Quali sono i sintomi della Cervicobrachialgia e quanto dura?

Quali sono i sintomi della Cervicobrachialgia e quanto dura?
Ultima modifica 27.05.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è?
  3. Quali sono le cause?
  4. Quali sono i sintomi della Cervicobrachialgia?
  5. Quali esami servono per la diagnosi?
  6. Come si cura?
  7. Come si previene?
  8. Si può guarire?

Generalità

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La cervicobrachialgia è una condizione medica che si caratterizza per dolore a livello di collo, cingolo scapolo-omerale (spalla) e arto superiore nel suo complesso.
In genere, è dovuta a cause neurologiche; in particolare, è connessa a condizioni come la radicolopatia cervicale e la sindrome dello stretto toracico.
Oltre al dolore, sempre lungo l'arto interessato la sindrome cervicobrachiale causa anche formicolio debolezza muscolare, senso di intorpidimento e rigidità, e una riduzione del controllo muscolare, tutti sintomi che spiegano un'origine neurologica della condizione.
Una diagnosi accurata di cervicobrachialgia si basa su: anamnesi, esame obiettivo, visite specialistiche e test strumentali di diagnostica per immagini.
La terapia d'elezione della cervicobrachialgia è di tipo conservativo e sintomatico; se questo approccio risulta fallimentare, sussistono concretamente le basi per il ricorso alla chirurgia.

Cos'è?

Cervicobrachialgia è il termine di uso comune che descrive una sintomatologia dolorosa, ma non solo, che interessa la zona del collo (tratto cervicale), la spalla (cingolo scapolo-omerale) e il seguente arto superiore (quindi braccio, avambraccio e mano).

Poiché spesso la cervicobrachialgia è responsabile di altri sintomi oltre al dolore, i medici spesso la definiscono più correttamente con l'espressione di sindrome cervicobrachiale.

Chiamasi cervicobrachialgia o sindrome cervicobrachiale qualsiasi combinazione di disturbi, dolore in primis, che dal collo si irradiano lungo l'arto superiore.

Cosa vuol dire esattamente Cervicobrachialgia?

La parola "cervicobrachialgia" richiama tutte le caratteristiche principali della condizione a cui fa riferimento; infatti, in medicina:

  • Il termine "cervico" fa generalmente riferimento alla porzione cervicale della colonna vertebrale, quella in cui risiedono le cosiddette vertebre cervicali;
  • "Brachi" (da "brachiale") si riferisce alla zona anatomica del braccioe, più in generale, all'arto superiore nel suo insieme;
  • "Algia" significa "dolore".

Occorre precisare un aspetto importante del termine "cervicobrachialgia": mentre per alcuni esperti questa parola indica qualsiasi dolore localizzato tra collo, spalla e arto superiore (si riferisce quindi a qualcosa di aspecifico), per altri esperti fa riferimento a una sindrome precisa, alla cui origine c'è una ben specifica sofferenza nervosa.

Sinonimi di Cervicobrachialgia

Quando la cervicobrachialgia è su base neurologica (si vedrà poi quali potrebbero essere le cause), gli esperti parlano anche di nevralgia cervicobrachiale.

Epidemiologia: quanto diffusa è la Cervicobrachialgia?

Secondo alcune ricerche statistiche, la cervicobrachialgia sarebbe più diffusa della cervicalgia, la quale è, sostanzialmente, il dolore limitato alla zona cervicale della colonna vertebrale (quindi al collo).

È un dato di fatto che la cervicobrachialgia colpisce soprattutto le persone adulte con un'occupazione lavorativa di tipo manuale, durante la quale sono chiamate a ripetere continuamente un certo gesto o certi gesti; esempi di occupazioni lavorative di questo tipo sono i lavori al computer, i lavori di scrittura, i lavori in cui è previsto il continuo sollevamento e il continuo spostamento di oggetti pesanti ecc.

Quali sono le cause?

Non sempre la cervicobrachialgia si presenta per una causa nota o provata.

Chiarito questo aspetto, le condizioni che più spesso sono all'origine della sindrome cervicobrachiale sono sostanzialmente due: la radicolopatia cervicale e la sindrome dello stretto toracico (anche nota come sindrome dell'egresso toracico).

Sebbene con meccanismi differenti, entrambe queste circostanze causano cervicobrachialgia mediante un meccanismo di compressione nervosa, che sarà approfondito nei prossimi paragrafi.

Perché la radicolopatia cervicale causa Cervicobrachialgia?

In medicina, il termine radicolopatia fa riferimento a una condizione patologica che interessa, per mezzo di una compressione, le radici dei nervi spinali e i loro prolungamenti, alterando le funzioni motorie e sensitive di queste strutture.

