Triptani: cosa sono, quando si assumono, controindicazioni

Triptani: cosa sono, quando si assumono, controindicazioni
Ultima modifica 09.05.2022
INDICE
  1. Cosa sono i Triptani
  2. Principi attivi
  3. A cosa servono
  4. Come agiscono
  5. Interazioni
  6. Effetti Collaterali
  7. Controindicazioni

Cosa sono i Triptani

I triptani sono una classe di farmaci che trova impiego nel trattamento dell'emicrania (con o senza aurea). Alcuni dei principi attivi appartenenti a questo gruppo trovano inoltre impiego nel trattamento della cefalea a grappolo.

Triptani copertina Shutterstock

Normalmente somminsitrati per via orale, esistono medicinali a base di principi attivi appartenenti al gruppo dei triptani adatti anche alla somministrazione per via inalatoria (spray nasale) o per via parenterale (soluzione iniettabile).

Per essere venduti, i mediicnali a base di triptani necessitano di presentazione di apposita ricetta medica. Alcuni di essi sono classificati come farmaci di fascia A, pertanto il loro costo può essere rimborsato - interamente o parzialmente - dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN); altri, invece, sono classificati come farmaci di fascia C, quindi, il loro costo è a totale carico del cittadino.

Principi attivi

Il principale meccanismo d'azione con cui i triptani agiscono si espleta a livello dei recettori serotoninergici presenti a livello centrale.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2022/05/09/struttura-chimica-del-sumatriptan-orig.jpeg Shutterstock
Struttura chimica del Sumatriptan

Il capostipite della classe dei triptani è il sumatriptan, ancora oggi utilizzato in terapia. Altri principi attivi appartenenti a questo gruppo e attualmente (inizio 2022) commercializzati in Italia sono:

  • L'almotriptan;
  • Il frovatriptan;
  • Il rizatriptan;
  • L'eletriptan;
  • Il zolmitriptan.

Un passo indietro per capire: l'Emicrania e le sue Cause

Le cause esatte dell'emicrania non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia, si ritiene che nell'insorgenza di questa patologia possa esservi il coinvolgimento di vari fattori, quali: alterazioni dei meccanismi centrali di controllo del dolore, fattori ormonali e fattori genetici (vi è, infatti, una certa familiarità nello sviluppo dell'emicrania).
Fra le diverse ipotesi formulate in merito alla reale causa alla base dell'emicrania, la teoria maggiormente accreditata è quella trigemino-vascolare, secondo la quale l'attacco emicranico è scatenato dall'attivazione delle afferenze trigemino-vascolari, cui consegue il rilascio di sostanze vasoattive in grado di indurre la vasodilatazione delle arterie cerebrali. È proprio questa vasodilatazione che provoca il classico dolore emicranico.

A cosa servono

Indicazioni terapeutiche e vie di somministrazione dei Triptani

Come anticipato, i triptani sono indicati per il trattamento delle cefalee emicraniche, con o senza aurea. Alcuni di essi - e, in particolare, quelli utilizzabili per via parenterale - possono essere impiegati anche nel trattamento della cefalea a grappolo.

Tuttavia, è doveroso precisare che, solitamente, essi vengono impiegati come farmaci di prima linea solo nel trattamento degli attacchi emicranici di maggior gravità. Per gli attacchi di grado lieve, invece, i medici solitamente consigliano una prima strategia terapeutica a base di FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei).

Le vie di somministrazione impiegate possono essere diverse: orale, parenterale o inalatoria. Difatti, i triptani possono essere formulati in forma di:

  • Compresse (sumatriptan, almotriptan, zolmitriptan, rizatriptan, frovatriptan, eletriptan);
  • Compresse orodispersibili (rizatriptan, zolmitriptan);
  • Liofilizzati orali (rizatriptan);
  • Soluzioni iniettabili (sumatriptan);
  • Spray nasali (sumatriptan, zolmitriptan).

Come agiscono

Meccanismo d'azione dei Triptani

Come accennato, i triptani agiscono sui recettori serotoninergici localizzati a livello centrale (quindi, sono in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, la cosiddetta BEE).

Nel dettaglio, i triptani sono agonisti selettivi dei recettori serotoninergici di tipo 1; più precisamente, essi hanno una particolare affinità per i sottotipi 5-HT1B (che, a livello centrale, sono presenti in particolar modo nelle arterie cerebrali) e per i sottotipi 5-HT1D e 5-HT1F neuronali (localizzati soprattutto nel sistema trigemino-vascolare).

I triptani inducono quindi una stimolazione dei suddetti sottotipi recettoriali che, sostanzialmente, porta alla vasocostrizione dei vasi sanguigni cerebrali e all'inibizione del rilascio delle sostanze vasoattive (dovuto all'attivazione delle afferenze trigemino-vascolari) che, invece, ne provocano la dilatazione.

In questo modo, i triptani risolvono l'attacco emicranico contrastando sia la vasodilatazione direttamente responsabile dello stimolo doloroso, sia contrastando il rilascio di tutte quelle sostanze che provocano la dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali.

Nota Bene

Affinché l'assunzione dei triptani risulti efficace, essi devono essere assunti non appena si percepisce l'arrivo dell'attacco emicranico, quindi quando il dolore è ancora lieve, a uno stadio iniziale, e/o quando si manifesta l'aurea. Solo in questo modo, infatti, vi è una maggior probabilità di ottenere la cessazione del dolore e di prevenire il rischio di attacchi ricorrenti.

Inizialmente - specie quando la patologia è alle prime manifestazioni nel paziente - potrebbe non essere facile distinguere un semplice mal di testa (dovuto, ad esempio, a un po' di stanchezza) da un vero e proprio attacco emicranico. Tuttavia, con il passare del tempo, il paziente maturerà l'esperienza necessaria per riconoscere immediatamente i segnali di un imminente attacco di emicrania e saprà, pertanto, reagire di conseguenza.

Interazioni

Interazioni dei Triptani con altri farmaci

Purtroppo, un lato negativo dei triptani è rappresentato proprio dalle interazioni farmacologiche che essi sono in grado di instaurare.
Innanzitutto, va precisato che qualsiasi tipo di triptano NON deve essere assunto in concomitanza ad alcaloidi dell'ergot (altri farmaci antiemicranici).

Allo stesso modo, a causa delle interazioni farmacologiche che possono instaurarsi, questi farmaci non devono essere assunti in caso di terapie in atto a base di:

  • Altri triptani;
  • Metisergide, un principio attivo impiegato nella profilassi dell'emicrania;
  • Inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO);
  • Propranololo (un farmaco beta-bloccante impiegato nel trattamento dell'ipertensione);
  • Farmaci metabolizzati dal citocromo P3A4;
  • Farmaci inibitori della glicoproteina-P.

Ad ogni modo, qualora il medico prescrivesse la somministrazione di principi attivi triptani, è opportuno informarlo se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti o si potrebbero assumere farmaci o prodotti di qualsiasi tipo, inclusi i farmaci senz'obbligo di prescrizione medica (SOP), i farmaci da banco (OTC), i prodotti erboristici e fitoterapici, i prodotti omeopatici, ecc.

Effetti Collaterali

Quali effetti indesiderati possono provocare i Triptani?

Fra i prossibili effetti collaterali che possono manifestarsi con l'assunzione di triptani, ricordiamo:

In linea generale, i suddetti effetti collaterali sono comuni alla maggior parte dei principi attivi appartenenti alla classe dei triptani. Tuttavia, il tipo e l'intensità di tali effetti variano in funzione del farmaco impiegato, oltre che in funzione della sensibilità individuale di ciascun individuo.

Per avere informazioni specifiche in merito agli effetti collaterali di un dato triptano, far riferimento a quanto riportato sul foglietto illustrativo del medicinale prescritto dal medico che lo contiene.

Controindicazioni

Quando i Triptani NON devono essere utilizzati

Le principali controindicazioni per l'assunzione dei triptani riguardano i pazienti che:

  • Soffrono d'ipertensione non trattata o trattata con insuccesso;
  • Soffrono - o hanno sofferto - d'ischemie cardiache e/o cerebrali;
  • Soffrono di patologie coronariche (i triptani, infatti, seppur marginalmente, sono in grado di indurre anche la vasocostrizione delle arterie coronariche);
  • Soffrono di patologie cerebrovascolari;
  • Soffrono di problemi della circolazione (come ad esmepio, vasculopatia periferica);
  • Presentano una grave compromissione epatica e/o renale.

Inoltre, l'utilizzo dei triptani non è raccomandato in bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza o che allattano al seno - poiché non sono noti gli effetti di questi farmaci sul bambino - prima di iniziare una terapia a base di triptani, è necessario chiedere il consiglio del medico.

Naturalmente, l'uso dei triptani va evitato anche in caso di allergia nota agli stessi principi attivi e/o ad uno o più degli eccipienti contnenuti nel medicinale che si dovrebbe assumere.

Anche in questo caso, per informazioni più specifiche e dettagliate in merito alle controindicazioni di un dato principio attivo triptano, far riferimento alle informazioni riportate sul foglietto illustrativo del medicinale che lo contiene e che si dovrebbe impiegare.

NOTA BENE

In questo articolo si è cercato di riassumere e di fornire una panoramica generale delle principali caratteristiche dei farmaci triptani. Tuttavia, tali caratteristiche potrebbero variare in funzione del principio attivo preso in considerazione. Per questo motivo, per informazioni specifiche e dettagliate, si rinnova ancora una volta l'invito a consultare il foglietto illustrativo del prodotto che si deve utilizzare.

In caso di dubbi, rivolgersi al medico.

Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista