Coping: Cos'è e A Cosa Serve

Coping: Cos'è e A Cosa Serve
Ultima modifica 07.02.2020
INDICE
  1. Che cos'è e Generalità
  2. Strategie di Coping e Soggettività
  3. Tipi di Coping e Classificazione
  4. Coping Reattivo e Proattivo
  5. Non Coping
  6. Coping Maschile vs Coping Femminile

Che cos'è e Generalità

Che cos'è il Coping?

Il concetto di coping - traducibile letteralmente dall'inglese con "far fronte", "fronteggiare", "tenere testa" - è impiegato in psicologia per indicare una serie di comportamenti messi in atto dagli individui per cercare di tenere sotto controllo, affrontare e/o minimizzare conflitti e situazioni o eventi stressanti.

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Per questa ragione, in psicologia si parla più precisamente di "strategie di coping" o talvolta di "abilità di coping" con riferimento, appunto, a quei meccanismi di adattamento e di risposta che una persona può adottare quando si trova in condizioni di stress di varia natura e/o particolarmente conflittuali.

Va precisato, tuttavia, che ciascun individuo reagisce alle situazioni problematiche in maniera molto soggettiva e che non sempre le strategie da esso messe in pratica sono positive. A tal proposito, si precisa che le strategie che mirano a ridurre lo stress vengono definite come "adattive", mentre quelle che, invece, tendono ad aumentarlo vengono definite "disadattive" o di "non coping".

Strategie di Coping e Soggettività

Da cosa dipendono le Strategie di Coping?

Il comportamento adottato di fronte a problemi ed eventi stressanti e/o conflittuali - quindi anche il tipo di strategie di coping messe in atto - dipendono da diverse variabili, quali:

  • Tipo ed entità del problema o dell'evento stressante;
  • Circostanze in cui si verifica lo stress;
  • Caratteristiche dell'individuo.

Come si può facilmente intuire, quindi, le combinazioni di risposte che si possono attuare sono veramente molte e dipendono in parte sia dalla personalità dell'individuo che dall'ambiente sociale in cui il problema si manifesta.

Tipi di Coping e Classificazione

Vista la grande variabilità di risposte ad eventi stressanti e conflittuali, le tipologie di strategie coping finora identificate sono molte.

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Nel corso degli anni, diversi psicologi hanno tentato di classificare le diverse strategie di adattamento in macrogruppi in modo da fornire una sorta di categorizzazione.

Ad esempio, lo psicologo Weiten identifica quattro differenti gruppi di strategie di coping, alcuni dei quali condivisi anche da altri psicologi:

  • Le strategie di coping incentrate sulla valutazione: con queste strategie l'individuo modifica il proprio modo di pensare prendendo le distanze dall'evento stressante o impiegando la negazione.
  • Le strategie di coping incentrate sul problema: le persone che adottano queste strategie di coping tendono a voler affrontare le cause alla base del loro problema, cercando di comprenderle e apprendendo nuove abilità che possano permettergli di gestirle al meglio. In altre parole, le strategie incentrate sul problema mirano ad eliminare la fonte dell'evento stressante.
  • Le strategie di coping incentrate sulle emozioni: in questo tipo di strategie l'individuo cerca di gestire le emozioni che si manifestano durante l'evento stressante o conflittuale, nel tentativo di alleviare, ridurre o prevenire il disagio da esso derivante. In questo senso, è possibile reagire in differenti modi, ad esempio:
    • Fuggendo dal disagio emotivo, evitandolo o prendendo le distanze da esso;
    • Rivalutando lo stress e cercando di trovare un significato più positivo al fine di ridurre la componente emotiva negativa (rivalutazione positiva);
    • Accettando eventuali colpe o responsabilità della causa scatenante l'evento;
    • Esercitando l'autocontrollo;
    • Cercando un supporto sociale.

Tuttavia, è doveroso precisare che l'evitare e l'allontanarsi dalle cause possono essere sì efficaci nel ridurre lo stress ma solo nell'immediato o comunque per brevi periodi di tempo; se utilizzati per periodi di tempo lunghi, invece, questi comportamenti possono portare a risultati controproducenti. Al contrario, i comportamenti mirati alla ricerca di emozioni positive - come ad esempio, la rivalutazione dello stress e la ricerca del supporto sociale - sono potenzialmente più utili per ottenere risultati favorevoli. Il coping incentrato sulle emozioni sembra essere più adatto ad affrontare situazioni stressanti le cui cause appaiono incontrollabili, come ad esempio, la perdita di un famigliare o di una persona cara, la diagnosi di malattie terminali, ecc.

  • Le strategie di coping incentrate sull'occupazione: le persone che mettono in pratica questo tipo di coping tendono a concentrarsi su un'occupazione il più duratura e stabile possibile che possa fornire risposte positive.

Controversie

Alcuni studiosi mettono in dubbio l'utilità di simili classificazioni delle strategie di coping in quanto esse non sarebbero indipendenti l'una dall'altra e, inoltre, la varietà individuale è così accentuata che difficilmente si potranno schematizzare in maniera così "rigida" i comportamenti adottati da un individuo. Di fronte ad eventi conflittuali e stressanti, infatti, una persona può adottare anche differenti strategie di coping, partendo da un tipo per poi passare ad un altro; oppure potrebbe perfino adottare più strategie di coping contemporaneamente.

In alcuni casi, addirittura, è possibile che vengano adottate strategie di tipo positivo che, tuttavia, possono evolvere verso un tipo negativo, o di non coping. In particolare, alcuni sostengono che i risultati migliori si possono avere con strategie di coping incentrate sul problema, mentre le strategie di coping incentrate sull'emozione possono talvolta portare ad una riduzione del controllo percepito, sfociando quindi nel coping disadattivo. D'altro canto, vi è anche chi sostiene che il coping incentrato sui problemi non sempre rappresenta una tecnica di tipo adattivo ma, al contrario, potrebbe anche rivelarsi di tipo disadattivo, soprattutto in quelle condizioni in cui la causa del problema non può essere risolta.

Umorismo come Strategia di Coping

Alcuni studiosi del campo psicologico sostengono che l'umorismo possa essere utilizzato con successo come strategia di coping positivo per affrontare situazioni conflittuali o stressanti. La messa in pratica dell'umorismo, infatti, può avere ripercussioni positive sul benessere emotivo e mentale dell'individuo.

In altri termini, l'umorismo può essere utilizzato per ridurre al minimo il carico stressante, per trovare sollievo e per provare un senso di controllo - anche se non per forza di cose duraturo - in quelle situazioni in cui l'evento stressante provoca sensazioni di impotenza.

Chiaramente, la possibilità di successo derivante dall'uso dell'umorismo e la sua entità varia in funzione del tipo di evento stressante, della personalità dell'individuo e dal tipo di umorismo che lo caratterizza.

Lo sapevi che…

L'adozione delle strategie di coping è uno dei fattori che può essere implicato nella capacità dell'individuo di sviluppare una risposta resiliente in seguito ad un evento negativo e traumatico. Per maggiori informazioni in merito, leggi l'articolo dedicato "Resilienza: Come Metterla in Pratica?".

Coping Reattivo e Proattivo

Strategie di Coping di Risposta e Strategie Preventive

Quando si parla di strategie di coping, nella stragrande maggioranza dei casi, ci si riferisce al cosiddetto coping reattivo, ovvero alle strategie messe in atto in risposta ad un determinato stress o conflitto.

Il coping proattivo, invece, fa riferimento alle strategie e comportamenti messi in pratica per anticipare e reagire a un fattore di stress futuro nel tentativo di scongiurarne l'insorgenza o comunque limitarne l'incidenza sulla propria vita. Questo tipo di coping - anche noto come "coping orientato al futuro" - quindi, si basa sulla capacità dell'individuo di percepire in maniera anticipata come si manifesterà e come evolverà un determinato evento stressante con conseguente capacità di prepararsi a come affrontarlo.

Non Coping

Tecniche Negative, Strategie di Non Coping o di Coping Disadattivo

Le strategie non adattive, disadattive o di non coping sono definite tali in quanto non consentono di risolvere i problemi scatenati dagli eventi conflittuali o stressanti, ma si limitano a ridurne i sintomi derivanti accentuando il disturbo anziché ridurlo. I comportamenti disadattivi possono comprendere:

  • Dissociazione, molto diffusa in caso di disturbo da stress post-traumatico;
  • Ricerca della sicurezza in qualcosa o qualcuno che rappresenti un mezzo per fronteggiare l'eccessiva ansia che attanaglia l'individuo;
  • Sensibilizzazione, intesa come il tentativo di cercare di impedire con tutte le proprie forze che un evento che potrebbe essere fonte di ansia si verifichi;
  • Evitamento ansioso, nell'ambito del quale l'individuo cerca di evitare situazioni di ansia provocando deliberatamente particolari eventi o condizioni;
  • Fuga, nell'ambito della quale l'individuo tende a fuggire davanti alla situazione stressante o conflittuale non appena inizia a percepire i primi segni di ansia. È un comportamento che può manifestarsi in coloro che soffrono di fobie o attacchi di panico.

Coping Maschile vs Coping Femminile

Differenze fra le Strategie di Coping di Uomini e Donne

Sulla base degli studi e delle osservazioni finora fatte, pare che nella messa in pratica delle strategie di coping vi siano delle cosiddette differenze di genere, ossia delle modalità differenti nei due sessi di far fronte ai problemi e alle situazioni stressanti o conflittuali.

Sulla base di alcuni studi sarebbe emerso che gli uomini sviluppano maggiormente stress per cause correlate all'ambito lavorativo, mentre le donne per cause correlate alle relazioni interpersonali. Di conseguenza, variando la fonte dello stress, anche la risposta agli eventi stressanti sarà differente.

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Tuttavia, anche osservando persone di diverso sesso, ma in condizioni stressanti o conflittuali simili sono emerse alcune - seppur piccole - differenze nella gestione dei problemi. Entrando più nel dettaglio, sembrerebbe che le donne tendano a far fronte ai problemi adottando preferenzialmente strategie di coping incentrate sulle emozioni e che gli uomini, invece, tendano a prediligere strategie di coping incentrate sul problema. È comunque opportuno precisare che quanto appena detto non è applicabile a tutti gli individui, in quanto - come ribadito più volte - le variabili coinvolte così come i tipi di risposte sono molte.

Inoltre, alcuni sostengono che le differenze di genere nelle strategie di coping possano dipendere anche da fattori genetici e ormonali. Quest'ambito, tuttavia, rimane ancora oggetto di numerosi dibattiti.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista