Prilocaina: Usi e Forme Farmaceutiche

Prilocaina: Usi e Forme Farmaceutiche
Ultima modifica 22.11.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. A Cosa Serve
  3. Avvertenze e Precauzioni
  4. Interazioni
  5. Effetti Collaterali
  6. Come Agisce
  7. Dosaggio e Modo d'uso
  8. Gravidanza e Allattamento
  9. Controindicazioni

Generalità

La prilocaina è un principio attivo ad azione anestetica utilizzato in diversi ambiti.

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Prilocaina - Struttura Chimica

Difatti, in funzione della modalità di somministrazione e della formulazione farmaceutica in cui si trova, questo principio attivo può essere utilizzato per anestetizzare diverse parti del corpo in svariate situazioni. Più nel dettaglio, la prilocaina si trova all'interno di medicinali per uso topico in associazione alla lidocaina e all'interno di medicinali per uso parenterale come unico principio attivo. L'utilizzo di questi ultimi è riservato al solo ambito ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili.

Esempi di Medicinali contenenti Prilocaina

  • Anesderm® (in associazione a lidocaina)
  • Emla® (in associazione a lidocaina)
  • Fortacin® (in associazione a lidocaina)
  • Lidocaina e Prilocaina Teva® (in associazione a lidocaina)
  • Oraqix® (in associazione a lidocaina)
  • Prilotekal® (uso ospedaliero)

A Cosa Serve

Indicazioni Terapeutiche della Prilocaina: quando può essere usata?

Come accennato, in funzione del medicinale utilizzato e della via e modalità di somministrazione, la prilocaina può essere impiegata in diverse occasioni. Nel dettaglio:

  • I medicinali contenenti prilocaina per uso parenterale (Prilotekal® soluzione iniettabile) sono indicati negli adulti per effettuare l'anestesia spinale in caso di interventi chirurgici di breve durata.
  • I medicinali contenenti prilocaina in forma di crema cutanea (Anesderm®, Emla®, Lidocaina e Prilocaina Teva®) sono indicati:
    • In adulti, adolescenti e bambini per intorpidire la pelle prima di inserzioni di aghi (ad esempio, per fare un'iniezione o un prelievo del sangue) o prima di interventi chirurgici minori sulla pelle.
    • In adulti e adolescenti per anestetizzare gli organi genitali prima di fare un'iniezione o prima di procedure mediche come la rimozione di verruche (un medico o un infermiere deve supervisionare l'utilizzo del medicinale a livello degli organi genitali).
    • Negli adulti per anestetizzare la cute prima di pulire, detergere o rimuovere la pelle danneggiata delle ulcere alle gambe.
  • I medicinali contenenti prilocaina in forma di spray cutaneo (Fortacin®) sono indicati nel trattamento dell'eiaculazione precoce primaria negli uomini adulti.
  • I medicinali contenenti prilocaina in forma di gel periodontale (Oraqix®) sono indicati nei pazienti adulti per il controllo del dolore associato ad alcuni tipi di procedure dentali, quali l'ablazione del tartaro e/o la levigatura delle radici (pulizia di quelle porzioni dei denti che uno spazzolino non riesce a raggiungere) e il sondaggio (esplorazione di denti e gengive).

Avvertenze e Precauzioni

Cosa bisogna sapere prima di assumere la Prilocaina

Prima di sottoporsi alla somministrazione della prilocaina, è necessario informare il medico delle proprie condizioni di salute e dell'eventuale presenza di disturbi, malattie o condizioni particolari, fra cui allergie alla stessa prilocaina o ad altri farmaci anestetici.

Ad ogni modo, poiché le avvertenze e le precauzioni d'uso possono variare in funzione del tipo di farmaco contenente prilocaina preso in considerazione, per maggiori informazioni, si rimanda alla lettura del foglietto illustrativo del medicinale che si deve utilizzare e si consiglia di consultare il proprio medico.

Interazioni

Interazioni Farmacologiche fra la Prilocaina e Altri Farmaci

Prima di utilizzare la prilocaina è necessario informare il medico se si stanno assumendo, se sono stati assunti da poco o si ha intenzione di assumere medicinali o prodotti di qualsiasi tipo, compresi i farmaci senz'obbligo di prescrizione medica (SOP), i farmaci da banco (OTC), i prodotti erboristici e fitoterapici, i prodotti omeopatici, ecc.

Ad esempio, a causa delle possibili interazioni, è necessario informare il medico se si stanno assumendo farmaci antiaritmici, antibiotici (sulfamidici e nitrofurantoina), antiepilettici (fenobarbital, fenitoina, ecc.), farmaci beta-bloccanti, cimetidina, altri anestetici locali.

Effetti Collaterali

Quali Effetti Indesiderati può causare la Prilocaina?

La prilocaina, come qualsiasi altro anestetico, può causare diversi effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano o li manifestano nello stesso modo. Infatti, ogni persona reagisce in maniera soggettiva alla somministrazione del farmaco, manifestando effetti indesiderati diversi per tipo ed intensità, oppure non manifestandone affatto.

