Camminata consapevole: cos’è e come si fa la mindful walking

Camminata consapevole: cos’è e come si fa la mindful walking
Ultima modifica 24.12.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Perché è utile praticare la camminata consapevole
  3. Come cominciare
  4. I consigli da seguire
  5. Come concludere la camminata consapevole
  6. I benefici

Introduzione

Secondo gli esperti, oggi molte persone trascorrono la maggior parte del proprio tempo rimuginando sul passato e pensando al futuro, dimenticandosi così di vivere il presente. Per questo, si consiglia di ricorrere alla mindfulness, una pratica meditativa laica, che ha lo scopo di regalare a chi la effettua un certo sollievo dallo stress, consentire un'evoluzione personale e migliorare il benessere mentale. Consiste in una serie di esercizi che permettono alla persona di essere presente in quello che sta facendo e di vivere appieno l'esperienza del momento, senza divagare con il pensiero. La mindfulness può essere applicata praticamente a qualsiasi attività, anche alla camminata. La camminata consapevole o mindful walking, specie se praticata nella natura, apporta tanti benefici.

Perché è utile praticare la camminata consapevole

La camminata consapevole o mindful walking offre l'opportunità di esercitare la propria consapevolezza, che troppo spesso viene offuscata, se non addirittura bloccata, perché la mente tende a divagare su pensieri e attività poco importanti. Che ci si muova tra i piani di un edificio, in una strada cittadina o nei boschi (quest'ultima opzione è la migliore), è un'opportunità per guidare chi la pratica al fuori del distratto pilota automatico con cui si vive per gran parte della propria giornata. Mettendo attenzione a ciò che si fa, in questo caso la camminata, si riesce a cogliere la bellezza della propria vita, del momento presente e dell'ambiente circostante. In qualsiasi passeggiata, escursione, corsa o altra attività fisica, senza sforzo, è possibile diventare più consapevoli.  

Come cominciare

Ecco come cominciare a praticare la camminata consapevole. All'inizio, è consigliabile camminare a un ritmo naturale. Mettere le mani dove ci si sente comodi e proprio agio: sulla pancia, dietro la schiena o lungo i fianchi. Se lo si trova utile, si possono contare i passi fino ad arrivare a 10 o 20 e poi ricominciare da uno: si tratta, infatti, di un piccolo escamotage per aumentare la consapevolezza. Se ci si trova in un piccolo spazio, quando si arriva a 10, fare una pausa e, con intenzione e presenza, scegliere un momento per voltarsi.

Ad ogni passo, portare l'attenzione sul piede che si alza e si abbassa ed entra in contatto con il pavimento. Notare il movimento delle gambe e del resto del corpo, sentire come si muovono le varie parti, concentrarsi sul respiro e prestare ascolto alle sensazioni avvertite. Concentrarsi sugli spostamenti e i cambiamenti del proprio corpo.

Qualunque altra cosa catturi la propria attenzione, fermarsi, perdonarsi per la distrazione e tornare con la mente alla camminata consapevole. È normale che i pensieri vaghino un po', quindi senza frustrazione, è importante guidarli di nuovo laddove si vuole, tutte le volte che se ne avverte il bisogno.    

I consigli da seguire

Specie quando si cammina all'aperto, mantenere uno sguardo più ampio sull'ambiente intorno a sé, assorbendo tutto, con estrema consapevolezza: fare attenzione ai suoni, ai colori, ai profumi avvertiti.

 

  • Iniziare espandendo la propria attenzione ai suoni per alcuni minuti. Che si stia camminando in casa, nei boschi o in una città, concentrarsi sui suoni senza etichettarli, dargli per forza un nome o lasciarsi distrarre dal giudizio: non farsi prendere dalla frenesia di stabilire se li si trova piacevoli o spiacevoli. Notare i suoni come niente di più o di meno di quelli che sono.
  • Spostare poi la propria consapevolezza sul senso dell'olfatto. Ancora una volta, semplicemente notare. Non sforzarsi o costringersi a sentire nulla, portare solo l'attenzione sul senso dell'olfatto, qualunque cosa si scopra.
  • A questo punto passare alla visione: colori e oggetti e quant'altro si veda. Ogni volta che qualcosa attira la propria attenzione o che qualche pensiero prende il sopravvento tornare pazientemente al momento presente e a ciò che si vede attorno a sé. Rimanere naturali, non eccessivamente rigidi, non sognare ad occhi aperti e andare alla deriva, ma rimanere nel momento presente con consapevolezza. 

 

Mantenere questa consapevolezza aperta dell'ambiente circostante: in quel momento non c'è nulla da fare, niente da aggiustare, niente da cambiare. C'è solo il corpo che sta camminando.

 

Come concludere la camminata consapevole

Negli ultimi istanti, tornare alla consapevolezza delle sensazioni fisiche del camminare, ovunque la mente si sia trovata durante la pratica. Notare che i piedi toccano di nuovo il suolo, i movimenti del corpo a ogni passo, le sensazioni avvertite, il respiro. Quando si è pronti per terminare la camminata consapevole, fermarsi di nuovo per un momento. Fare una piccola pausa e scegliere un momento per terminare la pratica: anche questa fase, infatti, non va fatta in automatico, ma con presenza. Alla fine, pensare a come si potrebbe portare questo tipo di consapevolezza nel resto della propria giornata.

I benefici

La camminata consapevole unisce due importanti metodi di distensione e di benessere: il movimento (preferibilmente all'aperto) e la consapevolezza. È stato dimostrato che l'attività fisica, anche la semplice camminata, fra le altre cose, stabilizza la frequenza cardiaca, abbassa la pressione sanguigna, riduce gli ormoni che inducono lo stress come il cortisolo e l'adrenalina, stimola il sistema immunitario, combatte l'obesità, aiuta a tenere sotto controllo colesterolo e glicemia. La consapevolezza combatte lo stress e l'ansia, aumenta il benessere e la serenità, limita le cattive abitudini.