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Melasma: cos'è? Come curarlo e come schiarire le macchie sul viso

Melasma: cos'è? Come curarlo e come schiarire le macchie sul viso
Ultima modifica 12.06.2024
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INDICE
  1. Melasma: cos'é e dove si manifesta?
  2. Quali sono le cause del melasma?
  3. Quanti tipi di melasma esistono?
  4. Esistono trattamenti efficaci?

Melasma: cos'é e dove si manifesta?

Il melasma è un disturbo della pigmentazione cutanea, caratterizzato dalla comparsa di macchie scure, di forma irregolare, a margini sfumati. Le macchie sono di colore variabile, dal beige chiaro al marrone scuro, in base al fototipo di partenza. Nella maggior parte dei casi le iper pigmentazioni compaiono al viso, interessando la fronte, il naso, le guance, la regione al di sopra del labbro superiore ed il mento; raramente interessano le superfici di braccia e gambe.

Quando parliamo di melasma intendiamo una patologia cutanea che colpisce prevalentemente le donne e solo nel 10% dei casi i pazienti sono di sesso maschile.

Cos'è la melanina e cosa c'entra con il melasma?

Le macchie del melasma sono dovute ad un'eccessiva produzione di melanina che si accumula nella cute. Il colore della nostra pelle è in gran parte dovuto alla melanina, il pigmento è prodotto dai melanociti, cellule dello strato basale dell'epidermide. Tramite i dendriti dei melanociti la melanina viene trasferita ai cheratinociti, passaggio fondamentale affinché l'epidermide acquisti colore.

Esistono due tipi di melanina, una melanina scura, la eumelanina, e la feomelanina, un pigmento rosso-giallastro ricco di zolfo. La sintesi della melanina, la melanogenesi, è un processo complesso che inizia a partire dalla tirosina, un amminoacido che il nostro organismo è in grado di produrre a partire dalla fenilalanina, amminoacido essenziale.

Quali sono le cause del melasma?

La patogenesi del melasma non è del tutto definita, di certo la predisposizione genetica gioca un ruolo fondamentale. È dimostrato, infatti, che i soggetti con familiarità con melasma hanno una maggior probabilità di andare incontro a questo disturbo.
40 pazienti su 100 affetti da melasma hanno qualcuno in famiglia con lo stesso inestetismo.

Esistono però diversi fattori scatenanti che portano alla comparsa del melasma:

  • l'assunzione di alcuni farmaci quali antidolorifici, antinfiammatori, antifungini, antibiotici diuretici, antipertensivi.
  • I raggi UV possono attivare e peggiorare il melasma, e sono considerati tra i principali fattori scatenanti. Il melasma tende a peggiorare in primavera ed in estate per poi attenuarsi nel periodo invernale.
  • Secondo alcuni studi, anche lo stress potrebbe favorire il melasma: le endorfine e le encefaline (peptidi oppioidi endogeni, liberati dal cervello in caso di stress) potrebbero favorire l'iper-produzione di melanina. Si instaura così un circolo vizioso in cui lo stress scatena la produzione di oppioidi endogeni e diventa anche conseguenza (poiché la liberazione di endorfine ed encefaline aggrava lo stress, che a sua volta peggiora il melasma).
  • I fattori ormonali sono i più noti. La gravidanza, l'uso di pillole anticoncezionali, le terapie ormonali sostitutive ma anche gli squilibri ormonali dovute all'ovaio policistico, la menopausa possono essere responsabili del melasma. Anche disturbi ormonali di origine tiroidea o surrenalica possono indurre la comparsa di questa iperpigmentazione.

Quanti tipi di melasma esistono?

Esistono diverse tipologie di melasma:

  • Epidermico: interessa lo strato più superficiale della pelle, ha un colore marrone scuro. E' la forma di melasma che risponde meglio ai trattamenti.
  • Dermico: in questo caso l'eccesso di melanina si localizza in sede dermica quindi più profondamente. Il colore varia dal marrone al bluastro.
  • Combinato: è la forma più comune, il pigmento si trova sia nell'epidermide sia nel derma.

Esistono trattamenti efficaci?

Il melasma può certamente essere trattato, ma tende a ripresentarsi e bisogna agire eliminando - dove possibile - le cause scatenanti e riducendo l'esposizione alle radiazioni UV.

I pazienti affetti da melasma devono necessariamente applicare un filtro solare anche nel periodo invernale e rinnovare l'applicazione ogni 2 ore quando trascorrono del tempo all'aria aperta. Tra i trattamenti più efficaci abbiamo a disposizione un peeling chimico combinato che agisce principalmente inibendo la tirosinasi, l'enzima responsabile della produzione della melanina. Questo peeling può essere utilizzato in tutti i fototipi in modo sicuro. Studi in vivo hanno dimostrato una riduzione del 70,8% dell'intensità del melasma al termine del trattamento (misurato con Mexameter Courage and Kazaka). Gli studi in
vitro su colture di melanociti hanno evidenziato una riduzione dell'81% dei livelli di melanina nel melanocita dopo 48 ore di esposizione alle sostanze attive del peeling (determinazione spettrofotometrica del pigmento di melanina).

Si tratta di un peeling in maschera che contiene diversi principi attivi:

  • Acido azelaico: acido dicarbossilico con azione inibitoria a discapito della tirosinasi, ovvero enzima portante per la sintesi della melanina, l'acido azelaico agisce sui melanociti iperattivi risparmiando i normali
  • Acido cogico: l'acido cogico esercita la propria funzione disattivando l'enzima tirosinasi, responsabile della trasformazione della tirosina negli intermedi utili per sintetizzare la melanina.
  • Arbutina: un derivato dell'idrochinone, è una sostanza attiva naturale presente nelle foglie dell'uva ursina (bearberry) o Arcthostaphylos uva-ursi. Questo principio attivo inibisce efficacemente l'attività della tirosinasi e, di conseguenza, la produzione di melanina. Consente di accelerare la decomposizione e lo smaltimento della melanina. Grazie ad analogie strutturali con i substrati della tirosinasi, l'arbutina agirebbe in base ad un meccanismo di competizione, legandosi ai siti attivi dell'enzima. Inoltre, l'arbutina è in grado di inibire la DHICA polimerasi (acido 5,6-diidrossi-indolo-2- carbossilico), prodotta dall'ossidazione della tiroxina da parte della tirosinasi
  • Niacinamide: l'azione più interessante è la sua capacità di influenzare la pigmentazione cutanea, inibendo il trasferimento dei melanosomi, dai melanociti ai cheratinociti, probabilmente bloccando un recettore espresso sulla membrana dei cheratinociti.
    Molteplici studi scientifici sono in corso per fare luce su questo complesso meccanismo biochimico. Studi clinici dimostrano che l'applicazione di Niacinamide riduce le discromie cutanee e contemporaneamente dona luminosità alla pelle.
  • Fosfato ascorbico: è una forma stabile della vitamina C. Viene scisso enzimaticamente sulla pelle e rilascia Vitamina C attiva, è quindi un efficace antiossidante che protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Contrasta l'nvecchiamento cutaneo promuovendo la formazione di collagene. Riduce le iperpigmentazioni inibendo la tirosinasi.
  • Retinolo: è un derivato della vitamina A, è una molecola lipofila che penetra facilmente nella cute e svolge azione antiaging, stimolando il turnover cellulare, promuovendo la sintesi dei GAG e del collagene ed inibendo le MMP
  • Tocoferolo: azione antiossidante, emolliente ed elasticizzante
  • Acido salicilico: stimola il ricambio cellulare ed ha un'azione cheratolitica. Altre importanti azioni dell'acido salicilico, seppur meno conosciute, sono quelle antinfiammatorie, cicatrizzanti, emollienti e batteriostatiche.
     

All'interno del peeling troviamo sostanze lenitive come l'aloe, il bisabololo. La maschera va applicata uniformemente su tutto il viso non solo sulle zone macchiate e lasciata agire dalle 3 alle 5 ore. Il tempo di posa dipende dal fototipo del paziente e dall'intensità del melasma da trattare. Una volta trascorso il tempo di osa prescritto dal medico il paziente deve rimuovere il prodotto a casa, risciacquando abbondantemente con acqua fredda o tiepida e con un detergente delicato. A casa il paziente seguirà un
protocollo specifico che prevede l'uso di una crema lenitiva, di un fotoprotettore e di una crema di trattamento che contiene gli stessi ingredienti del peeling ma a basse concentrazioni. Completando ed incrementando i risultati ottenuti con il peeling.
Nei fototipi chiari ci si può avvalere anche dell'uso del laser Q-Swiched 1064 e del laser CO2 frazionato.

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Autore

Dott.ssa Manuela Carrera

Dott.ssa Manuela Carrera

Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Dermatologia e Venereologia dell'Ospedale Israelitico Dottore di Ricerca in Dermatologia Oncologica ed esperta di Medicina Estetica