Unghie

Quando non si può fare lo smalto semipermanente?

Quando non si può fare lo smalto semipermanente?
Ultima modifica 10.06.2024
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INDICE
  1. Su quali unghie è meglio non fare il semipermamente?
  2. Cos'è lo smalto semipermanente?
  3. Perché il semipermanente indebolisce le unghie?
  4. Cosa rovina di più le unghie il gel o il semipermanente?
  5. Quale semipermanente non rovina le unghie?
  6. Quanto far riposare le unghie dopo semipermanente?
  7. Perché si rompono le unghie con il semipermanente?

Su quali unghie è meglio non fare il semipermamente?

Lo smalto semipermanente non ha particolari controindicazioni ma, nonostante ciò non tutte le unghie lo sopportano allo stesso modo. A causa della rimozione che, soprattutto se fatta da mani non troppo esperte, tende a indebolirle, chi ha unghie fragili e che si spezzano facilmente dovrebbe evitarlo.

Cos'è lo smalto semipermanente?

Lo smalto semipermanente è uno smalto che, a differenza di quello classico, dura molto di più. Si può applicare in salone ma anche a casa, dotandosi delle giuste strumentazioni, tra le quali risulta imprescindibile la lampada UV, che serve per asciugarlo e fissarlo. È composto da monomeri, molecole che formano polimeri, fotoiniziatori (che permettono di assorbire le radiazioni UV e avviare la polimerizzazione), pigmenti e catalizzatori.

Questa miscela di ingredienti può risultare aggressiva per le unghie fragili e ciò vale sia se la fragilità è permanente, sia se momentanea, dovuta ad esempio a una particolare condizione di salute o all'assunzione di alcuni farmaci. Anche bambine e bambini dovrebbero astenersi dall'usare lo smalto semipermanente, proprio perché le loro unghie sono naturalmente più tenere e delicate rispetto a quelle degli adulti, e un prodotto anche solo leggermente aggressivo potrebbe danneggiarle.

Perché il semipermanente indebolisce le unghie?

  • Rimozione con lime o frese elettriche;
  • Uso di diluenti particolarmente aggressivi;
  • Scorretta manutenzione della manicure.

Si sente spesso dire che il semipermanente rovina le unghie ma in realtà non è propriamente vero. A rovinarle, infatti, è la sua rimozione, soprattutto se fatta in modo errato. Applicarlo prevede diversi step. Prima di cominciare si deve preparare l'unghia a ricevere il colore, opacizzandola con un buffer.

Successivamente si deve stendere la base trasparente, che deve essere fatta asciugare inserendo poi la mano o le singole dite nella lampada UV, per un tempo variabile a seconda dei modelli. Arriva quindi il momento dello smalto semipermanente, anch'esso da far asciugare allo stesso modo. A sigillare il tutto uno strato di top coat, un ultimo intervento della lampada e una passata di sgrassante per unghie, utile anche a lucidarle.

Nessuno di questi step è particolarmente aggressivo, né tantomeno lo smalto semipermanente in sé, ma come abbiamo già accennato lo stesso non si può dire per i passaggi necessari alla rimozione. Per eliminare lo smalto semipermanente, infatti, si usano lime o frese elettriche che se maneggiate con poca cura portano via il colore ma anche lo strato più superficiale dell'unghia, indebolendola. In più potrebbero essere utilizzati diluenti e solventi aggressivi che possono danneggiare il letto ungueale.

A giocare un ruolo cruciale è anche la manutenzione della manicure: sia che sia stata fatta in casa da noi stesse sia che si tratti di una manicure professionale, è fondamentale non staccare con le mani pezzi o strati di smalto se si sbeccano e non usare le unghie come strumenti durante le pulizie o i nostri hobby.

Per approfondire: Smalto semipermanente: come proteggere le unghie

Cosa rovina di più le unghie il gel o il semipermanente?

Quando si parla di manicure esistono due scuole di pensiero: c'è chi preferisce il gel e chi il semipermanente. Dire quale sia la scelta migliore è impossibile visto che si tratta di due tecniche diverse, che portano a risultati non paragonabili.

La manicure con il gel, infatti, prevede che l'onicotecnica modelli un gel spesso e denso sull'unghia ricoprendola interamente, per poi applicare lo smalto. Questa azione non rovina affatto le unghie, anzi è particolarmente consigliata a chi ha le unghie deboli e che si spezzano facilmente perché, inspessendole, le fortifica.

Esattamente come nel caso del semipermanente, a metterle a dura prova è la rimozione, che avviene anche in questo caso con frese e lime e che se fatta da mani non esperte può portare a spiacevoli conseguenze.

Quale semipermanente non rovina le unghie?

A rovinare le unghie, dunque, non è assolutamente un tipo di smalto semipermanente ma la sua rimozione, che prevedendo determinati strumenti, se non si tengono le giuste accortezze, può risultare estremamente aggressiva.  

Quanto far riposare le unghie dopo semipermanente?

Anche se uno dei falsi miti più duri ad essere sconfitti è che le unghie debbano essere ciclicamente lasciate libere dallo smalto così da farle respirare non è così e il motivo è molto semplice: le unghie non respirano.

Se lo smalto semipermanente è quindi steso e soprattutto rimosso nel modo corretto non è necessario far riposare le unghie. Diverso il caso in cui una rimozione errata o troppo aggressivo abbia comportato l'indebolimento o, peggio ancora, la rottura delle unghie.

In questo caso è assolutamente consigliabile dare ad esse un po' di tregua, aspettando a ricoprirle con lo smalto, compreso quello tradizionale, per un po' di tempo. Stabilire una tempistica precisa è difficile perché molto dipende da quanto la lamina dell'unghia risulta compromessa.

Indicativamente però è corretto dire che potrebbero volerci anche dai 3 ai 4 mesi per fare in modo che ricresca forte, sana e pronta a ricevere di nuovo il semipermanente. Nel frattempo, per accelerare il processo e fortificarla ulteriormente, si possono applicare prodotti appositi ad azione rinforzanti. Se il danno è molto grave è sempre però meglio chiedere consulto a un medico prima di procedere in autonomia.   

Per approfondire: Smalto semipermanente: ogni quanto fare una pausa?

Perché si rompono le unghie con il semipermanente?

Dobbiamo ribadirlo ancora una volta: a rendere le unghie più inclini a rompersi dopo averle sottoposte a una colorazione con smalto semipermanente non è dunque la stesura del prodotto in sé o la sua qualità, bensì la rimozione, che volta dopo volta le assottiglia a tal punto che può bastare sfiorarle per spezzarle. Un evento che quando accade può rivelarsi non solo fastidioso ma anche doloroso, visto che un'unghia rotta può ferire o incarnirsi facilmente.

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