Cellulite, Dieta e Attività Fisica
Ultima modifica 25.03.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Aspetto
  3. Alimentazione e Cellulite
  4. Attività Fisica e Cellulite

Introduzione

Cellulite: Cos’è?

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La cellulite è uno stato infiammatorio del tessuto sottocutaneo che comporta lo sviluppo di noduli dolorosi al tatto e di depositi di grasso; è un processo degenerativo dei tessuti connettivi ed adiposi che colpisce il 95-98% della popolazione femminile e molto raramente quella maschile.

Sarebbe più corretto definirla cellulalgia, pannicolopatia o indurimento cellulalgico; in ogni caso, la cellulite va considerata non solo come problema estetico, ma come una vera e propria malattia.

Negli ultimi 30 anni, il concetto di bellezza femminile si è modificato radicalmente: dalla femminilità florida e abbondante si è passati a fisici più atletici, longilinei, con spalle più larghe e maggior percentuale di muscoli.

Si è quindi sviluppata la consapevolezza di problemi quali l'obesità, le smagliature e la cellulite.
È stata la popolazione femminile ad imporla all'attenzione dei medici; in particolare, le donne prendono in considerazione questo problema - che colpisce giovani e meno giovani, grasse e magre - soprattutto in prossimità della stagione estiva.

Per approfondire: Cellulite: Cos'è nei dettagli

Aspetto

Cellulite: come si presenta?

Generalmente la cellulite si presenta in quattro modi diversi a seconda del livello di gravità:

  1. Non si vede, se non comprimendo con le dita la zona interessata e in condizioni di particolare illuminazione.
  2. Si intravede, si apprezzano ombre leggere, segni di rilievi e grumi cellulitici disegnati sulla pelle.
  3. Il grasso che preme contro le fibre cutanee forma piccole protuberanze, rendendo l'epidermide ruvida e creando la classica pelle a buccia d'arancia.
  4. Presenta buchi e nodosità, si assiste ad un ispessimento del tessuto sottocutaneo e ad un aumento della consistenza di tutta la cute, accompagnato da diminuzione della sua elasticità.
    La struttura al tatto non è uniforme, ma granulosa ed indurita. La zona è dolorante perché i filamenti nervosi sono compressi dall'ispessimento delle fibre connettive.

Tipi di Cellulite

Possiamo distinguere tre tipi di cellulite:

  • Compatta: localizzata generalmente sulla parte superiore ed esterna delle cosce e nei glutei; presente in genere in ragazze molto giovani.
  • Molle: localizzata, generalmente, nell'interno delle cosce e nelle braccia; presente di norma in donne oltre i 30 anni.
  • Edematosa: connessa a disturbi del circolo venoso; colpisce in genere gli arti inferiori.

Nel 60% dei casi, i tre tipi di cellulite sono associati.

La sintomatologia è caratterizzata da calore al tatto, sensazione di peso e stanchezza nelle gambe, formicolii alle dita dei piedi, facilità ai lividi, dolori muscolari e alterazioni locali nei capillari, con rottura degli stessi (in questo caso rivolgersi ad un angiologo).

Nel caso si volesse la certezza matematica di trovarsi in presenza di cellulite si può ricorrere alla "termografia".

Le zone in cui si localizza di preferenza sono le natiche, il ventre, i polpacci, l'esterno delle cosce, la nuca e le braccia.

Anomalie frequenti sono il cosiddetto "stivale" - in presenza del quale la cellulite colpisce la caviglia, il polpaccio e il ginocchio, dando origine a disturbi circolatori - il "salsicciotto" - con cellulite localizzata nella zona posteriore della coscia, vicino all'articolazione del ginocchio - e la "culotte de cheval" o "pantaloni da cavallerizza", con eccessiva iperlordosi lombare e addome prominenterilassamento muscolare e cellulite nella zona dei glutei e delle cosce.

Alimentazione e Cellulite

Dieta Anti Cellulite: Cosa Fare e Cosa Mangiare

Come si è visto, la cellulite è una condizione infiammatoria dei tessuti, sostenuta da problemi circolatori e da uno stato di intossicazione generale.
Questo comporta che la dieta, congiuntamente agli altri trattamenti, dovrà mirare alla disintossicazione dell'organismo.

Ecco di seguito alcuni punti da ricordare nell'impostazione di uno schema dietetico in presenza di cellulite:

Attività Fisica e Cellulite

Il trattamento della cellulite non può essere univoco, ma deve avvalersi di terapie specifiche, attività fisica e diete appropriate.

È da sottolineare  che le cure "locali" (massaggi, agopuntura, talassoterapia, idromassaggi, saune, termomassaggi, linfodrenaggio, mesoterapia, bagni, applicazioni ecc.), avulse da un piano d'intervento che coinvolga ginnastica e dieta, possono portare a miglioramenti in genere non superiori al 50% dello stato patogeno.

Il trattamento sarà condizionato dallo stato di gravità della cellulite; a seconda delle fasi si ricorrerà a metodiche dolci, tipo ginnastica e trattamenti localizzati, fino al trattamento chirurgico (tenendo presente che il risultato ottenuto non sarà comunque definitivo e la cellulite potrà riformarsi).

L'attività fisica riveste un ruolo di primaria importanza nel trattamento e nella prevenzione di questa patologia; il movimento, infatti, aumenta il tono dei muscoli e rimette in funzione gli adipociti che li ricoprono, innescando il processo che porta a bruciare quelli in eccesso e aumentando l'ossigenazione e la rigenerazione cellulare.

Per approfondire: Cellulite: Rimedi e Attività Fisica

Cellulite: Quale Attività Fisica praticare in Palestra?

Si è visto che una delle cause della cellulite è il ridotto volume muscolare.
Il tessuto muscolare, a livello metabolico, è da 10 a 20 volte più attivo di quello adiposo, sia a riposo che in attività. Quindi, un muscolo tonico e ben sviluppato è di per sé garanzia di assenza di cellulite.

In effetti, è pressoché impossibile, o molto raro, vedere un culturista o un atleta di fitness con la cellulite.

Tenendo però presente che si tratta di un'infiammazione del tessuto sottocutaneo, dobbiamo adottare strategie di allenamento che non aggravino questo processo flogistico.
Dobbiamo quindi evitare che l'intensità dell'esercizio provochi massiccia produzione di acido lattico e microlesioni muscolari.

Nell'impostazione di un programma di bodybuilding bisogna tenere sempre presente il concetto di gradualità, partendo da esercizi a corpo libero o con piccoli sovraccarichi.

Prendetevi il tempo necessario per realizzare dei cambiamenti di rilievo (almeno un anno), poiché mai come in questo caso la fretta è controproducente; riattivare un tessuto inerte, infatti, è un processo che richiede tempo.

Occorre dare la giusta importanza all'attività aerobica, per riattivare la circolazione, ma soprattutto alle metodiche come il circuit training, i circuiti aerobici, P.H.A. ecc.