Tricipite Brachiale
Ultima modifica 10.11.2021
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Anatomia
  4. Funzione
  5. Infortuni
  6. Allenamento
  7. Video Esecuzione: Push Down al Cavo

Generalità

Il tricipite brachiale è il muscolo che, da solo, copre l'intero compartimento posteriore del braccio e che svolge, principalmente, la funzione di estensore di gomito.
Esso è costituito da tre capi muscolari, chiamati capo lungo, capo laterale e capo mediale, i quali originano dalla scapola, il primo, e dall'omero, il secondo e il terzo, e convergono in un tendine d'inserzione comune, che si aggancia alla porzione posteriore dell'olecrano dell'ulna, sull'avambraccio.
Oltre a contribuire all'estensione del gomito, il tricipite brachiale partecipa, esclusivamente con il suo capo lungo, anche ai movimenti di estensione e adduzione di spalla; sempre con il capo lungo, poi, aiuta a mantenere centrata la testa dell'omero all'interno della cavità glenoidea.

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Cos'è

Tricipite Brachiale: Cos’è?

Il tricipite brachiale, o semplicemente tricipite, è l'unico muscolo del compartimento posteriore del braccio nonché il principale estensore di gomito (estensione di gomito = movimento che aumenta l'angolo tra avambraccio e braccio).

Il tricipite brachiale, allo stesso modo del bicipite brachiale, è un muscolo particolarmente caro a chi è dedito all'allenamento in palestra, in quanto simbolo per eccellenza di braccia forti e ipertrofiche.

Origini e Inserzioni dei Muscoli: un breve ripasso

muscoli del corpo umano presentano sempre due estremità preposte all'ancoraggio con l'osso: una è il tendine di origine (o semplicemente origine), l'altra è il tendine d'inserzione (o semplicemente inserzione).
Prende il nome di origine l'estremità tendinea che rimane fissa durante la contrazione muscolare, mentre è detta inserzione l'estremità tendinea che si muove nel corso della contrazione del muscolo.

La parte centrale dei muscoli, ossia la porzione carnosa compresa tra origine e inserzione, è il cosiddetto ventre muscolare; quest'ultimo è costituito da fibre muscolarivasi sanguigni e tessuto connettivo.

Anatomia

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Considerato che da solo copre l'intera porzione posteriore del braccio (e dell'omero, l'osso del braccio), il tricipite brachiale è un muscolo relativamente grande.

Esso è costituito da tre capi muscolari, chiamati capo lungo, capo mediale e capo laterale, i quali presentano un'origine distinta, suddivisa tra omero e scapola, e un'inserzione comune, localizzata a livello dell'ulna.

Grazie al capo lungo, cha si estende tra scapola e ulna, il tricipite brachiale risulta essere un muscolo bi-articolare; infatti, le articolazioni che sormonta e che contribuisce a muovere sono due: la gleno-omerale della spalla e l'omero-ulnare del gomito (gli altri due capi, invece, sormontano e muovono una sola articolazione, quella del gomito).

In biomeccanica, sono definiti biarticolari i muscoli che sormontano due articolazioni differenti e, tramite la loro contrazione, provvedono ad alcuni movimenti di entrambe.

Origine del Tricipite Brachiale

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Il muscolo tricipite brachiale presenta tre origini: quella del capo lungo, quella del capo laterale e quella del capo mediale.

Origine Capo Lungo

Il capo lungo del tricipite brachiale origina dal tubercolo infraglenoideo, un'area ossea ruvida situata immediatamente sotto la cavità glenoidea.

È tuttavia importante precisare che parte delle sue fibre tendinee d'origine prende contatti anche con l'adiacente tratto di cercine glenoideo (il cercine è l'anello di fibrocartilagine che circonda il bordo della cavità glenoidea) e con la capsula dell'articolazione gleno-omerale della spalla.

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Origine Capo Laterale

Il capo laterale del tricipite brachiale trova origine sulla porzione prossimale posteriore dell'omero, in due distinti punti:

  • Da una stretta cresta ossea posta appena sopra il solco radiale (o solco del nervo radiale) e
  • Dal setto intermuscolare laterale.

Origine Capo Mediale

Il capo mediale del tricipite brachiale trae origine anch'esso sulla porzione prossimale posteriore dell'omero, in tre punti distinti:

  • Da una particolare area triangolare situata appena sotto il solco radiale (o solco del nervo radiale),
  • Dal setto intermuscolare mediale e
  • Dal setto intermuscolare laterale.

Decorso del Tricipite Brachiale

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I tre capi muscolari del tricipite brachiale seguono un decorso longitudinale, che li indirizza verso l'ulna, ossia l'osso dell'avambraccio che fornisce l'aggancio per il loro tendine d'inserzione comune.

Inizialmente, avendo origine differente, capo lungo, capo mediale e capo laterale sono nettamente separati; dopodiché, circa a metà braccio, i tre ventri si incontrano, andando a formare una struttura muscolare in apparenza unitaria (in realtà, i tre capi conservano una loro identità).

Il capo laterale percorre l'omero sul fronte laterale; il capo lungo e il capo mediale, invece, giacciono sul fronte mediale, con il primo che sovrasta il secondo per buona parte della sua estensione (motivo per cui il capo mediale è visibile solo distalmente).

Occorre precisare che, in realtà, in termini di profondità, il capo mediale è inferiore anche al capo laterale che gli scorre accanto.

Come anticipato, la meta è la porzione prossimale dell'ulna; quest'ultima, quando il corpo umano assume la cosiddetta posizione anatomica (arti superiori lungo i fianchi con i palmi rivolti in avanti) è l'osso mediale dell'avambraccio.

Inserzione del Tricipite Brachiale

Il tricipite brachiale termina il proprio decorso con un'inserzione tendinea che si aggancia, principalmente, alla porzione posteriore della superficie prossimale dell'olecrano dell'ulna e, con un numero più ridotto di fibre, alla capsula dell'articolazione omero-ulnare del gomito e alla fascia profonda dell'avambraccio (detta anche fascia antibrachiale).

Relazioni: Con Chi confina il Tricipite Brachiale?

  • In sede prossimale, il capo lungo del tricipite brachiale è coperto dal bordo posteriore del muscolo deltoide; inoltre, giace anteriormente al muscolo piccolo rotondo (muscolo della cuffia dei rotatori) e posteriormente al muscolo grande rotondo (stabilizzatore scapolare).
  • Capo lungo e capo laterale del tricipite brachiale sovrastano il capo mediale.
  • Il capo lungo concorre alla formazione di tre spazi anatomici situati a livello dell'ascella: si tratta dello spazio quadrangolare, dello spazio triangolare (o spazio triangolare superiore) e dell'intervallo triangolare (o spazio triangolare inferiore).
    • Lo spazio quadrangolare risiede sotto l'articolazione gleno-omerale.
      Il capo lungo del tricipite brachiale ne costituisce il bordo mediale, mentre il muscolo sottoscapolare ne segna il confine anteriore, il piccolo rotondo il bordo superiore, il grande rotondo il bordo inferiore e, per finire, la diafisi dell'omero il bordo laterale.
      La funzione dello spazio quadrangolare è fornire lo spazio per il passaggio del nervo ascellare e dell'arteria circonflessa posteriore dell'omero da davanti alla spalla a dietro la spalla.
    • Lo spazio triangolare si colloca medialmente allo spazio quadrangolare.
      Il capo lungo del tricipite brachiale ne demarca il bordo laterale, mentre muscolo sottoscapolare, muscolo grande rotondo e muscolo piccolo rotondo ne segnano, rispettivamente, il bordo anteriore, il bordo inferiore e il confine posteriore.
      All'interno dello spazio triangolare transita l'arteria scapolare circonflessa.
    • L'intervallo triangolare giace inferiormente allo spazio quadrangolare.
      Il capo lungo del tricipite brachiale ne costituisce il bordo mediale, mentre muscolo sottoscapolare, muscolo grande rotondo e omero ne segnano, rispettivamente, il confine anteriore, il bordo posteriore e il bordo laterale.
      L'intervallo triangolare è adibito al passaggio del nervo radiale e dell'arteria brachiale profonda.
  • Tra tricipite brachiale e bicipite brachiale, sia lateralmente che medialmente, vengono a formarsi due solchi, chiamati solco bicipitale laterale e solco bicipitale mediale.
    Nello spazio compreso all'interno del solco bicipitale laterale transita il nervo radiale; nello spazio compreso all'interno del solco bicipitale mediale, invece, scorrono l'arteria brachiale, il nervo mediano e il nervo ulnare.
  • Capo laterale e capo mediale originano, rispettivamente, poco sopra e poco sotto il solco radiale; all'interno del solco radiale scorrono il nervo radiale (da cui il nome) e l'arteria e la vena brachiale.

Innervazione del Tricipite Brachiale

Il nervo radiale è una delle cinque branche terminali del plesso brachiale; in esso convergono fibre nervose provenienti dai nervi spinali C5, C6, C7, C8 e T1.

L'innervazione del tricipite brachiale spetta ad alcuni fasci nervosi del nervo radiale: i fasci provenienti dal nervo spinale C6 raggiungono il capo laterale; i fasci provenienti dal nervo spinale C7 giungono al capo lungo; infine, i fasci provenienti dal nervo spinale C8 controllano il capo mediale.

Vascolarizzazione del Tricipite Brachiale

Il muscolo bicipite brachiale riceve sangue ossigenato principalmente dall'arteria brachiale profonda e dall'arteria collaterale ulnare superiore, le quali sono entrambe branche dell'arteria brachiale.

