Come si Cura la COVID-19 a Domicilio?
Ultima modifica 18.11.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Gravità della Malattia: come si stabilisce?
  3. Trattamento della COVID-19 a Domicilio

Introduzione

In un contesto epidemico sempre più grave, allo scopo di non stressare eccessivamente i pazienti con un ricovero ospedaliero e, soprattutto, per non gravare ulteriormente sugli ospedali già messi a dura prova, si tende a fornire assistenza sanitaria domiciliare a tutti quei pazienti che presentano la malattia COVD-19 in forma lieve e non grave, tale da poter essere curata - con le dovute indicazioni - anche presso l'abitazione.

Per approfondire: Coronavirus: Sintomi, Cura, Contagio

Gravità della Malattia: come si stabilisce?

La severità con cui la COVID-19 si manifesta può variare da individuo a individuo. Fra i fattori che possono influenzare il modo in cui la patologia respiratoria in questione si presenta ritroviamo quelli di tipo genetico, quelli di tipo metabolico e quelli anagrafici.

Detto ciò, va precisato che non sempre la patologia si manifesta in maniera grave nelle persone considerate più a rischio e viceversa. Difatti, le attuali conoscenze di COVID-19 e SARS-CoV-2 sono in continua evoluzione: anche se diverse cose sono ora note rispetto all'inizio dell'emergenza sanitaria, molte altre si devono ancora scoprire.

Detto ciò, come accennato, nei casi accertati di COVID-19 (quindi, nei casi in cui è stata confermata la diagnosi di malattia da nuovo coronavirus) ritenuti di grado lieve, è possibile ricorrere al trattamento domiciliare. Ma come si stabilisce il grado di severità della malattia? A questa domanda hanno risposto sia i National Institutes of Health (NIH) statunitensi, sia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), vediamo come.

Nota bene

Le informazioni di seguito riportate sono state tratte dal documento "Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale", predisposto dal Ministero della Salute, dall'Istituto Superiore di Sanità, dal Coordinamento delle Regioni e Province Autonome ed altri. Il testo completo di tale documento è consultabile cliccando qui.

Stadi Clinici di COVID-19 secondo la classificazione NIH Statunitense

Nella seguente tabella è riportata la classificazione dei diversi stadi clinici della malattia indotta da SARS-CoV-2 secondo i National Institutes of Health (NIH) statunitensi:

Stadio Caratteristiche
Infezione asintomatica o presintomatica Diagnosi di SARS-CoV-2 in completa assenza di sintomi.
Malattia lieve Presenza di sintomatologia lieve (es. febbre, tosse, alterazione dei gusti, malessere, cefalea, mialgie), ma in assenza di dispnea e alterazioni radiologiche.
Malattia moderata SpO2 ≥ 94% e evidenza clinica o radiologica di polmonite.
Malattia severa SpO2 < 94%, PaO2/FiO2 < 300, frequenza respiratoria > 30 atti/min (nell'adulto), o infiltrati polmonari > 50%.
Malattia critica Insufficienza respiratoria, shock settico, e/o insufficienza multiorgano.

Classificazione della Gravità secondo l'OMS

L'organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un'altra classificazione della gravità delle manifestazioni cliniche da COVID-19 che include anche valutazioni inerenti l'ambito pediatrico. Di seguito cercheremo di riassumerle in maniera schematica.

Malattia Lieve

  • Descrizione: pazienti sintomatici che soddisfano i criteri di caso COVID-19 senza evidenza di polmonite virale o ipossia.

Malattia Moderata

  • Principali manifestazioni cliniche: polmonite.
  • Descrizione:
    • Adolescenti o adulti con segni clinici di polmonite (febbre, tosse, dispnea, respirazione veloce) ma nessun segno di polmonite grave, che include SpO2 ≥90% in aria ambiente.
    • Bambino con segni clinici di polmonite non severa (tosse o difficoltà respiratoria insieme a tachipnea e/o dispnea) e nessun segno di polmonite severa. Tachipnea compresa fra 40 e 60 respiri/minuto in funzione dell'età del bambino.

Malattia Severa

  • Principali manifestazioni cliniche: polmonite severa.
  • Descrizione:
    • Adolescente o adulto con segni clinici di polmonite (febbre, tosse, dispnea, tachipnea) più uno dei seguenti fattori: frequenza respiratoria > 30 respiri/min; grave difficoltà respiratoria o SpO2 <90% in aria ambiente.
    • Bambino: presenta segni clinici di polmonite (difficoltà respiratoria o tosse) insieme ad almeno uno dei seguenti segni:

Stato Critico di Malattia

Lo stato critico di malattia fra le manifestazioni cliniche vede la comparsa di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) cui si possono aggiungere sepsi o shock settico.

Nota

In questo breve riassunto sono state riportate solamente alcune informazioni, mentre altre sono state omesse. Per visualizzare la classificazione completa dell'OMS, si rimanda ancora una volta alla consultazione del documento "Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale" (pagine 37-38-39).

Trattamento della COVID-19 a Domicilio

I pazienti che - in seguito alle visite e a tutti gli accertamenti del caso - si trovano in una situazione di non gravità, quindi in una condizione di malattia definibile lieve, possono rimanere in isolamento presso il proprio domicilio, purché possano essere assistiti da qualcuno in caso di necessità. A questo proposito, per quel che riguarda l'assistenza domiciliare in caso di isolamento o quarantena, rimandiamo alla lettura dell'articolo dedicato:

Coronavirus: Cosa Fare in caso di Quarantena o Isolamento Domiciliare

Per quanto riguarda, invece, il trattamento farmacologico della COVID-19 presso il domicilio dei pazienti, questo può variare, naturalmente, in funzione dei sintomi riportati. Solitamente, i farmaci utilizzati sono:

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  • Paracetamolo: utilizzato per abbassare il sintomo febbre; generalmente, si consiglia di assumerlo al bisogno. Naturalmente, non bisogna superare la dose massima raccomandata (per maggiori dettagli in merito, rivolgersi al proprio medico e leggere con attenzione il foglietto illustrativo del medicinale a base di paracetamolo prescritto dal medico che si deve assumere).
  • Farmaci per la tosse: si devono impiegare per contrastare la tosse solo se è il medico a prescriverli e ritenerli necessari.
  • Farmaci antibiotici: si possono utilizzare solo ed esclusivamente nei casi in cui vi sia una sovrainfezione batterica e, naturalmente, se prescritti dal medico.

Come si può facilmente intuire da quanto sopra riportato, l'auto-terapia e il fai da te devono essere EVITATI. Si raccomanda, invece, di seguire tutte le indicazioni ricevute dal personale sanitario e, in caso di dubbi, di rivolgersi nuovamente ad esso. Ricordiamo, inoltre, che poiché le manifestazioni della malattia possono variare da individuo a individuo, anche il trattamento può essere diverso da un paziente all'altro e sarà, naturalmente, adattato a ciascun caso.

L'aerosolterapia deve essere evitata, così come l'utilizzo di corticosteroidi il cui impiego, invece, viene riservato solo ai casi gravi ospedalizzati che necessitano di supplementazione di ossigeno, come indicato nel documento specifico (aggiornato al 6 ottobre 2020) consultabile dal sito ufficiale dell'Agenzia Italiana del Farmaco nella pagina dedicata ai farmaci utilizzabili per il trattamento della malattia COVID-19.

Terapie per altre Patologie

Naturalmente, qualora il paziente in isolamento domiciliare con malattia COVID-19 non grave sia affetto da altre patologie di natura cronica per le quali è in trattamento, le terapie farmacologiche di tali patologie devono necessariamente proseguire. Sarà cura del medico valutare eventuali interazioni farmacologiche e/o l'eventuale necessità di aggiustare/modificare la posologia dei farmaci che si assumono in funzione del trattamento che sarà necessario mettere in atto contro COVID-19.

In caso di dubbi, pertanto, si rinnova ancora una volta l'invito a contattare il medico.

Peggioramento dei Sintomi: cosa fare?

In caso di peggioramento dei sintomi manifestati e/o in caso di comparsa di difficoltà respiratorie, è necessario chiamare immediatamente i soccorsi digitando il numero 118, oppure il numero 112.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista