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Creme solari: quali sono le più sicure?

Creme solari: quali sono le più sicure?
Ultima modifica 07.06.2024
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INDICE
  1. Creme solari: quali ingredienti contengono le migliori?
  2. Cosa c'è dentro la crema solare?
  3. Quali ingredienti devono contenere le creme solari?
  4. Quale componente chimico si usa spesso nelle creme solari?
  5. Quali ingredienti evitare nei solari?
  6. Come sapere se una crema solare è buona?

Creme solari: quali ingredienti contengono le migliori?

Le creme solari non sono tutte uguali: le migliori non irritano la pelle e, oltre a proteggerla a lungo dai raggi solari nocivi, contengono anche agenti idratanti. All'interno del loro INCI troverai ingredienti come ossido di zinco, biossido di titanio ed estratto vegetale di pongamia, filtri chimici come avobenzone e octinoxate - ma anche vitamine, oli naturali emollienti, lenitivi ed elasticizzanti.

Cosa c'è dentro la crema solare?

Nel paper scientifico "Sunscreens and their usefulness: have we made any progress in the last two decades?" ci si interroga su uno dei quesiti più importanti che riguarda le protezioni solari. Ovvero: che progressi ha fatto la cosmeceutica nello sviluppo di prodotti ad elevata tollerabilità della pelle, pensati non solo per evitare le scottature, ma anche capaci di resistere all'acqua e mantenersi stabili sotto i raggi del sole.

Abbiamo visto che molte creme solari contengono ingredienti come ossido di zinco e biossido di titanio, ma anche agenti chimici come mexoryl, avobenzone, bemotrizinol e octocrylene. Gli effetti di questi ingredienti, considerati generalmente a basso impatto tossicologico, non sono ancora del tutto validati dalla scienza moderna, e naturalmente possono cambiare da un tipo di pelle all'altro.

Quando si vanno a leggere le guide alle liste di ingredienti delle migliori creme solari, si trovano molte affermazioni come "nessuna evidenza", "possibile effetto indesiderato" e, peggio ancora, "sembra", seguito da effetti collaterali potenzialmente molto gravi, ma non validati da evidenze scientifiche.

Invitiamo coloro che si espongono al sole con regolarità, specie nelle ore più calde, a discutere del miglior prodotto solare con il loro dermatologo, il quale conosce bene la pelle del paziente e sa quali ingredienti possono dare problemi.

Quali ingredienti devono contenere le creme solari?

In commercio esistono davvero molti tipi di creme solari, ma non tutte garantiscono lo stesso livello di protezione ed efficacia. La prima cosa da considerare, naturalmente, è il fattore SPF, che va da 10 a 50+ e dev'essere obbligatoriamente riportato sull'etichetta, per legge. Con SPF (sun protection factor, ovvero fattore di protezione solare) si intende un prodotto pensato per prolungare l'intervallo di tempo per cui ci si può esporre al sole prima di provocarsi un eritema solare.

Segue poi la capacità di proteggere dai raggi UVB e raggi UVA: se l'etichetta contiene la dicitura UVA cerchiata, il prodotto protegge anche dagli UVB. Nelle etichette moderne, entrambi i raggi sono menzionati separatamente per una maggiore chiarezza.

A questo punto ci si domanda: che cosa devono contenere le creme solari per essere considerate di buona qualità?

In linea generale, salvo allergie, è sempre consigliabile preferire creme solari che contengono esclusivamente filtri fisici e ingredienti antiossidanti. Da evitare, se possibile, i filtri chimici, la cui sicurezza sulla pelle è meno chiara agli esperti.

Per approfondire: Creme Solari Senza Ossibenzone: cosa sapere e quali scegliere

Quale componente chimico si usa spesso nelle creme solari?

All'interno delle creme solari troverai spesso una serie di filtri chimici tra cui:

  • Benzophenone
  • Octinoxate
  • Avobenzone
  • Octocrylene
  • Otossato incapsulato

Ce ne sono ancora tantissimi, e sono i cosiddetti filtri chimici. I filtri chimici agiscono tramite assorbimento e dispersione, andando ad assorbire le radiazioni ultraviolette per convertirle in calore, creando una reazione. In pratica sono sostanze che attivano una reazione chimica che, come tale, funziona meglio a certe temperature. Alcuni ingredienti chimici perdono efficacia se esposti a temperature elevate, facendo un po' perdere lo scopo della crema solare in sé.

I filtri chimici sono utili e offrono protezione ad ampio spettro, ma tendono a bioaccumularsi e sono anche la causa per cui non possiamo farci il bagno in certi mari: sono inquinanti e possono, in alcuni casi, interagire sul sistema ormonale. Naturalmente ogni filtro è un discorso a se stante: quelli che abbiamo elencato sono  quelli che si presume siano i meno impattanti a livello tossicologico, e quelli da ricercare nelle formulazioni delle proprie creme solari.

Per approfondire: Come difendere la pelle dai raggi solari. Intervista all'esperta

Quali ingredienti evitare nei solari?

Le creme solari contengono spesso ingredienti che dovrebbero essere evitati:

  • Siliconi, pensati per creare maggiore aderenza sulla pelle (il cosiddetto waterproof), ma che a lungo andare può causare bio occlusione.
  • Conservanti e coloranti come formaldeide o altre sostanze sul genere dei petrolati (derivati del petrolio).
  • Parabeni, il cui effetto sulla pelle non è ancora stato del tutto chiarito dagli esperti del settore, ma che si pensa possano essere tossici sul lungo andare.
  • Sostanze allergizzanti spesso presenti nelle profumazioni.

Come sapere se una crema solare è buona?

La crema solare è buona e di qualità quando contiene un elevato livello di filtri fisici, pochi filtri chimici e un buon livello di antiossidanti per idratare la pelle. Un buon solare è anche fotostabile, ovvero è capace di conservare nel tempo, e al calore del sole, le sue prestazioni. Alcuni filtri chimici poco tossici tendono anche a disattivarsi col caldo della spiaggia o della piscina, per esempio.

Una buona crema solare protegge ad ampio spettro, sia dai raggi UVB che dai raggi UVA ed ha uno scarso livello di tossicità, non solo per la pelle ma anche per l'ambiente.

In generale, molti marchi che producono solari di alto livello tendono a creare prodotti senza profumo, poiché quest'ultimo può dare irritazioni, sensibilizzare la pelle o addirittura provocare reazioni allergiche nei soggetti vulnerabili.

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