Camminata Meditativa: Cos'è, Come si Pratica e Benefici

Camminata Meditativa: Cos'è, Come si Pratica e Benefici
Ultima modifica 20.11.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Camminata Meditativa: Cos'è
  3. Come fare la Camminata Meditativa: Dove e Quando
  4. Differenze con la meditazione classica
  5. Benefici psicologici e fisici

Introduzione

Camminare per il gusto di farlo e senza una meta ben precisa è quasi sempre un'attività rilassante. Questo stato di benessere, però, può essere amplificato ancor di più praticando la camminata meditativa, che permette di creare un'armonia tra i propri passi, il respiro e i movimenti del corpo.

Camminata Meditativa: Cos'è

La camminata meditativa è una forma di meditazione che si pratica in movimento, ascoltando il proprio battito cardiaco e decidendo di conseguenza pause e rallentamenti. Così facendo si pone l'attenzione su quello che si sta facendo e si diventa più consapevoli delle sensazioni provate durante gli spostamenti.

Uno dei primi ad usare il cammino per meditare è stato il monaco buddista zen Thich Nhat Hanh, ideatore di una metodologia terapeutica ai tempi della guerra del Vietnam, basata sulla vicinanza con la natura. Da allora sono nati diversi tipi di camminata meditativa, differenti solo per piccole sfumature che li rendono di fatto tutti molto simili.

Come fare la Camminata Meditativa: Dove e Quando

Le prime volte che si pratica la camminata meditativa meglio ritagliarsi almeno 20 minuti di tempo e non cercare di incastrarla in altre attività quotidiane. Quando però si è presa confidenza con la disciplina si può compiere quando si vuole, anche nel tragitto casa-ufficio nel caso lo si compia a piedi, durante una passeggiata tra le vetrine o, perché no, in casa.

Attenzione ai primi passi

Per iniziare, posizionarsi con le gambe leggermente divaricate, alla stessa larghezza delle spalle, e le braccia lungo il corpo, rimanendo un po' di tempo in questa posizione per prendere maggiore consapevolezza di sé.

Concentrarsi sulla respirazione e iniziare a camminare a passo lento, rilassato ma normale, nella postura che si ritiene più comoda. Fare ben attenzione alla pressione che si esercita su ogni zona del piede.

Compiere i giusti esercizi di respirazione  è fondamentale per tenere sotto controllo lo stress.

Cercare di percepire come si sente il piede e prendere coscienza di tutte le sensazioni che sta provando il corpo.

Variare la velocità del passo e la sua lunghezza cogliendo ogni volta questi cambiamenti.

Fare in modo di rimanere concentrati e di focalizzare l'attenzione su quello che sta accadendo dentro di sé, facendosi distrarre il meno possibile dall'ambiente circostante.

Focalizzarsi sui movimenti

Quando il tallone è piantato a terra il movimento si sposta verso la pianta del piede e arriva alle dita. Questi passaggi normalmente sono compiuti in modo automatico, mentre la forza della camminata meditativa è proprio quella di insegnare a prestare attenzione ad ogni singolo movimento degli arti inferiori, che influiscono poi su quelli di tutto il resto del corpo. Lasciando andare le tensioni, caviglie, polpacci, ginocchia, cosce, fianchi, bacino, schiena, torace, spalle, braccia, collo e testa vengono travolti da una sensazione di benessere estrema e camminare diventa estremamente piacevole.

Ascoltare le proprie sensazioni

Oltre che sul fisico è fondamentale concentrarsi sulle emozioni provate, vivendole liberamente e riuscendo a codificarle senza barriere. Il corpo spesso ci parla ma noi non siamo in grado di ascoltarlo, e imparare a farlo camminando può essere molto utile.

Parte del processo di questa tecnica è proprio attraversare le emozioni percepite, siano esse felicità o calma, ma anche noia o nervosismo, senza giudicarsi.

L'obiettivo primario della camminata meditativa, infatti, è di raggiungere l'equilibrio tra il proprio io interiore e il mondo circostante, in modo che la mente si senta in uno stato di quiete, tranquillità e chiarezza.



Differenze con la meditazione classica

Le differenze con la meditazione classica che si esegue stando seduti sono diverse, a partire dall'approccio stesso. Durante la Mindfulness gli occhi sono chiusi perché l'obiettivo è lasciare fuori il mondo esterno per focalizzarsi sulla respirazione, mentre camminando gli occhi rimangono aperti e sono parte integrante del processo. Pur cercando di non lasciarsi condizionare, è necessario, infatti, essere consapevoli di ciò che succede attorno, soprattutto per evitare veri e propri ostacoli fisici.

Un'altra differenza che si potrebbe però definire più un vantaggio è che la camminata meditativa per la maggior parte delle persone è molto più semplice da svolgere visto che quando il corpo è in movimento è più facile essere consapevoli di quello che sta accadendo in esso, rispetto a quando si è fermi e le sensazioni percepite sono molto più sottili.

Benefici psicologici e fisici

Questo tipo di camminata è dunque la forma meditativa più semplice e immediata da compiere, e apporta molti benefici soprattutto alla mente, sciogliendo le tensioni, stimolando i pensieri positivi e riducendo i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, nel sangue.

Essendo anche un'attività fisica, però, comporta molti effetti positivi anche nei confronti del corpo. Per prima cosa migliora la capacità polmonare. Inoltre, abbassa al pressione, migliora la circolazione del sangue e il trasporto di ossigeno, rinforza il tono muscolare, il sistema cardiaco e immunitario, contribuendo a prevenire raffreddori e febbri invernali, e favorisce il regolare processo di termoregolazione.

Per stare meglio si può chiedere aiuto anche al Rolfing, un metodo dai tanti benefici.