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Cos'è il fotoringiovanimento e come può aiutare la nostra pelle

Cos'è il fotoringiovanimento e come può aiutare la nostra pelle
Ultima modifica 15.05.2024
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INDICE
  1. Fotoringiovanimento, un trattamento da scoprire
  2. Cos'è il fotoringiovanimento?
  3. Come funziona?
  4. Quanti trattamenti esistono?
  5. Quali luci si usano per il fotoringiovanimento?
  6. A chi è indicato?
  7. Effetti indesiderati e controindicazioni

Fotoringiovanimento, un trattamento da scoprire

Il passare degli anni porta con sé maturità, presa di consapevolezza, una rinnovata comprensione delle proprie abilità e dei propri limiti ma anche... i segni del tempo. Linee sottili, solchi più o meno profondi e piccoli cedimenti iniziano a punteggiare la nostra pelle, provocandoci qualche apprensione e un po' di disagio. 

Anche se è vero che dobbiamo amarci per come siamo, rughe comprese, è altrettanto vero che è più che giusto contrastare quelli che sono i danni dell'invecchiamento cutaneo, pensando a tutte le soluzioni possibili. Fra queste ci sono i trattamenti di fotoringiovanimento, innovativi e non invasivi, di cui vi parleremo tra un attimo: prima vi chiediamo solo di seguire il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornate su tutte le novità di benessere e bellezza.

Cos'è il fotoringiovanimento?

Quella del fotoringiovanimento è una tecnica ben nota, il cui nome spiega in maniera sintetica ed efficace in cosa consista. Di fatto si ottengono degli effetti ringiovanenti sulla pelle, sfruttando la luce nel processo.

Le tecnologie adoperate per tale scopo sono svariate. La differenza sta nell'emissione di luce a specifiche lunghezze d'onda. Ciò vuol dire riuscire a penetrare l'epidermide a svariati livelli, stimolando in vari modi i processi cellulari.

Ogni tecnologia ha le sue caratteristiche, fondamentali per l'attuazione di trattamenti particolari, come ad esempio il miglioramento della texture della pelle o la tanto agognata riduzione delle rughe.

Una pelle sana e giovane mira a una produzione costante e generosa di collagene ed elastina. Ecco uno degli effetti del processo di fotoringiovanimento. Al tempo stesso si mira a migliorare il microcircolo di tali componenti, al fine di garantire elasticità e sostegno al derma. Soggetti esperti del settore sapranno ben alternare le specifiche lunghezze d'onda della luce, al fine di garantire ciò di cui ogni singolo paziente necessita. Si pensi ad esempio alla riparazione delle cellule cutanee danneggiate. Un beneficio garantito dalla luce LED.

Per approfondire: Collagene: da che età inizia a diminuire?

Come funziona?

Il fotoringiovanimento passa attraverso impulsi luminosi ad alta intensità, che fuoriescono da specifiche strumentazioni. Considerando la delicatezza del trattamento, si consiglia caldamente di affidarsi unicamente a personale medico specializzato. Si avrà così certezza di ottenere i risultati desiderati ma soprattutto evitare possibili danni alla pelle.

Si effettuerà una valutazione del tipo di epidermide, dal quale dipenderà il numero di sedute da prenotare e, al tempo stesso, l'intervallo di tempo tra una e l'altra. Nel corso della procedura l'area da trattare riceverà l'applicazione di un gel trasparente. Ciò ha un doppio scopo. Il primo è quello di facilitare l'attraversamento degli impulsi luminosi attraverso gli strati della pelle più profondi. Il secondo, invece, è garantire un raffreddamento dell'area trattata a livello superficiale.

Il personale medico mira infatti ad attenuare e, possibilmente, cancellare eventuali sensazioni dolorose. Al tempo stesso occorre ridurre al minimo il rischio che la pelle reagisca al trattamento con bruciature o scottature. Una problematica reale e diffusa, che ha portato allo sviluppo di nuove strumentazioni. Quelle di ultima generazione vantano un proprio sistema refrigerante.

La seduta ha dunque inizio quando il manipolo viene poggiato delicatamente sull'area specifica da trattare, come detto ricoperta di gel. Si attiva dunque la sorgente di luce preselezionata, dando il via alla rigenerazione cellulare.

Per approfondire: Rughe: perché si formano? Tipi e rimedi

Quanti trattamenti esistono?

Sono differenti i tipi di trattamenti di fotoringiovanimento. Tutto ruota intorno ai tipi di laser adoperati, che si differenziano per la lunghezza d'onda e l'intensità della luce emessa. I tre più comuni sono i seguenti:

  • Laser a CO2 – Viene emessa una luce a lunghezza d'onda di 10,600 nm. Si tratta di un laser alquanto potente, che gli addetti sfruttano per riuscire a trattare cicatrici, macchie solari o rughe ben profonde;
  • Laser a frazioni – La luce emessa è a lunghezza d'onda di 1540 nm. Meno potente del laser a CO2, ma decisamente più sicuro e con meno effetti collaterali. Lo si adopera per il trattamento di rughe superficiali, discromie cutanee e macchie solari;
  • Laser a Nd:YAG – La luce emessa è a lunghezza d'onda di 1064 nm. Questo è un laser che si può definire versatile. Lo si usa per trattare differenti condizioni, infatti, dalle rughe alle cicatrici, dagli angiomi alle macchie solari, fino alle teleangectasie.
Per approfondire: Trattamenti estetici più richiesti dalle over 40

Quali luci si usano per il fotoringiovanimento?

Casi particolari richiedono soluzioni specifiche particolari. Nella maggior parte dei casi, però, il proprio derma avrà bisogno di una delle tre luci che maggiormente si adoperano per il trattamento di fotoringiovanimento. Le riportiamo di seguito:

  • Laser – Fascio di luce dalla singola lunghezza d'onda, al fine di ottenere un trattamento mirato;
  • Luce Pulsata – Possibile trovarla indicata anche come IPL, che sta per Intense Pulsed Light appunto. Genera un insieme di lunghezze d'onda, che diversi target della pelle possono assorbire allo stesso tempo. Ciò vuol dire che il vantaggio principale è quello di raggiungere vari strati del derma;
  • Luce LED – Anche questa tecnologia vanta differenti lunghezze d'onda. La principale differente dalla pulsata sta nel fatto che quella a LED è atermica. Ciò vuol dire che non viene prodotto calore. Il trattamento è così molto delicato e confortevole.
Per approfondire: Maschere LED antirughe: come funzionano?

A chi è indicato?

Come detto, esistono differenti tipi di trattamenti, ma tutti richiedono che la pelle non sia abbronzata. È necessario che l'eventuale colorito generato dall'esposizione ai raggi solari sia ormai perso. Sono inoltre controindicati al trattamento quei soggetti che abbiano adoperato sostanze fotosensibilizzanti. Il motivo è presto detto: l'aumentata sensibilità della pelle alla luce potrebbe comportare dei gravosi danni al derma.

È fondamentale confrontarsi con il proprio medico, al fine di aggiornarlo in merito all'uso di farmaci, unguenti, oli essenziali o altro nel periodo precedente al trattamento. La pelle dovrà essere inoltre asciutta e completamente pulita. Nessuna traccia di trucco o crema.

In nessun caso si dovrà decidere da sé, ovvero si dovrà effettuare una valutazione autonoma. Questo trattamento è per tanti ma non per tutti. Evitare d'essere onesti con il personale medico avrà come risultato soltanto un gravoso danno. Tre esempi cardine di pelli non adatte sono le seguenti:

 

Effetti indesiderati e controindicazioni

Il tipo di trattamento scelto o consigliato comporta specifiche potenziali complicazioni. Il più comune e di poca importanza è un leggero eritema temporaneo. I casi più gravi, invece, sono quelli che comportano vesciche o discromie cutanee.

Queste ultime sono più frequenti quando non si seguono le indicazioni post trattamento, esponendosi al sole precocemente. Per evitare problematiche si consiglia sempre di affidarsi a mani sapienti ed esperte. Al tempo stesso di seguire le indicazioni al termine della seduta. Ecco le due che valgono per tutti i tipi di derma:

  • evitare l'esposizione diretta al sole per un tempo indicato dal medico;
  • non utilizzare crema ad alta protezione solare per la protezione cutanea.
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