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Caduta dei capelli: cosa fare, quando e come intervenire

Caduta dei capelli: cosa fare, quando e come intervenire
Ultima modifica 19.03.2024
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INDICE
  1. Caduta dei capelli: cosa fare e quando preoccuparsi
  2. Visita tricologica
  3. Su cosa si basa la terapia
  4. Terapia farmacologica

Caduta dei capelli: cosa fare e quando preoccuparsi

La caduta dei capelli può essere fisiologica o patologica. Spesso ci si preoccupa senza una vera motivazione. Facciamo chiarezza.
Una delle preoccupazioni più comuni che affligge i pazienti che arrivano nel mio studio è la caduta dei capelli. Cominciamo con il dire che questo è un fenomeno assolutamente fisiologico e un capello cade, perché si completa quello che è un ciclo del follicolo che lo genera, lasciando posto a un nuovo capello che comincia a crescere. Questo è molto importante da comprendere perché troppo spesso il paziente interpreta la caduta dei capelli come un qualcosa di negativo, ma bisogna capire che questa non determina, quando non vi sono cause particolari, un diradamento della chioma perché ogni annesso cutaneo che cade, viene rimpiazzato.

La caduta, tuttavia, va sempre contestualizzata e quantificata perché in alcuni casi, quando eccessiva, potrebbe nascondere una patologia sottostante. E' quindi buona norma rivolgersi ad un medico tricologo per una visita qualora notaste una caduta eccessiva ed anomala.

Per approfondire: Caduta dei capelli: perché avviene e quando è eccessiva

Visita tricologica

Questo è uno step di fondamentale importanza per impostare un protocollo terapeutico ad hoc per il paziente in base alla sua problematica.
In cosa consiste?
Di norma faccio un'accurata raccolta anamnestica del paziente per valutare se esiste della familiarità per problematiche analoghe, un'indagine dermatoscopica del cuoio capelluto per andare a sincerarmi della condizione della cute e dei follicoli piliferi e di norma quando arriva una richiesta di appuntamento per una visita tricologica, chiedo al paziente di venire già munito di analisi
ematochimiche o sarò io a prescrivere le indagini di controllo necessarie per impostare un'adeguata terapia durante la visita stessa.
Solo alla luce della raccolta di questi dati è possibile a quel punto impostare un protocollo terapeutico adeguato.

Su cosa si basa la terapia

I protocolli che di solito prescrivo ai miei pazienti sono sempre combinati e soprattutto cuciti in base alla loro specifica condizione.
Non esiste un protocollo che possa andare bene per tutti i pazienti perché non soltanto bisogna tener conto della patologia, ma il riuscire a comprendere l'aspetto psicologico e le aspettative del paziente è quello che può farci realmente impostare un protocollo terapeutico che faccia la differenza.
Ad oggi abbiamo diverse opzioni terapeutiche che possono sinergicamente contribuire ad un risultato finale.
La terapia farmacologica è un pilastro fondamentale della terapia tricologica e ad oggi i farmaci che si utilizzano sono ancora quelli "storici" come la finasteride ed il minoxidil.

Per approfondire: Menopausa e caduta capelli: prevenzione e buone abitudini

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica è un pilastro fondamentale della terapia tricologica e ad oggi i farmaci che si utilizzano sono ancora quelli "storici" a base dei seguenti principi attivi: finasteride ed il minoxidil.

Il minoxidil è un principio attivo che in principio, nel 1970, fu utilizzato per l'ipertensione arteriosa refrattaria e dopo aver notato che nei soggetti in terapia si aveva un aumento dei peli e dei capelli cominciò, nel 1986, ad entrar a far parte della terapia tricologica per l'alopecia.
E' in primis un vasodilatatore ma i suoi effetti positivi sono molteplici:

  1.  Aumento della fase anagen del capello (Fase di crescita).
  2. Stimolo sul Wnt/B catenine pathway che dà l'input per l'iniziazione della formazione del follicolo pilifero, nel prolungamento della fase anagen e nella crescita del capello.
  3. Azione rilassante sui vasi che determinano un aumentato apporto di nutrienti ed ossigeno al follicolo pilifero.
  4. Riduzione dell'infiammazione perifollicolare con un'azione soppressiva sui linfociti T e azione inibitoria sulla prostaciclina e sull'interleuchina-1.
  5. Stimola la sintesi della prostaglandina 2 (PGE2) che ha un effetto citoprottetivo sulle cellule del follicolo

La finasteride è l'altro principio attivo che si utilizza per l'alopecia androgenetica (AGA) e agisce andando ad inibire il processo di alfa riduzione del Testosterone evitando che questo possa essere convertito in Diidrotestosterone che è il vero responsabile dell'AGA.

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Autore

Dott. Cristiano Guerra
Laureato in medicina e chirurgia presso l’università di Roma la Sapienza. Iscritto all’ordine dei medici di Roma n. 61449 Master di II livello in Medicina Estetica presso l’Università di Roma Tor Vergata. Master di II Livello in Tricologia presso L’Università di Roma La Sapienza. Scuola di formazione SITRI (Società Italiana di Tricologia) Mi occupo esclusivamente di Tricologia e di Medicina Estetica e Rigenerativa. Ho il mio studio a Roma