Ossitocina come Farmaco di I.Randi

Generalità

L'uso dell'ossitocina come farmaco viene effettuato in tutti quei casi in cui è necessario indurre il parto.

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L'ossitocina è una molecola di origine naturale; più precisamente, si tratta di un ormone peptidico prodotto dall'ipotalamo e rilasciato dall'ipofisi posteriore. L'ossitocina è un ormone implicato in diverse funzioni dell'organismo sia femminile che maschile; tuttavia, durante la gravidanza assume una particolare rilevanza. Essa, infatti, è in grado di stimolare le contrazioni e indurre il travaglio quando la gestazione giunge al termine, mentre durante la fase di allattamento stimola il riflesso di eiezione del latte.

Viste le sue proprietà, l'ossitocina viene somministrata alle gestanti in forma di farmaco allo scopo di indurre il travaglio, quindi il parto e la nascita del bambino. Oltre a questo, l'ossitocina come farmaco può essere impiegata anche per contrastare eventuali emorragie post-partum.

Chiaramente, l'ossitocina come farmaco presente nelle specialità medicinali attualmente disponibili è ottenuta per via sintetica.

Esempi di Specialità Medicinali Contenenti Ossitocina

Indicazioni Terapeutiche

Quando è Indicato l'Uso dell'Ossitocina?

L'utilizzo dell'ossitocina come farmaco è indicato per:

  • Indurre il travaglio nel caso in cui:
    • La gravidanza si sia protratta oltre il termine;
    • Vi sia una rottura prematura delle membrane;
    • Vi sia pre-eclampsia, ossia una particolare condizione caratterizzata da ipertensione, proteinuria ed edema a partire dalla ventesima settimana di gestazione;
    • Vi sia inerzia uterina primaria o secondaria (solo casi selezionati), ossia una condizione tale per cui la muscolatura dell'utero non è capace di contrarsi adeguatamente per portare a termine il parto.
  • Trattare emorragie post-partum.

Avvertenze

Avvertenze e Precauzioni per l'uso dell'Ossitocina

La somministrazione di ossitocina come farmaco deve essere effettuata solo ed esclusivamente da personale medico o sanitario specializzato e solo ed esclusivamente in ambito ospedaliero.

Prima della somministrazione di ossitocina come farmaco il personale sanitario dovrebbe essere informato se la gestante:

Inoltre, durante la somministrazione di ossitocina come farmaco, il personale sanitario dovrà tenere in considerazione che vi è un aumento del rischio di coagulazione intravascolare disseminata (CID); tale rischio aumenta ulteriormente nel caso in cui la gestante abbia più di 35 anni, in caso di complicazioni durante la gravidanza e in presenza di età gestazionale superiore alle 40 settimane.

Nota Bene

Durante la somministrazione di ossitocina come farmaco, è bene ridurre al minimo la quantità di liquidi assunta.

Interazioni Farmacologiche

Interazioni dell'Ossitocina con Altri Farmaci

A causa delle interazioni farmacologiche che possono verificarsi, l'ossitocina come farmaco non deve essere somministrata in associazione ad altri medicinali contenenti principi attivi in grado di esercitare azioni simili alla stessa ossitocina (farmaci ossitocici).

Inoltre, l'ossitocina deve essere somministrata con molta cautela in associazione a:

  • Prostaglandine o analoghi, alcuni dei quali sono impiegati proprio per indurre il travaglio;
  • Principi attivi in grado di indurre un allungamento dell'intervallo QT (possono incrementare l'effetto ipotensivo indotto dall'ossitocina);
  • Anestetici inalatori (possono diminuire l'azione dell'ossitocina sulla muscolatura uterina);
  • Anestetici caudali impiegati per ridurre il dolore durante il parto (possono incrementare l'effetto ipotensivo indotto dall'ossitocina).

Ad ogni modo, prima della somministrazione dell'ossitocina come farmaco, ciascuna paziente dovrebbe informare il medico e il personale sanitario se sta assumendo - o ha recentemente assunto - prodotti o medicinali di qualsiasi tipo, inclusi i farmaci da banco (OTC), i farmaci senz'obbligo di prescrizione medica (SOP) o eventuali prodotti fitoterapici.

Effetti Collaterali

Effetti Collaterali Causati dall'Assunzione dell'Ossitocina

Nonostante si tratti di un principio attivo di origine naturale, come avviene per qualsiasi altro farmaco, anche la somministrazione di ossitocina può dare origine ad effetti collaterali, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino allo stesso modo. Difatti, ciascuna donna reagisce in maniera soggettiva alla somministrazione del principio attivo in questione. Ad ogni modo, di seguito sono riportati i principali effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito all'assunzione del principio attivo in questione.

Patologie cardiovascolari

La somministrazione di ossitocina come farmaco potrebbe portare alla comparsa di:

Disturbi del sistema immunitario

L'ossitocina come farmaco può dare origine a:

  • Reazioni anafilattoidi associate a dispnea;
  • Ipotensione o shock.

Disturbi gastrointestinali

In seguito alla somministrazione di ossitocina come farmaco potrebbero manifestarsi nausea e vomito.

Altri effetti collaterali

Altri effetti collaterali che potrebbero manifestarsi con l'assunzione di ossitocina come farmaco consistono in:

  • Rash cutanei;
  • Ipertonicità uterina;
  • Rottura uterina;
  • Contrazioni tetaniche;
  • Intossicazione idrica e iponatriemia (effetti avversi che si manifestano soprattutto in caso di somministrazione in maniera prolungata nel tempo di alte dosi di ossitocina con una grande quantità di liquidi senza elettroliti);
  • Edema polmonare acuto;
  • Coagulazione intravascolare disseminata;
  • Arrossamento del viso o del corpo (flushing).

Effetti Collaterali nel Feto e nel Neonato

In seguito alla somministrazione di ossitocina nella madre, potrebbero manifestarsi i seguenti effetti collaterali nel feto o nel neonato:

Fortunatamente, si tratta di effetti collaterali la cui frequenza è così rara da non poter essere definita sulla base dei dati finora disponibili (frequenza non nota).

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio da ossitocina come farmaco è possibile andare incontro allo sviluppo di sintomi quali:

  • Disturbi cardiovascolari;
  • Coagulazione intravascolare disseminata;
  • Intossicazione idrica;
  • Morte fetale intrauterina.

Nel caso in cui si manifestino sintomi da sovradosaggio durante la somministrazione dell'ossitocina, questa deve essere immediatamente interrotta. Il trattamento è sintomatico e mira a ristabilire le normali condizioni.

Ad ogni modo, dal momento che l'ossitocina come farmaco può essere somministrata solo in ambito ospedaliero e solo ed esclusivamente dal medico o da personale sanitario specializzato, l'evenienza di un sovradosaggio, benché possibile, è alquanto rara.

Meccanismo d'azione

Come agisce l'Ossitocina?

Nonostante l'ossitocina come farmaco sia ottenuta per via sintetica, essa è del tutto uguale all'ossitocina endogena prodotta dall'organismo. Per tale motivo, essa è in grado di espletare le medesime azioni dell'ormone peptidico in questione attraverso i medesimi meccanismi d'azione. Più nel dettaglio, l'ossitocina come farmaco - analogamente all'ormone endogeno - è in grado di interagire con i recettori per l'ossitocina presenti nell'organismo e, in particolare ma non esclusivamente, a livello uterino. I recettori dell'ossitocina sono recettori accoppiati a proteine Gq che, una volta attivati dal legame con l'ossitocina, provocano la contrazione della muscolatura liscia dell'utero.

Modalità d'uso e Posologia

Come Assumere l'Ossitocina

L'ossitocina come farmaco è disponibile in forma di soluzione iniettabile somministrabile per via endovenosa oppure per via intramuscolare. La posologia di principio attivo da somministrare alla paziente deve essere stabilita dal medico e varia in funzione della condizione che si deve trattare.

Induzione e agevolazione del travaglio

Per indurre e/o agevolare il travaglio, l'ossitocina deve essere somministrata per via endovenosa goccia a goccia, oppure attraverso l'impiego di apposite pompe da infusione a velocità variabile. In simili circostanze, la dose abitualmente impiegata è di 5 UI (Unità Internazionali).

Trattamento di emorragie post-partum

Nel trattamento delle emorragie post-parto, l'ossitocina può essere somministrata per via intramuscolare, oppure attraverso un'infusione endovenosa lenta.

La dose abitualmente consigliata in questi casi è di 5-10 UI per la somministrazione intramuscolare; mentre è di 5 UI per l'infusione endovenosa lenta. Nei casi più gravi, invece, la dose di ossitocina somministrabile varia dalle 5 alle 20 UI per via endovenosa. La velocità d'infusione deve essere tale da controllare l'atonia uterina.

Gravidanza e Allattamento

L'Ossitocina può essere Assunta in Gravidanza e durante l'Allattamento?

Chiaramente, l'ossitocina come farmaco può essere utilizzata al termine della gravidanza, quando è necessario indurre il parto e subito dopo quest'ultimo per trattare eventuali emorragie senza arrecare alcun danno alla madre o al bambino. Per ovvie ragioni, la somministrazione di ossitocina non può avvenire durante la gestazione, ma solo quando questa è giunta al termine e si presenta la necessità di indurre il parto.

L'ossitocina viene escreta in piccole dosi nel latte materno ma questo evento non dovrebbe creare alcun effetto collaterale al neonato.

Controindicazioni

Quando l'Ossitocina Non deve essere Utilizzata

L'utilizzo dell'ossitocina come farmaco non deve essere effettuato nei seguenti casi:

  • Allergia nota all'ossitocina o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella specialità medicinale che si deve utilizzare;
  • Presenza di forti contrazioni uterine;
  • Presenza di sofferenza fetale quando il parto non è imminente;
  • Presenza di tossiemia grave;
  • Quando vi è una predisposizione all'embolia polmonare da liquido amniotico;
  • Presenza di condizioni nelle quali il travaglio spontaneo non è consigliabile o il parto naturale è controindicato, quali ad esempio:
    • Sproporzione cefalo-pelvica importante (la testa del bambino è troppo grande per poter passare attraverso il bacino della madre);
    • Posizione del bambino nel canale del parto non corretta e anomala;
    • Placenta previa o vasi previ;
    • Rottura della placenta;
    • Prolasso del cordone ombelicale;
    • Sovradistensione o compromessa resistenza dell'utero alla rottura.

Infine, è bene ricordare che l'ossitocina come farmaco non dovrebbe essere somministrata in maniera prolungata in presenza di inerzia uterina anche ossitocino-resistente, così come non dovrebbe essere somministrata per periodi prolungati in presenza di gravi patologie cardiovascolari.

Ilaria Randi

L'autore

Ilaria Randi

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista


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Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2018