Il sonnellino pomeridiano farebbe bene alla mente degli over 60

Il sonnellino pomeridiano farebbe bene alla mente degli over 60
Ultima modifica 25.02.2021
INDICE
  1. I risultati della nuova ricerca
  2. L'importanza del sonno per le capacità cognitive
  3. Dubbi sulla validità della ricerca

A volte si compie l'errore di associare il pisolino pomeridiano alla pigrizia, convinti che chi lo fa cerchi solo una scusa per riposarsi in orario diurno e nulla più.

Un nuovo studio però, suggerisce che dormire per un breve periodo dopo pranzo non sia solo piacevole, ma possa rendere mentalmente più acute le persone che abbiano superato i 60 anni.

I risultati della nuova ricerca

Lo studio, pubblicato sulla rivista General Psychiatry, ha esaminato la salute fisica e cognitiva di 2.214 persone di età superiore ai 60 anni, residenti in grandi città della Cina, dividendole in due gruppi: a 1.534 è stato chiesto di fare regolari sonnellini pomeridiani, mentre a 680 no. Alla fine del periodo di osservazione, i ricercatori hanno notato che le persone che avevano riposato un po' nel corso del pomeriggio avevano ottenuto punteggi più alti in uno specifico test cognitivo, il Mini Mental State Exam (MMSE), rispetto a coloro che non avevano fatto alcun pisolino.

Il test in questione è uno screening di valutazione della demenza senile e include osservazioni su abilità visuali e spaziali, capacità di attenzione, risoluzione dei problemi, memoria di lavoro, consapevolezza della posizione e fluidità verbale.

Come confermato dal medico che ha condotto lo studio, Lin Sun del Centro per la malattia di Alzheimer e i disturbi correlati presso il Centro di salute mentale di Shanghai e l'Università Jiao Tong di Shanghai, i soggetti più riposati si sono comportati particolarmente bene nelle ultime tre categorie.

Ai partecipanti all'esperimento che avevano fatto regolarmente sonnellini è stato chiesto quanto spesso portassero avanti questa abitudine durante una settimana tipica, ma siccome le risposte sono spaziate da una volta a tutti i giorni, non è stato possibile stabilire se esistesse una cadenza minima consigliata perché i benefici fossero evidenti. Un altro punto debole dello studio è stato che i ricercatori non hanno chiesto ai partecipanti quanto durassero in media i loro momenti di riposo pomeridiani.

L'importanza del sonno per le capacità cognitive

I risultati della ricerca, se pure sommari, sono tuttavia importanti e attestano una volta in più un fatto noto da tempo, ovvero i grandi benefici del riposo sulla salute cerebrale. In particolare, il sonno influenza notevolmente la capacità di apprendere. Fare un pisolino, infatti, aiuta a riprendersi dal burnout o dal sovraccarico di informazioni perché durante quei momenti il cervello cancella le informazioni non necessarie dalle aree di archiviazione temporanea, in modo da prepararsi all'assorbimento di nuove informazioni.

Quanto dovrebbe durare un pisolino

Un sonnellino per essere definito tale deve avvenire in qualsiasi momento dopo il pranzo, durare almeno 5 minuti consecutivi e non superare le 2 ore.

Secondo gli studiosi, l'ideale sarebbe farlo tra le 13:00 e le 15:00, facendolo durare da 10 a 30 minuti e non di più, per non rischiare di cadere nella cosiddetta inerzia del sonno, ovvero la fase in cui si dorme molto profondamente, svegliarsi diventa difficile e si rimane come intontiti per il resto della giornata. Questa buona abitudine porterebbe ad altri numerosi vantaggi come migliorare l'umore, l'energia e la produttività riducendo l'ansia e la tensione fisica e mentale. Inoltre, farebbe sentire più vigili e pronti ad affrontare il resto della giornata.

I benefici della siesta pomeridiana gioverebbero anche all'apprendimento: riposando, infatti, il cervello inizia a trasferire i ricordi dalla sua struttura di detenzione temporanea, l'ippocampo, alla loro casa permanente, la corteccia.

Dubbi sulla validità della ricerca

Mentre numerosi studi nel corso degli anni hanno dimostrato l'incidenza positiva del sonno sul cervello, non tutti i medici sono concordi sul fatto che possa effettivamente prevenire il declino cognitivo con l'avanzare dell'età.

Inoltre, riposarsi qualche minuto dopo pranzo e prima di ricominciare a lavorare può essere una buona idea per tornare operativi e con la mente più fresca, ma è diverso se si sente l'esigenza di dormire per un tempo più prolungato.

Attenzione ai disturbi del sonno

Trovarsi spesso nelle condizioni di dormire per più di un'ora durante il giorno, o desiderare farlo, infatti, potrebbe essere un segnale che la quantità e/o la qualità del sonno notturno non sia sufficiente al proprio organismo per supportare le normali attività delle ore di veglia. I disturbi del sonno sono molto comuni e hanno origini differenti che spaziano da stress, ansia, eccesso di assunzione di caffeina, abitudini sbagliate prima di coricarsi come passare troppe ore davanti agli schermi di computer e smartphone e molti altri.

Esiste un tipo di insonnia legata alle preoccupazioni della pandemia di Covid-19: la coronasomnia.

Con il passare degli anni, inoltre, le cause di insonnia o disturbi nel sonno possono aumentare. Nelle persone anziane, ad esempio, ipotetiche condizioni mediche non ottimali e farmaci usati per curarle potrebbero avere un impatto determinante. In particolare a incidere maggiormente sarebbero farmaci per la regolazione della pressione sanguigna, contro l'artrite e rilassanti per i muscoli, oltre a quelli indicati per le patologie psicologiche e mentali.

Anche i pazienti colpiti da demenza senile mostrano spesso difficoltà a vivere al meglio il momento del sonno ma non è ancora ben chiaro se la patologia in questione sia causa o effetto di ciò.

 

Dormire bene rientra fra le strategie indicate per migliorare la memoria.