Effetti indesiderati dopo somministrazione per via parenterale

Fra gli effetti indesiderati che possono insorgere dopo la somministrazione della prilocaina per via parenterale, ritroviamo:

Effetti indesiderati dopo somministrazione per via topica

Fra gli effetti indesiderati che possono manifestarsi dopo la somministrazione per via topica della prilocaina, invece, ritroviamo:

  • Reazioni in corrispondenza dell'area trattata (cute, mucosa orale, mucosa genitale), come pallore, arrossamento, gonfiore;
  • Iniziale sensazione di bruciore, prurito o calore nell'area trattata;
  • Intorpidimento e formicolio;
  • Irritazione cutanea;
  • Reazioni allergiche, talvolta anche molto gravi (shock anafilattico).

Nota: per informazioni più dettagliate in merito agli effetti indesiderati che si possono manifestare in seguito all'uso di ciascun medicinale contenente prilocaina, leggere il foglietto illustrativo del prodotto che si deve impiegare; in alternativa, consultare il medico o il farmacista.

Sovradosaggio da Prilocaina

In caso di sovradosaggio da prilocaina sono stati segnalati rari casi di metaemoglobinemia clinicamente significativa . Alte dosi di prilocaina possono, infatti, causare un aumento dei livelli plasmatici di metaemoglobina, in particolare nei soggetti sensibili. Può anche manifestarsi tossicità sistemica acuta, tossicità cardiovascolare e tossicità a carico del sistema nervoso centrale.

Ad ogni modo, il sovradosaggio è un'evenienza rara in caso di somministrazione per via topica, lo stesso dicasi per la somministrazione per via parenterale, dal momento che la soluzione iniettabile è riservata al solo uso ospedaliero da parte di medici.

In caso di sovradosaggio da prilocaina, il trattamento varierà in funzione del quadro manifestato dal paziente. L'ospedalizzazione è comunque necessaria.

Come Agisce

Come Funziona la Prilocaina e con quale Meccanismo d'Azione agisce?

La prilocaina è un anestetico locale di tipo ammidico che espleta la sua funzione bloccando gli impulsi nervosi nell'area in corrispondenza della quale viene somministrata mediante l'inibizione dei canali del sodio voltaggio-dipendenti.

La prilocaina inibisce la funzione delle strutture eccitabili come tutti i tipi di fibre nervose (sensitive, motorie, autonome).

Dosaggio e Modo d'uso

In quale Dosaggio si usa la Prilocaina?

Dosaggio, modo e tempo di somministrazione della prilocaina variano in funzione del tipo di medicinale che si necessita utilizzare, della via di somministrazione e del tipo di indicazioni per le quali l'uso del principio attivo è necessario.

In alcuni casi, i medicinali che contengono prilocaina vengono utilizzati solo da personale sanitario (soluzione iniettabile, crema cutanea per anestetizzare la pelle prima di procedura di diverso tipo, gel periodontale).

Ad ogni modo, per informazioni più dettagliate si consiglia ancora una volta di chiedere consiglio al medico e di far riferimento a quanto riportato sul foglietto illustrativo del medicinale contenente prilocaina che si deve assumere.

Gravidanza e Allattamento

La Prilocaina può essere utilizzata nelle donne in Gravidanza e nelle madri che Allattano al Seno?

La prilocaina per uso parenterale NON deve essere somministrata per l'anestesia durante il parto. Le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno devono informare il medico della loro condizione prima di farsi somministrare la prilocaina in soluzione iniettabile.

La prilocaina in forma di creme per uso cutaneo sembra non arrecare danni quando utilizzata in gravidanza e durante l'allattamento; tuttavia, tali medicinali possono essere utilizzati solo se prescritti dal medico e comunque sotto il suo controllo.

La prilocaina in gel periodontale, invece, non deve essere utilizzata in gravidanza se non espressamente prescritto dal dentista che, in qualsiasi caso, dovrà esser informato della gestazione. L'allattamento al seno può essere continuato dopo la somministrazione del suddetto gel periodontale.

L'uso della prilocaina in spray cutaneo per il trattamento dell'eiaculazione precoce NON è indicato nelle donne. Tuttavia, le partner di uomini in trattamento con questo tipo di medicinale possono trovarsi ad essere esposte al principio attivo. Se così fosse in presenza di una gravidanza o mentre si allatta al seno, chiedere consiglio al proprio medico.

Controindicazioni

Quando la Prilocaina NON deve essere usata

L'impiego della prilocaina in qualsiasi forma farmaceutica deve essere evitato in caso di allergia nota allo stesso principio attivo e/o ad uno o più degli altri componenti (principi attivi ed eccipienti) contenuti nel medicinale a base di prilocaina che si deve utilizzare.

L'uso della prilocaina per via parenterale è altresì controindicato in presenza di disturbi e malattie cardiache o anemia grave.

La prilocaina in forma di gel periodontale, invece, non deve essere impiegata anche in caso di metaemoglobinemia congenita e in presenza di porfiria.

Ad ogni modo, per informazioni dettagliate in merito alle controindicazioni, ma anche agli altri aspetti dei medicinali contenenti prilocaina (avvertenze e precauzioni, effetti indesiderati, interazioni, uso in gravidanza, ecc.), si consiglia nuovamente di consultare il foglietto illustrativo del farmaco che si deve assumere e/o di chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista