Smettere di Camminare: Cosa Succede al Corpo

Smettere di Camminare: Cosa Succede al Corpo
Ultima modifica 08.04.2021
INDICE
  1. Camminare: come farlo e quanto
  2. Cosa succede se non camminiamo abbastanza
  3. Come ricominciare in modo graduale

La maggior parte delle persone conduce una vita sedentaria, aumentata ancora di più con l'incremento dello smart working dovuto alla pandemia di Covid-19.

Questa modifica delle abitudini determina che durante il corso delle giornate si cammini molto poco, con considerevoli conseguenze negative sulla propria salute.

Camminare: come farlo e quanto

Camminare è l'attività fisica aerobica più semplice da compiere. Spesso sottovalutata perché non considerata al pari di altre, è invece molto importante per mantenere in salute corpo e spirito.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità si dovrebbero compiere circa diecimila passi al giorno per stare bene. Tradotto in distanza fanno circa sette chilometri e anche se può sembrare tanto, in realtà per arrivare a quel traguardo, o comunque raggiungere un livello soddisfacente di movimento giornaliero, basterebbe camminare circa 30 minuti ogni giorno. L'ideale sarebbe farlo a passo da medio a sostenuto.

Benefici della camminata

I benefici di compiere camminate regolarmente sono diversi.

Per prima cosa camminare aiuta a ridurre il livello di colesterolo "cattivo" e ad alzare quello "buono". Inoltre, contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa, a migliorare il sistema cardio circolatorio e quello respiratorio e a controllare il rischio di diabete di tipo 2.

Senza contare che passeggiare a un'andatura costante è anche un ottimo modo per bruciare calorie e perdere peso. Una passeggiata di 60 minuti a quattro chilometri all'ora, per esempio, consente di bruciare fra le 100 e le 200 calorie.

Anche la mobilità delle articolazioni ne giova, così come la flessibilità del corpo.

Ma i benefici della camminata non riguardano solo il fisico. Tra gli effetti positivi dell'attività aerobica, infatti, c'è anche quello di migliorare l'umore, grazie alla produzione di endorfine e di bilanciare gli ormoni dello stress prodotti nell'arco della giornata, riducendoli notevolmente.

Per intensificare la camminata si può passare all'Interval Walking.

Camminare è uno dei modi per muoversi di più ogni giorno.

Una valida alternativa, che aumenta i benefici dell'esercizio, può anche essere quella di camminare in acqua.

Cosa succede se non camminiamo abbastanza

Il nostro organismo si abitua velocemente al movimento, mettendo in atto alcuni processi fisiologici che cessano automaticamente quando si ritorna a uno stile di vita completamente sedentario.

Non camminare mai o farlo molto meno rispetto al solito può quindi portare a seri problemi per la salute.

Oltre agli effetti più gravi ed eclatanti, ne esistono diversi collaterali, da non sottovalutare.

Perdita della resistenza

Quando la routine quotidiana di camminata si interrompe, uno dei primi aspetti che si possono notare è la perdita di un po' di resistenza, soprattutto se la camminata non viene sostituita con altre forme di esercizio.

Se il sistema cardiovascolare non riceve lo stesso stimolo quotidiano, si potrebbero iniziare ad avere maggiori difficoltà nello svolgere attività comuni come cucinare, salire le scale o riporre la spesa.

Per mantenere alto il livello di resistenza e il sistema cardiocircolatorio in salute, l'ideale sarebbe riuscire a compiere almeno 150 minuti di esercizio aerobico di intensità moderata a settimana.

Le passeggiate però non solo l'unico modo per arrivare a questo obiettivo. Esistono infatti diverse opzioni come aerobica, zumba, nuoto, bici o cyclette e molto altro.

Irrigidimento di fianchi e anca

Camminare è un ottimo modo per sciogliere i fianchi tesi. Ma smettere di farlo e riempire quel tempo con ulteriori ore passate seduti, sul lungo periodo, può portare a un loro irrigidimento e a sviluppare dolore all'anca.

Nel caso il lavoro imponga di stare tutto il giorno alla scrivania, assumere una postura adatta può sicuramente aiutare, ma non annulla completamente la tensione muscolare causata dallo stare seduti da 40 a 50 ore ogni settimana.

In generale, se si rimane in una posizione per troppo tempo, il corpo non gradisce e a risentirne notevolmente sono la mobilità dell'anca e la scioltezza dei fianchi, che gradualmente diminuiscono.

Se camminare non è un'opzione, eseguire alcuni allungamenti dei flessori dell'anca durante la giornata può aiutare ad alleviare un po' di tensione e dolore.

Dolore alla schiena

Stare seduti tutto il giorno non è la cosa migliore per il mantenimento di una postura adeguata e questo può portare a diversi problemi di salute della schiena e dolore. In particolar modo, a causa anche del ridotto rilascio di endorfine, a risentirne potrebbe essere la parte bassa.

Come ricominciare in modo graduale

Se lo stop alle camminate è determinato da una causa di forza maggiore come un intervento chirurgico o un infortunio, una volta ripresi non si deve aver fretta di ricominciare subito ad allenarsi con il ritmo di prima. Riprendere in modo brusco o sottoponendo il proprio corpo a uno sforzo eccessivo, può infatti aumentare il rischio di incorrere in dolore ai piedi o alla caviglia o, nei casi peggiori, in lesioni e infortuni.

Per quanto riguarda la camminata o il jogging, dunque, il consiglio è di concedersi il giusto tempo per riprendersi e aumentare gradualmente la distanza percorsa e la velocità con il passare del tempo. Il primo giorno si può iniziare con 10 minuti di camminata, per poi arrivare a 30, 60 minuti o ancora di più, a seconda degli obiettivi che si vogliano raggiungere.