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Macchie della pelle dopo la menopausa: cause, prevenzione e rimedi

Macchie della pelle dopo la menopausa: cause, prevenzione e rimedi
Ultima modifica 07.03.2024
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INDICE
  1. Macchie della pelle dopo la menopausa: ne parliamo con l'esperta
  2. Perché compaiono le macchie dopo la menopausa?
  3. Cosa si può fare?
  4. Ma cosa si intende per barriera cutanea integra?
  5. Cosa succede alla nostra barriera cutanea dopo la menopausa?
  6. Come rispettare l'integrità della pelle in menopausa?

Macchie della pelle dopo la menopausa: ne parliamo con l'esperta

Oggi già da giovani è difficile avere un colorito della pelle uniforme in quanto sia lo stile di vita, sia anche le sollecitazioni eccessive a cui esponiamo la nostra pelle costantemente, ci predispongono alle macchie. Ma dopo la menopausa purtroppo questo fenomeno risparmia davvero poche persone. Ma da cosa sono causate e cosa possiamo fare per evitare la loro comparsa? Abbiamo intervistato Martina Bindi, estetista specializzata in antiage olistico con esperienza trentennale. Creatrice del metodo "Bella senza trucco a 50 anni" ed esperta delle macchie della pelle dopo la menopausa.

Perché compaiono le macchie dopo la menopausa?

Le macchie senili o lentigo senili fanno parte del processo di invecchiamento e possono essere più o meno evidenti e più o meno numerose. Questo dipende dalla genetica e anche dallo stile di vita che la persona ha condotto fino alla menopausa. Ad esempio un soggetto che ha sempre fumato, ha sempre mangiato in modo scorretto, si è esposto a raggi UV in modo scriteriato, o conduce una vita eccessivamente stressata, con i livelli di cortisolo sempre alti, oppure è circondato o vive in situazioni dove c'è un livello di inquinamento atmosferico piuttosto alto, può soffrire maggiormente di macchie senili.

Per approfondire: Come difendere la pelle dai raggi solari: intervista all'esperta

Cosa si può fare?

  • Innanzitutto è importante fare prevenzione per far sì che le macchie si presentino il più tardi possibile. Quindi è opportuno ridurre al minimo tutti i fattori che possono facilitarne la comparsa: il fumo, la cattiva alimentazione, i raggi UV, lo stress e l'inquinamento ambientale. Correggere il nostro stile di vita ci apporterà dei benefici sia prima, che dopo la menopausa.
  • Un altro aspetto è quello di mantenere la nostra barriera cutanea integra. Quando invecchiamo la nostra pelle diventa più sottile, secca e sensibile. Questo accade, prevalentemente, perché rallenta il turnover cellulare: con cadenza mensile infatti si crea un nuovo strato di pelle. Dopo la menopausa questo tempo si dilata, arrivando a 40-45 giorni, e questo fa sì che si riducono dei processi fondamentali per la pelle, quali l'idratazione, l'ossigenazione, il "nutrimento", l'elasticità cutanea e la protezione dalle aggressioni esterne.
Per approfondire: Integratori per la menopausa: una guida ai migliori

Ma cosa si intende per barriera cutanea integra?

Lo strato più esterno della nostra pelle si chiama strato corneo e si divide in strato corneo disgiunto e strato corneo compatto.

  • Lo strato corneo disgiunto è la parte che si può toccare della nostra pelle, quella su cui applichiamo le creme, etc. Si chiama disgiunto proprio perché si stacca dagli strati sottostanti, ed è responsabile del nostro NMF (fattore naturale di idratazione), così come è responsabile dell'idratazione di superficie.

Questo strato è a diretto contatto con l'ambiente, è la nostra prima barriera difensiva, ed è il risultato di un continuo ciclo di rinnovamento e ricambio cellulare. Questo turnover cellulare è costituito da una serie di passaggi perfetti, che si concludono con la formazione di una barriera cutanea integra e in equilibrio. Perché dallo sfaldamento fisiologico di queste cellule, che si distaccano in superficie, derivano tutti quei micro componenti che permettono alla pelle di trattenere acqua, quindi di avere una funzione idroscopica in superficie. Si crea quindi un film idro-lipidico che è il primo scudo di protezione nei confronti degli agenti esterni. Inoltre questa situazione di equilibrio fisiologico in superficie, fa sì che anche nell'epidermide, o nello strato a contatto fra epidermide e corneo, ci sia una corretta composizione della barriera cutanea. 

Il più grosso errore che possiamo fare per la salute della pelle è pensare di facilitare il turnover cellulare, sottoponendoci a peeling chimici, esfoliazioni e altre pratiche aggressive, nella speranza di rendere l'epidermide più luminosa o più uniforme. In realtà stiamo ottenendo solo l'effetto contrario e andremo a danneggiarla. Trattare quindi lo strato corneo disgiunto in modo corretto, senza aggredirlo, manterrà la pelle elastica, compatta, idratata e forte nei confronti degli attacchi esterni.

  • Lo strato corneo compatto si trova immediatamente sotto, e rappresenta la nostra barriera cutanea, quella che controlla l'idratazione insieme al corneo più superficiale. Questa barriera è formata da mattoncini di cheratina e da cemento intercorneocitario (o cemento lipidico), vale a dire un cemento che si mette fra un corneocita e l'altro sigillando proprio come un mattone.

Questi corneociti devono essere di una determinata struttura, definita CER, vale a dire Corneociti Rigidi, aggettivo che non indica un concetto negativo, ma denota solidità e protezione, della funzione principale della pelle. Questi corneociti se il tempo del turnover è fisiologico, riescono ad essere assemblati e a comporre la nostra barriera cutanea, mentre se stimolati da continui peeling, esfoliazioni, levigazioni etc, i tempi si riducono, e quindi avremo una barriera cutanea composta da Corneociti Fragili che si chiamano CEF. Corneociti fragili corrispondono a una barriera non integra, e di conseguenza non solo la pelle non sarà capace di trattenere l'acqua in superficie, catturandola dall'ambiente, ma non sarà neanche capace di controllare la traspirazione fisiologica della pelle dagli strati sottostanti. Quindi avremo una barriera che non solo non è integra, ma avremo una pelle costantemente disidratata; e questo comporta una perdita di elasticità, una perdita di difesa nei confronti dei raggi UV e nei confronti dell'ambiente.

Per approfondire: Acne in menopausa: cause e rimedi

Cosa succede alla nostra barriera cutanea dopo la menopausa?

Questo processo fisiologico è importante già da giovani, ma dopo la menopausa lo diventa ancora di più. L'epidermide si assottiglia e questo rimaneggiamento inizia a perdere i colpi. Il turnover cellulare rallenta, e questo porta a una serie di conseguenze:

  • Si formano ammassi di cheratina e la pelle diventa più rigida in superficie, ma anche più sottile e fragile.
  • La formazione del nostro Fattore Naturale di Idratazione (NMF) si riduce, quindi sarà sempre più difficile idratare la pelle.
  • Si ridude la secrezione di sebo e quindi la pelle sarà più secca.
  • Si crea un appiattimento di tutte le funzioni e uno squilibrio a favore dello stress ossidativo, a favore della glicazione e a favore delle metalloproteasi. Vediamo il perché:

Perché subentra lo Stress ossidativo?

Dopo la menopausa viene meno non solo il nostro antiossidante esterno principale, il sebo, ma anche gli antiossidanti interni alla pelle. Perciò non abbiamo più quella quantità di vitamina E, quindi di tocoferoli e di squalene in superficie, per contrastare i danni dell'ambiente e in particolare per contrastare lo stress ossidativo portato da raggi solari.

Tutte le funzioni del corpo e le funzioni anaboliche si riducono soprattutto dopo la menopausa. Le funzioni anaboliche sono quelle che costruiscono la sintesi di collagene, l'attività degli antiossidanti. E questo porta a uno squilibrio fra ossidanti, quindi radicali liberi prodotti, e il lavoro che invece gli antiossidanti interni, cioè endogeni, di solito fanno. Perciò l'attività dei nostri antiossidanti naturali si riduce e parallelamente abbiamo uno stress ossidativo, che esso stesso può essere causa delle macchie della menopausa.

Altro elemento collegato a questo stress ossidativo è la lipofuscina, vale a dire un accumulo di molecole granulari pigmentate, che hanno questo colore marroncino giallastro, e che sono responsabili del tipico colore delle macchie visibili sul volto di una donna matura dopo i 50/60 anni. La lipofuscina è presente nelle cellule durante tutta la nostra vita, con la differenza che solitamente c'è un sistema interno che è capace di fagocitarle, cioè di digerirle e di smaltirle via via che vengono sintetizzate, quindi impedisce l'accumulo di queste molecole pigmentate.

Invecchiando, a causa dello stesso ossidativo, il livello di radicali è troppo alto, il nostro sistema antiossidante interno, che controlla questi accumuli, viene meno. Questo quindi si traduce, dal punto di vista superficiale, in macchie e dal punto di vista sistemico in patologie di tipo degenerativo.

Come rispettare l'integrità della pelle in menopausa?

È importante come prima cosa prendere consapevolezza di quanto la pelle è importante; lo è tutta la vita ma lo diventa ancora di più per una donna matura in menopausa, perché la capacità di ricreare il nuovo strato rallenta, la pelle si assottiglia, il livello di stress ossidativo è più alto, il collagene viene sintetizzato meno e aumenta l'attività di quegli enzimi, quindi le metalloproteasi, che lo distruggono prematuramente.

Ecco che la pelle in menopausa ha bisogno della sua integrità. Integrità vuol dire rispettarne il ph e l'idratazione, non stressarla con scrub e leviganti e fare in modo che il suo turnover rimanga vitale, senza indebolire la nostra barriera cutanea.

Fonti:

  • Skin Barrier, Elias Peter M. (Curatore), Feingold Kenneth R.
  • Fisiopatologia dell'idratazione cutanea del Dottor Ferdinando Terranova
  • Skin stress Response pathways Editor George T. Wondrak
  • Riparti da cinquanta, Martina Bindi

 

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