Come togliere una zecca? Consigli utili e cosa evitare

Come togliere una zecca? Consigli utili e cosa evitare
Ultima modifica 09.06.2022
INDICE
  1. Cosa sono le Zecche?
  2. Come togliere una zecca?
  3. Cosa NON fare
  4. Quando preoccuparsi?

Con l'aumento delle temperature e l'arrivo della bella stagione, le occasioni di trascorrere del tempo all'aria aperta aumentano. Di contro, proprio a causa dell'arrivo del caldo e dell'aumento generale delle temperature, si sta assistendo ad una vera e propria emergenza zecche nel nostro Paese.

In simili frangenti, quindi, non si può escludere la possibilità di essere attaccati da una zecca ed essere morsi. In tal caso, quindi, sorge spontaneo chiedersi: come comportarsi?

In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda.

Come togliere una zecca Shutterstock

Cosa sono le Zecche?

Le zecche sono artropodi facenti parte del gruppo degli ectoparassiti temporanei. Ciò significa che le zecche sono parassiti che vivono sulla superficie corporea esterna del malcapitato ospite, ma che conducono la maggior parte della loro vita nell'ambiente circostante per poi attaccare l'ospite solo nel momento in cui devono nutrirsi del suo sangue (da qui, la dicitura di ectoparassiti temporanei).

Per approfondire: Zecca: com'è fatta e dove si trova? Puntura, malattie, foto e prevenzione

Lo sapevi che…

Appartengono al gruppo degli ectoparassiti anche le pulci, i pidocchi, gli acari, le cimici e i ditteri. Per approfondire l'argomento, leggi l'articolo: Ectoparassiti: cosa sono, quali sono, cosa fare.

Nel nostro Paese sono davvero molte le specie di zecche presenti che possono attaccare uomo e animali e che rivestono un interesse dal punto di vista sanitario. Fra queste specie, ricordiamo: Ixodes ricinus (è la specie maggiormente diffusa), I. gibbosusI. hexagonusHaemaphysalis punctata e Dermacentor marginatus.

Benché le zecche infestino soprattutto gli animali, l'uomo può rappresentare un ospite occasionale di questo parassita. L'interesse sanitario nei confronti di questi artropodi ectoparassiti è elevato poiché possono fungere da vettori per patogeni di varia natura. Attraverso il loro apparato buccale, infatti, le zecche possono trasmettere microorganismi o altri patogeni (come ad esempio i virus) che - entrando nel circolo ematico - possono dare origine a patologie anche gravi, quali ad esempio, la malattia di Lyme, l'ehrlichiosi, la rickettsiosi e la meningoencefalite da zecche.

Per approfondire, leggi: Puntura di Zecca (Morso di Zecca): Come Si Riconosce, Rischi e Cosa Fare

Come togliere una zecca?

Nel caso in cui ci si accorga di essere stati aggrediti da una zecca, è molto importante rimuovere l'artropode dalla superficie corporea. Tuttavia, tale operazione deve avvenire seguendo alcune accortezze, poiché è molto importante evitare la rottura degli apparati buccale e digerente del parassita ed evitare che il rostro di cui è dotato e che è penetrato nella pelle rimanga al suo interno.

Di seguito, quindi, cercheremo di elencare per punti quali sono le principali azioni da compiere per togliere una zecca dalla pelle.

  • Dopo aver individuato la zecca, disinfettare la zona interessata.
  • Procurarsi delle pinzette con punta fine - pulite e disinfettate - per afferrare la zecca: la presa dovrà avvenire nel punto del parassita che si trova più vicino alla superficie cutanea dell'ospite. È possibile utilizzare pinzette che si hanno già in casa, pinzette con punta ricurva, oppure le apposite pinzette togli-zecche che si possono trovare in commercio pressoché ovunque.
  • Dopodiché, la rimozione della zecca può iniziare: il procedimento dovrà avvenire in maniera lenta e progressiva, esercitando una leggera e delicata trazione verso l'esterno. Alcuni consigliano anche di far ruotare delicatamente il parassita (un po' come per "svitarlo") mentre si esercita la trazione verso l'esterno, ma senza forzare eccessivamente.
  • Una volta estratto il parassita, disinfettare l'area di cute interessata, quindi contattare il medico per informarlo dell'accaduto e avere consigli su come comportarsi.
  • Se parti dell'apparato buccale del parassita rimangono all'interno della cute, si può cercare di rimuoverle con la pinzetta. Se ciò non è possibile, rivolgersi immediatamente al medico.
Come togliere una zecca 1 Shutterstock

La zecca estratta, se possibile, andrebbe conservata e fatta analizzare al fine di verificare la presenza di eventuali patogeni che possono essere stati trasmessi durante il pasto di sangue o durante la rimozione del parassita.

Inoltre, sarà necessario prestare molta attenzione nel periodo successivo l'estrazione della zecca all'eventuale comparsa di sintomi -siano essi locali o sistemici - che potrebbero indicare l'avvenuta trasmissione di agenti patogeni e l'insorgenza di malattie ad essi correlate.

Il medico potrebbe poi ritenere opportuno prescrivere al paziente un trattamento farmacologico profilattico al fine di prevenire l'insorgenza di eventuali patologie.

Cosa NON fare

Dopo aver visto quali sono i punti che bisognerebbe seguire per rimuovere la zecca dalla pelle dell'ospite, vediamo ora quali sono i comportamenti da evitare al fine di scongiurare spiacevoli conseguenze.

Nel dettaglio, durante l'operazione di rimozione della zecca è necessario:

  • Evitare di stringere, schiacciare o scuotere il corpo del parassita;
  • Evitare di tirare verso l'alto con troppa energia: un simile comportamento può favorire la rottura dell'apparato buccale dell'artropode;
  • Evitare di torcere la zecca. Anche se nell'atto di rimuoverla alcuni consigliano di cercare di ruotarla per favorirne il distacco, ciò deve avvenire in maniera delicata, senza torsioni.
  • Dopo aver rimosso la zecca, non schiacciarla a mani nude per evitare di entrare in contatto con il contenuto dello stomaco, potenziale vettore di patogeni. Se possibile, come già detto, l'artropode andrebbe conservato e analizzato. In alternativa, diverse delle fonti consultate per la stesura di questo articolo consigliano di eliminare l'ectoparassita bruciandolo, oppure appoggiandolo ad un pezzo di adesivo che verrà poi ripiegato su se stesso per essere poi gettato nella spazzatura.
  • Evitare il ricorso a "rimedi della nonna", come l'uso del calore o di altre sostanze (ad esempio, alcol, benzina, acetone, sostanze grasse, ecc.) nel tentativo di rimuovere la zecca. Questo perché la sofferenza indotta al parassita potrebbe favorire il rigurgito di saliva e quindi l'entrata in circolo di materiale potenzialmente infetto.

Se non ci si sente in grado di gestire la situazione e/o rimuovere la zecca in autonomia, è bene evitare il fai da te e ricorrere al consulto medico.

Tuttavia, è importante tenere a mente che il parassita deve essere rimosso il prima possibile, non appena ci si rende conto di essere stati attaccati.

Quando preoccuparsi?

Come accennato, dopo aver rimosso la zecca dalla pelle è opportuno prestare attenzione alla comparsa di eventuali sintomi nel periodo seguente (indicativamente, la sintomatologia di malattie causate dai patogeni eventualmente trasmessi dalla zecca possono manifestarsi dal momento in cui la zecca viene rimossa fino a 30-40 giorni dopo).

In particolare, è necessario rivolgersi subito al medico se:

  • La zecca è rimasta attaccata all'ospite per più di due giorni;
  • La rimozione del parassita è avvenuta in maniera parziale e alcune parti sono rimaste all'interno della cute dopo la rimozione;
  • Dopo aver tolto la zecca compaiono reazioni cutanee diffuse;
  • L'area in cui era presente la zecca si gonfia, diventa dolente e/o presenta pus;
  • Nel periodo che segue l'estrazione della zecca, compaiono sintomi sistemici di qualsiasi tipo, come ad esempio, febbre, mal di testa, sensazione di malessere, torcicollo, ecc.
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NOTA BENE: il medico va informato qualora compaiano sintomi di qualsiasi tipo anche dopo il periodo di 30-40 giorni dall'avvenuta rimozione della zecca.

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Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista