Perché è un errore non fare stretching prima di allenarsi

Perché è un errore non fare stretching prima di allenarsi
Ultima modifica 16.02.2021
INDICE
  1. Le conseguenza di non fare stretching
  2. Come iniziare una routine di stretching
  3. Esercizi di stretching base

Facendo sport, molte persone commettono l'errore di concentrarsi solo sulla fase dell'allenamento, dimenticandosi completamente dello stretching pre e post sessione, importantissimo per non sottoporre i muscoli a stress eccessivi.

Le conseguenza di non fare stretching

Prima di iniziare la sessione fitness però, fare esercizi di allungamento è fondamentale, onde evitare spiacevoli conseguenze. Ecco le più comuni.

Allenare i muscoli può aiutare anche a combattere le infiammazioni croniche.

Lo stretching può anche essere utile per migliorare le rigidità alle ginocchia.

Esistono vari tipi di stretching, uno di questi è lo stretching attivo

Lo stretching andrebbe fatto anche subito dopo l'allenamento. Ma esistono altre azioni da compiere dopo essersi allenati

Problemi di postura

Non fare stretching con regolarità, soprattutto prima di una sessione ginnica, con il passare del tempo comporta maggiori probabilità di assumere una postura sbagliata, e in particolare una posizione gobba, dovuta alla forza di gravità che, se non si ha l'abitudine di stendere i muscoli, fa inconsciamente curvare in avanti.

Un allineamento improprio della schiena, se non corretto, può dar vita a problemi come lombalgia e dolore al collo e ostacolare i normali movimenti quotidiani. Man mano che la postura diventa progressivamente peggiore, infatti, anche salire una rampa di scale, sedersi su una sedia o allungarsi sotto il letto per prendere qualcosa può diventare più difficile, soprattutto con l'avanzare dell'età.

La flessibilità corporea, inoltre, diminuisce ogni anno di più e lo stretching è uno dei modi migliori per combattere l'invecchiamento fisico.

Aumento della probabilità di infortuni

Il motivo principale per cui la flessibilità diminuisce con il tempo è che la percentuale di acqua nel corpo diventa sempre meno con l'avanzare dell'età. Nello specifico, una minore concentrazione di acqua all'interno di muscoli, legamenti e cellule dei tendini può portare a lesioni perché quando questi ultimi non sono più molto spugnosi la loro resistenza allo sforzo è inferiore. Poiché la mobilità articolare influenza anche l'equilibrio, le persone con muscoli tesi corrono un rischio maggiore di cadere, mentre chi fa stretching regolarmente mostra un miglioramento significativo nell'equilibrio. A confermarlo anche uno studio del 2018 secondo il quale avere una maggiore libertà di movimento nelle caviglie migliora l'equilibrio, soprattutto quando si salgono e scendono le scale.

Inoltre, trascurare gli esercizi di allungamento prima di allenarsi può portare a infortuni perché un muscolo freddo si affatica più velocemente ed espone al rischio di lesione anche i tendini e legamenti ad esso attaccati. Lo stretching in questa fase serve anche al corpo per avvertire il muscolo che sarà messo sotto stress.

Per evitare dolore e infortuni come borsite o tendinite è molto importante anche fare stretching dopo essersi allenati, per consentire ai muscoli un recupero graduale ed evitare che passino dalla fase di movimento a quella di riposo troppo bruscamente.

Peggioramento delle prestazioni sportive

Una maggiore flessibilità può migliorare la forza, la resistenza e la prestazione sportiva in generale. Se i muscoli sono troppo tesi, infatti, il corpo potrebbe non essere in grado di attivare le fibre necessarie per compiere movimenti veloci, come quelli delle anche in occasione di sprint rapidi.

I muscoli, infatti, funzionano un po' come gli elastici e allungarli il più possibile conferisce loro più energia per contrarsi, maggiore forza, agilità e tempo di reazione più veloce.

Lo stretching, infine, migliora anche la circolazione perché compiere esercizi di allungamento fa arrivare più sangue ai muscoli, necessario per compiere al meglio i movimenti.

 

Provare anche gli esercizi da fare a letto dopo aver dormito male.

Utile anche lo stretching per le aderenze addominali

Come iniziare una routine di stretching

Chi non è solito praticare stretching ed esercizi di allungamento muscolare funzionali alla propria flessibilità può iniziare con alcuni esercizi base, individuando i muscoli sui quali intende lavorare maggiormente in fase di allenamento e concentrandosi su di essi. Nel tempo poi, per ottenere maggiori benefici da questa pratica, si può iniziare a incidere su altre parti del corpo e a fare dello stretching un appuntamento regolare all'interno della routine di fitness.

Se a mancare sono le motivazioni, un buon modo per spronarsi può essere quello di stilare una lista di obiettivi di stretching, completa di esercizi, ripetizioni, date di esecuzione ed eventuali progressi. È importante, infatti, rendersi conto in modo concreto dell'importanza dello stretching e dei tanti miglioramenti che può portare al fisico, che vanno dal minor indolenzimento a un migliore equilibrio e flessibilità, fino a prestazioni atletiche più soddisfacenti.

Esercizi di stretching base

Allungamento in avanti

  • Sedersi a terra con le gambe ben stese.
  • Inclinarsi in avanti, mantenendo la schiena dritta e le ossa dell'anca appoggiate al pavimento.

Agisce su: muscolatura della schiena e della parte posteriore delle gambe.

Allungamento dei glutei

  • Da posizione eretta, mettere una gamba davanti all'altra.
  • Flettere la gamba anteriore e stirare quella posteriore, mantenendo i fianchi ben allineati e portando il peso del corpo sulla gamba flessa.

Agisce su: glutei e arti inferiori.

Allungamento della schiena

  • Aiutandosi con un materassino, sedersi sui talloni e stirare le braccia in avanti verso terra, in modo che la testa resti tra le braccia.
  • Mantenere la posizione per qualche secondo e tornare a quella di partenza.

Agisce su: muscoli della schiena.

Allungamento posteriore del collo

  • Sedersi sul pavimento con le gambe incrociate.
  • Incrociare le dita delle mani dietro la testa e, senza appoggiare il mento al petto, abbassare la testa, stirando la parte posteriore del collo.