È poi da segnalare il rifornimento sanguigno del solo capo laterale garantito dall'arteria circonflessa posteriore dell'omero.

Antagonista del Tricipite Brachiale

Il principale muscolo antagonista del tricipite brachiale è il bicipite brachiale, il più importante elemento muscolare del compartimento anteriore del braccio.

Per approfondire: Bicipite Brachiale: Anatomia, Funzione e Infortuni

Funzione

Tricipite Brachiale: A Cosa Serve?

Il tricipite brachiale partecipa al movimento di due articolazioni: l'articolazione gleno-omerale della spalla e l'articolazione omero-ulnare del gomito.

Come si vedrà nei prossimi due paragrafi, i movimenti di cui è protagonista questo muscolo sono all'ordine del giorno.

Tricipite Brachiale e Movimenti dell'Articolazione Gleno-Omerale

Con il solo capo lungo, il muscolo tricipite brachiale contribuisce ai movimenti di estensione e adduzione dell'articolazione gleno-omerale della spalla.

L'estensione di spalla è il movimento tramite cui si porta il braccio dietro la linea del tronco; si oppone alla flessione, che, invece, è il movimento di sollevamento del braccio di fronte a sé e sopra la testa (anteposizione ed elevazione overhead del braccio).

L'adduzione di spalla è il movimento che permette di avvicinare il braccio al piano sagittale mediano; si contrappone all'abduzione, che, invece, consente di sollevare il braccio lateralmente, allontanandolo dal piano sagittale mediano.

Occorre precisare che il capo lungo del tricipite brachiale interviene nell'estensione e nell'adduzione di spalla soltanto negli ultimi gradi di movimento.

Estensione e adduzione di spalla sono movimenti quotidiani: ogni volta che si prende il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni si estende e si adduce il braccio.

Tricipite Brachiale e Movimenti del Gomito

A livello del gomito, il tricipite brachiale si occupa di controllare il movimento di estensione attiva dell'articolazione.
Questa è, senza dubbio, la funzione più importante del tricipite brachiale.

L'estensione di gomito è il movimento che aumenta l'angolo tra braccio e avambraccio.

L'estensione di gomito è un movimento comune, che si compie tutte le volte che si porge a una persona un oggetto appena estratto da una tasca.

Estensione Attiva ed Estensione Passiva

L'estensione attiva di gomito è un movimento contro gravità che comporta la contrazione del tricipite brachiale.
Non va confusa con l'estensione passiva, che è invece a favore di gravità e che non è sottocontrollo del tricipite brachiale ma del bicipite brachiale (contrazione eccentrica).
Si assiste a un movimento di estensione passiva tutte le volte che si appoggia un oggetto pesante a terra (in questo frangente, è il bicipite brachiale, con un contrazione eccentrica, a compiere il lavoro muscolare).

Altre Funzioni del Tricipite Brachiale: Ruolo nella Stabilità della Spalla

Collegandosi alla capsula dell'articolazione gleno-omerale, il capo lungo del tricipite brachiale ricopre anche una funzione stabilizzatrice nei confronti della medesima articolazione.

In particolare, aiuta a centrare la testa dell'omero all'interno della cavità glenoidea, preservando l'articolazione dal fenomeno della lussazione inferiore di spalla (si veda l'articolo sulla Lussazione di Spalla).

Infortuni

Contratture, stiramenti e strappi sono infortuni che raramente interessano il muscolo tricipite brachiale.

Decisamente più frequenti, invece, sono le tendinopatie a carico dell'inserzione tendinea che si aggancia sull'olecrano dell'ulna.

Le tendinopatie dell'inserzione del tricipite sono generalmente infortuni da sovraccarico funzionale, che causano dolore nella regione posteriore del gomito.

Allenamento

Tricipiti: Esercizi per Allenarli in Palestra

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In palestra, gli esercizi migliori per allenare il tricipite brachiale sono:

  • French press con manubri o bilanciere;
  • French press ai cavi o con corda;
  • Push down ai cavi, con corda o con elastici (si può eseguire anche con presa inversa);
  • Tiger push-up (esercizio completamente a corpo libero);
  • Kick back per tricipiti (sono estensioni di gomito con busto piegato a 90°);
  • Estensioni di gomito dietro la testa con manubrio o con bilanciere (se si usa il bilanciere, meglio optare per quello sagomato);
  • Push-up a presa stretta (l'appoggio delle mani non deve superare la larghezza del tronco)
  • Bench press (Panca piana) con bilanciere o con manubri a presa stretta (braccia vicino al tronco e presa non più stretta del tronco).

Video Esecuzione: Push Down al Cavo

Focus sull'omero vicino al torace e che non oscilla avanti e indietro

Guarda il video

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza