Rabbia patologica: come riconoscerla e affrontarla

Rabbia patologica: come riconoscerla e affrontarla
Ultima modifica 28.07.2023
INDICE
  1. Introduzione
  2. È uno dei sentimenti di base
  3. Quando si parla di rabbia patologica
  4. Le cause
  5. I "sintomi"
  6. Non va bene nemmeno trattenerla
  7. I rimedi
  8. Consigli utili

Introduzione

Anche se molti le attribuiscono una connotazione negativa e la considerano socialmente disdicevole, la rabbia è un sentimento del tutto normale e anche sano. Può capitare, però, che degeneri: se succede occasionalmente non bisogna preoccuparsi troppo, basterà imparare qualche strategia per non diventare troppo aggressivi e scaricare la propria ira sugli altri, se invece capita frequentemente occorre indagare. Potrebbe infatti trattarsi di rabbia patologica, un fenomeno da non sottovalutare.

È uno dei sentimenti di base

La rabbia appartiene al gruppo dei sentimenti, ossia reazioni personali a eventi esterni e/o a fatti interni che hanno a che fare con l'aspetto relazione e cognitivo, sono ad ampio raggio e richiedono più tempo delle emozioni per svilupparsi. Comunemente è considerata un sentimento disdicevole e negativo, ma in realtà non è affatto così: la rabbia è assolutamente normale e anche sana.

Si tratta infatti di uno dei sentimenti di base: se espressa nel modo corretto, assolve a molti compiti positivi, come scaricare la frustrazione, esprimere un'insoddisfazione, modificare un comportamento o stimolare le capacità di adattamento. È anche grazie alla rabbia, per esempio, se una persona che ha subito un'ingiustizia riesce a ribellarsi e a migliorare la propria condizione.

A livello fisico, la rabbia porta a un'attivazione del sistema nervoso autonomo, scatenando sintomi specifici come l'irrequietezza, l'accelerazione del battito cardiaco, l'aumento della tensione muscolare, la sensazione di calore. Sono reazioni che servono a predisporre la persona all'azione che, solitamente, è quella dell'attacco-difesa.

Quando si parla di rabbia patologica

La rabbia si trasforma in sentimento negativo nel momento in cui diventa incontrollabile e arriva a dominare la persona. Si parla di rabbia patologica quando il sentimento è sempre presente e diventa una modalità di comportamento e di pensiero abituale e/o quando è eccessiva e viene espressa con modalità disfunzionali, che possono causare molte conseguenze dannose.

Per esempio, è normale e sano che una persona si arrabbi quando subisce un torto ed esprima ciò che prova in maniera concitata ma pacata, non è lo invece se si mette a urlare con il suo interlocutore, a lanciare oggetti o a inveire contro chiunque le si avvicini.

Le cause

  • Cattiva conoscenza e gestione delle emozioni
  • Modo distorto di valutare la realtà
  • Essere permalosi
  • Essere vulnerabili

Alla base della rabbia patologica possono esserci diversi fattori, che spesso si associano fra di loro. Quasi sempre, di base, c'è una cattiva conoscenza e gestione delle emozioni: il soggetto cioè non ha avuto un'adeguata educazione emotiva, per cui non sa riconoscere e affrontare ciò che sente.

In alcuni casi, all'origine c'è un modo distorto di valutare la realtà e i comportamenti altrui. Chi soffre di questo problema può pensare che gli altri abbiano cattive intenzioni, può ingigantire le situazioni, può rimuginare su ogni piccolo torto subito e arrivare anche a convincersi che la sua rabbia sia così forte da non poterla in alcun modo gestire.

Alcuni soggetti sono eccessivamente permalosi e non riescono a tollerare alcuna osservazione o commento sarcastico. C'è chi si sente molto vulnerabile e inadeguato e tenta di mascherare queste sue fragilità con uno scudo di rabbia. Questo sentimento può emergere anche quando non ci si sente ammirati abbastanza e si smette di sentirsi speciali agli occhi degli altri.

I "sintomi"

  • Rabbia intensa, incontrollabile e inadeguata al contesto
  • Vere e proprie esplosioni di ira improvvise
  • Atteggiamenti aggressivi verso gli altri
  • Tendenza a rimuginare e ingigantire le ingiustizie subite
  • Continuo senso di ostilità
  • Rabbia intensa anche di fronte a situazioni "innocue"
  • Diffidenza e paura degli altri
  • Sensazione di non essere all'altezza
  • Fatica ad accettare di non essere compreso
  • Altri disturbi del controllo degli impulsi, quali il gioco d'azzardo, la cleptomania o la piromania

Non va bene nemmeno trattenerla

La rabbia patologica è pericolosa perché può portare ad avere comportamenti non consoni, che possono mettere a rischio sia la vita sociale e relazionale sia la propria e altrui incolumità. Il soggetto vittima di rabbia diventa aggressivo, viola i diritti altrui, è prepotente, può urlare, lanciare oggetti o arrivare a usare le mani, è ostile e imprevedibile, non si fa scrupoli a usare gli altri e a trattarli male. 

Se sfogare in maniera incontrollata la propria rabbia è poco sano, lo è anche trattenerla. Tutte le emozioni represse e le situazioni iper controllate, infatti, possono influire sulla salute, generando un effetto compressione sull'organismo e sulle sue funzioni. Le conseguenze? Possono comparire problemi come tachicardia, aumento della pressione, affanno, contratture muscolari. Queste ultime possono dare origine, poi, a disturbi a catena, tipo cefalee, vertigini, problemi circolatori.

I rimedi

Il miglior modo per affrontare la rabbia patologica è rivolgersi a un terapista per iniziare un percorso di psicoterapia mirato: solo così, infatti, si possono scoprire le ragioni del proprio comportamento e mettere in atto delle strategie per cambiare i propri comportamenti.

Consigli utili

  • Se si prova la sensazione di aver subito un'ingiustizia, un sopruso o un mancato riconoscimento allontanarsi e prendere un po' di tempo.
  • Quando ci si arrabbia concentrarsi sulla respirazione.
  • Quando ci si è calmati, analizzare quanto successo con calma e obiettività.
  • Spiegare le proprie ragioni e la propria posizione con calma, con tono asciutto e determinato.