Camminata della gratitudine: che cos'è e benefici

Camminata della gratitudine: che cos'è e benefici
Ultima modifica 30.06.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Pensare negativo rende infelici
  3. Che cos’è la camminata della gratitudine
  4. Come farla
  5. Come dimostrare gratitudine
  6. 2 cose da fare
  7. I benefici

Introduzione

La maggior parte delle persone trascorre molto tempo lamentandosi di qualcosa o di qualcuno, dispiacendosi per ciò che non va nella propria vita, dando peso alle cose brutte invece che a quelle belle, senza rendersi conto che facendo in questo modo finisce con l'ostacolare la propria felicità. Ecco perché gli esperti suggeriscono di dedicarsi a quelle attività e a quegli esercizi che aiutano a cambiare prospettiva e a portare un po' di luce e gioia nelle proprie giornate. Fra questi c'è anche la camminata della gratitudine, una pratica molto particolare che apporta una serie di benefici a mente e corpo.

Pensare negativo rende infelici

Pensare negativo porta negatività nella propria vita. Occorre sapere, infatti, che i propri pensieri attivano inconsapevolmente comportamenti, atteggiamenti, chiavi di lettura, emozioni, spiegazioni che contribuiscono a fare/non fare accadere cose. Se, dunque, si vede tutto nero, si crede di non avere una vita bella e piena di significato si finirà in qualche modo per contribuire a creare proprio quelle situazioni che si temono e si vorrebbero evitare. Ecco perché se si vuole essere più felici, "leggeri" e positivi è fondamentale agire sui propri pensieri e imparare a guardare le cose con occhi diversi. Fra le pratiche che aiutano a farlo c'è anche la camminata della gratitudine, conosciuta anche come Gratitude Walk.

Che cos’è la camminata della gratitudine

La camminata della gratitudine è una pratica apparentemente molto semplice: si tratta, infatti, "solo" di camminare con uno stato mentale calmo, presente e grato. In realtà, non è una cosa così semplice considerato che la maggior parte delle persone è abituata a essere sempre di corsa, a non essere realmente concentrata su ciò che fa, a essere costantemente proiettata sul futuro e a vivere condizioni di stress. Come fare allora? Non esistono regolare ferree e standard: ciascuno può camminare come meglio crede, da solo o in compagnia, a un ritmo sostenuto o lentamente, in un bosco o sotto casa, parlando, stando in silenzio o ascoltando musica. L'importante è focalizzarsi sul presente, senza pensare ai progetti incompiuti lasciati al lavoro o alla cena da preparare, e provare gratitudine per il momento piacevole che si sta vivendo.

Molto utile per sviluppare sensazioni di benessere anche la meditazione camminata.

Come farla

Come detto, non ci sono regole fisse da seguire e ciascuno può agire come vuole. Ecco comunque qualche consiglio utile per orientarsi, specialmente per chi non ha mai praticato la camminata della gratitudine prima. Per focalizzarsi sul qui e ora e non divagare con la mente, può essere utile fare dei respiri profondi preparatori con gli occhi chiusi concentrandosi sull'aria che entra ed esce e sulle sensazioni che si provano a livello corporeo ed emotivo. Quindi, iniziare la camminata, attivando i sensi: prestare attenzione ai suoni, agli odori e ai colori che si sentono e vedono, alle sensazioni che si provano a livello della pelle, dei piedi, del viso e di tutto il corpo, ai gusti che si avvertono in bocca. Non giudicare ciò che si sente: limitarsi a sentire il caldo sulla pelle, il sudore sulla fonte, il cinguettio degli uccelli, il contatto fra piede e terreno e così via, senza pensare a cosa sia bello e brutto e senza quantificare. Non giudicare nemmeno se stessi: non pensare di essere troppo lenti, goffi, veloci, affannati. Semplicemente stare nel momento liberando la mente da congetture, riflessioni, opinioni. Se ci si rende conto di stare divagando con la mente non colpevolizzarsi: specialmente all'inizio è normale. Osservare il pensiero che passa come se fosse una nuvola in movimento. Ritornare poi a concentrarsi sul respiro per focalizzarsi nuovamente sul presente.

Come dimostrare gratitudine

Dopo aver lavorato sulla presenza, si può iniziare a lavorare sulla gratitudine. Il consiglio è di iniziare ancora una volta dal corpo, perché tendenzialmente è una cosa più facile e immediata. Cominciando dalla testa, fare una scansione di tutte le parti del corpo, sentendosi grati per ciò che si ha: per la mente che è in grado di guidare ed elaborare, gli occhi che permettono di vedere, il naso che fa sentire profumi e odori, la schiena che è un albero portante, il cuore che perdona, i piedi che sorreggono, le scarpe che proteggono le estremità e così via. Poi passare alle risorse e qualità personali, come la creatività, l'ottimismo, la voglia di fare. Quindi, spostare l'attenzione sul mondo circostante e provare gratitudine per tutto quello di cui si può godere, dal sole caldo sulla pelle alla brezza, dai suoni della natura alle urla gioiose dei bambini al parco. Infine, richiamare alla mente tutte le cose belle che si hanno, da un partner amorevole a un lavoro gratificante, e quelle che si vorrebbero avere non per riempire la vita, ma per renderla più ricca di significato. In questo percorso non è sufficiente ricordare ciò di cui si è grati, ma sentire fino in fondo, con tutto il proprio essere, il senso di gratitudine.

2 cose da fare

  1. Cercare di praticare la camminata della gratitudine con frequenza, se possibile anche ogni giorno.
  2. Cambiare spesso percorso e scenario per non rischiare di abituarsi a ciò che si vede e a darlo per scontato, senza guardarlo davvero.

I benefici

La camminata della gratitudine apporta una serie di benefici. Ecco i principali:

  • mantiene in allenamento tutti i muscoli del corpo;
  • espande il respiro;
  • fa bene al sistema cardiocircolatorio, a quello metabolico e a quello immunitario;
  • migliora il sonno;
  • aiuta a vedere le cose belle della propria vita e del mondo, aumentando la positività e l'ottimismo;
  • riduce ansia e stress e calma;
  • fa sentire più leggeri, felici e appagati;
  • libera la mente dalle preoccupazioni e dai pensieri tossici e la apre alla creatività, rendendo più ispirati, e alla flessibilità;
  • aumenta autostima ed empatia.