Covid-19: Disturbi del Sonno sempre più diffusi

Covid-19: Disturbi del Sonno sempre più diffusi
Ultima modifica 25.02.2021
INDICE
  1. Covid-19 e disturbi del sonno
  2. Insonnia cronica post pandemia
  3. Sintomi dello stress post pandemia
  4. Come affrontare la percezione della paura

Covid-19 e disturbi del sonno

Il Covid-19, tra le molteplici ripercussioni sulla salute psicofisica degli italiani, non fa dormire sonni tranquilli. Aumentati a dismisura gli epidosi di insonnia, parasonnia e disturbi del sonno.

Esiste addiruttura un tipo di insonnia legata alle preoccupazioni della pandemia di Covid-19: la coronasomnia.

Indagini e statistiche effettuate durante il periodo caratterizzato dalla pandemia lo confermano: le preoccupazioni legate a contagi e crisi generano in molte persone difficoltà ad addormentarsi, agitazione, irrequietezza e risvegli improvvisi.

L'ennesima impennata dei contagi, le zone rosse, i lockdown e le limitazioni imposte provocano ansia e tensione che rischiano di minare l'equilibrio mentale. Si tratta del disagio post pandemia, quello provocato dalla prolungata rinuncia alle proprie abitudini e dal doversi adattare a nuove regole restrittive, che fa emergere situazioni di stress e preoccupazione.

Tra i campanelli d'allarme più frequenti di questa condizione di incertezza diffusa dovuta alla pandemia, c'è senza dubbio il sonno disturbato. Il tema è stato affrontato durante il recente Congresso della Società italiana di Neurologia. L'ansia è tra i disturbi maggiormente evidenziati durante la quarantena, seguita dall'insonnia.

È un rapporto causa effetto: ansia e depressione possono provocare la perdita di sonno oppure, a loro volta, esserne provocate.

Campanelli d'allarme

I primi campanelli d'allarme dello stress provocato dalla pandemia sono molteplici:

  • disturbi del sonno,
  • angoscia,
  • scatti d'ira improvvisa,
  • insonnia cronica,
  • stati d'ansia perenne,
  • irritabilità,
  • aggressività,
  • repentini cambi dello stato d'animo,
  • disturbi del comportamento alimentare.

 

Insonnia cronica post pandemia

Due studi, pubblicati sulle autorevoli riviste scientifiche The Lancet Psychiatry Jama Open, hanno dimostrato come i disturbi del sonno siano tra i primi sintomi da stress post pandemia. Il primo studio ha preso in esame un campione di 60 mila persone contagiate dal Coronavirus, in maniera retrospettiva, e ha evidenziato come al secondo posto dei disturbi collaterali provocati dalla malattia ci fosse l'insonnia. L'altro lavoro, condotto in Canada sotto la guida di Charles Morin, ha ricostruito che l'insonnia, una volta comparsa tende a diventare cronica. Un grosso e diffuso problema che resterà anche dopo la fine della pandemia. Cosa ha generato questo diffuso scenario? Le cause sono diverse e comuni: l'isolamento forzato che ha rotto le routine di vita, del sonno e dell'alimentazione.

Come si manifesta l'insonnia? L'insonnia, in testa ai disturbi da stress post traumatico, si manifesta con ritardo nell'addormentarsi, molti risvegli durante la notte, agitazione, incubi. E più ansia e stress aumentano, più accentuati sono questi fenomeni. 

Cos'è la Parasonnia?

La parasonnia, altra manifestazione post traumatica collegata al periodo d'emergenza attuale, viene chiamata disturbo comportamentale del sonno Rem (Rbd). Colpisce di solito persone sopra i 50 anni e si palesa con manifestazioni verbali e fisiche, spesso estremamente violente. Solitamente questi episodi compaiono nella seconda parte della notte, associati ai sogni (o agli incubi, ai sogni terrifici). Il sonno è accompagnato da un rapido movimento degli occhi, che avviene in concomitanza dei periodi in cui si sogna. Mentre una persona dorme, può alzarsi sul letto, scalciare, urlare, tirare pugni, litigare con qualcuno di immaginario. Solitamente la persona quando si sveglia ricorda perfettamente il sogno che stava facendo.

Sintomi dello stress post pandemia

La pandemia, soprattutto ora con la ripresa dei contagi e le nuove restrizioni, sta fortemente condizionando la salute psichica di milioni di persone. Aumentano le ansie e le preoccupazioni in relazione alle notizie diffuse dai mass media, su ricoveri e nuove ondate. La  conoscenza diretta o indiretta di persone infettate, poi, fa scaturire reazioni emotive ancora più rilevanti. Il benessere mentale è fortemente minato dalla condizione attuale correlata alle circostanze della vita di ognuno, all'ambiente sociale in cui si vive e, soprattutto, alla capacità di reagire agli eventi avversi, e addirittura di negare l'evidenza, senza affrontare i problemi. 

La tensione psichica permette all'organismo di entrare in allarme con l'attivazione di una serie di parametri anche biologici, a partire dall'aumento del cortisolo, che consente di rispondere in modo più efficace edattento. Quando lo stato di ansia e di agitazione diventa perenne può comportare un abbassamento delle difese immunitarie, l'insorgenza di diversi sintomi, quali: tachicardia, dispnea, disturbi digestivi, sudorazione, cefalee, eritemi.

Secondo uno studio internazionale, esisterebbero persone resistenti al virus del Covid-19.

 

Come affrontare la percezione della paura

Per affrontare le paure provocate dalla pandemia sono fondamentali la condivisione e il sentimento di responsabilità verso se stessi e il rispetto della salute dei familiari, che possono far vivere meglio le restrizioni imposte. La coesione sociale ed emotiva, quindi, può aiutare a contrastare lo stress e consente l'accettazione dei periodi negativi vissuti insieme agli altri, con la consapevolezza che le pandemia avrà una fine. Risulta fondamentale costruire una rete affettiva e sociale, evitando il più possibile l'isolamento anche in periodi di quarantena e di lockdown, utilizzando i mezzi di comunicazione possibili, dal telefono ai social network.

Per combattere paura, depressione e ansia è possibile provare anche le tecniche di respirazione anti-ansia

Considerato che per avere i primi risultati del vaccino contro il Covid-19 si dovranno attendere ancora diverse settimane è importante imparare a gestire al meglio gli effetti della pandemia.