Bodybuilding e Capacità Atletiche: il Bodybuilder è uno Sportivo?

Bodybuilding e Capacità Atletiche: il Bodybuilder è uno Sportivo?
Ultima modifica 08.02.2021
INDICE
  1. Introduzione
  2. Capacità Atletiche
  3. Cultura Estetica
  4. Lato Oscuro
  5. Conclusioni

Introduzione

In questo articolo parleremo di bodybuilding, ma non di aspetti puramente tecnici, bensì dell'opinione collettiva nei confronti di questa attività.

Bodybuilding e Capacità Atletiche Shutterstock

Discuteremo della natura stessa del culturismo e della cultura estetica in generale; più precisamente dei punti comuni e delle differenze con le discipline sportive.

L'argomento è piuttosto ostico, poiché negli ultimi decenni il bodybuilding si è guadagnato una pessima reputazione – soprattutto a causa dell'evidente abuso di sostanze dopanti. Pertanto, al culturismo molti associano un'immagine di insalubrità, ignoranza e goffezza.

Lo sport invece… "è pur sempre sport!". Questo luogo comune rende perfettamente chiaro che le varie discipline sportive – seppur ripetutamente toccante dall'oscura mano della chimica farmacologica illegale, soprattutto nel professionismo – a prescindere da tutto, continuano a suscitare reazioni e pensieri positivi.

Nota: in qualunque sport è possibile fare uso di doping, poichè sotto questa categoria rientrano molti tipi di principio attivo; non parliamo solo di steroidi quindi, ma anche di altri anabolizzanti sostanze bronco-dilatatrici, che aumentano la sintesi di emoglobina, che migliorano la concentrazione, che riducono la tensione nervosa ecc.

Complice di questo meccanismo deviato, anche l'dea totalmente sbagliata che il bodybuilding non richieda alcuna delle utilissime capacità atletiche, invece necessarie nelle varie discipline sportive.

Non c'è quindi da meravigliarsi che, ad oggi, il culturismo rappredenti il "polo opposto" dello sport.

Capacità Atletiche

Sotto la dicitura di "capacità atletiche" potremmo racchiudere sia le condizionali (forza, resistenza, velocità, in tutte le loro varianti), sia le coordinative (generali e speciali); ad esse potremmo aggiungere anche la flessibilità muscolare e la mobilità articolare.

Siamo sicuri che nel bodybuilding non sia coinvolta nessuna delle suddette capacità condizionali?

Assolutamente no!

Capacità atletiche nel bodybuilding

Il diametro trasverso del muscolo è coinvolto in primo piano nell'espressione di forza, assieme ovviamente alle capacità nervose, di coordinazione intra e intermuscolare, ecc.

La correlazione è valida sia in una direzione che nell'altra. Quindi:

Tutto questo, ovviamente, è relativo alla soggettività e alle altre condizioni generali. Nel senso che le risposte di adattamento ed i risultati variano dalla predisposizioni indivituali all'anabolismo, all'alllenamento, alla condizione di partenza ecc.

Poichè la crescita muscolare risponde a più stimoli biochimici, e siccome ognuno di noi può essere sensibile a questi ultimi in maniera differente, non c'è da meravigliarsi che le tabelle e le diete consentano di aumentare la massa muscolare con notevoli differenze a seconda del caso.

Alla pratica di bodybuilding si richiede una contiunua stimolazione della capacità di forza. Questa ovviamente è un mezzo per ottenere ipertrofia muscolare e non il fine ultimo dell'attività, o almeno all'apparenza. Ciò non toglie che l'allenamento - per le ragioni descritte sopra - non possa essere strutturato senza ricercare la massima capacità di forza; diversamente, i risultati non saranno mai al vertice delle possibilità individuali.

In poche righe abbiamo già sfatato il falso mito che "per praticare culturismo non serve alcuna capacità atletica". Il bodybuilder si allena nell'espressione di forza tanto quanto un atleta, solo che per certi versi (ad esempio sul piano tecnico di certi esercizi) lo fa in maniera "differente".

Peraltro, ad oggi molti culturisti - non parliamo solo di professionisti, ovviamente, ma in particolare di agonisti a livelli inferiori o semplici amatori - hanno integrato l'attività tradizionale di bodybuilding con numerosi protocolli paralleli. Questa ibridazione nasce dalla consapevolezza che il sollevatore di pese debba sviluppare, a prescindere dal fine ultimo, anche:

  • Forza pura e tecnica specifica degli esercizi pesanti in stile powerlifting (stacco da terra, squat, distensioni in panca piana, rematore ecc.);
  • Funzionalità del movimento, soprattutto mediante esercizi callistenici (tutte le varianti di trazione alla sbarra, dip alle parallele ecc.)

Oggi il bodybuilding è, dal punto di vista delle capacità atletiche, da considerare un vero e proprio sport - anche considerando l'impegno che richiede nella gestione della dieta, decisamente superiore alla maggior parte delle discipline sportive.