A rendere possibile la compressione dei nervi spinali è la loro stessa anatomia: le radici e il tratto immediatamente successivo emergono dai fori intervertebrali, transitando a ridosso delle vertebre e dei dischi intervertebrali, in uno spazio protetto ma anche molto stretto e a rischio di schiacciamento.

Una condizione tipicamente associata alla compressione dei nervi spinali è l'ernia del disco: il nucleo polposo che fuoriesce dall'anulus del disco intervertebrale può esercitare una pressione sulle strutture nervose in uscita dai fori intervertebrali, irritandole.

In una radicolopatia cervicale, le strutture nervose sofferenti sono le radici o il primissimo tratto dei nervi spinali del plesso brachiale.

Il plesso brachiale è il complesso reticolare di strutture nervose che si sviluppa a partire dagli ultimi quattro nervi spinali cervicali (C5, C6, C7 e C8) e dal primo nervo spinale toracico (T1), e che controlla la capacità sensitiva e i muscoli di spalla, braccio, avambraccio e mano.

Nervi importanti come il nervo ulnare, il nervo radiale, il nervo muscolocutaneo, il nervo mediano e il nervo ascellare derivano dal plesso brachiale.

Cause di Radicolopatia Cervicale

Tra le cause e i fattori di rischio di radicolopatia cervicale (compresa la forma di radicolopatia cervicale che può scatenare la cervicobrachialgia), figurano:

  • Ernia cervicale(o ernia del disco cervicale o ernia discale cervicale);
  • Artrosi cervicale;
  • Artrite reumatoide;
  • Malformazioni congenite alla colonna vertebrale;
  • Osteofiti a livello cervicale;
  • Traumia carico del tratto cervicale della colonna vertebrale;
  • Neoplasie della colonna vertebrale con sede lungo il tratto cervicale.
Per approfondire: Radicolopatia: Cause, Sintomi e Rimedi

Perché la sindrome dello stretto toracico causa Cervicobrachialgia?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2022/01/20/cervicobrachialgia-stretto-toracico-orig.jpeg Shutterstock

In anatomia umana, l'espressione "stretto toracico" fa riferimento al restringimento fisiologico (quindi naturale) delimitato dalla prima costola, dalla clavicola, dai muscoli scaleni (mediano e anteriore), dal muscolo succlavio e dal muscolo piccolo pettorale, al cui interno decorrono il sistema di vasi sanguigni arteria-vena succlavia e il già citato plesso brachiale.

In medicina, prende il nome di sindrome dello stretto toracico l'insieme di sintomi e segni derivanti dalla compressione dei vasi sanguigni e/o delle strutture nervose passanti per lo stretto toracico.

La cervicobrachialgia può essere una conseguenza della sindrome dello stretto toracico nel momento in cui quest'ultima comporta anche la compressione delle strutture nervose passanti al suo interno (e appartenenti al plesso brachiale).

In queste circostanze, la cervicobrachialgia è il risultato di una compressione nervosa localizzata più a valle, rispetto alla situazione descritta in precedenza (radicolopatia cervicale); è interessante, però, far notare al lettore che, nonostante questa differenza, l'esito è sovrapponibile, comprendendo sofferenza al collo, alla spalla e lungo l'intero arto superiore.

Cause di Sindrome dello Stretto Toracico

A causare/favorire la sindrome dello stretto toracico possono essere: difetti anatomici congeniti dello stretto toracico, traumi locali, anomalie posturali (spalle anteposte, scapole alate, retrazione dei muscoli pettorali, protrazione della cervicale ecc.), l'obesità e la ripetizione di determinate attività manuali.

Per approfondire: Sindrome dello Stretto Toracico: Cause e Rimedi

Quali sono i sintomi della Cervicobrachialgia?

Di norma, la cervicobrachialgia esordisce con un dolore lungo il tratto cervicale della colonna vertebrale (dolore al collo); nel giro di poco tempo, quindi, al dolore cervicale si associano una sensazione dolorosa alla spalla (dolore collo + dolore spalla) e all'arto superiore (dolore collo + dolore spalla + dolore braccio), e una serie di altri sintomi, tra cui:

  • Formicolio e senso di intorpidimento al braccio;
  • Formicolio alla mano e alle dita della mano;
  • Formicolio e senso di intorpidimento alla spalla e alla porzione di torace più vicina;
  • Senso di debolezza a carico del muscolo deltoide e dei muscoli costituenti la cuffia dei rotatori (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare);
  • Ridotta capacità nel controllare i muscoli flessori delle dita della mano;
  • Difficoltà nel controllare i muscoli estensori delle dita della mano;
  • Senso di debolezza generalizzato lungo l'arto superiore dolente (la mano risulta pesante, così come l'avambraccio e il braccio);
  • Rigidità del collo;
  • Vertiginie giramenti di testa;
  • Cefalea;
  • Sonno disturbato (in molti pazienti, il dolore tende ad aumentare di notte, disturbando così il riposo notturno).

È da segnalare, inoltre, che spesso i pazienti con cervicobrachialgia presentano una maggiore suscettibilità agli stimoli sensomotori su tutto il corpo e in particolare sull'arto superiore sofferente, chiaramente se confrontati con individui non affetti dal medesimo disturbo.

Cervicobrachialgia: caratteristiche del Dolore

La cervicobrachialgia può caratterizzarsi per un dolore pulsante o bruciante.

Nel corso della giornata la sensazione dolorosa è soggetta a variazioni: per esempio, l'attività fisica tende a renderla più intensa, mentre il riposo a ridurla; può peggiorare anche in seguito a banali starnuti o, come già detto, nel corso del riposo notturno.

Sede della compressione Conseguenze principali
Compressione radice nervo spinale C5 Dolore nella regione antero-laterale della spalla e del braccio.
Debolezza del muscolo deltoide e dei muscoli rotatori della spalla.
Compressione radice nervo spinale C6 Dolore nella regione antero-laterale dell'avambraccio, al pollice e all'indice.
Disfunzioni dei muscoli flessori del pollice e dell'indice.
Compressione radice nervo spinale C7 Dolore nella porzione posteriore del braccio e dell'avambraccio, e alla parte posteriore della mano.
Disfunzioni dei muscoli estensori delle dita.
Compressione radice nervo spinale C8 Dolore all'ascella, alla faccia interna del braccio e dell'avambraccio, alla mano, al dito medio e al dito anulare.

Da cosa dipendono formicolio e intorpidimento?

Formicolio e senso di intorpidimento lungo l'arto superiore sono sintomi che dipendono da un'alterazione a carico della componente sensitiva dei nervi spinali cervicali (in particolare, la sofferenza risiede a livello delle radici o del tratto nervoso immediatamente successivo).

Da cosa dipende la debolezza muscolare?

In presenza di cervicobrachialgia, la debolezza muscolare dell'arto superiore è un sintomo che dipende da un'alterazione della componente motoria dei nervi spinali cervicali (come nel caso precedente, la sofferenza riguarda specificatamente le radici o il tratto nervoso immediatamente successivo).

Esiste la Cervicobrachialgia bilaterale?

Di norma, la cervicobrachialgia è monolaterale, cioè riguarda un lato solo del corpo.

Tuttavia, in rari casi, può essere anche bilaterale, con il paziente con avverte sintomi sovrapponibili su entrambi gli arti superiori.

Complicanze della Cervicobrachialgia

Il mancato trattamento della cervicobrachialgia comporta un aggravamento del quadro sintomatologico (es: il dolore diviene più intenso, il formicolio diventa insopportabile ecc.), tale per cui risultano difficili - se non impossibili - anche le più semplici attività manuali (chiaramente con l'arto superiore interessato).
In siffatte circostanze, l'incapacità a compiere le più banali attività manuali può avere ripercussioni negative sulla sfera psicologica del paziente (sconforto, depressione, calo dell'umore ecc.).

A chi rivolgersi in caso di Cervicobrachialgia?

Figure del settore medico-sanitario che generalmente si occupano di un disturbo come la cervicobrachialgia sono l'ortopedico, il neurologo e il fisioterapista.

Spesso, una collaborazione tra queste figure professionale può aiutare a superare il problema con successo.

Quali esami servono per la diagnosi?

Di norma, la diagnosi di cervicobrachialgia comincia da un'accurata anamnesi e un approfondito esame obiettivo.

Dopodiché, seguono una visita specialistica (presso un neurologo e/o un ortopedico) e una batteria di test strumentali.

Test strumentali per la Cervicobrachialgia: quali sono?

Il ricorso ai test strumentali, in particolare alla diagnostica per immagini, trova giustificazione nel fatto che queste indagini potrebbero rilevare anomalie del tratto cervicale o dello stretto toracico, che in letteratura sono riportate come associate allo sviluppo di cervicobrachialgia.

Tuttavia, prima di analizzare nei dettagli quali sono i test strumentali eseguibili, occorre precisare che la letteratura riporta anche di persone con le stesse anomalie, ma senza alcun sintomo di sindrome cervicobrachiale.

Queste evidenze ridimensionano l'importanza diagnostica delle indagini strumentali, dando maggiore rilievo alle informazioni che possono emergere da un esame obiettivo e un'anamnesi approfondita presso uno specialista.

Radiografia (raggi X) e Risonanza Magnetica Nucleare del Torace

Permettono al medico diagnosta di riconoscere eventuali anomalie a livello dello stretto toracico.

TAC o Risonanza Magnetica Nucleare del Rachide Cervicale

Permettono al medico diagnosta di individuare un'eventuale compressione nervosa, a carico delle radici dei nervi spinali cervicali, nonché la causa di tale compressione (ernia cervicale, osteofitosi cervicale, tumore alla colonna vertebrale con sede cervicale ecc.).

Elettromiografia

È un esame strumentale che consente di studiare la bontà del controllo nervoso di un muscolo o di una serie di muscoli vicini tra loro.
In un contesto di cervicobrachialgia, potrebbe aiutare a capire su quali nervi incide il fenomeno della compressione nervosa e se quest'ultima ha provocato un qualche danno.

Come si cura?

Nel trattare una condizione come la cervicobrachialgia, i medici adottano generalmente la seguente strategia: in base alle cause scatenanti, pianificano dapprima una terapia conservativa e sintomatica, e le danno il giusto tempo per avere effetto; quindi, una volta trascorso il suddetto arco temporale, valutano i risultati dei trattamenti adottati e, se e solo se quest'ultimi si sono rivelati inutili o comunque poco efficaci, prescrivono una terapia chirurgica ad hoc.

Quali sono i possibili trattamenti per la Cervicobrachialgia?

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La terapia chirurgica della cervicobrachialgia varia in relazione al fattore scatenante.

In ogni caso, comunque, consiste in un intervento finalizzato alla decompressione nervosa, cioè in un'operazione che "libera" una particolare struttura nervosa responsabile della sintomatologia dalla compressione a suo carico,

In presenza di cervicobrachialgia, questo tipo di intervento può interessare le radici dei nervi spinali cervicali, i loro immediati prolungamenti oppure le loro derivazioni passanti per il cosiddetto stretto toracico.

Gli interventi di decompressone nervosa sono molto delicati e trovano impiego soltanto se strettamente necessario.

La terapia conservativa (cioè che non prevede interventi chirurgici) e sintomatica (ossia mirata ad alleviare i sintomi) della cervicobrachialgia include svariati trattamenti e rimedi, tra cui:

  • Riposoda tutte quelle attività che causano o incrementano il dolore. In genere, il riposo è un rimedio consigliato a tutti i pazienti, specie nella fase acuta della sintomatologia;
  • Assunzione di farmaci antidolorifici. Tra gli antidolorifici più in uso in caso di cervicobrachialgia, rientrano il paracetamoloe l'ibuprofene. Raramente trovano impiego i corticosteroidi;
  • Assunzione di farmaci miorilassanti. In particolare, questi farmaci sono indicati quando, dalle indagini diagnostiche, emerge un interessamento della muscolatura di spalla, braccio e mano;
  • Crioterapia(terapia del freddo) alternata alla termoterapia (terapia del caldo). Prevedono, rispettivamente, l'applicazione di ghiaccio sulla zona più dolorosa e l'esecuzione di bagni caldi con un interessamento particolare per le regioni anatomiche dolenti. Il loro scopo è ridurre la sintomatologia dolorosa;
  • Fisioterapia. La fisioterapia per la cervicobrachialgia comprende esercizi di stretching, esercizidi rinforzo muscolare, ginnastica posturale ecc.
    Il suo obiettivo è fornire al paziente nuovi stimoli motori, che ne migliorino l'assetto posturale e la forza dei muscoli del collo, della spalla e del braccio.
    Una buona fisioterapia può avere effetti benefici straordinari.

Terapia Chirurgica: in cosa consiste?

In presenza di cervicobrachialgia, i medici prendono in considerazione il ricorso alla terapia chirurgica soltanto dopo un anno di trattamenti conservativi e sintomatici inefficaci.

Come si previene?

Al momento, non esiste un rimedio che prevenga al 100% la cervicobrachialgia.

Esistono, tuttavia, varie misure precauzionali che ne riducono fortemente il rischio, come per esempio:

  • Utilizzare adeguatamente il proprio corpo, durante il sollevamento di pesi, ed evitare eccessive torsioni della schiena. On-line esistono numerose guide che insegnano come sollevare un peso senza gravare sulla colonna vertebrale.
  • Mantenere una postura corretta, specialmente in posizione seduta, in maniera tale da non alterare la normale anatomia della colonna vertebrale.
  • Fare esercizio fisico regolarmente, perché ciò preserva la colonna vertebrale dall'ernia cervicale (una delle cause principali della radicolopatia cervicale).

Si può guarire?

Se la diagnosi è accurata e la terapia è appropriata, la prognosi in caso di cervicobrachialgia tende a essere benevola.

Cervicobrachialgia: quanto dura?

Per guarire da una cervicobrachialgia potrebbero occorrere da poche settimane a diversi mesi: molto dipende dalla severità della condizione e dalla scrupolosità con cui il paziente si attiene al piano terapeutico.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza