Estetica Maschile: Allenamento, Dieta e Consigli

Estetica Maschile: Allenamento, Dieta e Consigli
Ultima modifica 23.06.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Desiderio di Apparire
  3. Analisi
  4. Indossatore
  5. Fotomodello
  6. Modello Fitness
  7. Come Fare
  8. Allenamento
  9. Dieta
  10. Indicazioni Finali e Depilazione

Introduzione

In questo articolo ci occuperemo di un argomento piuttosto spinoso, ovvero l'estetica maschile.

Estetica Maschile: Allenamento, Dieta e Consigli Shutterstock

In questo campo, come e ancor più rispetto all'universo femminile, sembra esserci poca specificità. Non esiste, in pratica, un protocollo da seguire per poter modellare la propria immagine sulla falsa riga degli indossatori.

È opinione comune che il mezzo più adeguato a poter "ri-costruire" il proprio fisico – facendolo somigliare a quello di un modello – siano i protocolli fitness.

Trattasi di una semplificazione bella e buona, poiché l'intero progetto dovrebbe racchiudere nozioni di fisiologia, anatomia, nutrizione, dietetica e scienza del movimento – con particolare riferimento all'apparato muscolo-scheletrico, ai meccanismi ipertrofici, al processo di dimagrimento e alla teoria e metodologia dell'allenamento. Manca in definitiva l'unione di tutto ciò per poter raggiungere il miglior aspetto estetico possibile.

Nella propedeutica, anche di varie "istituzioni ufficiali", è possibile trovare solo vaghi riferimenti quali bozze dietetiche e schede d'allenamento generiche. Il top estetico può tuttavia essere raggiunto solo convergendo: allenamento, alimentazione ed eventualmente (se necessario) integrazione.

È una parte così importante e richiesta che spero sia presto curata meglio da parte della docenza preposta alla preparazione dei personal trainers. Va da sé, che è favorito l'istruttore che di suo ha già buon gusto estetico. Spero presto, e qui chiudo, che ogni scuola di fitness integri la propria didattica con questo fondamentale argomento: l'estetica del corpo.

Desiderio di Apparire

È opinione comune che all'uomo interessi relativamente poco di come apparire agli occhi degli altri. Leggendo di "come curare l'estetica maschile", non è quindi da escludere che molti lettori stiano già "alzando il sopracciglio"; oppure no?

Diciamocelo, l'arco di tempo tra il termine del XX secolo e l'inizio del XXI è stato disastroso per il modello ideale di "virilità". Non parliamo solo di estetica ma di vero e proprio ruolo sociale. Di punto in bianco, l'uomo non comanda più. In lui, questo cambiamento repentino ha tuttavia instaurato un'enorme confusione nell'assegnazione dei ruoli e nella scelta del modello comportamentale.

Oggi, è necessario che l'uomo sia bello, forte (dentro e fuori), coraggioso, sicuro di sé, mascolino, leader, protettivo, buono, sensibile, possibilmente ben dotato, ma non instabile, egocentrico, oppressivo o despotico. L'uomo del XXI secolo è una via di mezzo tra Conan il Barbaro, Woody Allen e Rocco Siffredi.

Una sola cosa non è cambiata nella mente del maschio: per una totale autorealizzazione, egli deve vestire i panni dell'alfa. Essendo in una società civile, dal punto di vista strettamente fisico, questo ruolo è puramente virtuale. Ciò significa che l'alfa deve semplicemente apparire come tale.

Com'è fatto fisicamente il maschio alfa della prima metà del XXI secolo? Dipende dalla moda ovviamente, ma rimangono comunque ideali le figure muscolose, possibilmente con gli addominali in evidenza, alte, con le spalle larghe e un bel lato B.

Quando ciò non avviene – ovvero per il 99,99% della popolazione maschile – aumenta il disagio e, in particolare, quello per la propria immagine corporea. Senza voler fare dell'allarmismo, non possiamo omettere che ad esso si possono correlare veri e propri disturbi del comportamento alimentare (DCA) o, più frequentemente, casi borderline. Con specifico riferimento all'uomo, potremmo parlare di vigoressia (dismorfofobia muscolare), binge eating desorder (BED) e atteggiamenti bulimici; l'anoressia nervosa sembra il meno frequente.

In definitiva, la maggior parte dei "maschietti" non pratica sport o attività motoria semplicemente "per tenersi in forma". Gli intenti salutistici nascondono, il più delle volte, un intenso desiderio di apparire meglio.

Senza dimenticare che una troppo bassa autostima ha, il più delle volte, radici ben più profonde e lontane dall'immagine riflessa nello specchio – aspetto sul quale tutti dovrebbero riflettere – bando all'ipocrisia e vediamo quale potrebbe essere la strada giusta per "correggere" i lineamenti corporei maschili avvicinandoli più possibile a quelli di un modello.

Analisi

Cosa dà Estetica all'Uomo?

Tralasciando i lineamenti del volto, la statura, il portamento, l'abbigliamento e la cura di sé, sicuramente la corporatura è l'aspetto più importante.

La muscolarità in particolare è un carattere sessuale tipicamente maschile, ragione per la quale – che dir si voglia – viene inequivocabilmente accettato come segno di virilità. Ad essa però, è necessario accostare anche i principi di definizione e di proporzione; senza uno qualsiasi di questi tre fattori, la corporatura avrà sempre delle carenze estetiche.

Non parliamo di bodybuilding agonistico o comunque di bodybuilding hard, dove le "grandezze" in gioco sono sicuramente diverse rispetto ai canonici criteri di bellezza.

Indossatore

Per quel che concerne il modello di abiti da sfilata, i volumi muscolari e la percentuale di grasso sottocutaneo richiesti sono in realtà piuttosto semplici da ottenere. Diverso può essere per le proporzioni; queste infatti, richiedono spesso di aumentare l'importanza di un determinato distretto e talvolta di diminuire quella di un altro, per dare armonia alla figura complessiva.

La statura ed il rapporto tra la lunghezza delle gambe e quella del tronco sono scogli difficili da sormontare. Diciamo che, prima di tutto, verranno scelti gli abiti giusti. In secondo luogo esistono dei piccoli trucchi per armonizzare più possibile la figura. Ad esempio, la ricerca di volume delle cosce e dei polpacci dovrà essere direttamente correlata alla loro lunghezza; gambe troppo corte e massicce enfatizzano la loro brevità sulla figura, così com'è vero l'opposto.

Si lavorerà molto sulla dieta ma anche sulla postura, per la quale è necessario fare molta attenzione al trofismo dei muscoli di tutta la parte posteriore delle spalle e della schiena. Sembrano rivestire un ruolo di particolare importanza:

Si applicherà così la Legge di Fick e Borelli - principio secondo cui è possibile modificare la struttura e la lunghezza del muscolo scheletrico in base ad uno specifico stimolo motorio.

A questi esercizi, se necessario, si potrà associare dell'attività aerobica lipolitica, quindi ad alto volume settimanale e bassa-media intensità (60-70% FcMax). La scelta può volgersi a una maggiore ripartizione, ad esempio con 30' in tutte le sedute di muscolazione (15' prima e 15' dopo), o ad una minor ripartizione, ad esempio con 60' da eseguire in maniera indipendente 3 volte a settimana.

Questo lavoro servirà – oltre che a sfruttare una modesta lipolisi diretta – a ottimizzare il metabolismo glucidico, grazie allo svuotamento delle riserve di glicogeno, ma per ottenere una migliore sensibilità insulinica potrebbe essere consigliabile prediligere (o alternare) lavori metabolici ad alta intensità (quindi con elevata componente lattacida).

Fotomodello

Oltre al dettaglio posturale di cui sopra, comunque importante, nel caso del fotomodello si dovrà incrementare il livello ipertrofico e di definizione muscolare.

Assume un ruolo essenziale la messa in evidenza del:

Questi vengono da alcuni definiti come i "muscoli della seduzione". Ipertrofizzate e definite questi muscoli e potrete permettervi qualche piccola lacuna, senza perdere impatto estetico. Il fotomodello o chi si prepara per estetica dovrà comunque ricordare che il trend contemporaneo è quello di un'ipertrofia moderata e un alto grado di definizione.

Attenzione invece alle dimensioni del trapezio, che può predisporre al collo taurino, del quadricipite femorale e del gran dorsale, che richiamano molto la figura dello "spartano".

Ovviamente, il fotomodello deve fare i conti più dell'indossatore con "certe" proporzioni corporee. È vero che la fotografia ha il vantaggio dell'uso di prospettiva, ma questa non fa miracoli. Mentre la statura diventa meno problematica rispetto all'indossatore, il rapporto tra le larghezze di spalle-bacino e tra le lunghezze di tronco-gambe rimangono un problema. Molti fotomodelli, soprattutto chi possiede un'ampia circonferenza vita dovuta a muscoli trasversi ben trofici, compensano queste lacune portando all'estremo la definizione del six-pack; è uno stratagemma paradossale ma interessante.

Questa "scorciatoia" può infatti avere senso, soprattutto perché aumentare o diminuire specifici gruppi muscolari può essere più complicato di quanto si creda. Rimanendo nell'esempio sopra citato, è quasi impossibile isolare il retto dell'addome, escludendo il trasverso, nella totalità degli esercizi basati sulla flessione del busto e dell'anca. In pratica, non è possibile prescindere da certi limiti anatomici.

Prendiamo come altro esempio la figura di un fotomodello carente nel grande gluteo ma con quadricipiti femorali al limite dell'eccessivo. D'istinto, qualsiasi istruttore esclamerebbe: "squat come se piovesse!". D'altro canto, praticare un back squat tradizionale – o peggio un mezzo squat – potrebbe risultare decisamente controproducente perché fortemente stimolante l'anabolismo del quadricipite fino ad 80-90° di flessione della coxo-femorale. Al contrario, si potrà preferire l'esecuzione del mezzo stacco da terra o al limite dell'hip trust.

Modello Fitness

Per il modello fitness, invece, valgono le stesse regole che per il bodybuilding. Cambiano certamente i volumi, che di norma non portano oltre l'altezza-peso (modo semplicistico per indicare una statura di 185 cm e 85 kg di peso).

Cambia molto il lavoro sulla larghezza della schiena, coinvolgendo maggiormente gran dorsale, e sullo spessore, implicando lo stimolo massiccio del gran rotondo.

È decisamente di maggior importanza il trofismo del quadricipite femorale, del bicipite femorale, dei deltoidi e del trapezio. Anche lo sviluppo di un buon tricipite brachiale diventa rilevante.

Si differenzia leggermente il lavoro sul gruppo adduttore, che si effettua più sui fasci distali del gracile, lungo e grande adduttore, evitando l'ipertrofia eccessiva della parte più interna (pettineo e adduttore breve), spesso omettendo esercizi specifici.

Per il resto, l'allenamento e la dieta seguono gli stessi princìpi e regole, ma con ulteriore focus sulla definizione muscolare e sull'evidenza minimamente essenziale delle vene.

Come Fare

Chi inizia una preparazione di natura semi-professionale dovrà entrare in un mondo tutto nuovo. Sono necessari piccoli passaggi e graduali. Troppe variabili su cui porre attenzione possono sconvolgere lo stile di vita del neofita.

La progressione sarà la seguente.

Lavorare sull'allenamento

La prima scheda sarà totalbody (4-6 settimane), composta da esercizi multiarticolari sinergici, per apprendere il gesto, coordinare correttamente i vari muscoli e aumentare un poco di forza in virtù del migliorato controllo neuromuscolare.

Passare quindi ad una scheda split routine (16 settimane, con le dovute correzioni in corso d'opera) dove inseriremo anche esercizi complementari e dove inizieremo anche ad aumentare i carichi.

Una volta ottenuto il condizionamento basale del soggetto, si inizierà a concentrarsi sull'alimentazione.

Lavorare sulla dieta

Il primo passo è la valutazione alimentare, alla quale conseguirà una correzione dietetica; questa fase dura circa 12-18 mesi.

Laddove necessario si applicheranno dei tagli calorici; si parte dall'eliminazione dei junk-food (dolci e salati) e dalla grammatura dell'olio per condimento, per poi passare alla selezione dei cibi di origine animale a basso contenuto lipidico e al peso dei cibi ricchi di carboidrati.

Potrebbero essere necessari eventuali aggiunte o accorgimenti per contribuire a migliorare la composizione corporea. L'integrazione è l'ultimo passo.

L'esperienza insegna che la scelta di effettuare variazioni sulle abitudini alimentari già seguite dal soggetto è spesso quella vincente.

Integrazione alimentare

Per il fotomodello possono essere relativamente utili termogenici (ad esempio a base di caffeina), come supporto alla fase di definizione.

Per il modello fitness invece, può essere necessario supportare la crescita ipertrofica con proteine in polvere e creatina. Alcuni sconsigliano quest'ultima per il timore che possa enfatizzare la ritenzione idrica, ma è un timore per lo più infondato.

Un modello deve essere al top della forma tutto l'anno, quindi, l'oscillazione delle fasi di ipertrofia e di definizione sarà molto leggera.

Dopo circa tre anni, per indossatori, fotomodelli e modelli fitness non sono necessari ulteriori step.

Alcuni fitness model scelgono di far ricorso all'uso di farmaci dopanti. Si tratta di una scelta davvero poco sensata, anche valutando l'altezza degli obbiettivi – grado di volume e definizione richiesti. Con un allenamento duro ed una dieta calibrata, se la genetica e le basi adolescenziali sono ovviamente favorevoli, si possono ottenere risultati da copertina senza ricorrere a prodotti discutibili.

Bisogna comunque agire su un punto per volta secondo la successione condizionamento-allenamento-dieta-integrazione. Passiamo quindi ora a fare qualche esempio di scheda principiante. Ricordiamo, che gli esempi si riferiscono tutti a soggetti giovani e sani, che non richiedano ulteriori particolari accorgimenti –nessun dismorfismo o paramorfismo, fratture o danni articolari, dismetabolismi, asma, complicazioni cardiocircolatorie ecc.

Allenamento

Scheda modello da sfilata principiante

Qualora il soggetto sia un modello da sfilata di abiti, spesso è sufficiente un protocollo Aerobic Anerobic Circuit (AAC), con il 60-70 % FcMax alle macchine cardio, associato solo ad esercizi posturali per l'extrarotazione dell'omero e l'estensione del rachide; in alternativa uno Spot Reduction Circuit dove alle macchine cardio si alternano gli esercizi posturali succitati.

Un esempio di scheda modello principiante può essere:

Questo protocollo principiante potrà esser applicato sino a quattro volte la settimana. Mano a mano che il soggetto sarà condizionato, si ridurrà la frequenza degli esercizi e si aumenteranno volume e intensità così:

  • Riscaldamento generale
  • Bike 10': 60-70% FcMax
  • Treadmill 10': 60-70% FcMax
  • Bike declinata 10': 60-70% FcMax
  • 5' riposo
  • Estensioni del rachide e dell'anca su panca GHB con adduzione delle scapole: 2 set x 12 rep con 90" riposo
  • Estensione orizzontale dell'omero (crocifisso 90°): 1 set x 8 rep con 90" riposo
  • Crunch: 2 set x max rep con 90" riposo
  • Defaticamento.

La progressione successiva potrà separare la seduta cardio dalla seduta anaerobica.

Scheda modello fitness o fotomodello principiante

Veniamo alla scheda principiante per modelli fitness o fotomodelli. La scheda sarà total body, con pochi esercizi multiarticolari volti al condizionamento, al controllo neuromuscolare, all'equilibrio, all'apprendimento del gesto.

Siccome prevedo lo squat, suggerisco di porre all'interno del riscaldamento generale esercizi quali circonduzione con bacchetta e stretching del tendine di Achille al fine di migliorare nel tempo la capacità di esecuzione dell'accosciata.

  • Riscaldamento generale
  • Bike: 5'
  • Squat: 3 set x 12/14 rep con 90" recupero
  • 90" riposo
  • Legs curl: 2 set x 12/14 rep con 90" recupero
  • Riposo 3-5'
  • Distensioni su panca inclinata: 2 set x 12 rep con 90" recupero
  • Trazioni al pulley verticale, mani in supinazione presa larghezza spalle: 2 set x 12 rep con 90" recupero
  • Riposo 3-5'
  • Estensioni del rachide e dell'anca su panca GHB con estensione orizzontale degli omeri: 2 set x 12 rep con 90" recupero
  • Crunch: 2 set x max rep con 90" recupero
  • Bike 5'
  • Defaticamento

La scheda d'esempio, in total body, potrà esser ripetuta fino a quattro volte a settimana, dato che non sarà di nostro interesse l'intensità, quanto l'apprendimento del gesto di esercizi complessi multiarticolari.

Invece, col progredire delle settimane, si richiederà all'allievo di aumentare piano piano il carico, di conseguenza dopo circa un mese passeremo alla prima split routine 2 ways con inserimento di alcuni esercizi essenziali monoarticolari e riduzione delle ripetizioni:

Allenamento A

  • Bike 5' e riscaldamento generale
  • Squat: 1 set x 10 rep
  • 2' riposo
  • Legs curl: 2 set x 8 rep con 90" riposo
  • Slanci posteriori al cavo: 1 set x 10 rep con 90" riposo
  • 3-5' riposo
  • Calf raise seduti: 2 set x 12 rep con 90" riposo
  • Crunch: 2 set x max rep con 90" riposo
  • Bike 5' e defaticamento.

Allenamento B

  • Bike 5' e riscaldamento generale
  • Distensioni su panca inclinata: 2 set x 8 rep con 90" riposo
  • Croci su panca piana: 1 set x 8 rep con 90" riposo
  • Pullover con bilanciere: 1 set x 10 rep con 90" riposo
  • Crocifisso: 2 set x 8 rep con 90" riposo
  • 3-5' riposo
  • Trazioni al pulley verticale, mani in supinazione presa larghezza spalle: 2 set x 8 reo con 90" riposo
  • Flessione degli avambracci, mani in supinazione: 1 set x 8 rep con 90" riposo
  • Estensioni del rachide e dell'anca su panca GHB, con estensione orizzontale degli omeri: 2 set x 10 rep con 90" riposo
  • Bike 5' e defaticamento generale.

Come si può notare ho previsto esercizi di isolamento per i gruppi muscolari che è necessario "staccare" e sui quali è richiesta maggior enfasi per l'estetica maschile (addome, gran pettorale, bicipite brachiale, gran gluteo).

Per il modello fitness, invece, si dovrà lavorare un po' più a tutto tondo. Da questa scheda split 2 ways si potrà prevedere eventualmente anche una 3 ways (soprattutto, ripeto, per i modelli fitness). Per l'uomo, si richiede molta intensità. Le serie saranno poche, con ripetizioni medie, ma dovranno davvero esser eseguite ad alta intensità.

Si ponga attenzione alla corretta esecuzione, ad assicurare tensione costante durante tutto l'arco di movimento e a eseguire le serie a cedimento.

Si possono prevedere sedute cardio di 20-30' a fine allenamento oppure infrasettimanali su sedute apposite.

Dieta

Dieta per l’estetica maschile

Iniziamo ribadendo l'importanza della gradualità; è scorretto stravolgere totalmente le abitudini del soggetto, a prescindere dall'entusiasmo. Solo con una discreta esperienza – rigorosamente sotto la supervisione di un professionista – si potrebbe azzardare una modifica profonda della dieta, ma non è nemmeno detto che sia necessaria. Dipende ovviamente dall'obbiettivo.

Il lavoro di qualsiasi modello è spesso incentrato sul taglio calorico. Questo perché, se da un lato non è necessario giungere a livelli importanti di massa muscolare – con eccezione del modello fitness, che talvolta deve applicarsi molto – dall'altro è essenziale ottenere un ottimo livello di definizione muscolare.

La crescita di massa muscolare, agognata dai culturisti, richiede periodi di dieta ipercalorica – anche se non tanto quanto si usava fare un tempo. Questo raramente avviene per i modelli, che devono mantenere una percentuale di massa grassa sempre piuttosto contenuta – soprattutto fotomodelli e modelli fitness.

Ciò non toglie che, anche in questa categoria, certi "fortunati" possono avvalersi di una buona predisposizione genetica; chi ha "naturalmente" un adipe contenuto, o ha investito tempo e risorse per elevare il proprio metabolismo basale – ad esempio con il reset metabolico (cit.) – può trovare giovamento nell'impiegare mesocicli di ipertrofia pura associata a dieta blandamente ipercalorica.

Per tutti gli altri, risultati soddisfacenti si ottengono raggiungendo la body fat (BF) desiderata – con la speranza di non avere zone "resistenti al taglio" – e lavorando sul mantenimento; la BF dovrà essere molto vicina a quella ideale, in modo da poterla correggere eventualmente nell'arco di pochi giorni.

Alcune scuole di pensiero sulla dieta del modello difendono invece il principio della dieta ipocalorica sbilanciata anche nel lungo termine. Si legge spesso di ripartizioni al 60% carboidrati, 25% proteine e 15% grassi. Questo è essenzialmente sbagliato. Anzitutto perché non è sano né per il fisico, né per la mente rimanere lungamente in ipocalorica, tantomeno se sbilanciata; in secondo luogo, perché è del tutto controproducente. La chiave di un fisico asciutto e prestante, che risponde bene sia all'allenamento che alla dieta, è quella di non indurre l'organismo a reagire malamente al taglio calorico e, al contrario, spingerlo ad attingere all'adipe con "avidità". Per fare ciò, tuttavia, è indispensabile lavorare sui dettagli.

La ripartizione della fase normocalorica – adottabile con BF oscillanti intorno al 12 %, a seconda se parliamo di un modello da sfilata, un fotomodello e un modello fitness – dev'essere al 25-30 % di grassinon al 15 %, o si corre il rischio di tagliare sia le vitamine liposolubili che i grassi essenziali – con proteine equivalenti a circa 1,5-1,8 g / kg e per tutto il resto carboidrati. Per molti potrebbe sembrare utopistico, ma lavorando con particolare attenzione ai dettagli è possibile. Il modello deve quindi conoscere alla perfezione il proprio dispendio calorico normale e organizzare di conseguenza tutte le attività quotidiane. Una passeggiata in bicicletta in più o in meno fa la differenza.

È logico che, partendo da un 18 % di BF, il primo passo sarà un taglio calorico che lo porterà al 12 %. Questa fase è molto "comodamente" collocabile nel periodo che passa dal condizionamento iniziale fino al termine del primo o del secondo anno di attività (dipende dal caso). Non si devono mai adottare, come già ribadito, strategie repentine. In tutto questo periodo, la persona interessata dovrà individuare alla perfezione il proprio fabbisogno, considerando un "allenamento standard".

Con questo valore sarà quindi possibile costruire la nostra strategia di taglio. Avendo piena consapevolezza di "quando" raggiungere un determinato "picco" prestativo, che nel nostro caso è di natura estetica, possiamo quindi programmare l'intervento a puntino.

Per fare un esempio, che in realtà calza perfettamente in tutti e tre i tipi di modello, ma diventa più importante per il model fitness – per le ragioni di cui abbiamo parlato sopra – diciamo che:

  • La dieta ipocalorica oscillerà da un blando 90 % della normocalorica fino ad un 70 %;
  • La ripartizione, solo momentaneamente, può essere stravolta scendendo al 15 % di lipidi, salendo con le proteine fino a 2,0 - 2,2 g / kg, ed eventualmente scendendo con i carboidrati quanto serve (nel rispetto del taglio calorico).

La percentuale di grasso corporeo verrà controllata mediante strumenti non invasivi quali plicometro e impedenziometro.

È chiaro che fumo e alcool diventeranno tabù, esattamente come qualsiasi altro cibo fuori menù.

Un'eventuale integrazione può essere utile ma solo dopo almeno un anno di allenamento (anche più), valutando poi con il professionista che monitora l'alimentazione complessiva.

Indicazioni Finali e Depilazione

È chiaro che il modello, in particolare di tipo fitness, troverà vantaggio nell'essere abbronzato – seppur in misura contenuta – per tutto l'anno. Perciò dovrà effettuare circa una lampada completa a cadenza settimanale per il mantenimento.

Quasi tutti possono usare le classiche macchine ad alta pressione, che danno un colore più scuro. Le pressioni medie denotano un colore più rossiccio.

È consigliabile comunque di provare entrambe le colorazioni prima di giudicare quale possa essere più adatta.

Per i fotomodelli, tatuaggi e piercing sono tabù.

Importanza della depilazione

Per quel che concerne i peli, sappiate che in linea generale hanno effetto coprente. Un uomo non allenato fa bene a tenerseli, ma un modello – soprattutto un fotomodello – deve pensare ad una depilazione totale e che duri più possibile nel tempo.

È vero che, a differenza della definizione, la depilazione può essere effettuata solo in previsione del servizio. D'altro canto, depilarsi una tantum è sempre sconveniente; la ceretta irrita di più e aumenta il rischio di peli incarniti, la padronanza della lametta non è totale e aumenta il rischio di graffi e tagli, e le tecniche come laser e luce pulsata possono non avere subito il migliore dei risultati. Per guarire la pelle da graffi, tagli e peli incarniti ci vogliono molti giorni.

La combinazione migliore è sempre quella di ceretta e laser per la depilazione definitiva; nel lungo termine garantiscono una ricrescita lentissima e di peli apparentemente più sottili. La lametta non fa crescere peli più grossi o di più; si tratta di un effetto ottico dovuto al fatto che questi vengono troncati e crescono in piena sezione, mentre strappandoli – oltre ad impiegare più tempo – spuntano al vertice dove sono più sottili.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer