Ibernazione: Cos'è? Tipi di Ibernazione e Ibernazione Umana in Campo Medico

Introduzione

Il significato di ibernazione può variare in funzione dell'ambito nel quale il termine viene utilizzato.

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Difatti, si parla di ibernazione sia nel campo della medicina umana, sia in campo zoologico. Oltre a ciò, il concetto di ibernazione viene utilizzato anche in campo industriale.

Normalmente, la parola "ibernazione" scatena l'immaginazione e fa pensare a scenari fantascientifici in cui le persone si fanno congelare per risvegliarsi in un futuro lontano, tuttavia, il concetto attuale d'ibernazione umana è molto diverso e non permette (per il momento) il raggiungimento di simili scopi.

In medicina, infatti, si parla di ibernazione artificiale per indicare una particolare procedura grazie alla quale è possibile abbassare di qualche grado la temperatura corporea del paziente, rallentandone le funzioni vitali per scopi terapeutici. Allo stesso tempo, però, esiste una tipologia di ibernazione umana che viene praticata post-mortem per coloro che ne fanno richiesta; in questi casi, tuttavia, sarebbe più corretto parlare di crioconservazione umana.

Ibernazione in Medicina

Ibernazione Artificiale in Campo Medico o Ipotermia Terapeutica Controllata

In medicina la dicitura "ibernazione artificiale" è stata utilizzata a lungo per indicare una procedura consistente nell'abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 35°C. Oggigiorno, tuttavia, tale dicitura è considerata obsoleta e la procedura viene indicata con il nome di ipotermia terapeutica, ipotermia controllata, ipotermia terapeutica indotta (ITI) o gestione mirata della temperatura.

Come Funziona

L'ibernazione umana impiegata in campo medico prevede l'abbassamento della temperatura corporea centrale al di sotto dei 35°C, allo scopo di preservare le cellule da eventuali danni e dalla morte. Nel dettaglio, la temperatura corporea viene portata intorno ai 32-34°C mediante l'uso di appositi cateteri di raffreddamento o attraverso l'utilizzo di coperte di raffreddamento.

Questa particolare tipologia d'ibernazione viene praticata nei pazienti in cui vi è la necessità di salvaguardare le cellule dai danni derivanti da una condizione di ipossia. Non a caso, l'ipotermia terapeutica trova tipicamente impiego nei seguenti casi:

In simili condizioni, infatti, si ritiene che un abbassamento della temperatura corporea sia in grado di ridurre il fabbisogno di ossigeno e di altri substrati nutrivi della cellula, facilitandone i processi di riparazione e di guarigione.

Nota Bene

L'ipotermia terapeutica non è una strategia di prima linea, ma viene messa in pratica, se possibile, quando gli approcci medico-chirurgici tradizionali non hanno portato a risultati soddisfacenti.

A seconda dei casi, il raffreddamento può avere una durata variabile che va dalle 12-24 ore fino ad un massimo di 48-72 ore. Al termine di questo periodo, il paziente viene gradualmente riscaldato fino al raggiungimento dei normali valori di temperatura corporea. Tuttavia, è doveroso precisare che, al fine di evitare danni, il riscaldamento deve avvenire in maniera non eccessivamente veloce.

Come si può facilmente intuire, si tratta di un procedimento estremamente delicato e complesso che necessita di un monitoraggio continuo del paziente e delle sue funzioni vitali. Per tale ragione, questa particolare forma d'ibernazione deve essere eseguita solo in centri specializzati e autorizzati e solo da medici competenti in quest'ambito.

Nota Bene

L'ipotermia terapeutica non porta ad una diminuzione della mortalità, ma i pazienti che sopravvivono alle suddette condizioni e sono stati sottoposti a questa forma di ibernazione sembrano presentare una migliore prognosi e una miglior qualità della vita rispetto ai pazienti sopravvissuti che non hanno ricevuto l'ipotermia terapeutica. Nel dettaglio, sembra che, nell'arco di 3-6 mesi, i pazienti sottoposti a questo tipo d'ibernazione presentino un miglioramento cognitivo e funzionale maggiore rispetto ai pazienti non sottoposti alla procedura.

Effetti Collaterali

Per quanto utile, l'ipotermia terapeutica può comunque dare origine ad effetti collaterali importanti, quali:

Come si può notare, gli effetti collaterali che possono manifestarsi nei pazienti sottoposti a questa forma d'ibernazione sono piuttosto importanti e talvolta molto gravi, per questo motivo, è fondamentale che il paziente venga tenuto sotto stretta osservazione con un continuo monitoraggio delle sua funzioni vitali, al fine di garantire un intervento tempestivo qualora uno o più dei suddetti effetti indesiderati dovessero manifestarsi.

Ibernazione Umana Post-Mortem

Ibernazione Umana Post-Mortem e Crioconservazione dei Corpi Umani

L'ibernazione umana post-mortem viene praticata per conservare il corpo umano dopo il decesso, nella speranza che in un futuro si mettano a punto tecnologie capaci di consentire lo scongelamento del corpo e tecnologie medico-scientifiche che siano in grado di riportare in vita le persone scongelate.

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Questa particolare forma di ibernazione è anche nota come "crioconservazione" dal momento che il corpo viene portato a temperature estremamente basse, definite, appunto, temperature criogeniche (solitamente inferiori ai -130°C).

L'ibernazione post-mortem può essere praticata solo dopo la morte - che deve essere dichiarata legalmente - quando il cuore smette di battere ma prima che sia dichiarata la morte cerebrale.

Curiosità

Un individuo sottoposto a crioconservazione post-mortem - benché dichiarato legalmente morto - viene considerato come un paziente criopreservato e non come un paziente deceduto.

Una volta dichiarata legalmente la morte dell'individuo - prima della dichiarazione di morte cerebrale - si assiste all'intervento di tecnici che ripristinano meccanicamente la respirazione e l'afflusso di sangue al cervello nel corpo. Dopodiché, il corpo viene immerso in acqua gelida e trasportato nel centro in cui avverrà la crioconservazione.

Una volta giunto al centro di criogenesi scelto, nel corpo viene iniettata per via endovenosa una particolare soluzione il cui compito è quello di impedire la formazione di cristalli di ghiaccio all'interno delle cellule in seguito al congelamento dell'acqua in esse contenuta. Questo passaggio è fondamentale per impedire che la formazione di cristalli di ghiaccio arrechi danni e/o porti alla rottura delle stesse cellule. Per fare un paragone un po' semplicistico, tale soluzione svolge una funzione analoga a quella delle soluzioni antigelo utilizzate nei motori o a livello industriale.

Al termine di questa operazione, il corpo viene immerso in azoto liquido e portato alla temperatura di -125°C; trascorso un tempo di circa tre ore, la temperatura viene ulteriormente abbassata fino al valore definitivo di -196°C.

Crioconservazione di Tessuti e Cellule

La crioconservazione, o criopreservazione che dir si voglia, di tessuti e cellule avviene già da diversi anni. La crioconservazione di cellule maggiormente conosciuta è, senza dubbio, quella di spermatozoi ed ovociti umani, ma è altresì possibile conservare a temperature criogeniche anche altri tipi di cellule e tessuti. Difatti, un altro esempio d'ibernazione di questo tipo è rappresentato dalla crioconservazione del midollo osseo.

Ibernazione Umana Post-Mortem in Italia

In Italia, non vi è alcun centro che offre la possibilità di usufruire dell'ibernazione post-mortem. Difatti, in tutto il mondo esistono soltanto tre centri criogenici che offrono un simile servizio: due negli Stati Uniti e uno in Russia. Ad ogni modo, anche se sul suolo italiano non sono presenti centri di questo tipo, nessuna legge italiana impedisce l'ibernazione umana post-mortem. A tal proposito, si segnala che tutti e tre i centri criogenici attualmente presenti offrono appositi servizi di trasporto - anche intercontinentali - di cui, fra l'altro, hanno già usufruito alcuni cittadini italiani.

Nota Bene

Attualmente NON esiste alcuna tecnologia che permette di scongelare e riportare in vita gli individui sottoposti ad ibernazione post-mortem, così come non vi sono prove scientifiche in grado di dimostrare che - anche se una simile tecnologia venisse scoperta e messa in atto - gli individui ibernati possano conservare le proprie funzioni, sia fisiche che cognitive, anche dopo il risveglio. Per questa ragione, l'ibernazione post-mortem è considerata dai più scettici come pura fantascienza; mentre per coloro che decidono di sottoporvisi una volta deceduti rappresenta una speranza.

Ibernazione Animale

Ibernazione in Zoologia

Nel campo della zoologia, si parla di ibernazione per indicare la particolare proprietà posseduta da diversi animali - sia vertebrati che invertebrati - di entrare in una sorta di stato vitale latente al fine di sopravvivere all'inverno.

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Tale stato è caratterizzato da un rallentamento delle funzioni vitali che permette all'animale di sopravvivere alle condizioni sfavorevoli tipiche della stagione fredda; nel dettaglio, si assiste a:

Le specie che sono in grado di andare incontro a ibernazione durante l'inverno sono moltissime. Fra gli animali dotati di questa capacità, ricordiamo: ricci, scoiattoli, marmotte, ghiri, orsi, tartarughe, pipistrelli, rane, rospi, serpenti, calabroni, ecc.

Nei mammiferi, la condizione di ibernazione è più comunemente nota come "letargo".

Lo sapevi che…

Alcune specie animali capaci di andare in letargo sono dotate di una particolare ghiandola, definita "ghiandola dell'ibernazione" o "ghiandola ibernante". Si tratta di una ghiandola di grandi dimensioni situata nell'addome o nel torace dell'animale; è priva di funzionalità endocrina ma ricca di tessuto adiposo che svolge una funzione di riserva per tutto il periodo dell'ibernazione, consentendo la sopravvivenza dell'animale.

Ibernazione nell'Industria

Ibernazione nell'Industria delle Ceramiche

Come accennato, il termine "ibernazione" è utilizzato anche in ambito industriale e, più nel dettaglio, nel campo dell'industria dei laterizi e delle ceramiche. In questo caso, quando si parla di ibernazione si vuole indicare un particolare processo cui viene sottoposta l'argilla appena estratta. Nel dettaglio, questo materiale viene lasciato esposto all'azione degli agenti atmosferici durante tutto il periodo invernale, fino al momento del disgelo. Lo scopo di tale procedimento è quello di allontanare le impurezze dalla massa di argilla, aumentandone allo stesso tempo il grado di plasticità e il grado di finezza.


Ultima modifica dell'articolo: 23/10/2018

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