Morte Cardiaca Improvvisa: Cos'è, Sintomi, Cause e Prevenzione

Ultima modifica 02.10.2019
INDICE
  1. Introduzione
  2. Che Cos'è
  3. Cause
  4. Incidenza
  5. Segni e Sintomi
  6. Primo Soccorso

Introduzione

Per morte cardiaca improvvisa (MIC) si vuole indicare una morte naturale inattesa e inaspettata che si verifica per cause di origine cardiaca.

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Si tratta di una morte che avviene in maniera rapida entro un'ora dalla comparsa di sintomi acuti che, pur tuttavia, talvolta non si manifestano, rendendo difficile - se non impossibile - identificarne l'imminente insorgenza.

Le cause alla base della morte cardiaca improvvisa possono essere molteplici: dall'ostruzione delle arterie coronarie, fino ad arrivare ad anomalie congenite, purtroppo non sempre diagnosticate.

In alcuni casi, la morte cardiaca improvvisa può essere evitata intervenendo in maniera tempestiva con specifiche manovre di primo soccorso. Purtroppo, però, nonostante il soccorso tempestivo, non sempre la morte dell'individuo può essere evitata.

Che Cos'è

Che cos'è la Morte Cardiaca Improvvisa?

Si definisce morte cardiaca improvvisa una morte naturale che insorge in maniera rapida e inaspettata per cause di natura cardiaca.

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Normalmente, "morte cardiaca improvvisa" e "arresto cardiaco" sono considerati come sinonimi. Nonostante ciò, da un punto di vista fisiopatologico, si potrebbe affermare che la morte cardiaca improvvisa è subito preceduta dall'arresto cardiaco, ossia dalla cessazione della funzione del cuore che - agendo come una pompa - garantisce la circolazione sanguigna in tutto l'organismo. All'arresto cardiaco segue immediatamente l'arresto circolatorio e la caduta della pressione sanguigna con conseguente perdita della coscienza dopo appena 10-15 secondi. Dopo qualche istante, la mancata perfusione dei centri respiratori porta ad arresto respiratorio e già dopo 4 minuti dall'arresto cardiaco - a causa del mancato apporto di sangue, quindi, di ossigeno - le cellule del cervello entrano in sofferenza, iniziano a morire e si verificano danni neuronali irreversibili.

Per approfondire: Arresto Cardiaco

Cause

Quali sono le Cause della Morte Cardiaca Improvvisa?

Come accennato, le cause della morte cardiaca improvvisa possono essere molteplici, ma tutte hanno origine cardiovascolare.

Nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 70-80%), la morte cardiaca improvvisa si verifica a causa di una fibrillazione ventricolare (il cuore si contrae in maniera rapida, irregolare e inefficace); mentre nel 10-15% dei casi la MIC sopraggiunge a causa di asistolia (assenza della sistole cardiaca). Più raramente, invece, la morte cardiaca improvvisa si verifica a causa della dissociazione elettro-meccanica, ossia una condizione nella quale vi è attività elettrica ma viene a mancare l'azione meccanica di pompaggio che permette la circolazione del sangue e il trasporto di ossigeno ad organi e tessuti.

Quali Patologie si associano alla Morte Cardiaca Improvvisa?

Le patologie associate alla morte cardiaca improvvisa sono molteplici, fra queste ne ricordiamo alcune:

  • Cardiomiopatie: si tratta di patologie derivanti da anomalie primitive del miocardio. Le cardiomiopatie che maggiormente si associano alla morte cardiaca improvvisa sono sostanzialmente tre:
    • Cardiomiopatia ipertrofica: è caratterizzata da un'ipertrofia ventricolare, in particolare, del ventricolo sinistro; ha generalmente un andamento famigliare e rappresenta la prima causa di morte negli atleti con età inferiore ai 35 anni.
    • Cardiomiopatia dilatativa: si caratterizza per una progressiva dilatazione delle camere cardiache cui si associa un assottigliamento della parete con conseguente compromissione della funzionalità del cuore.
    • Cardiomiopatia-displasia aritmogena del ventricolo destro: è caratterizzata dalla sostituzione fibro-adiposa del miocardio ventricolare. Interessa soprattutto il ventricolo destro, ma può coinvolgere anche quello sinistro. Generalmente, ha carattere famigliare ed è causata da mutazioni localizzate su specifici geni e trasmessi in maniera autosomica dominante. Questo tipo di cardiomiopatia è responsabile di molte morti cardiache improvvise "indotte" dall'esercizio fisico.
  • Cardiopatie aritmogene ereditarie: si tratta di patologie cardiache nelle quali il cuore è morfologicamente normale, ma vi è la presenza di anomalie e difetti a livello di canali ionici cardiaci capaci di favorire l'insorgenza di aritmie ventricolari maligne e, conseguentemente, di morte cardiaca improvvisa.
  • Malattie cardiache congenite: si tratta di patologie presenti fin dalla nascita, alcuni esempi sono la stenosi aortica e la tetralogia di Fallot.
  • Patologie delle arterie coronarie, anche note come coronaropatie (ad esempio, restringimento od ostruzione delle coronarie che, a loro volta, possono portare ad ischemia cardiaca o infarto miocardico e, infine, a morte cardiaca improvvisa).
  • Anomalie e patologie delle valvole cardiache.

Fattori di Rischio

Uno dei fattori di rischio più importanti per la morte cardiaca improvvisa è rappresentato dalla presenza di precedenti attacchi di cuore. Difatti, è stato stimato che circa il 75% delle persone decedute per morte cardiaca improvvisa avevano una storia di attacchi di cuore. Oltre a questo, ulteriori fattori di rischio sono rappresentati da:

  • Presenza di aritmie cardiache le cui cause non sono note;
  • Presenza di tachicardia anche a riposo;
  • Bassa frazione di eiezione ventricolare;
  • Episodi di svenimento per cause sconosciute;
  • Storia famigliare di cardiopatie o di morte cardiaca improvvisa.

Altri fattori che potrebbero contribuire ad aumentare il rischio d'insorgenza di morte cardiaca improvvisa sono:

Incidenza

Con quale Incidenza la Morte Cardiaca Improvvisa si manifesta nella popolazione?

La morte cardiaca improvvisa è responsabile di circa 50.000 decessi all'anno in Italia. L'incidenza è di circa 1/1.000 individui all'anno ed aumenta a 8/1.000 soggetti all'anno aventi una storia di cardiopatie.

È stato stimato, inoltre, che la morte cardiaca improvvisa è responsabile di circa il 70% di tutti i decessi dovuti a cause di origine cardiovascolare.

La MIC si manifesta in predominanza nel sesso maschile in tutte le classi di età; tuttavia, può verificarsi anche nelle donne, a maggior ragione se vi è la presenza di un substrato cardiovascolare patologico.

Allo stesso tempo, la morte cardiaca improvvisa può colpire anche i bambini, in particolar modo, entro i primi 6-12 mesi di età. In questi casi si parla più precisamente di sindrome della morte improvvisa infantile, anche nota con l'acronimo SIDS, dall'inglese Sudden Infant Death Syndrome.

Incidenza della Morte Cardiaca Improvvisa negli Sportivi

La morte cardiaca improvvisa è un evento che si può verificare anche negli sportivi, sia dilettanti e amatoriali che agonisti.

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In questi casi, spesso e volentieri, è riconducibile a cardiopatie/cardiomiopatie o anomalie cardiache silenti che non sono state diagnosticate.

In verità, la morte cardiaca improvvisa non è un fenomeno poi così diffuso fra gli atleti (bassa incidenza: non supera l'1-2% di tutte le morti cardiache improvvise); tuttavia, si tratta di un evento che fa scalpore perché si verifica solitamente in individui giovani (età inferiore ai 35 anni) e apparentemente sani che, anche in virtù del livello di attività fisica che svolgono, non dovrebbero avere - in linea teorica - alcun tipo di problema.

Curiosità

Uno dei casi più noti di morte cardiaca improvvisa di un atleta italiano è quello riguardante il centrocampista Piermario Morosini, morto nel 2012 proprio durante lo svolgimento di una partita di calcio.

Per approfondire: Morte Improvvisa da Sport

Segni e Sintomi

Quali sono i Segni e i Sintomi della Morte Cardiaca Improvvisa?

Nella maggioranza dei casi, la morte cardiaca improvvisa sopraggiunge, come dice il suo stesso nome, in maniera improvvisa e inaspettata: il soggetto perde coscienza e cade a terra apparentemente già privo di vita.

Nota: l'utilizzo del termine "apparentemente" non è casuale. Difatti, mentre in alcuni casi morte cardiaca improvvisa (intesa come arresto cardiaco cui conseguono arresto circolatorio e respiratorio) e morte dell'individuo sono eventi che coincidono; in altre situazioni, l'arresto cardiaco rappresenta l'inizio del processo di morte che, tuttavia - attraverso un soccorso tempestivo - può essere rallentato o addirittura interrotto, aumentando la probabilità di sopravvivenza dell'individuo.

Informazioni più dettagliate sono riportate nel capitolo "Primo Soccorso".

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In alcuni casi, prima di arrivare alla perdita di coscienza, i pazienti possono manifestare "segni premonitori" in grado di indicare l'imminente arresto cardiaco, quali:

Purtroppo, però, non sempre i suddetti segni si manifestano, rendendo difficile se non impossibile riconoscere l'imminente arrivo della morte cardiaca improvvisa che si palesa solamente con il sopraggiungere della perdita di coscienza.

Primo Soccorso

Manovre di Primo Soccorso in caso di Morte Cardiaca Improvvisa

Come accennato, un individuo colpito da morte cardiaca improvvisa, solitamente, perde coscienza e cade a terra apparentemente privo di vita.

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L'unica possibilità di sopravvivenza dell'individuo è data dall'intervento tempestivo e dall'esecuzione di particolari manovre di primo soccorso: la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e la defibrillazione precoce mediante defibrillatore semi-automatico esterno (DAE).

Tuttavia, è bene rammentare che, prima di mettere in pratica le manovre di RCP e la defibrillazione precoce, è fondamentale valutare la coscienza dell'individuo. Difatti, i suddetti interventi di primo soccorso possono essere effettuati solo se il paziente non è cosciente e non respira, o comunque respira in maniera difficoltosa e/o non normale.

Una volta accertata l'incoscienza e la mancanza o l'irregolarità del respiro, è necessario far chiamare - o chiamare personalmente nel caso in cui si sia soli - il 118 per allertare l'assistenza sanitaria. Solo a questo punto è possibile procedere con l'RCP e con la defibrillazione precoce. Naturalmente, l'eventuale chiamata al 118 deve avvenire nel minor tempo possibile.

Lo sapevi che…

In assenza di rianimazione cardiopolmonare, le possibilità di sopravvivenza di un individuo colpito da arresto cardiaco si dimezzano dopo solo 5 minuti dall'evento e tendono a diminuire gradualmente ogni minuto che passa. Dopo 10 minuti senza manovre di primo soccorso, le possibilità di sopravvivenza sono pressoché nulle e la morte dell'individuo da apparente e potenzialmente evitabile, diviene definitiva.

È comunque doveroso precisare che, purtroppo, non sempre la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione sono in grado di evitare il decesso.

Le manovre di RCP dovrebbero essere effettuate fino all'arrivo del 118. Dopodiché, una volta sopraggiunti i soccorsi sanitari, l'individuo verrà preso in carico e trasportato in ospedale dove - dopo aver diagnosticato la causa dell'arresto cardiaco - riceverà tutte le cure del caso.

Per conoscere nel dettaglio le manovre utilizzate nella rianimazione cardiopolmonare e i trattamenti ricevuti dal paziente in ospedale, si consiglia la lettura degli articoli dedicati: Rianimazione Cardiopolmonare - Trattamento dell'Arresto Cardiaco.

Lo sapevi che…

Nel tentativo di scongiurare i diversi e diffusi casi di morte cardiaca improvvisa, sul territorio italiano, vengono organizzati ciclicamente appositi corsi BLS (Basic Life Support - Supporto delle Funzioni Vitali di Base) e BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation - Supporto delle Funzioni Vitali di Base e Defibrillazione precoce) sia per personale sanitario che per personale non sanitario (ossia, per le cosiddette "persone comuni").

Lo scopo di questi corsi per personale non sanitario è quello di istruire la maggior parte dei cittadini a manovre di primo soccorso essenziali per incrementare la possibilità di sopravvivenza dei moltissimi pazienti che ogni anno vengono colpiti da morte cardiaca improvvisa.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista