premesse perché ciò cambi però ci sono e la Regione Lazio, in questo, si sta dimostrando un'assoluta apripista. Nello specifico, infatti, il Consiglio regionale ha approvato una normativa ad hoc che prevede una collaborazione tra Asl e tatuatori e stanziamento di finanziamenti mirati.

Una volta guarite, molte donne decidono di sottoporsi a interventi di ricostruzione, parziale o totale, del seno, ma non per tutte si tratta di una strada percorribile. I motivi possono essere diversi ma, indipendentemente da essi, questa nuova iniziativa punta a dare una risposta concreta e soprattutto completamente accessibile a un disagio, permettendo finalmente alle donne colpite da carcinoma mammario di staccarsi mentalmente dalla malattia senza più identificarsi con essa.

Diffusione cancro al seno in Italia

Quella al seno è la più diffusa forma tumorale femminile, tanto che ogni anno le nuove diagnosi sono più di 5000.

Il numero di interventi di mastectomia è pari a 75 ogni 1000 casi, mentre quello delle operazioni di chirurgia parziale, quadrantectomia, è di 25 su 1000. Infine, sono 440 le richieste per ottenere un tatuaggio medicale su 5000 casi.

Cosa dice la nuova legge laziale

La normativa emanata dalla Regione Lazio, denominata "Disposizioni relative alle attività di tatuaggio e piercing", è stata approvata lo scorso 3 marzo e, oltre a disciplinare le attività di tatuatori e piercer, prevede finanziamenti per le donne che abbiano subito una mastectomia o un intervento di asportazione e ricostruzione dell'areola mammaria e che vogliano coprirne i segni con un tatuaggio medico.

In sostanza, regola "i requisiti e i criteri di priorità per l'accesso a contributi" per i tatuaggi medicali. Per farlo la Giunta regionale imbastirà collaborazioni con professionisti specializzati che offriranno un servizio in grado di intercettare le esigenze di ogni paziente. Sarà possibile, infatti, sottoporsi alla dermo pigmentazione dell'areola o alla realizzazione di effetti ottici in grado di restituire tridimensionalità al seno, fino alla realizzazione di tatuaggi classici. Fiori, animali, linee sinuose o olografiche, tutto potrà nascere là dove fino al momento prima esisteva solo il ricordo di un dolore.

Un settore ancora poco regolamentato

«Lo scopo è quello di alleviare il disagio psicologico di queste donne - ha detto all'AGI Marta Leonori, consigliera regionale del Lazio tra i promotori della legge -. A breve verrà fatta una delibera dall'assessorato alla Salute che disciplina l'accesso ai fondi e le modalità di ingaggio dei tatuatori». Questo settore in Italia non è ancora ben regolamentato e ogni Regione stabilisce quali prestazioni erogare in autonomia, motivo per cui servizi simili non sono previsti gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale.

L'iniziativa laziale è nata da un'idea di Giovanni Bartoloni, ex portavoce del presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini, prematuramente scomparso a ottobre 2020 per Covid. A confermarlo è la stessa Marta Leonori. «Mi aveva suggerito di fare qualcosa contro l'utilizzo di materiali pericolosi nei tatuaggi. Così abbiamo coinvolto l'Associazione Nazionale Tatuatori e quelle di categoria. Abbiamo chiesto anche la partecipazione dell'Istituto superiore di sanità, che è al lavoro per trovare una disciplina unitaria. Ma tutto questo è possibile anche grazie all'impegno costante delle associazioni vicine alle donne malate oncologiche».

Per ora il fondo approvato dalla Giunta è di 180 mila euro all'anno per tre anni e 50mila euro all'anno per le campagne di comunicazione.