Di sicuro il culturista non sarà mai veloce come un velocista, resistente come un endurance, flessibile, mobile e agile come un ginnasta; ma, a conti fatti, non è nemmeno interessato ad esserlo.

Tuttavia, non si deve nemmeno commettere l'errore di credere che, all'aumentare dei volumi muscolari, diminuiscano le altre capacità atletiche – come velocità, resistenza, flessibilità e mobilità. Oppure, che un muscolo gonfio non sia "altrettanto forte".

Ovvio che la muscolatura di un bodybuilder "aiutato" dai farmaci, soprattutto in assenza di un protocollo specifico e ben fatto per la forza pura, non avrà la stessa corrispondenza tra "trofismo e capacità contrattile" di uno sportivo specializzato in questo ambito.

Ci sarebbe molto di cui parlare in riferimento alla soggettività. Chi è portato al culturismo, non sarà mai un runner, un centometrista o un ginnasta di successo. Ma questo dipende dalle sue soggettive potenzialità e predisposizioni, non da ciò in cui "potrebbe trasformarti il bodybuilding".

Non di meno, la capacità di "costruire muscolo" non è uguale per tutti. E il muscolo pesa! In diversi sport si valuta la capacità di forza in relazione al peso complessivo dell'atleta. I bodybuilder, in tal senso, non sono certo competitivi. Tuttavia il culturista cerca una crescita muscolare di tutti i distretti, che ovviamente contribuiranno ad aumenta il peso, mentre ad esempio il powerlifter non si concentrerà mai sullo sviluppo della massa di bicipici, tricipiti, deltoidi, polpacci ecc.

La salute del culturista

Cercando di incrementare la muscolatura senza allenare le altre capacità orienterà l'organismo solo in quella direzione; in questo senso, l'organismo del bodybuilder è limitatamente interessato da quelli che sarebbero i benefici legati allo sport in genere - attenzione, "limitatamente2 non significa "per nulla".

Ma c'è da fare una precisazione: il culturista del nuovo millennio è un soggetto ben più evoluto e consapevole rispetto al bodybuilder del secolo scorso.

Anche il bodybuilder medio ha a cuore la propria salute, la propria funzionalità e la propria qualità di vita. Non esiste bodybuilder che si possa definire tale che non esegua costantemente attività aerobica, sia per aumentare il consumo energetico che per migliorare la funzionalità cardio circolatoria e polmonare, o che non si cimenti in esercizi di mobilità articolare e flessibilità muscolare.

Dirò di più. Grazie all'avvento del wellness come atteggiamento globale verso lo stile di vita, il culturismo "popolare" si è progressivamente allontanato dall'uso della "chimica" e, al tempo stesso, si è avvicinato al concetto di salute a tutto tondo – che abbiamo riassunto nell'articolo sul Personal Coaching e sulla Funzionalità Totale.

Leggendo tutto questo, l'idea che avevamo del "bodybuilder medio" potrebbe essere già cambiata a sufficienza... ma chi è veramente il bodybuilder?

Cultura Estetica

Chi è il bodybuilder?

Bodybuilder è colui che pratica bodybuilding, perseguendo il modellamento del corpo, con specifico riferimento alla costruzione muscolare, la riduzione del grasso sottocutaneo e al miglioramento delle proporzioni.

Non è scritto da nessuna parte che per essere un culturista sia necessario iscriversi a dei circuiti di competizione.

Se ci pensate, per un amante della corsa è lo stesso. Stimando quanta gente corre a piedi e, di questa, quanta si cimenta nelle gare di running, scopriremmo che quella degli agonisti è una piccolissima fetta di popolazione.

Peraltro c'è da sottolineare che, a dispetto di quanto la maggior parte della gente creda, acquisire massa muscolare non è affatto semplice.

È tipica l'affermazione: "evito l'uso dei pesi perché non vorrei diventare troppo muscoloso/a". Magari ci volesse così poco!

E in che modo si potrebbe modellare un gluteo senza ipertrofizzarlo? Per costruire due natiche tipicamente "brasiliane", se alla base non si osserva una genetica favorevole, è fondamentale usare bilancieri pesanti e darci dentro esattamente come un bodybuilder.

Quindi, facciamoci qualche domanda e rispondiamo onestamente:

  • "Ho mai cercato di ridurre il grasso corporeo?" (significa dimagrire, evidenziando gli addominali o snellendo le cosce).
  • "Ho mai cercato di costruire ulteriormente le mie masse muscolari?" (potenziare i pettorali o rendere più tondi i glutei).
  • "Ho mai cercato di migliorare le mie proporzioni?" (ridurre il girovita, allargare le spalle ecc.).

Chiunque tenga al proprio stato di forma fisica, ha cercato di intervenire sulla propria composizione corporea.

Pertanto, non cediamo ai luoghi comuni e ai pregiudizi. Un culturista che si specchia in palestra non lè diverso da chi lo fa tra le mura domestiche!

Lato Oscuro

Il lato oscuro del bodybuilding

Poniamo le cose in chiaro: il bodybuilding non è tutte rose e fiori.

Lungi dall'autore voler proporre l'immagine del culturista come fosse una sorta di "maestro zen con i muscoli". Pertanto, in questo articolo offriremo anche il "rovescio della medaglia".

I margini fisiologici di crescita muscolare e di riduzione della massa grassa sono spesso molto più bassi di quanto ci si possa aspettare. Non è colpa di nessuno; è così e basta.

Questo "bicchiere" tuttavia, può essere visto "mezzo pieno o mezzo vuoto":

  • Fortunatamente non c'è modo di conoscere effettivamente i propri limiti;si hanno infinite possibilità di poter progredire cambiando metodo o sistema di allenamento e dieta (un coping che potremmo definire positivo);
  • La statistica suggerisce che, dopo circa 3 anni di allenamento intenso, la crescita muscolare mediamente rallenta quasi arrestandosi. Per di più, tagliando troppo le calorie per cercare la definizione oltre il proprio set-point, l'organismo reagisce quasi sempre logorando anche le masse muscolari. L'unico modo per continuare a migliorare è usare i farmaci (un coping senz'altro negativo).

Per dirla tutta, non è che il secondo ragionamento sia così lontano dalla realtà - che non significa sia giusto, ma ha una base di verità.

Non tiene però conto dei rischi legati ai protocolli dopanti e implica un maggior interesse per il risultato estetico piuttosto che per l'allenamento in sé. Questo non è un atteggiamento da sportivo - nonostante sia comune anche tra altri atleti.

Col senno di oggi e volgendo lo sguardo al passato, ricordandoci che quarant'anni fa vigeva una cera ignoranza, questo ragionamento si poteva considerare eticamente meno grave rispetto all'epoca contemporanea. Oggi sarebbe impossibile trovare una motivazione sufficiente a giustificare l'uso di farmaci dopanti, in qualunque contesto.

Bodybuilding, immagine corporea e DCA

Un altro dato interessante è che l'uso di farmaci, nel complesso (quindi non solo nel bodybuiulding), sia quantitativamente (non in proporzione) molto più diffuso tra gli amatori che tra gli agonisti.

Cosa ci dice questo fatto?

Che la passione per la cultura estetica cela, in realtà, un forte disagio per la propria condizione fisica; questo sarebbe tale da contemplare addirittura i rischi legati a queste condotte inappropriate.

Nella pressoché totalità dei casi di vigoressia e di bulimia nervosa insiste una vera e propria ossessione per l'attività fisica, che rappresenta sia un mezzo di purgazione (attività aerobica) che di rimodellamento (attività di muscolazione) - con percentuali diverse a seconda del disturbo, della gravità, dell'evoluzione e della soggettività.

Specifico che non si sta insinuando che tutti gli amanti della cultura estetica siano psicologicamente compromessi.

E' tuttavia innegabile che le relazioni tra comportamenti al limite della ragionevolezza e disturbi legati alla propria immagine corporea sono davvero molto forti, e che una maggior consapevolezza in merito tutelerebbe la popolazione dall'insorgenza di vari disagi psicologici, spingendoli ad assumere un atteggiamento differente nei confronti dell'aspetto esteriore.

E gli sportivi?

Attenzione però, quanto detto non vale solo per il culturismo; anche per gli sport.

Le applicazioni dopanti nel contesto delle piccole competizioni amatoriali sono infatti più numerose di quanto si creda.

Doparsi per "vincere il prosciutto" in palio alla gara del quartiere non mette certo lo sportivo in condizioni di poter giudicare un bodybuilder – anche se lo facesse semplicemente per mostrare il proprio corpo in spiaggia.

Per ricollegarci al discorso fatto nel paragrafo precedente inoltre, anche i casi di disturbi del comportamento alimentare legati alla pratica sportiva sono estremamente elevati. Camuffare il tentativo di dimagrire con l'intento salutistico di fare attività fisica è un atteggiamento particolarmente diffuso.

Conclusioni

Oggi non esiste più una netta distinzione tra culturismo e certe attività motorie ricreative.

Il "classico" praticante di Crossfitt ad esempio, è interessato a ricomporre il proprio organismo tanto quanto un bodybuilder; ciò che cambia sono gli obbiettivi.

Pertanto, da un lato invitiamo l'intera comunità del bodybuilding nel proseguire la propria crescita culturale per migliorare l'immagine di questa attività, e dall'altro vorremmo spronare tutti coloro che hanno sempre avuto pregiudizi in merito a togliersi (almeno per una volta) il paraocchi.

Non può essere un singolo caso, per quanto chiacchiericcio e scalpore faccia, a rappresentare un'intera categoria.

Autore

Riccardo Borgacci

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie - indirizzo Tecnico Sportivo Laureato in Dietistica
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer