Skincare

Neurocosmetici: come agiscono su pelle e psiche

Neurocosmetici: come agiscono su pelle e psiche
Ultima modifica 29.04.2024
CONDIVIDI:
INDICE
  1. Neurocosmetici, come connettere corpo e psiche
  2. Cos'è la neurocosmesi?
  3. Cosa sono i neurocosmetici?
  4. Questi cosmetici sono davvero efficaci?
  5. Tutti i benefici
  6. Come agiscono?
  7. Gli ingredienti che nutrono pelle e mente
  8. A chi sono adatti?

Neurocosmetici, come connettere corpo e psiche

Prendersi cura di sé, della bellezza e salute della propria pelle è un esercizio che dovrebbe essere praticato quotidianamente e con dedizione, non solo per i benefici estetici che questo comporta, ma anche e soprattutto per gli effetti positivi che può sviluppare sulla mente.

Segue questa teoria la neurocosmesi, una delle ultime tendenze beauty ed evoluzione della cosmetologia, che punta proprio a sviluppare il benessere psicologico attraverso l'uso di prodotti dalle formulazioni specifiche. I prodotti in questione, per la precisione, si chiamano neurocosmetici

Prima di sapere tutto su di loro e di approfondire l'argomento, però, vi ricordiamo di seguire il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornati su tutte le novità di bellezza, estetica e benessere.

Cos'è la neurocosmesi?

Prima di parlare un po' più dettagliatamente dei neurocosmetici occorre fare una digressione sulla neurocosmesi, branca della cosmetica che nell'ultimo decennio ha attirato sempre più l'attenzione di chi ha fatto della skincare un vero e proprio oggetto di studi.

Da Neurocosmetic: a review to the skin-brain connectionNeurocosmetics in Skincare-The Fascinating World of Skin–Brain, sono tantissime le ricerche approfondite che hanno rilevato, scoperto e indagato tutti i processi per cui il benessere mentale influenza la bellezza e viceversa.

La neurocosmesi spiega nel dettaglio non solo come i processi cerebrali coinvolti nella percezione della bellezza influenzino il nostro umore, ma anche come riescano ad avere un impatto sul nostro equilibrio psicologico in generale. Non solo: anche i gesti di cura che rivolgiamo al nostro corpo hanno un peso, che va a modellare la valutazione della nostra immagine.

È proprio alla luce di tutto questo che sono nati i neurocosmetici. Secondo gli esperti era necessario realizzare dei prodotti che avessero una doppia funzione: da una parte fare davvero bene alla nostra pelle, rispettandola e facendola brillare, e dall'altra appagare la nostra mente.

Per approfondire: Neuroglow: beauty routine che collega mente e corpo

Cosa sono i neurocosmetici?

Come abbiamo già detto, con il nome di neurocosmetici si identificano prodotti skincare come creme, sieri, oli, maschere o altro, pensati per stimolare e favorire una connessione tra la pelle e il sistema nervoso. Andando alla doppia funzione di cui vi parlavamo, molti studi (tra cui Brain-Skin Connection: Stress, Inflammation and Skin Aging) dimostrano che questo tipo di prodotti agisce:

  • A livello topico: i neurocosmetici includono tutte le sostanze necessarie per una corretta cura della pelle, spesso prediligendo, per altro, ingredienti naturali e molto delicati;
  • A livello neuronale: i neurocosmetici stimolano l'attività dei neuroni perché la pelle è un organo vitale, e attraverso le terminazioni nervose è collegata a tutti gli altri organi, compreso il cervello.

I neurocosmetici vengono generalmente formulati tenendo anche conto dei principi della psicodermatologia. Diversi studi di settore (fra cui Psychodermatology: A Guide to Understanding Common Psychocutaneous Disorders) hanno dimostrato chiaramente quanto uno squilibrio del benessere psicologico influisca sulla pelle: non è ovviamente un caso che un periodo estremamente complesso comporti anche degli sfoghi sulla pelle.

I neurocosmetici danno rilevanza a questo legame complesso, che fu studiato per la prima volta dal professor Laurent Misey. L'esperto teorizzò il bisogno di prodotti specifici che fossero più efficaci di un semplice cosmetico ma meno invasivi di un farmaco e dunque oltre a contenere componenti efficaci sulla pelle dovevano essere in grado di raggiungere il sistema nervoso.

Per approfondire: Cosmeceutica: cos'è, com'è nata e a cosa serve

Questi cosmetici sono davvero efficaci?

La prima volta che il termine neurocosmetici è stato pronunciato ufficialmente in un evento pubblico è stato nel 2007, all'annuale meeting della North American Society of Cosmetic Chemists, durante il quale vennero definiti prodotti più incisivi di quelli cosmetici ma meno dei farmaci. Ibridi insomma, con azioni tuttavia pur sempre limitate.

Anche se il loro nome può confondere e l'utilizzo apportare benefici che sembrano andare al di là di quelli normalmente riconosciuti ai prodotti standard usati all'interno della skincare routine, è bene infatti fare chiarezza e ricordare che i neurocosmetici non sono farmaci ma sono inquadrati all'interno della categoria dei prodotti cosmetici, una dicitura valida per tutta Europa.

Oltre ai prodotti per la skincare possono rientrare nella categoria dei neurocosmetici anche alcuni profumi, che se annusati stimolano i recettori cerebrali e inducono a provare sensazioni positive. Le fragranze in grado di stimolare pensieri positivi sarebbero la rosa e la lavanda.

Tutti i benefici

Alla luce di tutto questo, quali sono i reali benefici dei neurocosmetici? Possiamo dire che questi prodotti possono essere definiti come una piccola pillola di benessere extra, che se consumata con costanza e nel modo giusto può portare a sperimentare:

  • Miglioramento della grana della pelle;
  • Generale sensazione di benessere;
  • Coinvolgimento mentale ed emotivo;
  • Riduzione dello stress;
  • Riduzione della stanchezza;
  • Contrasto all'emicrania e ai disturbi psicosomatici.

Definire ogni beneficio con assoluta precisione è difficile, visto che scaturendo da una connessione importante tra pelle del viso e del corpo e la mente, i vantaggi sono tantissimi e molto diversi tra loro, anche a seconda della percezione personale.

Tra i meriti più significativi, oltre a quelli dati dall'azione skincare pura e semplice, c'è comunque la capacità di rilassare e scatenare una serie di percezioni e sensazioni positive.

Come agiscono?

L'uso dei neurocosmetici attiva una stimolazione sensoriale in grado di incentivare la produzione di ormoni come la dopamina e la serotonina, che scatenano buon umore e sensazioni positive.

Come spiega correttamente e accuratamente lo studio Neurocosmetics: Sensates and Smells on the Skin, la stimolazione avviene:

  • Per mezzo dell'olfatto: l'olfatto è un senso fondamentale nella neurocosmesi, perché oltre ad associare alcuni odori a concetti positivi e rilassanti, collega i prodotti applicati sulla superficie della pelle con una delle parti più primitive del cervello;
  • Per mezzo del contatto cutaneo: i neurocosmetici possono trasmettere sensazioni specifiche, come quella di calore, di freddo o persino un lieve formicolio stimolante.

Gli ingredienti che nutrono pelle e mente

Come abbiamo già detto, i neurosmetici contano tanto su gli ingredienti comuni e più specifici per la cura della pelle quanto su sostanze ed elementi naturali o chimici che hanno effetti conclamati sul sistema nervoso. Tra questi, troviamo:

  • Peptidi biomimetici;
  • Acido ialuronico;
  • Vitamine;
  • Estratti vegetali;
  • Oli essenziali;
  • Fragranze aromatiche.

I peptidi biomimetici sono molecole composte da più aminoacidi legati tra loro, create ad hoc per costruire determinate strutture nel corpo. Quelli impiegati nei neurocosmetici riescono a inibire o amplificare le funzioni dei neurotrasmettitori, cosa che rilassa il viso e allevia le tensioni muscolari.

L'acido ialuronico, invece, è una sostanza in grado di trattenere l'acqua e l'umidità e dunque idrata e rimpolpa la pelle, mentre le vitamine impiegate nei neurocosmetici possono essere tante: si va dalla Vitamina E con le sue proprietà antiossidanti alla Vitamina A, nota per le sue capacità rigenerative e antirughe, senza trascurare la Vitamina C che protegge la pelle dai danni causati dai radicali liberi.

Spazio poi agli estratti vegetali, tra cui gli estratti di canapa, che risincronizzano l'equilibrio dei neuro recettori e migliorano e ottimizzando la trasmissione dei messaggi cellulari. Preziosi e raramente assenti anche la radice di rhodiola rosea, che stimola la produzione di endorfine, e l'estratto di Tephrosia Purpure, una pianta selvatica proveniente dall'India, spesso usata nella Medicina Ayurvedica perché riduce la produzione di cortisolo.

Seguono gli oli essenziali, tra cui quello di lavanda che ha proprietà rilassanti e lenitive, quello di melaleuca, che invece ha proprietà antibatteriche, antifungine e antinfiammatorie, e quello di rosa canina, che idrata e rigenera la pelle.

Infine, i neurocosmetici comprendono anche le essenze e le fragranze: fra le tante troviamo il patchouli, usato per favorire la tranquillità mentale, alleviare l'ansia e migliorare la concentrazione, il bergamotto, utilizzato per alleviare lo stress, ridurre l'ansia e migliorare l'umore, la menta, che riesce a donare energia, e la vaniglia, naturale stabilizzatore dell'umore.

A chi sono adatti?

Sulla carta i neurocosmetici sono adatti a tutti, ma vale sempre una regola fondamentale: prima di scegliere un prodotto è sempre meglio conoscere a fondo la propria tipologia di pelle, e il modo migliore per conoscerla è rivolgersi a un dermatologo.

Solo un medico potrà consigliare gli ingredienti migliori per la nostra cute e saprà rilevare quali sono quelli che possono davvero fare la differenza, sia per uno stato di salute complessivo migliore sia per combattere i primi segni dell'invecchiamento.

CONDIVIDI: